Animali da compagnia - Medicina rigenerativa e terapie innovative per la Veterinaria

Animali da compagnia - Medicina rigenerativa e terapie innovative per la Veterinaria
  • La Settimana Veterinaria ISSN 1825-3253 Contiene I.P. settimanale d’informazione professionale per il veterinario 21 novembre 2018
  • n. 1073 Poste Italiane Spa - Spediz. in abbon. postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Brescia - In caso di mancato recapito ritornare al mittente che si impegna a pagare la corrispondente tassa DCB - Brescia Dossier Istruzioni Ue per evitare la caudectomia nel suino Nel cane e nel gatto Le insufficienze renali di origine tossica vegetale Tecniche Anestesie locoregionali: novità in anteprima mondiale al 13° Wcva Animali da compagnia Medicina rigenerativa e terapie innovative per la Veterinaria Tel. 0331 219900 - www.multimage.biz - richiesteofferta@multimage.biz RADIOLOGICOhf display touchscreen 7” UNIVET 400 hf Le immagini dei prodotti sono puramente indicative e possono subire modifiche. Diagnosi ed assistenza immediata Alte prestazioni 400mA-100Kv Tubo RX ad anodo rotante a due fuochi Regolazione manuale di Kv e mAs Tavola porta paziente da 160 cm con freno elettromagnetico e comando a pedale Parti anatomiche programmate e programmabili da pannello di comando touchscreen 7” a colori Basamento metallico
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  • Sommario 3 N° 1073 | 21 novembre 2018 | La Settimana Veterinaria Legenda
  • Articolo dedicato agli animali da compagnia ed esotici
  • Articolo dedicato agli equidi
  • Articolo dedicato agli animali da reddito
  • Articolo dedicato agli animali selvatici
  • Articolo dedicato alla professione
  • Articolo dedicato alla farmacologia Attualità 4 Dal 57° Congresso Aivpa Medicina rigenerativa e terapie innovative per la Veterinaria descritte a Parma 8 Incontri internazionali Record di presenze allo Wsava world congress 2018 10 Dal congresso mondiale Wsava 2018 Nuove Linee guida globali sul benessere degli animali da compagnia 12 Tecniche Anestesie locoregionali: novità in anteprima mondiale al 13° Wcva 18 Congresso Ecvo La meibografia sotto i riflettori al congresso degli oftalmologi europei Filiere 21 Dossier Richieste dell’Unione europea Caudectomia del suino: istruzioni operative per evitarla 24 Lotta alla BVD Premiati i tre vincitori BVD Zero Case Award 2018 25 Da Boehringer Ingelheim Animal Health Italia SpA BRD: un nuovo vaccino intranasale per vitelli efficace e facile da somministrare 26 Regolamento delegato (UE) 2018/1629 Aggiornato l’elenco delle malattie animali che preoccupano l’Ue 26 Malattia di Gumboro Un ceppo ipervirulento ha circolato in Finlandia Formazione continua 28 Animali da compagnia Le insufficienze renali di origine tossica vegetale 30 Orizzonti nutrizionali Materie prime utilizzate nell’alimentazione: caratteristiche e modalità d’impiego 34 Lo sportello del comportamentalista Paura dei fuochi d’artificio, come prevenirla e trattarla Gestione 38 Fisco/Economia Il versamento degli acconti d’imposta Irpef e Irap per l’anno d’imposta 2018 Dai fatti... alle opinioni 40 Spigolature Problemi assicurativi 42 Agenda 47 Annunci Via Medardo Rosso, 11 - 20159 Milano Tel. 02 608 52 300 r.a.; fax 02 668 28 66 Direttore responsabile: Gabriele Lanzarotti Redazione (e-mail: settimana@pointvet.it): Monica Vajna de Pava (coordinamento redazionale) (Tel. 02 60 85 23 29, e-mail: monica.vajna@pointvet.it) Maria Rosa Cama (coordinamento redazionale) (Tel. 02 60 85 23 41, e-mail: rosicama@pointvet.it) Ursula Ongaro (dossier) (Tel. 02 60 85 23 35, e-mail: u.ongaro@pointvet.it) Monica Viacava (agenda) (Tel. 02 60 85 23 34, e-mail: m.viacava@pointvet.it) Grafica e impaginazione: Roberta Covani Foto di copertina: Sebastian Kaulitzki - shutterstock.com Rubriche: Claudio Brovida (Nefrologia e urologia) Alessia Candellone (Orizzonti nutrizionali) Irene Cassi (Lo sportello del comportamentalista) Gianfranco Danzi (Odontostomatologia) Giorgia della Rocca (Algologia) Claudia Ellena (Neuropillole) Fabrizio Fabbrini (L’angolo del dermatologo) Paola Fossati (Quid Juris?) Oscar Grazioli (Spigolature) Grunin (La pulce e l’elefante) Kiumars Khadivi-Dinboli (Esotici) Agostino Macrì (L’osservatorio) Ferruccio Marello (Spigolature) Jurassic Mark (Biosecurity o’clock) Giorgia Meineri (Orizzonti nutrizionali) Chiara Leo (Buoni propositi in oncologia) Luciano Olivieri (Fisco/economia) Cristiano Papeschi (Vetexpress) Francesco Pinni (Fisco/economia) Alessandro Schianchi (Appunti di psicologia) Luigi Settimi (Odontostomatologia) Hanno collaborato a questo numero: Luca Acerbis, Marta Brivio, Maria Costanza Galli, Cristiano Papeschi, Linda Sartini, Annalisa Scollo. Pubblicità (Tel. 02 60 85 23 20) e-mail: marketing@pointvet.it: Riccardo Cini (responsabile) Assistente pubblicità (Tel. 02 60 85 23 20) e-mail: marketing@pointvet.it: Lucia Medas (annunci economici) Abbonamenti Donatella Sgaria - Tel. 02 60 85 23 32 e-mail: abbonamenti@pointvet.it Abbonamenti 2018 (46 numeri) Italia: Prezzo pieno € 78,00 (Studenti € 61,00) Abbonati di Summa, contattare l’ufficio abbonamenti Il pagamento può essere effettuato a mezzo c/c postale n. 21747209 intestato a Point Vétérinaire Italie srl oppure on line sul sito www.edizionipvi.com Una copia € 1,10 + spese spedizione Arretrato € 2,20 + spese spedizione Estero Consultarci IVA assolta dall’editore ai sensi dell’art. 74, primo comma, lett. C) del D.P.R. n. 633/1972 e successive modificazioni e integrazioni. La ricevuta di pagamento del conto corrente postale è documento idoneo e sufficiente ad ogni effetto contabile, pertanto non si rilasciano fatture. Registrazione Tribunale di Milano n. 541 del 27/11/1993 Iscrizione al R.O.C. n. 3276 del 30/11/2001 Stampa: Castelli Poligrafiche SPA Cenate Sotto (BG) Questa rivista le è stata inviata tramite abbonamento. L’informativa sul trattamento dei dati personali è consultabile sul sito www.edizionipvi.com Edizioni Veterinarie e Agrozootecniche
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Attualità 4 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 dall’Associazione “RegenerAps”, finalizzato a rendere veramente pratiche alcune tecniche affrontate durante il simposio. Di seguito la sintesi di alcuni interventi. Le terapie rigenerative in Medicina veterinaria La relazione introduttiva è stata tenuta dal prof. Maurizio Del Bue, il quale ha fornito le basi teoriche per la comprensione delle successive esposizioni. Il relatore ha ricordato che, in presenza di un danno tissutale, l’organismo attiva tutta una serie di processi biologici volti alla riparazione della lesione, che esita nella formazione di una cicatrice e solo raramente si ha la restitutio ad integrum; pertanto, il tessuto danneggiato tende a ripristinare la sua struttura anatomica senza recuperare, il più delle volte, la totale funzionalità.

