Bayern genetik - Periodici PVI

Bayern genetik - Periodici PVI

Bayern genetik - Periodici PVI

  • PROFESSIONE A ALLEVATORE ALLEVATORE Anno 36
  • NUMERO 4
  • 1/15 MARZO 2019 www.pointvet.it ISSN 1825-3199 QUINDICINALE DELL’ALLEVATORE DI BOVINI Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Brescia - Una copia € 4,20 > SERVIZIO > FORAGGICOLTURA Riscopriamo il trifoglio pratense > GESTIONE > ATTREZZATURE Comportamento delle bovine e cucce
  • e www.professioneallevatore.it Come inserire nuovo personale Fa
  • orie TObia L’avventura dell’Uht

Bayern genetik - Periodici PVI
  • L’editoriale 4 Attualità 6 AZIENDE Due ceppi di lievito per vitelli più sani 12 CIRIO DAIRY MEETING 2019 Alle fondamenta dell’eccellenza nella produzione di latte 14 CELLULE SOMATICHE Esiste un legame tra CCS e aspetti comportamentali 18 GESTIONE DEL PERSONALE Il modo migliore per introdurre in azienda un nuovo dipendente 20 GIORNATE IN AZIENDA DEATECH Meno farmaci se si lavora bene fin dai primi giorni 38 ATTREZZATURE Il comportamento delle bovine dice la comodità delle cuccette 42 SANITÀ Ipocalcemia subclinica in bovine all’inizio della lattazione 45 SOMMARIO Professione Allevatore ­ quindicinale dell’allevatore di bovini Anno 36 ­ NUMERO 4 ­ 1/15 Marzo 2019 Professione Allevatore ­ quindicinale dell’allevatore di bovini
  • SPAZIO SELEZIONE DI FABIOLA CANAVESI Geneticaebiosicurezza 46 RUBRICHE Direttore responsabile: Gabriele Lanzarotti Coordinamento redazionale: Luca Acerbis (Tel. 02 ­ 60 85 23 27) (e­mail: redazione@professioneallevatore.it) Redazione: Monica Viacava (web, video) (Tel. 02 ­ 60 85 23 34) (e­mail: redazione@professioneallevatore.it) Pubblicità: Riccardo Cini (responsabile) (Tel. 02 ­ 60 85 23 20) Assistente Pubblicità: Lucia Medas (e­mail: marketing@pointvet.it) Abbonamenti: Donatella Sgaria (Tel. 02 ­ 60 85 23 32) (e­mail: abbonamenti@pointvet.it) Editore Point Vétérinaire Italie s.r.l. Edizioni Veterinarie Agrozootecniche Via Medardo Rosso, 11 ­ 20159 Milano Tel. 02 60 85 23 00 (8 linee) E­mail: info@pointvet.it ­ www.pointvet.it Abbonamento per 12 mesi (Tariffe 2019) Italia: € 73,50 (Studenti: € 51,50) ­ Estero: € 146,00 Il relativo pagamento può essere effettuato a mezzo c/c postale n° 21747209 oppure bonifico bancario IBAN IT89C0569601620000010074X07 intestato a POINT VETERINAIRE ITALIE S.r.l. www.professioneallevatore.it L’abbonamento comprende 19 fascicoli L’abbonamento può essere sottoscritto in qualsiasi giorno dell’anno, vale 12 mesi e decorre dalla data di ricezione della rimessa con la spedizione dal numero immediatamente successivo. Una copia: € 4,20 + spese di spedizione Arretrato: € 7,00 + spese di spedizione Iva assolta dall'editore ai sensi dell'art. 74, primo comma, lett. C) del D.P.R. N. 633/1972 successive modificazioni ed integrazioni. La ricevuta di pagamento del conto corrente postale è documento idoneo e sufficiente ad ogni effetto contabile, pertanto non si rilasciano fatture.

Proprietà letteraria riservata. È vietata ogni riproduzione integrale o parziale di quanto è contenuto in questo numero senza l’autorizzazione dell’editore e degli autori. In ogni caso è obbligatoria la citazione della fonte “Professione Allevatore”. Registrazione Tribunale di Milano n° 87 del 18 febbraio 1984 Iscrizione al ROC n° 3276 del 30/11/2001 Tipografia Aziende Grafiche Printing S.r.l. Peschiera Borromeo (Milano) Foto di copertina: Anton Havelaar Questa rivista è stata inviata tramite abbonamento. L’informativa sul trattamento dei dati personali è consultabile sul sito www.pointvet.it Gli articoli contenuti in questo numero esprimono il pensiero degli autori e non rappresentano necessariamente la linea editoriale di PVI, che rimane autonoma e indipendente.

10 AZIENDE IN PRIMA PAGINA Fattorie TObia. La via dello spaccio aziendale e del latte Uht Per ora sono solo in quattro allevatori, ma l’esperienza è all’inizio, l’interesse cresce e le possibilità che se ne aggiun­ gano altri molte. Le stalle in questione sono quelle che hanno dato vita all’esperienza del latte TObia, una inizia­ tiva che nasce dal basso, dai produttori, per dare più valore al latte prodotto.

  • PROFESSIONE AGRICOLTORE 30 Foraggio e fibra alle origini del latte Si è svolta il 15 febbraio scorso a Piacenza la terza edizione del “Convegno internazionale sui foraggi”. Un evento di al­ tissimo livello tecnico e scientifico, che ha radunato alcuni tra i migliori esperti mondiali. Si è parlato di come valutare il valore nutrizionale dei foraggi, di quali sono i fattori che governano i processi di insilamento, del ruolo di nuovi e vecchi foraggi. Cercando di dare una risposta alla do­ manda su come ottenere più latte dai propri foraggi.
  • Trifoglio pratense: una leguminosa foraggera da (ri)considerare con attenzione 21
  • Suoli mediterranei: le migliori alternative per ridurre le perdite di CO2 e aumentare la fertilità 26
  • La composizione del mais calcolata sulle previsione meteo 28 30 CONVEGNO
Bayern genetik - Periodici PVI

4 L’EDITORIALE di Luca Acerbis Nelle filiere di eccellenza la catena del valore parte dalla stalla Qualcuno ha mai avuto occasione di vedere come lavorano le maestranze della Ferrari? Intendo gli addetti, ma anche gli ambienti di produzione, gli spazi, i colori, l’immagine. Quello che si percepisce immediatamente è che il gioiello che esce da quella fabbrica non solo ha una dotazione di tecnologia e materiali eccellente, ma anche un cuore umano che batte di passione e un’immagine che la rinforza e sottolinea. Chi compra una Ferrari acquista anche una gamma di emozioni, si dice.

