Animali da compagnia - Medicina rigenerativa e terapie innovative per la Veterinaria

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La Settimana Veterinaria ISSN 1825-3253 Contiene I.P. settimanale d’informazione professionale per il veterinario 21 novembre 2018 • n. 1073 Poste Italiane Spa - Spediz. in abbon. postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Brescia - In caso di mancato recapito ritornare al mittente che si impegna a pagare la corrispondente tassa DCB - Brescia Dossier Istruzioni Ue per evitare la caudectomia nel suino Nel cane e nel gatto Le insufficienze renali di origine tossica vegetale Tecniche Anestesie locoregionali: novità in anteprima mondiale al 13° Wcva Animali da compagnia Medicina rigenerativa e terapie innovative per la Veterinaria Tel.

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Sommario 3 N° 1073 | 21 novembre 2018 | La Settimana Veterinaria Legenda  Articolo dedicato agli animali da compagnia ed esotici Articolo dedicato agli equidi Articolo dedicato agli animali da reddito Articolo dedicato agli animali selvatici Articolo dedicato alla professione Articolo dedicato alla farmacologia Attualità 4 Dal 57° Congresso Aivpa Medicina rigenerativa e terapie innovative per la Veterinaria descritte a Parma 8 Incontri internazionali Record di presenze allo Wsava world congress 2018 10 Dal congresso mondiale Wsava 2018 Nuove Linee guida globali sul benessere degli animali da compagnia 12 Tecniche Anestesie locoregionali: novità in anteprima mondiale al 13° Wcva 18 Congresso Ecvo La meibografia sotto i riflettori al congresso degli oftalmologi europei Filiere 21 Dossier Richieste dell’Unione europea Caudectomia del suino: istruzioni operative per evitarla 24 Lotta alla BVD Premiati i tre vincitori BVD Zero Case Award 2018 25 Da Boehringer Ingelheim Animal Health Italia SpA BRD: un nuovo vaccino intranasale per vitelli efficace e facile da somministrare 26 Regolamento delegato (UE) 2018/1629 Aggiornato l’elenco delle malattie animali che preoccupano l’Ue 26 Malattia di Gumboro Un ceppo ipervirulento ha circolato in Finlandia Formazione continua 28 Animali da compagnia Le insufficienze renali di origine tossica vegetale 30 Orizzonti nutrizionali Materie prime utilizzate nell’alimentazione: caratteristiche e modalità d’impiego 34 Lo sportello del comportamentalista Paura dei fuochi d’artificio, come prevenirla e trattarla Gestione 38 Fisco/Economia Il versamento degli acconti d’imposta Irpef e Irap per l’anno d’imposta 2018 Dai fatti...

alle opinioni 40 Spigolature Problemi assicurativi 42 Agenda 47 Annunci Via Medardo Rosso, 11 - 20159 Milano Tel. 02 608 52 300 r.a.; fax 02 668 28 66 Direttore responsabile: Gabriele Lanzarotti Redazione (e-mail: settimana@pointvet.it): Monica Vajna de Pava (coordinamento redazionale) (Tel. 02 60 85 23 29, e-mail: monica.vajna@pointvet.it) Maria Rosa Cama (coordinamento redazionale) (Tel. 02 60 85 23 41, e-mail: rosicama@pointvet.it) Ursula Ongaro (dossier) (Tel. 02 60 85 23 35, e-mail: u.ongaro@pointvet.it) Monica Viacava (agenda) (Tel. 02 60 85 23 34, e-mail: m.viacava@pointvet.it) Grafica e impaginazione: Roberta Covani Foto di copertina: Sebastian Kaulitzki - shutterstock.com Rubriche: Claudio Brovida (Nefrologia e urologia) Alessia Candellone (Orizzonti nutrizionali) Irene Cassi (Lo sportello del comportamentalista) Gianfranco Danzi (Odontostomatologia) Giorgia della Rocca (Algologia) Claudia Ellena (Neuropillole) Fabrizio Fabbrini (L’angolo del dermatologo) Paola Fossati (Quid Juris?) Oscar Grazioli (Spigolature) Grunin (La pulce e l’elefante) Kiumars Khadivi-Dinboli (Esotici) Agostino Macrì (L’osservatorio) Ferruccio Marello (Spigolature) Jurassic Mark (Biosecurity o’clock) Giorgia Meineri (Orizzonti nutrizionali) Chiara Leo (Buoni propositi in oncologia) Luciano Olivieri (Fisco/economia) Cristiano Papeschi (Vetexpress) Francesco Pinni (Fisco/economia) Alessandro Schianchi (Appunti di psicologia) Luigi Settimi (Odontostomatologia) Hanno collaborato a questo numero: Luca Acerbis, Marta Brivio, Maria Costanza Galli, Cristiano Papeschi, Linda Sartini, Annalisa Scollo.