D a diversi anni a questa parte, anche tra i medici veterinari la medicina rigenerativa gode di un crescente consenso, grazie ai recenti traguardi raggiunti che ne rendono il ricorso sempre più pratico ed efficace, nonché alla semplificazione di diverse procedure che hanno trasformato molte di queste innovative metodiche in uno strumento alla portata di tutti. Sulla medicina rigenerativa e sulle terapie innovative, un vasto e affascinante argomento di grande interesse, si è concentrata Aivpa (Associazione italiana veterinari per piccoli animali) per il suo 57° congresso annuale, tenutosi a Parma lo scorso ottobre 1 .

I lavori sono stati introdotti dalla prof.ssa Valeria Grieco (presidente Aivpa), che ha ricordato come l’Associazione sia vicina ai veterinari in virtù della sua mission centrata sull’aggiornamento dei colleghi; Gianni Mancuso (presidente Enpav), che ha fornito aggiornamenti sulle attività dell’Ente previdenziale che, quest’anno, celebra i suoi 60 anni, e dal prof. Maurizio Del Bue. “Quello che abbiamo voluto fare è stato non soltanto gettare le basi per conoscere la medicina rigenerativa e le terapie innovative, ma attraverso i nostri relatori abbiamo portato esempi pratici per far comprendere che queste si possono davvero utilizzare concretamente, che non si tratta di qualcosa di astratto ma di traguardi che si possono raggiungere sia nella piccola che nella grande struttura, ma soprattutto che sono applicabili anche alla pratica di tutti i giorni, nel cane, nel gatto e negli animali non convenzionali”, queste le parole di apertura della prof.ssa Grieco.

Nei giorni successivi al congresso si è svolto anche un corso pratico ad hoc per la preparazione del plasma ricco di piastrine (PRP), organizzato Dal 57° Congresso Aivpa Medicina rigenerativa e terapie innovative per la Veterinaria descritte a Parma Sulla medicina rigenerativa e sulle terapie innovative, un vasto e affascinante argomento di grande interesse, si è concentrata Aivpa (Associazione italiana veterinari per piccoli animali) per il suo 57° congresso annuale, tenutosi a Parma lo scorso ottobre1 .

Juan Gaertner - shutterstock.com

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Attualità 5 N° 1073 | 21 novembre 2018 | La Settimana Veterinaria Qui entrano in gioco le terapie rigenerative, che possono essere distinte in farmacologiche, finalizzate a limitare l’infiammazione e a stimolare i processi riparativi, fisiche (ad es.

magnetoterapia, laserterapia, onde d’urto, tecarterapia, ecc.) e biologiche, che sfruttano ed esaltano le potenzialità intrinseche dell’organismo. Proprio le terapie biologiche sono quelle cui ci si riferisce, in genere, quando si parla di terapia rigenerativa, tra le quali quelle attualmente più interessanti e utilizzate sono le cellule staminali mesenchimali e i concentrati piastrinici.

La storia delle terapie cellulari inizia verso il 1970 quando il dr. Alexander Friedenstein per primo descrisse quelle che oggi conosciamo come MSC (mesenchymal stem cells), ovvero cellule di forma fibroblastoide isolate a partire dal midollo osseo, con capacità di differenziarsi in tessuto osseo e cartilagineo. Vent’anni dopo, grazie allo sviluppo delle biotecnologie che hanno permesso di sfruttare le diverse potenzialità dei tessuti di ripararsi e guarire, sono iniziati i primi avanguardistici studi in Medicina umana e veterinaria. Queste terapie, per quanto in uso ormai da diversi anni, sono ancora considerate innovative e in continua evoluzione, grazie ai progressi tecnici e scientifici, e la ricerca in questo settore coinvolge numerosi gruppi di studio a livello internazionale.

Ma cos’è una cellula staminale? Il prof. Del Bue ha chiarito questo primo concetto fondamentale spiegando che si tratta di cellule immature, ovvero cellule indifferenziate che conservano la capacità di replicarsi e differenziarsi e dalle quali derivano tutte le cellule più specifiche. Queste cellule possiedono una potenzialità diversa in funzione della loro capacità differenziativa, influenzata dal tipo di segnale biologico da cui vengono raggiunte. Le cellule staminali possono essere classificate in totipotenti (in grado di dare originare a qualunque tipo di tessuto), pluripotenti (con capacità di differenziazione inferiore rispetto alle totipotenti ma in grado di produrre moltissimi tipi di cellule e tessuti), multipotenti (anch’esse capaci di produrre cellule di diversi tessuti) e unipotenti (da cui deriva un solo tipo di cellula).