Ma tutto questo sarebbe possibile se un documentario di qualche inviato con telecamera nascosta mostrasse ambienti di lavoro dissestati, sporchi, trasandati; addetti che lavorano come se fossero responsabili unicamente di una piccola parte della catena produttiva, senza pensare che solo l’eccellenza di chi sta a valle permette l’eccellenza di ciò che sta a monte? Pezzi di fabbrica fatiscenti vicino a pezzi di fabbrica bellissimi? Per farla breve: qualcosa nell’emozione di chi compra a caro prezzo, e che di una fabbrica non conosce nulla ma percepisce a pelle sensazioni guidate soprattutto dall’occhio, si romperebbe.

Magari facendogli sorgere il dubbio che anche un macchina di marca meno blasonata potrebbe fare lo stesso, alleggerendo meno il suo conto in banca.

Ebbene, quando si pensa a prodotti italiani di eccellenza, siamo sicuri che l’immagine vendibile insieme con la sostanza sia a prova di bomba (mediatica)? No, non lo è. Certo è difficile: un conto è organizzare su standard di eccellenza una fabbrica, un altro è farlo con filiere di migliaia di produttori, ognuno dei quali è padrone a casa sua. Ma, è davvero così? Davvero ognuno è padrone a casa sua? Non proprio. Perché un futuro di redditività per le nostre Dop più note dipende anche dall’immagine che esse danno nelle loro articolazioni produttive, a partire dalla base.

Il patrimonio di immagine di un prodotto è una costruzione che sta in piedi solo se è integra dalle fondamenta al tetto.

Se alla base qualche cosa è friabile (bastano poche stalle dove si tengano animali da codice penale, dove sporcizia e faciloneria siano la regola, dove si rinvengano prodotti vietati e via discorrendo) tutta la costruzione vacilla. Si può assumere il migliore esperto di marketing per spiegare che siamo al top di benessere, per dire, ma se poi arriva l’inviato d’assalto che mostra una stalla da galera, quelle immagini faranno più danno delle tantissime ottime realtà, perché insinueranno il dubbio.

Insomma, ognuno è padrone a casa sua, certo, ma fino a un certo punto, quando si è dentro una logica di filiera. Quando si deve vendere un prodotto a un prezzo più alto di altri (che potrebbero essere percepiti come similari) non c’è anello delle catena che può essere trascurato. E, volenti o nolenti, l’ambiente stalla è il più delicato, per non dire critico. L’immagine che si costruisce e si rinforza è una responsabilità di tutti e varca i confini di ogni cancello.

Ogni allevamento è un anello di questa catena, non solo per il latte che fa ma anche per l’immagine che dà (volente o, generalmente, senza che lo sappia, se non a posteriori) sulle infinite piattaforme digitali dove queste immagini hanno vita perenne.

Purtroppo basta un solo anello difettato a rendere debole una catena. Anche la catena di trasmissione del valore. Professione Allevatore ­ Numero 4 - 1/15 Marzo 2019

Bayern genetik - Periodici PVI

Nata dalla voglia di condividere valori ed ideali per un mondo migliore. Nata per garantire la sicurezza alimentare dalla campagna alla tavola. Nata per essere un punto di riferimento HYPRED ITALIA Via IV Novembre, 56, 26013 Crema CR Tel. +39 0373 501273 - info.it@kersia-group.com - www.kersia-group.com ESCLUSIVA TECNOLOGIA KERSIA ASSICURA UN RILASCIO COSTANTE DEI NUTRIENTI PER 4 MESI PIÙ LATTE PIÙ QUALITÀ PER UN RUMINE EFFICIENTE PER VITELLI SANI E FORTI PER LA FERTILITÀ PER PIEDI SANI

Bayern genetik - Periodici PVI

Professione Allevatore ­ Numero 4 - 1/15 Marzo 2019 6 Export, Confagricoltura: effetti gravi dall’em­ bargo russo “Le conseguenze economiche dell’embargo della Russia sulle importazioni di prodotti agricoli e dell’industria alimentare sono molto pesanti per l’Italia.

Dall’entrata in vigore del divieto di importazione di molti prodotti agricoli e dell’industria alimentare, il valore annuo delle esportazioni italiane (confronto 2018 su 2013) risulta ridotto di 153 milioni di euro (-22%), dopo aver raggiunto nel 2015 la punta di 324 milioni di euro”. Lo rileva il Centro studi di Confagricoltura nel Rapporto:” Conseguenze economiche dell’embargo della Russia sulle importazioni dall’Italia di prodotti agricoli e dell’industria alimentare”. I settori produttivi più colpiti, per Confagricoltura sono la frutticoltura (-100%), il comparto delle carni (-99,9%) e quello degli ortaggi (-99,7%).

Seguono il latte e derivati (- 93%) e le preparazioni di cereali (-31,3%). Le regioni italiane più danneggiate solo nel 2018 rispetto il 2013, sono state l’Emilia Romagna (-67 milioni di euro), il Piemonte (-42 milioni di euro) e il Veneto (-40 milioni di euro).

Tenendo conto – ha stimato il Centro Studi di Confagricoltura - della crescita delle esportazioni italiane di prodotti agricoli e dell’industria alimentare verso la Russia nel periodo 2009-2013, e proiettandola nel periodo 2014- 2018, si stima che il valore complessivo della perdita economica dell’Italia a causa dell’embargo russo sia stato 2.431 milioni di euro. Nel 2020 arriverebbe a 3.706 milioni di euro “. Intanto gli agricoltori russi, incentivati dal loro governo a tendere all’autosufficienza alimentare, perseguono l’aumento produttivo in termini quantitativi e qualitativi. “Sollecitiamo l’Ue a riconsiderare le posizioni assunte – conclude Confagricoltura – poiché c’è il rischio che i nostri prodotti non trovino più spazio su questo importante mercato”.

Produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, aperto bando Ismea È aperto fino al 20 maggio 2019 un bando di finanziamento Ismea dedicato a progetti di investimento in materia di produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e alimentari. Il bando si rivolge a società di capitali, anche in fomra cooperativa, finanziariamente sane, che operano nel settore agricolo e agroalimentare. Sono erogati finanziamenti di durata massima di quindici anni, per un importo fino al 100% per cento delle spese ammissibili, a tasso agevolato (pari al 30% del tasso di mercato).

Gli investimenti devono essere compresi tra i 2 e i 20 milioni di euro e devono riguardare in particolare: - investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria; - investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e per la commercializzazione di prodotti agricoli; - investimenti concernenti beni prodotti nell’ambito delle relative attività agricole, individuati ai sensi dell’art. 32, comma 2, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; - investimenti per la distribuzione e la logistica, anche su piattaforma informatica, di prodotti agricoli compresi nell’allegato I del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Per approfondimenti: http://www.ismea.it/flex/cm/p ages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9755 FederBio soddisfatta: la Camera approva al­ l’unanimità la mozione che limita l’uso di pesticidi È stata approvata alla Camera la mozione bipartisan che prevede un limite all’utilizzo in agricoltura della chimica di sintesi, maggiori controlli, la valorizzazione dell’agricoltura biologica, introduzione delle distanze di sicurezza dalle abitazioni, dalle zone frequentate dalla popolazione e dalle coltivazioni biologiche per evitare la contaminazione da pesticidi. Passata all’unanimità con 453 voti e il sostegno di tutte le forze politiche, la mozione che frena l’uso di pesticidi a favore della sicurezza alimentare è frutto anche dell’impegno di una coalizione di Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica, portato avanti con Cambia la Terra, il progetto di informazione e sensibilizzazione sul biologico voluto da FederBio con Isde-Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu e WWF e di tanti cittadini che si sono espressi anche attraverso una petizione condotta dal gruppo facebook No pesticidi.

  • L’atto ha come obiettivi la protezione della salute, la tutela ambientale e la difesa del made in Italy puntando alla sostenibilità della nostra agricoltura e impegna il governo a risolvere il problema dei multiresidui attraverso un maggior monitoraggio degli alimenti e controlli a livello nazionale ed europeo. “Il voto unanime del Parlamento italiano per una mozione che chiede al Governo di limitare l’utilizzo dei pesticidi chimici di sintesi e di favorire le alternative, fra cui l’agricoltura biologica, fa seguito al voto quasi unanime della Camera dei deputati lo scorso dicembre sul progetto di legge per l’agricoltura biologica. Entrambi questi voti, che superano schieramenti partitici e contrapposizioni ideologiche ed esprimono un sentimento diffuso fra i cittadini, impegnano il Governo a scelte chiare già nei prossimi giorni quando si avvierà il lavoro di revisione del Piano nazionale per l’uso sostenibile dei pesticidi. La definitiva approvazione da parte del Senato della legge sull’agricoltura biologica è dunque il passaggio fondamentale per iniziare a lavorare concretamente per la transizione dell’agricoltura italiana alla sostenibilità non solo ambientale e sociale ma anche economica, come chieATTUALITÀ PROFESSIONE ALLEVATORE ogni quindici giorni l’essenziale dell’informazione per capire, decidere e riuscire in allevamento Asta delle bovine nate e allevate nel Comprensorio del Parmigiano Reggiano, vendu
  • i capi a quotazioni elevate Ancora una volta gli allevatori, con le loro splendide bovine da la
  • e, sono sta
  • i grandi protagonis
  • dell’Asta riservata al bes
  • ame nato e allevato all’interno del Comprensorio del Parmigiano Reggiano, svoltasi sabato 23 febbraio presso la Stalla ex Centro tori del Con­ sorzio agrario provinciale di Parma.
  • L’inizia
  • va è stata organizzata come sempre dall’Associazione regionale allevatori dell’Emilia Romagna in collaborazione con il Consorzio agrario di Parma e ha registrato una massiccia partecipazione di operatori, interessa
  • alla compravendita dei migliori esemplari di bovine in la
  • azione, ognuna con una produzione di la
  • e giornaliera oscillante tra i 30 e i 40 litri. “Tu
  • i sogge
  • in esposizione sono sta
  • vendu
  • – dichiara soddisfa
  • o il dire
  • ore di Araer, Claudio Bovo ­ con quotazioni ben superiori alla base d’asta. Questo dimostra non solo la validità dell’inizia
  • va, ma sopra
  • o me
  • e in evidenza la ne­ cessità di un confronto tra allevatori che dalle nostre par
  • , rispe
  • o al passato, si era per­ duto. Il fa
  • o poi che il bes
  • ame che ha sfilato nel ring rappresen
  • i più eccellen
  • risulta
  • enu
  • dal miglioramento gene
  • co della razza è un ulteriore valore che si ag­ giunge a consun
  • vo di un bilancio decisamente posi
  • vo. La reddi
  • vità delle aziende che producono per il Parmigiano Reggiano sta registrando un andamento favorevole, ma i pro­ blemi non mancano.
  • Pensiamo solo alla perdurante siccità di ques
  • mi due mesi che potrebbe pregiudicare le imminen
  • semine, il cui raccolto è des
  • nato all’alimentazione delle bovine. Senza di­ men
  • care l’impegno riguardo gli aspe
  • sanitari e norma
  • vi che da parte degli allevatori richiede un’a
  • enzione sempre costante e aggiornata”. Calato il sipario su questa quarta edizione dell’Asta delle bovine nate e allevate nel Com­ prensorio del Parmigiano Reggiano, e alla luce del successo registrato, già si pensa al pros­ simo appuntamento che si terrà a breve e al quale gli organizzatori stanno già lavorando. Nelle immagini due degli splendidi esemplari di bovine da la
  • e compravendute.
Bayern genetik - Periodici PVI

Professione Allevatore ­ Numero 4 - 1/15 Marzo 2019 7 dono anche le manifestazioni dei pastori e degli agricoltori di questi giorni”, ha dichiarato Paolo Carnemolla, presidente FederBio. Silvano Turato nuovo presidente Anarb Di Villafranca Padovana (Padova), allevatore storico della razza Bruna italiana, esperto di razza, presidente di Sezione, già consigliere Anarb per quasi un decennio negli anni 2000, Silvano Turato è stato eletto numero uno degli allevatori italiani della razza Bruna dal consiglio direttivo dell’Associazione, con il più totale e unanime consenso.