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Attualità 4 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 dall’Associazione “RegenerAps”, finalizzato a rendere veramente pratiche alcune tecniche af- frontate durante il simposio. Di seguito la sintesi di alcuni interventi. Le terapie rigenerative in Medicina veterinaria La relazione introduttiva è stata tenuta dal prof. Maurizio Del Bue, il quale ha fornito le basi teo- riche per la comprensione delle successive espo- sizioni. Il relatore ha ricordato che, in presenza di un danno tissutale, l’organismo attiva tutta una serie di processi biologici volti alla riparazione della lesione, che esita nella formazione di una cicatrice e solo raramente si ha la restitutio ad integrum; pertanto, il tessuto danneggiato tende a ripristi- nare la sua struttura anatomica senza recuperare, il più delle volte, la totale funzionalità.

D a diversi anni a questa parte, anche tra i medici veterinari la medicina rigenerativa gode di un crescente consenso, grazie ai recenti traguardi raggiunti che ne rendono il ricor- so sempre più pratico ed efficace, nonché alla semplificazione di diverse procedure che hanno trasformato molte di queste innovative metodiche in uno strumento alla portata di tutti. Sulla medicina rigenerativa e sulle terapie innova- tive, un vasto e affascinante argomento di grande interesse, si è concentrata Aivpa (Associazione italiana veterinari per piccoli animali) per il suo 57° congresso annuale, tenutosi a Parma lo scorso ottobre 1 .

I lavori sono stati introdotti dalla prof.ssa Valeria Grieco (presidente Aivpa), che ha ricordato co- me l’Associazione sia vicina ai veterinari in virtù della sua mission centrata sull’aggiornamento dei colleghi; Gianni Mancuso (presidente Enpav), che ha fornito aggiornamenti sulle attività dell’Ente previdenziale che, quest’anno, celebra i suoi 60 anni, e dal prof. Maurizio Del Bue. “Quello che abbiamo voluto fare è stato non soltanto gettare le basi per conoscere la medicina rigenerativa e le terapie innovative, ma attraverso i nostri rela- tori abbiamo portato esempi pratici per far com- prendere che queste si possono davvero utilizzare concretamente, che non si tratta di qualcosa di astratto ma di traguardi che si possono raggiun- gere sia nella piccola che nella grande struttura, ma soprattutto che sono applicabili anche alla pratica di tutti i giorni, nel cane, nel gatto e negli animali non convenzionali”, queste le parole di apertura della prof.ssa Grieco.

Nei giorni successivi al congresso si è svolto an- che un corso pratico ad hoc per la preparazione del plasma ricco di piastrine (PRP), organizzato Dal 57° Congresso Aivpa Medicina rigenerativa e terapie innovative per la Veterinaria descritte a Parma Sulla medicina rigenerativa e sulle terapie innovative, un vasto e affascinante argomento di grande interesse, si è concentrata Aivpa (Associazione italiana veterinari per piccoli animali) per il suo 57° congresso annuale, tenutosi a Parma lo scorso ottobre1 .

© Juan Gaertner - shutterstock.com

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Attualità 5 N° 1073 | 21 novembre 2018 | La Settimana Veterinaria Qui entrano in gioco le terapie rigenerative, che possono essere distinte in farmacologiche, fina- lizzate a limitare l’infiammazione e a stimolare i processi riparativi, fisiche (ad es.

magnetotera- pia, laserterapia, onde d’urto, tecarterapia, ecc.) e biologiche, che sfruttano ed esaltano le po- tenzialità intrinseche dell’organismo. Proprio le terapie biologiche sono quelle cui ci si riferisce, in genere, quando si parla di terapia rigenerativa, tra le quali quelle attualmente più interessanti e utilizzate sono le cellule staminali mesenchimali e i concentrati piastrinici.

La storia delle terapie cellulari inizia verso il 1970 quando il dr. Alexander Friedenstein per primo descrisse quelle che oggi conosciamo come MSC (mesenchymal stem cells), ovvero cellule di forma fibroblastoide isolate a partire dal midollo osseo, con capacità di differenziarsi in tessuto osseo e cartilagineo. Vent’anni dopo, grazie allo sviluppo delle biotecnologie che hanno permesso di sfrut- tare le diverse potenzialità dei tessuti di ripararsi e guarire, sono iniziati i primi avanguardistici studi in Medicina umana e veterinaria. Queste terapie, per quanto in uso ormai da diversi anni, sono ancora considerate innovative e in continua evoluzione, grazie ai progressi tecnici e scientifici, e la ricerca in questo settore coinvolge numerosi gruppi di studio a livello internazionale.