In pratica, le cellule embrionali sono totipotenti, quelle fetali, cordonali e placentari sono cellule pluripotenti o multipotenti, mentre le cellule adulte sono multipotenti. Le cellule staminali mesenchimali adulte, definite con l’acronimo MSC, che sono quelle attualmente impiegate per la terapia in Medicina veterinaria, sono sicuramente meno specializzate rispetto a quelle embrionali, ma sono molto più versatili per gli usi terapeutici e quindi su queste sta studiando il mondo scientifico, sia in campo umano che veterinario.

Le MSC sono presenti all’interno dei tessuti e si trovano in particolari sedi, le cosiddette “nicchie”, dove permangono in uno stato “silente” per poi attivarsi in occasione di un danno tissutale, migrando verso la sede danneggiata dove, sotto l’influenza di specifici segnali biochimici, iniziano a replicarsi e a differenziarsi verso una specifica linea cellulare. Le cellule mesenchimali che generalmente vengono utilizzate nella terapia veterinaria si ottengono dal tessuto adiposo o dal midollo osseo e vengono messe in coltura per aumentarne il numero prima dell’utilizzo. Inoltre, queste cellule messe in coltura liberano numerosi altri elementi biologici e si è visto che queste sostanze prodotte dalle cellule staminali mesenchimali producono gli stessi effetti terapeutici anche quando vengono private delle stesse cellule staminali che le hanno liberate.

Questo insieme di elementi di derivazione staminale viene definito “secretoma”. Da un punto di vista pratico, le cellule che vengono somministrate allo stesso paziente dal quale è stato prelevato il tessuto utilizzato per produrle sono definite “autologhe”; quando invece vengono somministrate ad un altro paziente, sono cellule “omologhe”. In altre parole l’animale che riceve la terapia può essere lo stesso animale che ha donato il tessuto, oppure può essere un animale diverso. Esistono norme abbastanza rigide che regolamentano queste procedure. Per quanto concerne la terapia, questa può essere attuata, oltre che con le cellule, anche impiegando il prodotto biologico che si ottiene dalla dissociazione - enzimatica o meccanica - del tessuto adiposo prelevato dallo stesso paziente.

In terapia viene utilizzato il tessuto dissociato per via meccanica, fino a ottenere frammenti di dimensioni molto piccole. Questo tessuto adiposo microframmentato viene genericamente chiamato frazione stromale vascolare (SVF) e contiene numerosi elementi cellulari: cellule staminali mesenchimali, cellule del sangue, periciti, fibroblasti e cellule endoteliali. Il grande vantaggio dell’utilizzo clinico della SVF è che non necessita di alcun arricchimento, quindi il trattamento può essere attuato nella stessa seduta operatoria in cui si esegue il prelievo del grasso. Vantaggio questo non piccolo, perché evita sia la complicata trafila del trasferimento del materiale biologico verso e dal laboratorio, sia i tempi di attesa necessari per l’espansione delle MSC, che sono quelli che impediscono un trattamento precoce nelle patologie acute.

L’altro grande filone di interesse in medicina rigenerativa è dato dall’impiego dei concentrati piastrinici, di cui il più conosciuto è il PRP, cioè il plasma ricco di piastrine, ed è legato alle naturali caratteristiche delle piastrine e alla capacità riparativa dei fattori di crescita contenuti e liberati da questi elementi corpuscolati del sangue. A differenza delle terapie cellulari, l’utilizzo del PRP nelle sue varie composizioni rappresenta un tipo di trattamento con maggiore semplicità di attuazione ed è alla portata di tutte le strutture veterinarie, grazie anche alla presenza in commercio di diversi kit e di metodiche che ne consentono una preparazione ambulatoriale.

Nella definizione di PRP è compresa una gamma variabile di concentrati piastrinici che differiscono tra loro in base alla qualità della concentrazione piastrinica e alla presenza o meno di eritrociti e leucociti, ciascuno dei quali con indicazioni e controindicazioni specifiche, che devono essere considerate in funzione dell’applicazione clinica desiderata. Le terapie rigenerative per il trattamento dell’osteoartrosi L’osteoartrosi è una patologia degenerativa cronica infiammatoria che interessa un numero elevatissimo di cani, in diversi casi anche entro il primo anno di età, causando dolore cronico, zoppia e impotenza funzionale cui conseguono, negli stadi più avanzati, perdita della funzione motoria dell’arto e riduzione della mobilità generale, con un’inevitabile riduzione della qualità della vita.

Secondo i canoni della medicina “classica”, il trattamento dell’osteoartrosi richiede la somministrazione di antidolorifici e antinfiammatori (che non agiscono sulla progressione della patologia ma si limitano a controllarne gli effetti), la riformulazione di una dieta appropriata e il ricorso alla fisioterapia, il tutto a scopo conservativo. Nonostante i protocolli terapeutici a disposizione, l’osteoartrosi è ancora una delle principali patologie per le quali, alla fine, si rende necessaria l’eutanasia.

Negli ultimi anni, vista la prevalenza di questa patologia e i suoi effetti sul paziente, la ricerca si è indirizzata verso lo studio di principi attivi in grado di arrestare, o per lo meno limitare, il danno tissutale o addirittura di favorirne la rigenerazione cercando di intervenire quanto più possibile a livello locale, onde evitare gli effetti sistemici legati alla somministrazione parenterale di farmaci. Per ottenere tale risultato, come sottoIl saluto introduttivo del 57° congresso Aivpa è stato affidato a (da sinistra): prof. Maurizio Del Bue, la presidente Aivpa Valeria Greco e Gianni Mancuso,presidente Enpav.