Altrettanto unanime l’elezione dei vice presidenti che affiancheranno Turato nella guida dell’Associazione: Flaminio Locatelli e Onofrio Maellaro.

Con una età media che supera di poco i quarant’anni – più della metà dei nuovi consiglieri è poco più che trentenne – fanno inoltre parte del consiglio (in ordine alfabetico): Bergonzani Daniele (Emilia Romagna), Loffreda Pasquale (Campania, Basilicata, Calabria e Molise), Marchi Ivo (Toscana, Umbria, Lazio), Marzari Walter (Bolzano), Oradini Cristian (Trento), Pella Silvio (Piemonte e Liguria), Silvestri Marco (Lombardia) e Zischg Peter (Bolzano), oltre ai già citati S. Turato (Veneto e Friuli), F. Locatelli (Lombardia) e O. Maellaro (Puglia).

L’azienda agricola Turato, sita nel padovano, a Villafranca Padovana, ha sempre allevato bovini della razza Bruna, da generazioni. “Per efficienza produttiva e per l’alta qualità del latte prodotto” evidenzia il neo eletto presidente Anarb, capo dell’allevamento di famiglia. Circa 130 i capi allevati – tutti bruni – con una media annuale produttiva pari a 9.062 kg latte, 4,34% per il grasso, 3,73 per la proteina e il 3,05% di caseina. Tra le poche aziende di razza Bruna in Italia con soggetti tutti genotipizzati, in termini genetici l’azienda Turato ha raggiunto, negli anni, un livello di giovane bestiame pari al miglior 3% della popolazione (rank 97), senza trascurare le affermazioni nelle manifestazioni zootecniche anche a carattere internazionale.

Un’azienda agricola, quella guidata da Silvano Turato, in evoluzione continua e al passo con i tempi, che nei momenti difficili ha saputo mettersi in discussione affrontando la crisi puntando su qualità del prodotto, efficienza dei processi e della stalla, trasformazione del latte e rapporto diretto con il consumatore finale. Persona, quindi, capace di rimboccarsi le maniche e di guardare avanti. Al nuovo presidente gli auguri di buon lavoro di Professione Allevatore.

Ue riprenderà da Italia 8,6 milioni di fondi Pac per errori di spesa L’Ue dovrà recuperare dall’Italia quasi 8,6 milioni di fondi Pac su cui sono stati riscontrati errori di spesa. Lo ha sancito la Commissione europea in una decisione pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e ripresa da Ansa AgriUE. Nel dettaglio, le risorse spese utilizzate dal Belpaese in modo non conforme riguardano errori nella spesa dei fondi Feaga (aiuti diretti e misure di mercato) e Feasr (sviluppo rurale) e vecchie procedure di liquidazione dei conti risalenti al 2007, 2016 e 2017. (www.cia.it) Ambiente, con 17,9 mq verde a testa a Milano tornano misure anti smog Allerta inquinamento in diverse zone della Lombardia a partire da Milano, per le alte concentrazioni di polveri nell’aria favorite anche dall’effetto combinato dei cambiamenti climatici e della ridotta disponibilità pro capite di spazi verdi.

Nel capoluogo lombardo, infatti, ogni abitante può contare in città solo su 17,9 metri quadrati di verde urbano a testa, a fronte di una media italiana di 31 metri quadrati. È quanto afferma la Coldiretti regionale sulla base dei dati Istat in occasione dell’adozione delle misure temporanee di ATTUALITÀ

Bayern genetik - Periodici PVI

Professione Allevatore ­ Numero 4 - 1/15 Marzo 2019 8 primo livello in diverse province della Lombardia, dove per 4 giorni consecutivi è stato superato il limite consentito dei livelli di polveri sottili nell’aria. A livello nazionale – spiega la Coldiretti - ogni abitante dispone in città di appena 31 metri quadrati di verde urbano, una situazione che in Lombardia peggiora nel capoluogo ma anche nelle aree urbane di Brescia con 23,1 metri quadrati pro capite; Pavia con 22,5; Bergamo con 22,2; Varese con 18,5 e infine Lecco con 14,2 metri quadrati a testa. Di fronte all’evidente cambiamento del clima in atto – sostiene la Coldiretti – non si può continuare a rincorrere le emergenze, ma bisogna intervenire in modo strutturale favorendo nelle città la diffusione del verde pubblico e privato che concorre a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi.

Una pianta adulta – spiega la Coldiretti – è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno.

La Coldiretti ha stilato la prima top ten delle piante mangia smog, dall’Acero riccio alla Betulla verrucosa, dal Ginkgo Biloba al Bagolaro, dal Frassino comune all’Ontano nero, dal Tiglio selvatico all’Olmo che anche nel proprio giardino sono capaci di ripulire l’aria da migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti come le polveri PM10 che ogni anno in Italia causano circa 80.000 morti premature secondo l’Agenzia europea dell’Ambiente. In questo contesto – conclude la Coldiretti – è stata positiva l’introduzione in manovra del “bonus verde” con detrazioni del 36% per la cura del verde privato quali terrazzi e giardini, anche condominiali.