Ma cos’è una cellula staminale? Il prof. Del Bue ha chiarito questo primo concetto fondamentale spiegando che si tratta di cellule immature, ovvero cellule indifferenziate che conservano la capacità di replicarsi e differenziarsi e dalle quali derivano tutte le cellule più specifiche. Queste cellule pos- siedono una potenzialità diversa in funzione della loro capacità differenziativa, influenzata dal tipo di segnale biologico da cui vengono raggiunte. Le cellule staminali possono essere classificate in totipotenti (in grado di dare originare a qualun- que tipo di tessuto), pluripotenti (con capacità di differenziazione inferiore rispetto alle totipotenti ma in grado di produrre moltissimi tipi di cellule e tessuti), multipotenti (anch’esse capaci di pro- durre cellule di diversi tessuti) e unipotenti (da cui deriva un solo tipo di cellula).

In pratica, le cellule embrionali sono totipotenti, quelle fetali, cordonali e placentari sono cellule pluripotenti o multipotenti, mentre le cellule adul- te sono multipotenti. Le cellule staminali mesen- chimali adulte, definite con l’acronimo MSC, che sono quelle attualmente impiegate per la terapia in Medicina veterinaria, sono sicuramente meno specializzate rispetto a quelle embrionali, ma sono molto più versatili per gli usi terapeutici e quindi su queste sta studiando il mondo scientifico, sia in campo umano che veterinario.

Le MSC sono presenti all’interno dei tessuti e si trovano in particolari sedi, le cosiddette “nic- chie”, dove permangono in uno stato “silente” per poi attivarsi in occasione di un danno tissutale, migrando verso la sede danneggiata dove, sotto l’influenza di specifici segnali biochimici, iniziano a replicarsi e a differenziarsi verso una specifica linea cellulare. Le cellule mesenchimali che generalmente vengo- no utilizzate nella terapia veterinaria si ottengono dal tessuto adiposo o dal midollo osseo e vengo- no messe in coltura per aumentarne il numero prima dell’utilizzo. Inoltre, queste cellule messe in coltura liberano numerosi altri elementi bio- logici e si è visto che queste sostanze prodotte dalle cellule staminali mesenchimali producono gli stessi effetti terapeutici anche quando vengono private delle stesse cellule staminali che le hanno liberate.

Questo insieme di elementi di derivazione staminale viene definito “secretoma”. Da un punto di vista pratico, le cellule che ven- gono somministrate allo stesso paziente dal quale è stato prelevato il tessuto utilizzato per produrle sono definite “autologhe”; quando invece vengono somministrate ad un altro paziente, sono cellule “omologhe”. In altre parole l’animale che riceve la terapia può essere lo stesso animale che ha donato il tessuto, oppure può essere un animale diverso. Esistono norme abbastanza rigide che regolamen- tano queste procedure. Per quanto concerne la terapia, questa può essere attuata, oltre che con le cellule, anche impiegando il prodotto biologico che si ottiene dalla dissociazione - enzimatica o meccanica - del tessuto adiposo prelevato dallo stesso paziente.

In terapia viene utilizzato il tes- suto dissociato per via meccanica, fino a ottenere frammenti di dimensioni molto piccole. Questo tessuto adiposo microframmentato viene gene- ricamente chiamato frazione stromale vascolare (SVF) e contiene numerosi elementi cellulari: cel- lule staminali mesenchimali, cellule del sangue, periciti, fibroblasti e cellule endoteliali. Il grande vantaggio dell’utilizzo clinico della SVF è che non necessita di alcun arricchimento, quindi il trattamento può essere attuato nella stessa seduta operatoria in cui si esegue il prelievo del grasso. Vantaggio questo non piccolo, perché evita sia la complicata trafila del trasferimento del materiale biologico verso e dal laboratorio, sia i tempi di attesa necessari per l’espansione delle MSC, che sono quelli che impediscono un trattamento pre- coce nelle patologie acute.

L’altro grande filone di interesse in medicina ri- generativa è dato dall’impiego dei concentrati piastrinici, di cui il più conosciuto è il PRP, cioè il plasma ricco di piastrine, ed è legato alle natu- rali caratteristiche delle piastrine e alla capacità riparativa dei fattori di crescita contenuti e libe- rati da questi elementi corpuscolati del sangue. A differenza delle terapie cellulari, l’utilizzo del PRP nelle sue varie composizioni rappresenta un tipo di trattamento con maggiore semplicità di attuazione ed è alla portata di tutte le strutture ve- terinarie, grazie anche alla presenza in commercio di diversi kit e di metodiche che ne consentono una preparazione ambulatoriale.

Nella definizione di PRP è compresa una gamma variabile di concentrati piastrinici che differiscono tra loro in base alla qualità della concentrazione piastrinica e alla presenza o meno di eritrociti e leucociti, ciascuno dei quali con indicazioni e controindicazioni specifiche, che devono essere considerate in funzione dell’applicazione clinica desiderata. Le terapie rigenerative per il trattamento dell’osteoartrosi L’osteoartrosi è una patologia degenerativa croni- ca infiammatoria che interessa un numero eleva- tissimo di cani, in diversi casi anche entro il primo anno di età, causando dolore cronico, zoppia e impotenza funzionale cui conseguono, negli sta- di più avanzati, perdita della funzione motoria dell’arto e riduzione della mobilità generale, con un’inevitabile riduzione della qualità della vita.