Cristiano Papeschi

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Attualità 6 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 lineato dalla prof.ssa Angela Palumbo Piccionello (Università di Camerino), sono state introdotte la viscosupplementazione e la somministrazione di sostanze intrarticolari quali, ad esempio, l’acido ialuronico, il PRP o le cellule staminali (MSC). Queste ultime, particolarmente interessanti, determinano effetti immunosoppressori, antinfiammatori e antifibrotici e il loro utilizzo ha lo scopo di tentare una rigenerazione dei tessuti, in questo caso osso e cartilagine, poiché hanno la capacità di differenziarsi in vari citotipi, tra cui gli osteoblasti e i condrociti.

L’inoculo intra-articolare di MSC, come riportato anche in letteratura, è in grado di migliorare la riparazione dei tessuti mediante il rilascio di alcuni fattori come l’FGF (Fibroblast growth factor) e gli inibitori tissutali delle metalloproteasi (TIMP-1), ed esercitando, inoltre, una benefica azione antinfiammatoria e immunomodulatrice. Secondo l’esperienza della relatrice, che da diversi mesi sta impiegando le cellule staminali per il trattamento di alcune patologie osteoarticolari illustrate durante il suo intervento, i risultati sono molto incoraggianti e stanno aprendo man mano la via ad una nuova frontiera della terapia ortopedica.

Rigenerare i tessuti dopo exeresi chirurgica oncologica Il collega Fabio Valentini (coordinatore del Gruppo di studio di Oncologia di Aivpa e direttore di Oncovet) ha illustrato la sua esperienza nell’utilizzo del Ligasano ® bianco, un materiale sintetico in poliuretano espanso con struttura a nido d’ape, molto utilizzato in Medicina umana per favorire la guarigione di diverse lesioni cutanee più o meno profonde: questo materiale permette l’assorbimento delle secrezioni, prevenendo in questo modo la macerazione della ferita e riducendo il rischio di proliferazione batterica. L’effetto terapeutico del Ligasano ® bianco stimola il ripristino della vascolarizzazione, dilava e assorbe lo strato fibrinoso e cattura e asporta la flora batterica, determinando così una pulizia della ferita senza necessità di ulteriori interventi locali.

Sulla base di queste premesse, il collega ha deciso di sfruttare le proprietà di questo presidio in pazienti canini, quale ausilio nella guarigione per seconda intenzione di ferite conseguenti a exeresi di tumori cutanei perivascolari localizzati sull’estremità distale degli arti. Nel corso della relazione sono stati presentati due dei casi clinici più significativi, ovvero pazienti affetti da sarcoma dei tessuti molli di basso grado. Le lesioni, descritte con l’aiuto di numerose immagini catturate durante le procedure, erano localizzate nel primo caso sul carpo di un meticcio di 13 anni, una lesione mobile e poco adesa ai tessuti sottostanti; nel secondo caso si trattava di un Boxer di 8 anni, con una lesione sulla faccia dorsale del tarso; in questo soggetto la neoplasia era invece ulcerata, voluminosa e adesa ai tessuti sottostanti.

Entrambi i soggetti erano stati sottoposti a intervento chirurgico volto a rimuovere la massa cercando di evitare l’amputazione. I tumori cutanei perivascolari sono caratterizzati da un basso potenziale metastatico ma da un’elevata frequenza di recidiva locale, pertanto la rimozione chirurgica può essere risolutiva ma necessita di “margini puliti”; inoltre, a causa della frequente localizzazione sulle estremità distali degli arti, la chiusura chirurgica diretta risulta spesso molto difficoltosa.

Dopo un’attenta valutazione del temperamento degli animali e delle diverse possibilità di gestione post-operatoria, è stato deciso di non utilizzare un innesto cutaneo libero, e nemmeno le terapie locali “tradizionali”, bensì si è optato per una guarigione secondaria della ferita sfruttando le proprietà fisiche del Ligasano ® bianco. La fasciatura è stata sostituita ogni 3-4 giorni e l’utilizzo del prodotto ha favorito la rapida formazione di tessuto di granulazione fino alla completa guarigione, facilitando il compito dei proprietari che hanno potuto gestire a casa le medicazioni. La VAC e il laser a diodi nella rigenerazione tissutale dei cheloni Quello della traumatologia nei cheloni è un argomento molto importante e all’ordine del giorno per i colleghi che si occupano di medicina degli animali non convenzionali.

Il collega Giuseppe Visigalli (direttore sanitario della Clinica veterinaria “Liana Blu” di Varedo, Mb) ha portato la sua esperienze nell’utilizzo della VAC (vacuum-assisted closure) e del laser a diodi come strumenti utili per la rigenerazione dei tessuti nelle tartarughe acquatiche e nelle testuggini, presentando diversi casi clinici (schiacciamento, morso di cane e di roditori, traumi da accoppiamento, cadute dall’alto, lesioni alla corazza di vario grado e gravità, trauma da elica, ecc.) risolti con successo sia in animali selvatici che di proprietà. I cheloni interessati da traumi alla corazza vengono condotti a visita, di solito, in condizioni di letargia, grave anemia, immunodepressione, disidratazione, a volte con emorragie in corso e in alcuni casi già in setticemia, pertanto, prima di pianificare un qualunque intervento di riparazione dei tessuti è sempre necessaria un’attenta valutazione delle condizioni del paziente e la sua stabilizzazione.

Emorragie in atto vanno affrontate immediatamente, in quanto anche lesioni apparentemente superficiali possono sanguinare copiosamente, in tal caso è necessario operare un’accurata emostasi, somministrare fluidi e contemporaneamente valutare lo stato degli organi celomatici eventualmente fuoriusciti, in modo da comprendere il tipo di soccorso da effettuare. La VAC Therapy è molto utilizzata nelle tartarughe marine poiché mette sotto vuoto la lesione riducendo la proliferazione batterica o la ricontaminazione della ferita; il principio si basa sull’applicazione sulla ferita di un bendaggio adesivo occlusivo con l’interposizione di una spugna, al quale viene applicata una pressione negativa.