  • Contro siccità nuove misure dal Parlamento Ue per utilizzo acque reflue in agricoltura Contrastare la scarsità d’acqua e la siccità facilitando il riutilizzo delle acque reflue per l’irrigazione agricola. Questo lo scopo delle misure approvate dal Parlamento Ue, riunito recentemente in plenaria a Strasburgo, con una larga maggioranza di 588 voti favorevoli. Le nuove proposte definiscono gli standard minimi di qualità da rispettare per il riutilizzo dell’acqua destinata all’irrigazione nei campi. Si stabiliscono, inoltre, gli obblighi per gli operatori della produzione, della distribuzione e dello stoccaggio, nonché le misure di gestione del rischio. L’acqua recuperata (ovvero le acque reflue urbane che sono state trattate in un impianto di bonifica) sarà utilizzata per irrigare colture alimentari, colture alimentari trasformate e colture non alimentari. La Commissione dovrà valutare entro cinque anni se l’acqua recuperata potrà essere usata in altri modi. Ora la questione passa in mano al Consiglio Ue, che dovrà adottare la sua posizione in vista del trilogo. Secondo i deputati, gli Stati membri possono nel frattempo consentire che l’acqua recuperata sia utilizzata in altri modi, come il riutilizzo dell’acqua industriale e per scopi ricreativi e ambientali, a condizione che la salute umana, gli animali e la natura siano completamente protetti. (www.cia.it) ATTUALITÀ AGENDA I 8 ­ 9 MARZO 2019 XVII Congresso nazionale Mas
  • s Council Italia. Nuove tecnologie al servizio della sanità delle bovine e della qualità del la
  • e, a Reggio Emilia, presso l’Aula Magna Manodori, Università di Modena e Reggio Emilia, via Allegri 15, organizzato da Mas
  • s Council Italia Informazioni: Mas
  • s Council Italia, c/o Dipar
  • mento di Scienze Veterinarie e Sanità pubblica (DIVET) ­ Mala
  • e Infe
  • ve, via Celoria 10 ­ 20133 Milano, tel. 02 50 31 80 73; fax 02 50 31 80 79; e­mail: info@mas
  • talia.org; www.mas
  • talia.org I 8 ­ 9 MARZO 2019 Scuola di Formazione con
  • nua per adde
  • all’allevamento bovine da la
  • e. III modulo ­ Sanità e benessere, a Zorlesco di Casalpusterlengo (LO), presso il Centro convegni, Palazzina Ente Lombardo per il potenziamento zootecnico, via Centro Tori 1, organizzato da PVI Formazione Uofaa Informazioni: Segreteria Organizza
  • va PVI Formazione Uofaa, tel. 0382 48 31 33; tutor@pviformazione.it; www.pviformazione.it I 9 MARZO 2019 Il veterinario aziendale.Focus sul funzionamento di Classy Farm, a Sassari, presso la Facoltà di Medicina veterinaria, via Vienna 2, organizzato dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Sassari Informazioni: Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Sassari, via Alivia 6 ­ 07100 Sassari, tel. 079 27 60 55, e­mail: segreteria@ordinevet­sassari.it ; www.veterinarisassari.it I 16 MARZO 2019 Il veterinario aziendale. Focus sul funzionamento di Classy Farm (II edizione), a Sassari, presso la Facoltà di Medicina veterinaria, via Vienna 2, organizzato dal­ l’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Sassari Informazioni: Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Sassari, via Alivia 6 ­ 07100 Sassari, tel. 079 27 60 55, e­mail: segreteria@ordinevet­sassari.it ; www.veterinarisassari.it I 16 MARZO 2019 Il veterinario aziendale. Focus sul funzionamento di Classy Farm, ad Abbasanta (OR), presso la Sala Agorà, via Guiso 7, organizzato dall’Ordine dei Medici veteri­ nari della Provincia di Oristano Informazioni: Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Oristano, via della Conciliazione 58 ­ 09170 Oristano, tel. 0783 70 106, e­mail: ordvetor@
  • scali.it; www.ordineveterinarioristano.it I 29 ­ 31 MARZO 2019 Agriumbria 2019, a Bas
  • a Umbra (PG), presso il Polo fieris
  • co Umbriafiere, piazza Moncada, organizzato da Umbriafiere spa Informazioni: Umbriafiere spa, piazza Moncada ­ 06083 Bas
  • a Umbra (PG), tel. 075 80 04 005; fax 075 80 01 389, e­mail: info@agriumbria.eu; www.agriumbria.eu MONDO I 3 ­ 4 APRILE 2019 Dairy Innova
  • on Summit 2019, ad Amsterdam (Olanda), organizzato da Arena Interna
  • onal Events Group Informazioni: Arena Interna
  • onal Events Group; www.arena­interna
  • onal.com/dairy/ COMUNICACI ORA LA TUA MAIL per restare sempre aggiornato sulle ultime novità di PROFESSIONE ALLEVATORE diffusione@pointvet.it ­ 02 60 85 23 32
Bayern genetik - Periodici PVI

V da allevatore ad allevatore LA CURA DEI DETTAGLI FA GRANDI I RISULTATI. A.I.A. Agricola Italiana Alimentare S.p.A. Via Valpantena, 18 - 37142 Quinto (VR) Tel. 045 8097511 - Fax 045 551589 E-mail veronesi@veronesi.it www.veronesi.it Quando scegli un partner per la tua attività pretendi il meglio. Scende in campo al tuo fianco la forza di oltre 50 anni di esperienza nel settore dell’allevamento dei bovini da latte. Veronesi ti offre una costante consulenza tecnica e sanitaria, alimenti zootecnici bilanciati e adatti ad ogni esigenza, e tutte le attenzioni per garantire un prodotto di qualità.

Decidi di crescere con un grande Gruppo che si prende cura dei tuoi interessi e che realizza anche i progetti più ambiziosi.

Bayern genetik - Periodici PVI

Professione Allevatore ­ Numero 4 - 1/15 Marzo 2019 10 SERVIZIO AZIENDE IN PRIMA PAGINA I l 6 febbraio scorso è nata la cooperativa. Soci sono la società agricola La Primula dei Fratelli Rovei di Pianezza (TO), l’azienda Coletto Michele di Piossasco (TO), l’azienda Macchiorlatti Vignat Domenico ed Ines di Racconigi e l’azienda Agricola Panero Fabrizio di Fossano. Presidente della cooperativa è Paolo Druetta, mangimista, ideatore e catalizzatore del progetto. Latte Uht e vendita diretta Valorizzare una parte del latte prodotto, percorrendo la via della vendita diretta ma, e questo è il punto, vendita diretta di latte Uht.

Questa la missione delle Fattorie TObia, dove la TO sta per Torino, a sottolineare il legame con il territorio dell’intera iniziativa. Latte trattato termicamente, quindi, ma che mantiene la sua individualità e il suo collegamento diretto con l’azienda che l’ha prodotto e va ad arricchire la gamma di ciò che il cliente può trovare nello spaccio aziendale.