Secondo i canoni della medicina “classica”, il trattamento dell’osteoartrosi richiede la sommi- nistrazione di antidolorifici e antinfiammatori (che non agiscono sulla progressione della patologia ma si limitano a controllarne gli effetti), la rifor- mulazione di una dieta appropriata e il ricorso alla fisioterapia, il tutto a scopo conservativo. Nonostante i protocolli terapeutici a disposizione, l’osteoartrosi è ancora una delle principali pato- logie per le quali, alla fine, si rende necessaria l’eutanasia.

Negli ultimi anni, vista la prevalenza di questa patologia e i suoi effetti sul paziente, la ricerca si è indirizzata verso lo studio di principi attivi in grado di arrestare, o per lo meno limitare, il danno tissutale o addirittura di favorirne la ri- generazione cercando di intervenire quanto più possibile a livello locale, onde evitare gli effetti sistemici legati alla somministrazione parenterale di farmaci. Per ottenere tale risultato, come sotto- Il saluto introduttivo del 57° congresso Aivpa è stato affidato a (da sinistra): prof. Maurizio Del Bue, la presidente Aivpa Valeria Greco e Gianni Mancuso,presidente Enpav.

© Cristiano Papeschi

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Attualità 6 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 lineato dalla prof.ssa Angela Palumbo Piccionello (Università di Camerino), sono state introdotte la viscosupplementazione e la somministrazione di sostanze intrarticolari quali, ad esempio, l’acido ialuronico, il PRP o le cellule staminali (MSC). Queste ultime, particolarmente interessanti, de- terminano effetti immunosoppressori, antinfiam- matori e antifibrotici e il loro utilizzo ha lo scopo di tentare una rigenerazione dei tessuti, in questo caso osso e cartilagine, poiché hanno la capacità di differenziarsi in vari citotipi, tra cui gli oste- oblasti e i condrociti.

L’inoculo intra-articolare di MSC, come riportato anche in letteratura, è in grado di migliorare la riparazione dei tessuti mediante il rilascio di alcuni fattori come l’FGF (Fibroblast growth factor) e gli inibitori tissutali delle metalloproteasi (TIMP-1), ed esercitando, inoltre, una benefica azione antinfiammatoria e immunomodulatrice. Secondo l’esperienza del- la relatrice, che da diversi mesi sta impiegando le cellule staminali per il trattamento di alcune patologie osteoarticolari illustrate durante il suo intervento, i risultati sono molto incoraggianti e stanno aprendo man mano la via ad una nuova frontiera della terapia ortopedica.

Rigenerare i tessuti dopo exeresi chirurgica oncologica Il collega Fabio Valentini (coordinatore del Gruppo di studio di Oncologia di Aivpa e direttore di Oncovet) ha illustrato la sua esperienza nell’uti- lizzo del Ligasano ® bianco, un materiale sintetico in poliuretano espanso con struttura a nido d’ape, molto utilizzato in Medicina umana per favorire la guarigione di diverse lesioni cutanee più o meno profonde: questo materiale permette l’as- sorbimento delle secrezioni, prevenendo in questo modo la macerazione della ferita e riducendo il rischio di proliferazione batterica. L’effetto tera- peutico del Ligasano ® bianco stimola il ripristino della vascolarizzazione, dilava e assorbe lo strato fibrinoso e cattura e asporta la flora batterica, determinando così una pulizia della ferita senza necessità di ulteriori interventi locali.

Sulla base di queste premesse, il collega ha de- ciso di sfruttare le proprietà di questo presidio in pazienti canini, quale ausilio nella guarigione per seconda intenzione di ferite conseguenti a exeresi di tumori cutanei perivascolari localizzati sull’estremità distale degli arti. Nel corso della relazione sono stati presentati due dei casi clinici più significativi, ovvero pazienti affetti da sarcoma dei tessuti molli di basso grado. Le lesioni, descritte con l’aiuto di numerose im- magini catturate durante le procedure, erano lo- calizzate nel primo caso sul carpo di un meticcio di 13 anni, una lesione mobile e poco adesa ai tessuti sottostanti; nel secondo caso si trattava di un Boxer di 8 anni, con una lesione sulla faccia dorsale del tarso; in questo soggetto la neoplasia era invece ulcerata, voluminosa e adesa ai tessuti sottostanti.