Questo meccanismo promuove il riavvicinamento dei margini della soluzione di continuo, favorisce la rimozione dei detriti e dell’essudato e promuove un’azione antisettica grazie all’anaerobiosi indotta dal vuoto stesso, migliorando inoltre la perfusione tissutale, e riducendo l’edema infiammatorio. La VAC agevola, inoltre, la migrazione di fibroblasti, citochine, cellule infiammatorie e fattori di crescita.

Per quel che riguarda le lesioni del carapace con interessamento profondo, questo strumento è anche in grado di riportare in sede il tessuto polmonare. Infine, la laser therapy viene utilizzata ormai da diverso tempo e di routine nella clinica degli animali non convenzionali in quanto permette un’ottima ed efficace rivascolarizzazione dei tessuti, velocizzandone il trofismo e il processo di rigenerazione e guarigione. y Cristiano Papeschi, Linda Sartini 1. Parma, 20-21/10/2018. Giuseppe Visigalli (direttore sanitario della Clinica veterinaria “Liana Blu” di Varedo, Mb) ha portato la sua esperienze nell’utilizzo della VAC (vacuum-assisted closure) e del laser a diodi come strumenti utili per la rigenerazione dei tessuti nelle tartarughe acquatiche e nelle testuggini.

Fabio Valentini (coordinatore del Gruppo di studio di Oncologia di Aivpa e direttore di Oncovet) ha illustrato la sua esperienza nell’utilizzo del Ligasano ® bianco,un materiale sintetico utilizzato in Medicina umana per favorire la guarigione di lesioni quale ausilio nella guarigione per seconda intenzione di ferite conseguenti a exeresi di tumori cutanei perivascolari localizzati sull’estremità distale degli arti. © Cristiano Papeschi © Cristiano Papeschi

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Materiale riservato ai Sigg. Medici Veterinari e Farmacisti IN ITALIA LE ZECCHE RAPPRESENTANO UN RISCHIO ANCHE DURANTE L’AUTUNNO, PROTEGGILI PER 12 SETTIMANE CON UN’UNICA SOMMINISTRAZIONE DI BRAVECTO. 1: Maurelli et al: “A national survey of Ixodidae ticks on privately owned dogs in Italy”, Parasites & Vectors (2018) 11:420 *Bravecto CRP: attività immediata e persistente per 8 settimane nei confronti di R. sanguineus I IN N I IT TA AL LI IA A L LE E Z ZE ECC CH HE E R RA AP PP PR RE ES SENT TA A AN N L’AUTUNNO È LA STAGIONE DELLE ZUCCHE. E DELLE ZECCHE. * 1

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Attualità 8 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 P iù di 3.350 delegati provenienti da oltre 66 Paesi hanno partecipato al 43° Congresso mondiale della Wsava (World small animal veterinary association, vedere riquadro) nella città-stato di Singapore, dal 25 al 28 settembre scorsi.

Sono numeri da record che - afferma l’Associazione - riflettono la rapida crescita della Medicina veterinaria degli animali da compagnia in tutta l’Asia, man mano che cresce il numero di proprietari di pet. Com’era prevedibile, la maggiore affluenza all’evento si è registrata da Paesi dell’area asiatica e del Pacifico, tra cui Filippine, India, Indonesia e Australia.

Oltre a un programma scientifico completo, il congresso ha visto il lancio di nuove Linee guida per il benessere degli animali da compagnia 1 , nella cui promozione e difesa il veterinario gioca un ruolo chiave (vedere articolo a pag. 10). Incontri internazionali Record di presenze allo Wsava world congress 2018 1.All’inaugurazione della 43 a edizione del Congresso mondiale della Wsava,il tradizionale taglio del nastro è toccato a Walt Ingwersen (ex presidente della Wsava),Geoffrey Chen (presidente della Federazione delle associazioni asiatiche veterinarie per piccoli animali),Shane Ryan (il nuovo presidente della Wsava) e Peter Doherty (veterinario australiano, premio Nobel per la Medicina).

  • 2.La presentazione delle nuove Linee guida per il benessere degli animali da compagnia Wsava. La Wsava in pillole
  • Nasce nel 1961, in seguito alla decisione da parte dell’Association of small animal specialists (Iasas), di ribattezzarsi come World small animal veterinary association.
  • Oggi rappresenta più di 200.000 veterinari in tutto il mondo attraverso 110 associazioni.
  • Si propone di migliorare la cura degli animali da compagnia a livello globale. Le sue principali attività comprendono la creazione di linee guida globali che stabiliscono standard per l’assistenza veterinaria. La Wsava eroga formazione continua e altre risorse educative per i propri membri, in particolare nei Paesi in cui le cure veterinarie agli animali da compagnia stanno ancora emergendo.
  • L’Assemblea della Wsava è costituita dai rappresentanti delle associazioni che ne fanno parte e ognuno è tenuto a svolgere il compito di collegare la Wsava ai membri delle rispettive associazioni. Questo garantisce la condivisione dello sviluppo professionale.
  • Il congresso mondiale Wsava è annuale.
  • La Wsava ha costituito una Fondazione benefica che mira a migliorare la cura globale degli animali da compagnia attraverso la scienza e l’educazione. Finanzia attività scientifiche ed educative a beneficio della pratica dei veterinari in tutto il mondo. Il suo progetto chiave è l’African small and companion animal network (Afscan), un’iniziativa che sostiene i veterinari dei pet in Africa e fa progredire la professione in modo sostenibile. La Fondazione Wsava organizza la Fun(d) Run, una maratona di 3/5 km che si svolge durante il Congresso mondiale per raccogliere fondi da destinare al progetto Afscan e, in particolare, alla Mission Rabies, per combattere la rabbia in Africa. L’australiano Shane Ryan,neopresidente Wsava. © Wsava © Wsava © Wsava 1 2
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9 N° 1073 | 21 novembre 2018 | La Settimana Veterinaria Le Linee guida Wsava mirano a uniformare in tutto il mondo le diverse percezioni sull’animal welfare, aiutando i membri dell’Associazione a orientarsi nelle questioni etiche e morali ad esso collegate. Offrono inoltre una guida per garantire che i veterinari sostengano il benessere psicologico, sociale e ambientale degli animali, oltre a fornir loro consulenze e terapie. Un veterinario australiano neopresidente della Wsava Durante lo Wsawa world congress è stato eletto il nuovo presidente dell’Associazione, che subentra al canadese Walt Ingwersen.