Un latte che per questa ragione ha un suo nome proprio, rigorosamente torinese, un marchio e presto un disciplinare di produzione volontario a cui gli allevatori coinvolti aderiranno. Questo perché Latte TObia non è, e non vuole essere, soltanto sinonimo di km zero, ma anche di latte prodotto seguendo i più rigorosi criteri di benessere animale, razionale (e quindi minimo) consumo di farmaci, alimentazione sicura e controllata. Tutto quello che il consumatore chiede, e i produttori TObia sono pronti a fornirgli nel brick di latte. Dare più valore al latte Come è nata l’idea che ha portato alla nascita di Latte TObia? “La molla che ha fatto scattare il tutto – racconta Paolo Druetta - è stata ovviamente economica: cercare di valorizzare meglio una parte del latte che non veniva trasformata direttamente nel caseificio aziendale e che, venduta sul mercato spot, veniva pagata cifre irrisorie”.

Ma ci voleva altro per dare sostanza e percorribilità al progetto. “Certo - continua Druetta - alla base c’era la volontà di rendere il nostro latte non più anonimo per il consumatore, ma ben riconoscibile, individuabile e associabile direttamente non solo alla zona, ma addirittura alla stalla che l’aveva prodotto. Non solo. Serviva anche un latte che, a differenza del latte fresco, avesse una vita commerciale ragionevolmente lunga, e questo comportava inevitabilmente il suo trattamento termico”.

Perplessità iniziali ce n’erano e le serate di discussione e approfondimento dell’idea tra i futuri soci non sono mancate. Le perplessità riguardavano la proposta al consumatore di un latte Uht, e non erano soltanto una questione di organizzazione del processo industriale per il trattamento. I dubbi principali riguardavano l’idea stessa di caratteristiche organolettiche specifiche di ogni azienda (gusto, aroma...) e della loro “sopravvivenza” in un latte sottoposto a trattamento termico.

Ogni latte ha la sua azienda Come per tutte le cose, si è capito molto di più in corso d’opera, via via che si procedeva con il progetto.

Per cominciare – ricorda Paolo Druetta - si è deciso di fare quello che normalmente non viene fatto per il classico latte Uht (che deriva da una miscela latti provenienti da stalle diverse, dove spesso i pregi dell’uno vanno a coprire i difetti dell’altro). Ossia, tenere rigorosamente separato il latte di ogni azienda aderente al progetto TObia nel suo percorso verso lo stabilimento per il trattamento e ritorno in azienda in bancali di brick da un litro. Questo ha comportato un aggravio dei costi di trasporto, ovviamente, perché il carico della cisterna nel suo viaggio verso lo stabilimento è incompleto.

Le quantità destinate a latte TObia sono infatti di 2.000 litri/mese per ogni azienda aderente, più o meno il latte di un fine settimana. Si sono fatte delle prove con quantitativi superiori, per stabilizzarsi su questa quantità in equilibrio con le vendite”. Interesse e ottimismo Come stanno andando i primi mesi di questa esperienza? Con la prudenza del caso che non deve mai mancare laddove una start up come questa fa i suoi primi passi e li fa correndo, c’è ottimismo tra i soci. C’è molto interesse, simpatia, richieste di adesione. E il latte si vende. Il FATTORIE TOBIA La via del latte aziendale Uht Per ora sono solo in quattro allevatori, ma l’esperienza è all’inizio, l’interesse cresce e le possibilità che se ne aggiungano altri molte.

Le stalle in questione sono quelle che hanno dato vita all’esperienza del latte TObia, un’iniziativa che nasce dal basso, dai produttori, per dare più valore al latte prodotto.

di Luca Acerbis

Professione Allevatore ­ Numero 4 - 1/15 Marzo 2019 11 prezzo del latte TObia è di 1,40 euro per il latte intero e 1,30 per il parzialmente scremato. Per ora il latte TObia è solo quello di un fine settimana, mentre per gli altri tre è venduto ancora sul mercato, come prima. Il consumatore di riferimento è quello che già frequenta lo spaccio aziendale, che compra normalmente mozzarelle o altri formaggi prodotti e che ora può anche trovare un latte a lunga conservazione rigorosamente locale e, come per i formaggi, prodotto nell’azienda di cui conosce tutto.

E di quella azienda mantiene un suo gusto e aroma, che lo differenza dagli altri latti trattati termicamente, anche da quelli prodotti in altre aziende del circuito TObia. Particolare interessante, la vendita non è solo nello spaccio aziendale: per uno dei produttori c’è stato l’esplicito interesse di un supermercato per avere sugli scaffali anche questo latte Uht rigorosamente a km zero.

Non si vende solo il latte Ma c’è di più. Quello che si vende non è solo il latte. In ogni brick c’è anche l’impegno alla produzione di un latte che è sinonimo di benessere animale, di alimenti locali, di uso razionale e prudente del farmaco. Il tutto non basato su generiche dichiarazioni di intenti, ma certificato da ispettori terzi. Metodo CreNBA per il benessere animale e a seguire percorsi analoghi per quanto riguarda uso dei farmaci e verifica dei razionamenti da parte di ispettori indipendenti. Un disciplinare che racchiuderà tutti questi aspetti è prossimo e diventerà la carta di identità del latte TObia per ognuna delle aziende produttrici che si avvarranno di questo marchio.