Entrambi i soggetti erano stati sotto- posti a intervento chirurgico volto a rimuovere la massa cercando di evitare l’amputazione. I tumori cutanei perivascolari sono caratteriz- zati da un basso potenziale metastatico ma da un’elevata frequenza di recidiva locale, pertanto la rimozione chirurgica può essere risolutiva ma necessita di “margini puliti”; inoltre, a causa della frequente localizzazione sulle estremità distali degli arti, la chiusura chirurgica diretta risulta spesso molto difficoltosa.

Dopo un’attenta valutazione del temperamento degli animali e delle diverse possibilità di gestione post-operatoria, è stato deciso di non utilizzare un innesto cutaneo libero, e nemmeno le terapie locali “tradizionali”, bensì si è optato per una guarigione secondaria della ferita sfruttando le proprietà fisiche del Ligasano ® bianco. La fascia- tura è stata sostituita ogni 3-4 giorni e l’utilizzo del prodotto ha favorito la rapida formazione di tessuto di granulazione fino alla completa gua- rigione, facilitando il compito dei proprietari che hanno potuto gestire a casa le medicazioni. La VAC e il laser a diodi nella rigenerazione tissutale dei cheloni Quello della traumatologia nei cheloni è un argo- mento molto importante e all’ordine del giorno per i colleghi che si occupano di medicina degli animali non convenzionali.

Il collega Giuseppe Visigalli (direttore sanitario della Clinica veteri- naria “Liana Blu” di Varedo, Mb) ha portato la sua esperienze nell’utilizzo della VAC (vacuum-assi- sted closure) e del laser a diodi come strumenti utili per la rigenerazione dei tessuti nelle tarta- rughe acquatiche e nelle testuggini, presentando diversi casi clinici (schiacciamento, morso di cane e di roditori, traumi da accoppiamento, cadute dall’alto, lesioni alla corazza di vario grado e gravità, trauma da elica, ecc.) risolti con successo sia in animali selvatici che di proprietà. I cheloni interessati da traumi alla corazza ven- gono condotti a visita, di solito, in condizioni di letargia, grave anemia, immunodepressione, disidratazione, a volte con emorragie in corso e in alcuni casi già in setticemia, pertanto, prima di pianificare un qualunque intervento di ripara- zione dei tessuti è sempre necessaria un’attenta valutazione delle condizioni del paziente e la sua stabilizzazione.

Emorragie in atto vanno affrontate immediata- mente, in quanto anche lesioni apparentemente superficiali possono sanguinare copiosamente, in tal caso è necessario operare un’accurata emostasi, somministrare fluidi e contemporaneamente valu- tare lo stato degli organi celomatici eventualmente fuoriusciti, in modo da comprendere il tipo di soccorso da effettuare. La VAC Therapy è molto utilizzata nelle tartaru- ghe marine poiché mette sotto vuoto la lesione riducendo la proliferazione batterica o la riconta- minazione della ferita; il principio si basa sull’ap- plicazione sulla ferita di un bendaggio adesivo occlusivo con l’interposizione di una spugna, al quale viene applicata una pressione negativa.

Questo meccanismo promuove il riavvicinamento dei margini della soluzione di continuo, favorisce la rimozione dei detriti e dell’essudato e promuo- ve un’azione antisettica grazie all’anaerobiosi indotta dal vuoto stesso, migliorando inoltre la perfusione tissutale, e riducendo l’edema infiam- matorio. La VAC agevola, inoltre, la migrazione di fibroblasti, citochine, cellule infiammatorie e fattori di crescita.

Per quel che riguarda le lesioni del carapace con interessamento profondo, questo strumento è anche in grado di riportare in sede il tessuto polmonare. Infine, la laser therapy viene utilizzata ormai da diverso tempo e di routine nella clinica degli animali non convenzionali in quanto permette un’ottima ed efficace rivascolarizzazione dei tes- suti, velocizzandone il trofismo e il processo di rigenerazione e guarigione. y Cristiano Papeschi, Linda Sartini 1. Parma, 20-21/10/2018. Giuseppe Visigalli (direttore sanitario della Clinica veterinaria “Liana Blu” di Varedo, Mb) ha portato la sua esperienze nell’utilizzo della VAC (vacuum-assisted closure) e del laser a diodi come strumenti utili per la rigenerazione dei tessuti nelle tartarughe acquatiche e nelle testuggini.