Si tratta dell’australiano Shane Ryan, già membro del Comitato esecutivo Wsava e, fino a poco tempo fa, presidente del suo Comitato per il benessere degli animali. Il dott. Ryan, che resterà in carica due anni, si è diplomato all’Università del Queensland e ha lavorato in Australia, Regno Unito ed Europa prima di trasferirsi a Singapore nel 1984. Nel 1989 ha aperto la Companion animal surgery a Singapore, una clinica h24 con dieci veterinari e 15 infermieri.

Commentando i piani per la Wsava 2019, il neopresidente ha dichiarato: “Abbiamo il privilegio che i maggiori esperti mondiali in tutti gli aspetti della medicina degli animali da compagnia condivideranno nuovamente le loro conoscenze e competenze con i nostri membri, e stiamo ultimando una serie di interessanti eventi pre e post-congressuali e programmi di sensibilizzazione, che renderanno il prossimo congresso un’esperienza indimenticabile.” Il 44° Congresso mondiale Wsava sarà ospitato dalla Canadian veterinary medical association a Toronto, in Canada, dal 16 al 19 luglio 2019. y MRC 1. Le Linee guida sul benessere animale sono disponibili al seguente indirizzo: https://bit.ly/2D3RAoc I membri dell’assemblea Wsava.

Wsava

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Attualità 10 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 L a World small animal veterinary associazion (Wsava) ha pubblicato un documento che raccoglie una serie di raccomandazioni sul benessere degli animali da compagnia destinato ai professionisti. La guida è stata lanciata all’ultimo congresso mondiale della Wsava, che si è svolto dal 24 al 28 settembre a Singapore (leggere articolo a pag. 8). L’Associazione, che ha già elaborato linee guida complete, gratuite e disponibili sul suo sito, in settori importanti della pratica veterinaria (gestione del dolore, vaccinazione, nutrizione e odontoiatria), desidera sottolineare, con il lancio di questo nuovo strumento, il ruolo chiave dei veterinari quali difensori del benessere animale.

Una buona comprensione dei modi che garantiscono il benessere di un animale consente, in particolare, di rafforzare la fiducia di proprietari. Strumenti utili al benessere animale durante la visita Shane Ryan, neopresidente Wsava, spiega lo scopo di queste raccomandazioni: “Come veterinari, la nostra responsabilità va ben oltre la salute fisica dei nostri pazienti. Il benessere degli animali in quanto scienza è una nuova disciplina in costante evoluzione, e i veterinari hanno bisogno di informazioni recenti e concrete che consentano loro di rispettare gli standard più elevati di benessere e di fornire consigli chiari ai proprietari di animali domestici e al pubblico.

Le nostre nuove linee guida forniscono raccomandazioni, check list e altri strumenti per promuovere livelli ottimali di benessere durante tutta la visita. Offrono anche consigli per migliorare il benessere oltre le porte della clinica grazie ad attività di sensibilizzazione. Poiché la percentuale di proprietari di animali da compagnia sta aumentando in molte regioni del mondo, tra cui l’Asia, è essenziale che i veterinari difendano il benessere animale, e la Wsava spera che le nuove Linee guida incoraggeranno i suoi membri ad adottare le migliori pratiche e a stabilire standard più elevati”.

Rispondere alle problematiche che possono generare casi di coscienza Un capitolo di queste linee guida è dedicato a diverse questioni etiche che possono rappresentare un caso di coscienza per il professionista, come l’allevamento selettivo, l’eutanasia o il sospetto di maltrattamento.

Il documento si articola intorno ai cinque bisogni per il benessere animale (Five animal welfare needs 1 ) (la necessità di un ambiente appropriato, di un regime alimentare adeguato, di poter esprimere comportamenti naturali, di vivere con o - separati da altri animali - se necessario –, di essere protetti contro il dolore, la sofferenza, le ferite e le malattie). Questi principi, che sono specificati nelle diverse parti della guida, forniscono un quadro utile e classificano i problemi per garantire che i professionisti, riferendosi a questa categorizzazione, rispondano alle esigenze di base degli animali.

Alla fine dei capitoli sono proposte check list per consentire ai veterinari di valutare la gestione responsabile del benessere degli animali all’interno della clinica e orientarla verso tecniche appropriate per migliorarlo.

La Wsava ha invitato i suoi membri ad adottare queste Linee guida nella pratica quotidiana e a elaborare una carta del benessere degli animali. Trentadue associazioni membri della Wsava le hanno già approvate e altre dovrebbero seguirne l’esempio a breve. L’Associazione erogherà inoltre una formazione continua ad hoc e proporrà le traduzioni delle raccomandazioni in diverse lingue, oltre a strumenti supplementari. y Benedicte Iturria 1 www.bit.ly/2dWvIwr. Dal congresso mondiale Wsava 2018 Nuove Linee guida globali sul benessere degli animali da compagnia L’Associazione internazionale desidera sottolineare il ruolo chiave dei veterinari quali difensori del benessere degli animali.

Le raccomandazioni della Wsava forniscono check list per consentire al veterinario di valutare la gestione del benessere degli animali all’interno della propria clinica,e orientarlo verso le tecniche più appropriate per migliorarlo. “Il benessere degli animali in quanto scienza è una nuova disciplina in costante evoluzione”. Shane Ryan, neopresidente Wsava © Jaromir Chalabala - shutterstock.com

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Attualità 12 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 L e tecniche locoregionali si basano sull’inoculo peri-neurale (intorno al nervo) di un anestetico locale così da interromperne in modo transitorio la trasmissione dell’impulso elettrico e quindi anche nocicettivo. Per decenni questi “blocchi” sono stati eseguiti alla cieca senza la visualizzazione preventiva del nervo e utilizzando come guida per l’iniezione alcuni punti di repere anatomici. L’efficacia di questo approccio non è molto standardizzabile e varia molto in base alle capacità dell’anestesista e al nervo in considerazione.