  • Obiettivi per il prossimo futuro non mancano, spiega Paolo Druetta. “Innanzitutto vogliamo consolidare questa esperienza per quel che riguarda disciplinari, marchi, packaging. Poi c’è da aumentare le quantità di latte coinvolte perché sono ancora minoritarie rispetto a quelle teoricamente destinabili da ogni azienda. Non tanto aumentando le quantità di latte Uht ma aggiungendo nuovi prodotti, magari formaggi più o meno stagionati o freschi di vario tipo che richiedano procedure più industriali di quelle reperibili nel proprio spaccio. C’è poi da costruire il percorso della comunicazione, per valorizzare i tanti punti di forza di quest’esperienza. Sicuramente a livello locale, ma anche più ampio, per allargare il ventaglio di opportunità di TObia, con il coinvolgimento diretto dei consumatori che potranno essere, grazie alla rete social, nelle stalle dove viene prodotto il loro latte in ogni momento. “Vogliamo - conclude Paolo Druetta - coprire il più possibile il territorio piemontese in maniera puntiforme, con un produttore TObia per ogni comune (o quasi) e la possibilità per il consumatore di comprare un vero latte a km zero, tutto fatto in quell’azienda, con la sicurezza e la praticità dell’Uht” Aperti ad altri circuiti Se i numeri per ora sono limitati (ma numeri dei soci sono destinati ad aumentare presto con allevatori già operativi con altri circuiti: latte fieno, latte biologico, latte a2a2 che già sono pronti ad allargare la “famiglia” TObia), tutto lascia pensare che non lo resteranno per molto, dato l’interesse che sta attirando questa esperienza nata dal basso, rimboccandosi le maniche e proponendo una cosa nuova senza aspettarsi concessioni da chicchessia. Per non dovere arrivare al punto di dover rovesciare il latte sulle strade.
  • SERVIZIO

Professione Allevatore ­ Numero 4 - 1/15 Marzo 2019 12 I l tratto digestivo dei vitelli è particolarmente sensibile soprattutto durante il primo mese di vita, quando l’apparato digerente subisce numerosi e significativi cambiamenti: si evolve infatti dalla sua funzione monogastrica iniziale, alla funzione poligastrica. Inoltre, la separazione precoce dalla madre comporta un non corretto insediamento di microrganismi che degradano la fibra prima dei 60 giorni di età. (Chaucheyras et al., 2016).

I primi due mesi di vita dei vitelli, pertanto, risultano essere decisivi per le performance future e richiedono buone pratiche di gestione ed alimentazione (Bach e Ahedo, 2008).

Un’indagine di campo condotta in Europa nel 2016 (dati interni) indica che, nei vitelli, la morbilità può variare dal 10 al 50%, e la mortalità dal 2 al 10%. Nei primi due mesi di vita i trattamenti veterinari costano tra 8 e 20€ per animale, di cui il 30% sono spesi per cure antibiotiche. Per ridurre queste spese, è necessario assicurare un equilibrio della flora intestinale, un tratto digestivo ben preparato ed una risposta immunitaria ben funzionante. In questo contesto, un nuovo prodotto che include frazioni di lievito specificamente selezionato, ha dimostrato di poter aiutare i vitelli e gli altri giovani ruminanti rinforzando il sistema immunitario e migliorando l’equilibrio del microbiota intestinale.

Questo è stato confermato da un recente studio condotto dall’Università di Bologna. Una nuova frazione di lieviti Lallemand Animal Nutrition ha sviluppato una nuova generazione di derivati del lievito, combinando frazioni di lievito inattivato provenienti da 3 diversi ceppi, ognuno di essi prodotto utilizzando un processo dedicato. Si tratta di 2 ceppi di Saccharomyces cerevisiae e 1 di Cyberlindnera jadinii provenienti dalle colture di Lallemand. Questa innovativa soluzione (YANG, Lallemand Animal Nutrition, Canada) è formulata per rinforzare le difese naturali degli animali agendo sulla risposta immunitaria, grazie ad un effetto sinergico brevettato.

Il meccanismo d’azione è basato su due azioni complementari.

  • Forte capacità di legame con i patogeni: efficace contro un ampio numero di batteri indesiderati, quando comparato a prodotti derivati da un singolo ceppo di lievito.
  • Modulazione ampia e bilanciata del sistema immunitario: grazie all'effetto sulla risposta immunitaria si ottiene una modulazione del sistema immunitario ottimale, senza che ci sia il rischio di sovrastimolazione. Il rischio di sovrastimolazione si può avere in caso di attivazione di un singolo recettore, come avviene con i derivati di lievito tradizionali.

Riduzione dei costi veterinari Precedenti prove di campo e commerciali, hanno dimostrato che questa soluzione nutrizionale porti benefici in vitelli, agnelli e capretti, in situazioni critiche, come per esempio lo svezzamento.

Una prova condotta i Spagna nel 2014, su vitelli di razza Frisona trasportati in un allevamento commerciale, ha dimostrato come la somministrazione di YANG nell’alimento, abbia portato ad una minor morbilità durante questo periodo particolarmente stressante. Gli animali trattati almeno una volta con antibiotici sono AZIENDE YANG DA LALLEMAND Tre ceppi di lievito per vitelli più sani Rinforzare il sistema immunitario e migliorare l’equilibrio del microbiota intestinale dei vitelli salvagarda salute e performance produttive. La gestione dell’alimenta­ zione risulta essere un fattore chiave per limitare i fattori stressanti che influiscono negativamente sul tratto gastro­intestinale e le difese naturali dell’animale.

Figura 1. Effetto della somministrazione di YANG sulla percentuale di vitelli che hanno ricevuto trattamenti terapeutici (antibiotici ed antinfiammatori). Bisogna ricordare che i 2/3 dei trattamenti sono stati effettuati durante il primo mese. (Dati non pubblicati, Università di Bologna, 2017).

Professione Allevatore ­ Numero 4 - 1/15 Marzo 2019 13 stati ridotti del 39%, mentre gli animali trattati per diarrea sono stati ridotti del 70%. Di conseguenza l’accrescimento è migliorato di +50 g/giorno, così come l’omogeneità dei gruppi degli animali trattati. Nel 2017 è stato condotto un altro studio dall’Università di Bologna presso un allevamento commerciale. L’obiettivo è stato quello di valutare l’effetto su morbilità e performance in vitelli a carne bianca, in seguito alla somministrazione di YANG. 158 vitelli maschi di razza Frisona sono stati coinvolti nello studio (PV medio 52,3 kg, e 30-45 giorni di età), per 190 giorni: 57 animali nel gruppo Controllo mentre i rimanenti 101 hanno ricevuto YANG nel latte in polvere, fino a 120 giorni.