Fabio Valentini (coordinatore del Gruppo di studio di Oncologia di Aivpa e direttore di Oncovet) ha illustrato la sua esperienza nell’utilizzo del Ligasano ® bianco,un materiale sintetico utilizzato in Medicina umana per favorire la guari- gione di lesioni quale ausilio nella guarigione per seconda intenzione di ferite conseguenti a exeresi di tumori cutanei perivascolari localizzati sull’estremità distale degli arti. © Cristiano Papeschi © Cristiano Papeschi

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Materiale riservato ai Sigg. Medici Veterinari e Farmacisti IN ITALIA LE ZECCHE RAPPRESENTANO UN RISCHIO ANCHE DURANTE L’AUTUNNO, PROTEGGILI PER 12 SETTIMANE CON UN’UNICA SOMMINISTRAZIONE DI BRAVECTO. 1: Maurelli et al: “A national survey of Ixodidae ticks on privately owned dogs in Italy”, Parasites & Vectors (2018) 11:420 *Bravecto CRP: attività immediata e persistente per 8 settimane nei confronti di R. sanguineus I IN N I IT TA AL LI IA A L LE E Z ZE ECC CH HE E R RA AP PP PR RE ES SENT TA A AN N L’AUTUNNO È LA STAGIONE DELLE ZUCCHE. E DELLE ZECCHE. * 1

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Attualità 8 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 P iù di 3.350 delegati provenienti da oltre 66 Paesi hanno partecipato al 43° Congresso mondiale della Wsava (World small ani- mal veterinary association, vedere riquadro) nella città-stato di Singapore, dal 25 al 28 settembre scorsi.

Sono numeri da record che - afferma l’As- sociazione - riflettono la rapida crescita della Medicina veterinaria degli animali da compagnia in tutta l’Asia, man mano che cresce il numero di proprietari di pet. Com’era prevedibile, la mag- giore affluenza all’evento si è registrata da Paesi dell’area asiatica e del Pacifico, tra cui Filippine, India, Indonesia e Australia.

Oltre a un programma scientifico completo, il congresso ha visto il lancio di nuove Linee guida per il benessere degli animali da compagnia 1 , nella cui promozione e difesa il veterinario gioca un ruolo chiave (vedere articolo a pag. 10). Incontri internazionali Record di presenze allo Wsava world congress 2018 1.All’inaugurazione della 43 a edizione del Congresso mon- diale della Wsava,il tradizionale taglio del nastro è toccato a Walt Ingwersen (ex presidente della Wsava),Geoffrey Chen (presidente della Federazione delle associazioni asiatiche veterinarie per piccoli animali),Shane Ryan (il nuovo presi- dente della Wsava) e Peter Doherty (veterinario australiano, premio Nobel per la Medicina).

2.La presentazione delle nuove Linee guida per il benessere degli animali da compagnia Wsava. La Wsava in pillole • Nasce nel 1961, in seguito alla decisione da parte dell’Association of small animal specialists (Iasas), di ribattezzarsi come World small animal veterinary association. • Oggi rappresenta più di 200.000 veterinari in tutto il mondo attraverso 110 associazioni. • Si propone di migliorare la cura degli animali da compagnia a livello globale. Le sue principali attività comprendono la creazione di linee guida globali che stabiliscono standard per l’assistenza veterinaria. La Wsava eroga formazione continua e altre risorse educative per i propri membri, in particolare nei Paesi in cui le cure veterinarie agli animali da compagnia stanno ancora emergendo.

• L’Assemblea della Wsava è costituita dai rappre- sentanti delle associazioni che ne fanno parte e ognuno è tenuto a svolgere il compito di collegare la Wsava ai membri delle rispettive associazioni. Questo garantisce la condivisione dello sviluppo professionale.

• Il congresso mondiale Wsava è annuale. • La Wsava ha costituito una Fondazione benefica che mira a migliorare la cura globale degli animali da compagnia attraverso la scienza e l’educazio- ne. Finanzia attività scientifiche ed educative a beneficio della pratica dei veterinari in tutto il mondo. Il suo progetto chiave è l’African small and companion animal network (Afscan), un’ini- ziativa che sostiene i veterinari dei pet in Africa e fa progredire la professione in modo sostenibile. La Fondazione Wsava organizza la Fun(d) Run, una maratona di 3/5 km che si svolge durante il Congresso mondia- le per raccogliere fondi da desti- nare al proget- to Afscan e, in particolare, alla Mission Rabies, per combattere la rabbia in Africa.

L’australiano Shane Ryan,neopresidente Wsava. © Wsava © Wsava © Wsava 1 2

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9 N° 1073 | 21 novembre 2018 | La Settimana Veterinaria Le Linee guida Wsava mirano a uniformare in tutto il mondo le diverse percezioni sull’animal welfare, aiutando i membri dell’Associazione a orientarsi nelle questioni etiche e morali ad esso collegate. Offrono inoltre una guida per garantire che i veterinari sostengano il benessere psicolo- gico, sociale e ambientale degli animali, oltre a fornir loro consulenze e terapie. Un veterinario australiano neopresidente della Wsava Durante lo Wsawa world congress è stato eletto il nuovo presidente dell’Associazione, che subentra al canadese Walt Ingwersen.

Si tratta dell’austra- liano Shane Ryan, già membro del Comitato ese- cutivo Wsava e, fino a poco tempo fa, presidente del suo Comitato per il benessere degli animali. Il dott. Ryan, che resterà in carica due anni, si è diplomato all’Università del Queensland e ha lavorato in Australia, Regno Unito ed Europa prima di trasferirsi a Singapore nel 1984. Nel 1989 ha aperto la Companion animal surgery a Singapore, una clinica h24 con dieci veterinari e 15 infermieri.