L’introduzione dell’elettrostimolazione e dell’ecografia per la ricerca del nervo da bloccare ha rivoluzionato l’anestesia sia in campo umano sia veterinario.

Mentre la tecnica di ricerca del nervo tramite stimolazione elettrica, che si basa sulla stimolazione del tessuto peri-neurale di una fibra nervosa e l’evocazione di una clonia motoria (diversa in base alla distanza dal nervo e in base al nervo che si sta stimolando), viene paragonata per efficacia e tasso di fallimento alla tecnica alla cieca, l’introduzione dell’ecografia nell’esecuzione di questi blocchi sembra aumentarne notevolmente la sicurezza e l’efficacia. Con l’ecografia infatti è possibile visualizzare il nervo, riconoscere le strutture vascolari circostanti, controllare l’avanzamento dell’ago e la deposizione dell’anestetico locale.

Al 13° World congress of veterinary anaesthesiology, che si è svolto a Venezia 1 , tutti i relatori del Training day hanno concordato che il punto chiave garantire maggior efficacia e durata ai blocchi locoregionali (soprattutto di arti e tronco) è l’introduzione della ricerca del nervo e dell’inoculo di anestetico eco-guidati. Di seguito sono descritte le principali tecniche locoregionali eco-guidate relative agli arti e al tronco che sono state presentate durante il congresso: alcune in anteprima assoluta!

I blocchi dell’arto toracico (F. Garcia) Il plesso brachiale è responsabile degli input sensitivi e motori dell’arto toracico; è formato dalle radici ventrali dei nervi spinali C6, C7, C8 e T1 (in alcuni casi anche da C5 e T2). I nervi periferici che originano dal plesso e trasportano le afferenze sensitive somatiche dell’arto anteriore sono i nervi muscolocutaneo, ascellare, radiale, mediano e ulnare e sono il target del blocco. Blocco ascellare eco-guidato del plesso brachiale (vedere riquadro 1) Per l’approccio ascellare del plesso brachiale, l’animale deve essere disposto in decubito dorsale e la sonda ecografica lineare viene posta sui muscoli pettorali omolaterali al plesso da bloccare, parallela alla colonna vertebrale tra il manubrio dello sterno e la scapola.

L’ago viene inserito in direzione cranio-caudale all’interno della depressione triangolare che viene formata dalla prima costa, dalla scapola e dal pettorale superficiale e profondo; per evitare l’ingresso il torace è fondamentale seguire la punta dell’ago per tutto il suo tragitto con l’ecografo. Con 0,3 ml/kg di bupivacaina allo 0,75% si ottiene una perfetta anestesia e analgesia della parte per 6 ore, senza che vi siano deficit motori. Blocco sub-scaleno eco-guidato del plesso brachiale (vedere riquadro 2) Questo approccio ha come obiettivo il blocco dei rami ventrali di C6, C7, C8 e T1 (qualche volta anche T2).

Le radici ventrali di questi nervi lasciano il midollo spinale e decorrono lungo il collo in posizione ventro-mediale rispetto allo scaleno per raggiungere poi l’arto toracico. Per visualizzare le radici dei nervi bisogna porre il paziente in decubito laterale, portare indietro la spalla omolaterale al blocco e sollevare il collo e la spalla ponendovi sotto un cuscino; la sonda invece va posta nella porzione laterale del collo parallela alla colonna vertebrale, ventralmente ai processi trasversi della colonna cervicale e cranialmente alla prima costa.

Con 0,3 ml/kg di bupivacaina allo 0,75% si ottiene anestesia ed analgesia con perdita della funzionalità motoria per 6 ore. RUMM block ecoguidato (vedere riquadro 3) Il blocco è relativamente semplice ma richiede di iniettare l’anestetico in due sedi diverse: la prima è sulla faccia laterale dell’arto anteriore con la sonda lineare disposta trasversalmente alla diafisi omerale. La seconda sede di iniezione è sulla faccia mediale dell’arto toracico, sempre con la sonda lineare disposta trasversalmente rispetto alla diafisi omerale nel suo terzo distale. Con 0,1 ml/kg di bupivacaina allo 0,75% per ogni sito di iniezione si ottiene anestesia, analgesia e blocco motorio distale al gomito per 4-6 ore.

Tecniche Anestesie locoregionali: novità in anteprima mondiale al 13° Wcva Il punto chiave per garantire maggior efficacia e durata ai blocchi locoregionali (soprattutto di arti e tronco) è l’introduzione della ricerca del nervo e dell’inoculo di anestetico eco-guidati. Al 13° World congress of veterinary anaesthesiology 1 sono state illustrate molte delle tecniche locoregionali eco-guidate relative agli arti e al tronco: alcune in anteprima assoluta! 1. Blocco ascellare eco-guidato del plesso brachiale Efficacia e utilità Potenziali complicazioni - Blocco sensitivo e motorio distale alla metà dell’omero - Utile per la chirurgia ortopedica e oncologica distale al gomito e del gomito stesso - Iniezione intravascolare (per vicinanza dei nervi ai grossi vasi del cavo ascellare) - Blocco incompleto - Pneumotorace 2.

Blocco sub-scaleno eco-guidato del plesso brachiale Efficacia e utilità Potenziali complicazioni - Blocco sensitivo e motorio dell’arto anteriore e di buona parte della spalla - Utile per tutti gli interventi che coinvolgono l’articolazione della spalla,dell’omero,della cute e dei muscoli di queste regioni - Blocco incompleto - Blocco del nervo frenico (che deriva da C5-C6) - Pneumotorace - Iniezione intravascolare - Diffusione nello spazio epidurale - Paralisi temporanea del nervo laringeo ricorrente

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Attualità 14 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 I blocchi per l’addome e il torace (D. Portela) Recentemente sono state studiate delle nuove tecniche di blocco locoregionale eco-guidate in cui l’obiettivo non è visualizzare direttamente il nervo ma raggiungerlo con l’anestetico riconoscendo le strutture che anatomicamente lo circondano. Tra queste nuove tecniche rientrano i blocchi toracici paravertebrale e i così detti “blocchi inter-fasciali”.