Il prodotto somministrato ha aiutato a ridurre la mortalità e la morbilità, e di conseguenza i trattamenti veterinari. Nel gruppo Trattato, la percentuale di animali che hanno ricevuto almeno un trattamento terapeutico è stata ridotta del 35% (p < 0,05), e il numero di animali cronici (2 o più) è stato ridotto del 19% (p < 0,05). La mortalità è stata numericamente ridotta rispetto agli animali del gruppo controllo (7,0% vs 4,9 %). Infine, il numero di animali trattati per problematiche intestinali è stato ridotto del 24%, quando sono alimentati con YANG (p < 0,05). L’età al primo trattamento è passata da 26 a 35 giorni di età (p=0,10).

Durante la prova sono stati prelevati campioni di sangue al giorno 47 e 118, da 23 vitelli scelti casualmente. Sono stati valutati i livelli di Alfa-1 globuline (biomarker per l’infiammazione) e gamma globuline (principalmente anticorpi): entrambe le molecole hanno indicato come YANG abbia aiutato a mantenere i vitelli in salute. Si è assistito ad una riduzione delle Alfa-1 globuline nel gruppo trattato (p < 0,05), ciò si traduce in un minor stato infiammatorio, mentre le gamma globuline (cioè gli anticorpi) sono aumentate (immunità umorale). Inoltre sono state migliorate le performance di crescita grazie al trattamento.

Complessivamente, la somministrazione di YANG ha portato ad un elevato ritorno sull’investimento riducendo i costi dei trattamenti veterinari ed incrementando le performance degli animali.

  • Conclusioni Il primo mese di vita dei vitelli è un periodo molto critico che incide sulla futura vita produttiva e quindi la gestione dell’alimentazione risulta essere un fattore chiave per limitare i fattori stressanti che influiscono negativamente sul tratto gastro-intestinale e le difese naturali dell’animale. In aggiunta alle buone pratiche di gestione dell’allevamento, YANG rappresenta un valido strumento per aiutare a mantenere i vitelli in salute e ridurre i costi dei trattamenti veterinari.
  • AZIENDE Riferimenti ­ Bach A. and Ahedo J., 2008. Record Keeping and Economics of Dairy Hei­ fers. Vet Clin Food Anim (24 ) 117–138 ­Chaucheyras­Durandetal.Probiotics: asecondmotherfornewbornlambsin ruminal microbial establishment? 5th Beneficial Microbes Conference, Oct. 10­12, 2016

Professione Allevatore ­ Numero 4 - 1/15 Marzo 2019 14 D avanti ad una platea di più di 220 tra allevatori e tecnici, Gordie Jones, Josè Santos, Steve Martin e Hank Wagner hanno lasciato messaggi e spunti di riflessione che non possono essere lasciati cadere nel vuoto da chi vogli restare protagonista del mercato del latte in Italia nei prossimi anni. Ha iniziato i lavori ufficiali del Meeting Steve Martin, fondatore della società di consulenza DNMC, il quale segue più di 100.000 vacche in allevamenti di medie-grandi dimensioni nel sudovest degli Stati Uniti. Steve ha presentato due relazioni, la prima sulla nutrizione e gestione delle manze per un ottimale accrescimento e la seconda sull’utilizzo di sottoprodotti nel razionamento di manze e vacche per una maggiore sostenibilità ambientale degli allevamenti e una riduzione dei costi alimentari.

Di fatto il Meeting era già iniziato il martedì pomeriggio con un “Open Day” nell’Allevamento Cirio Agricola a cui è seguito un interessantissimo workshop sulla realizzazione di stalle da latte, durante il quale per la prima volta in Europa il dott. Gordie Jones ha presentato il suo nuovo concetto di stalla a ventilazione ibrida. Gordie - come da tutti è conosciuto - nella giornata di mercoledì ha proseguito poi con una sessione riguardanti la gestione delle persone e gli aspetti relativi alla motivazione personale verso l’eccellenza nel proprio lavoro. La ricerca di alto livello quest’anno è stata rappresentata dal prof.

Josè Santos, dalla Florida University. Santos conduce da anni ricerca sia di base che applicata negli ambiti della nutrizione, della biologia riproduttiva e della sua gestione negli allevamenti di bovine da latte.

Obiettivo principale delle sue due relazioni è stata la salute delle vacche nel periparto attraverso una adeguata nutrizione e una prevenzione e cura delle patologie dell’apparato riproduttivo. Infine graditissimo e applauditissimo ospite è stato Hank Wagner, proprietario e manager della Wagner Farm inc., un allevamento da latte a conduzione familiare situato in Oconto Falls – Wisconsin (Usa) in cui attualmente sono in produzione circa 700 vacche con una produzione media di oltre 140.000 kg di media per vacca anno.

Le sue due presentazioni legate alla visione sua e della sua famiglia nella gestione dell’allevamento e alla gestione delle persone hanno davvero dato un notevole contributo al meeting.

Gli spunti da applicare Di seguito ecco gli i principali messaggi che il Cirio Dairy meeting 2019 ci lascia in eredità CONVEGNO Alcune immagini dell’evento che ha riunito una platea di più di 220 tra allevatori e tecnici. CIRIO DAIRY MEETING 2019 Alle fondamenta dell’eccellenza nella produzione di latte “Alle Fondamenta dell’eccellenza nella produzione di latte”, questo il titolo ambizioso del Cirio Dairy Meeting 2019, svoltosi il 13 e 14 febbraio scorsi a Caserta. Un titolo scelto per sottolineare un dato fondamentale: saranno gli allevamenti che si concentreranno ogni giorno sui “fondamentali” che contano quelli in grado di competere nel mercato del latte di oggi e di domani.

E i quattro relatori che hanno dato vita a questa quinta edizione della rassegna casertana organizzata da Cirio Agricola, con la loro competenza e capacità comunicativa, hanno dato senso profondo al titolo della rassegna appena conclusa. di Cristian Rota

  • Indice Estate/Inverno: calcola OH
  • GLӽHUHQ]H
  • SURGXWWLYH
  • GHOOD
  • PDQGULD nelle diverse stagioni, PLVXUDQGRQH
  • VWUHVV
  • WHUPLFR
  • ARIENTI & C. S.R.L. 6HGH
  • 2SHUDWLYD
  • 6WUDGD
  • &DVFLQD
  • &DVWDJQD
  • 3LHYH
  • )LVVLUDJD
  • ,7$/
Bayern genetik - Periodici PVI
Puoi anche leggere
Parte successiva ... Annulla