Commentando i piani per la Wsava 2019, il neo- presidente ha dichiarato: “Abbiamo il privilegio che i maggiori esperti mondiali in tutti gli aspetti della medicina degli animali da compagnia condi- videranno nuovamente le loro conoscenze e com- petenze con i nostri membri, e stiamo ultimando una serie di interessanti eventi pre e post-con- gressuali e programmi di sensibilizzazione, che renderanno il prossimo congresso un’esperien- za indimenticabile.” Il 44° Congresso mondiale Wsava sarà ospitato dalla Canadian veterinary medical association a Toronto, in Canada, dal 16 al 19 luglio 2019.

y MRC 1. Le Linee guida sul benessere animale sono disponibili al seguente indirizzo: https://bit.ly/2D3RAoc I membri dell’assemblea Wsava. © Wsava

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Attualità 10 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 L a World small animal veterinary associazion (Wsava) ha pubblicato un documento che raccoglie una serie di raccomandazioni sul benessere degli animali da compagnia destinato ai professionisti. La guida è stata lanciata all’ultimo congresso mondiale della Wsava, che si è svolto dal 24 al 28 settembre a Singapore (leggere artico- lo a pag. 8). L’Associazione, che ha già elaborato linee guida complete, gratuite e disponibili sul suo sito, in settori importanti della pratica veterinaria (gestione del dolore, vaccinazione, nutrizione e odontoiatria), desidera sottolineare, con il lancio di questo nuovo strumento, il ruolo chiave dei veterinari quali difensori del benessere animale.

Una buona comprensione dei modi che garan- tiscono il benessere di un animale consente, in particolare, di rafforzare la fiducia di proprietari. Strumenti utili al benessere animale durante la visita Shane Ryan, neopresidente Wsava, spiega lo scopo di queste raccomandazioni: “Come veterinari, la nostra responsabilità va ben oltre la salute fisica dei nostri pazienti. Il benessere degli animali in quanto scienza è una nuova disciplina in costante evoluzione, e i veterinari hanno bisogno di infor- mazioni recenti e concrete che consentano loro di rispettare gli standard più elevati di benessere e di fornire consigli chiari ai proprietari di animali domestici e al pubblico.

Le nostre nuove linee guida forniscono raccomandazioni, check list e altri strumenti per promuovere livelli ottimali di benessere durante tutta la visita. Offrono anche consigli per migliorare il benessere oltre le porte della clinica grazie ad attività di sensibilizzazione. Poiché la percentuale di proprietari di animali da compagnia sta aumentando in molte regioni del mondo, tra cui l’Asia, è essenziale che i veteri- nari difendano il benessere animale, e la Wsava spera che le nuove Linee guida incoraggeranno i suoi membri ad adottare le migliori pratiche e a stabilire standard più elevati”.

Rispondere alle problematiche che possono generare casi di coscienza Un capitolo di queste linee guida è dedicato a diverse questioni etiche che possono rappresentare un caso di coscienza per il professionista, come l’allevamento selettivo, l’eutanasia o il sospetto di maltrattamento.

Il documento si articola intorno ai cinque bisogni per il benessere animale (Five animal welfare ne- eds 1 ) (la necessità di un ambiente appropriato, di un regime alimentare adeguato, di poter esprimere comportamenti naturali, di vivere con o - separati da altri animali - se necessario –, di essere protetti contro il dolore, la sofferenza, le ferite e le ma- lattie). Questi principi, che sono specificati nelle diverse parti della guida, forniscono un quadro utile e classificano i problemi per garantire che i professionisti, riferendosi a questa categorizzazio- ne, rispondano alle esigenze di base degli animali.

Alla fine dei capitoli sono proposte check list per consentire ai veterinari di valutare la gestione re- sponsabile del benessere degli animali all’interno della clinica e orientarla verso tecniche appro- priate per migliorarlo.

La Wsava ha invitato i suoi membri ad adottare queste Linee guida nella pratica quotidiana e a elaborare una carta del benessere degli animali. Trentadue associazioni membri della Wsava le hanno già approvate e altre dovrebbero seguirne l’esempio a breve. L’Associazione erogherà inol- tre una formazione continua ad hoc e proporrà le traduzioni delle raccomandazioni in diverse lingue, oltre a strumenti supplementari. y Benedicte Iturria 1 www.bit.ly/2dWvIwr. Dal congresso mondiale Wsava 2018 Nuove Linee guida globali sul benessere degli animali da compagnia L’Associazione internazionale desidera sottolineare il ruolo chiave dei veterinari quali difensori del benessere degli animali.