TAP block (o blocco del piano trasverso addominale) eco-guidato (vedere riquadro 4) La parete addominale dei mammiferi è formata da tre strati muscolari: l’obliquo esterno dell’addome, l’obliquo interno e il trasverso dell’addome.

Il piano inter-fasciale tra il trasverso dell’addome e l’obliquo interno contiene le fibre afferenti delle radici ventrali dei nervi toracici e lombari che innervano la parete addominale. Nel cane l’innervazione della parete e del peritoneo sottostante è garantita cranialmente dalle fibre afferenti dei nervi T11, T12 e T13, caudalmente da quelle di L1, L2 e L3.

Questa tecnica è conosciuta da tempo in Medicina veterinaria, il target dove depositare l’anestetico locale è piano inter-fasciale tra i muscoli obliquo interno e trasverso dell’addome e può essere identificato posizionando la sonda lineare sulla parete laterale dell’addome perpendicolarmente alla colonna vertebrale, da entrambi i lati dell’addome. Per ottenere una diffusione più ampia del blocco è possibile dividere il volume da iniettare in due aliquote e somministrarle in due punti della parete addominale: uno più craniale dietro l’ultima costa e uno più caudale appena craniale alla cresta dell’ileo.

Con 0,25-0,3 ml/kg di bupivacaina allo 0,25% o ropivacaina allo 0,25 % per sito di iniezione ed effettuando quindi due iniezioni per emi-addome, si ottiene una copertura analgesica completa che in alcuni casi può durare fino a 24 ore. Attenzione che i volumi necessari potrebbero superare la dose massima consigliata di anestetico.

Blocco eco-guidato del quadrato dei lombi (vedere riquadro 5) A differenza del precedente, di questo blocco in Medicina veterinaria si sa ancora poco, i primi studi sia cadaverici che clinici sono stati pubblicati e presentati per la prima volta proprio al Wcva di Venezia di quest’anno. Anche se siamo solo agli inizi, dai risultati preliminari sembrerebbe che un’unica dose iniettata tra il quadrato dei lombi e il grande psoas (piano inter-fasciale dove è possibile raggiungere la radice ventrale dei nervi spinali target) possa espandersi a sufficienza per raggiungere i nervi spinali T13, L1, L2 e L3, e l’anestetico locale sembra portarsi medialmente al quadrato dei lombi raggiungendo diversi segmenti del tronco simpatico lombare ottimizzando il blocco viscerale delle afferenze sensitive.

I volumi utilizzati per ora sono di 0,3-0,5 ml/kg di soluzione anestetica per emi-addome. Blocco paravertebrale toracico (TPV block, vedere riquadro 6) Il target di questo blocco è lo spazio paravertebrale (in rosso tratteggiato nella fig. 1), che è delimitato dorsalmente dalla membrana intercostale interna (MeII, che altro non è che la parte terminale del muscolo intercostale interno che si inserisce sul processo trasverso della vertebra toracica), ventralmente dalla pleura parietale (PP) e medialmente dal corpo della vertebra (CV) che si considera.

In cani che devono essere sottoposti a toracotomie laterali, vengono utilizzati da 0,05 a 0,1 ml/kg di bupivacaina allo 0,5%, e anche se sono comunque necessari altri approfondimenti, per i risultati ottenuti dai pochi studi finora pubblicati, è consigliato eseguire il blocco di 3/5 nervi toracici consecutivi per avere un risultato soddisfacente. Nuovi blocchi periferici del torace Serratus Plane Block (SPB) eco-guidato (vedere riquadro 7) Il blocco SPB consiste nell’iniezione di anestetico locale nel piano inter-fasciale tra il muscolo 3. RUMM block ecoguidato Efficacia e utilità Potenziali complicazioni - Blocco sensitivo e motorio della parte dell’arto distale al gomito - Utile per le procedure che coinvolgono le parti del braccio distali al gomito - Blocco incompleto - Difficile la visualizzazione ecografica (strutture molto superficiali) - Difficile l’inserimento dell’ago 4.TAP block (o blocco del piano trasverso addominale) eco-guidato Efficacia e utilità Potenziali complicazioni - Si ottiene il blocco delle afferenze sensitive somatiche e in parte viscerali da T11 a L2 - Utile per ottenere analgesia peri-operatoria della parete addominale sia nel cane che nel gatto - Si è dimostrato efficacie nel trattamento del dolore acuto dovuto a pancreatite - Iniezione intra-addominale - Tossicità dell’anestetico (non superare la dose maggiore consigliata) - Iniezione intramuscolare - Non totalmente efficacie nel prevenire il dolore viscerale 5.

Blocco eco-guidato del quadrato dei lombi Efficacia e utilità Potenziali complicazioni - Si ottiene il blocco delle afferenze sensitive viscerali e somatiche dei nervi da T13 a L3 - Si ottiene il blocco del tronco simpatico lombare - Dovrebbe essere maggiormente efficacie del TAP block nel garantire analgesia addominale viscerale e somatica - Utile a tutte le procedure dolorose a carico dell’addome e per il trattamento del dolore addominale - Sono necessari grandi volumi di anestetico - Tossicità dell’anestetico (non superare la dose maggiore consigliata) - Iniezione intra-addominale - Iniezione intravascolare - Diffusione nello spazio epidurale - Blocco del plesso lombare 6.

Blocco paravertebrale toracico (TPV block) Efficacia e utilità Potenziali complicazioni - Si ottiene il blocco dei nervi spinali toracici all’uscita dal forame intervertebrale - Si ottiene il blocco del ramo dorsale e ventrale dei nervi spinali toracici,del ramo comunicante e del tronco simpatico toracico - Utile per ottenere un’ottima anestesia e analgesia (viscerale e somatica) in caso di chirurgia toracica e dell’addome craniale - Contaminazione intra-pleurica - Diffusione nello spazio epidurale - Blocco del plesso lombare - Pneumotorace - Sindrome di Horner - Iniezione intravascolare nei vasi mediastinici Figura 1.

Anatomia dello spazio paravertebrale a livello toracico.

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