Le raccomandazioni della Wsava forniscono check list per consentire al veterinario di valutare la gestione del benessere degli animali all’interno della propria clinica,e orientarlo verso le tecniche più appropriate per migliorarlo. “Il benessere degli animali in quanto scienza è una nuova disciplina in costante evoluzione”. Shane Ryan, neopresidente Wsava © Jaromir Chalabala - shutterstock.com

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Attualità 12 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 L e tecniche locoregionali si basano sull’i- noculo peri-neurale (intorno al nervo) di un anestetico locale così da interromperne in modo transitorio la trasmissione dell’impulso elettrico e quindi anche nocicettivo. Per decenni questi “blocchi” sono stati eseguiti alla cieca senza la visualizzazione preventiva del nervo e utiliz- zando come guida per l’iniezione alcuni punti di repere anatomici. L’efficacia di questo approccio non è molto standardizzabile e varia molto in base alle capacità dell’anestesista e al nervo in considerazione.

L’introduzione dell’elettrostimo- lazione e dell’ecografia per la ricerca del nervo da bloccare ha rivoluzionato l’anestesia sia in campo umano sia veterinario.

Mentre la tecnica di ricerca del nervo tramite sti- molazione elettrica, che si basa sulla stimolazione del tessuto peri-neurale di una fibra nervosa e l’evocazione di una clonia motoria (diversa in base alla distanza dal nervo e in base al nervo che si sta stimolando), viene paragonata per efficacia e tasso di fallimento alla tecnica alla cieca, l’introduzione dell’ecografia nell’esecuzione di questi blocchi sembra aumentarne notevolmente la sicurezza e l’efficacia. Con l’ecografia infatti è possibile visua- lizzare il nervo, riconoscere le strutture vascolari circostanti, controllare l’avanzamento dell’ago e la deposizione dell’anestetico locale.

Al 13° World congress of veterinary anaesthe- siology, che si è svolto a Venezia 1 , tutti i relatori del Training day hanno concordato che il punto chiave garantire maggior efficacia e durata ai blocchi locoregionali (soprattutto di arti e tronco) è l’introduzione della ricerca del nervo e dell’i- noculo di anestetico eco-guidati. Di seguito so- no descritte le principali tecniche locoregionali eco-guidate relative agli arti e al tronco che sono state presentate durante il congresso: alcune in anteprima assoluta!

I blocchi dell’arto toracico (F. Garcia) Il plesso brachiale è responsabile degli input sen- sitivi e motori dell’arto toracico; è formato dalle radici ventrali dei nervi spinali C6, C7, C8 e T1 (in alcuni casi anche da C5 e T2). I nervi periferici che originano dal plesso e trasportano le afferenze sensitive somatiche dell’arto anteriore sono i nervi muscolocutaneo, ascellare, radiale, mediano e ulnare e sono il target del blocco. Blocco ascellare eco-guidato del plesso brachiale (vedere riquadro 1) Per l’approccio ascellare del plesso brachiale, l’animale deve essere disposto in decubito dor- sale e la sonda ecografica lineare viene posta sui muscoli pettorali omolaterali al plesso da bloccare, parallela alla colonna vertebrale tra il manubrio dello sterno e la scapola.

L’ago viene inserito in direzione cranio-caudale all’interno della depressione triangolare che viene formata dalla prima costa, dalla scapola e dal pettorale superficiale e profondo; per evitare l’ingresso il torace è fondamentale seguire la punta dell’ago per tutto il suo tragitto con l’ecografo. Con 0,3 ml/kg di bupivacaina allo 0,75% si ottiene una perfetta anestesia e analgesia della parte per 6 ore, senza che vi siano deficit motori. Blocco sub-scaleno eco-guidato del plesso brachiale (vedere riquadro 2) Questo approccio ha come obiettivo il blocco dei rami ventrali di C6, C7, C8 e T1 (qualche volta anche T2).

Le radici ventrali di questi nervi la- sciano il midollo spinale e decorrono lungo il collo in posizione ventro-mediale rispetto allo scaleno per raggiungere poi l’arto toracico. Per visualizzare le radici dei nervi bisogna porre il paziente in decubito laterale, portare indietro la spalla omolaterale al blocco e sollevare il collo e la spalla ponendovi sotto un cuscino; la sonda invece va posta nella porzione laterale del collo parallela alla colonna vertebrale, ventralmente ai processi trasversi della colonna cervicale e cra- nialmente alla prima costa.

Con 0,3 ml/kg di bupivacaina allo 0,75% si ottiene anestesia ed analgesia con perdita della funzio- nalità motoria per 6 ore. RUMM block ecoguidato (vedere riquadro 3) Il blocco è relativamente semplice ma richiede di iniettare l’anestetico in due sedi diverse: la prima è sulla faccia laterale dell’arto anteriore con la sonda lineare disposta trasversalmente alla diafisi omerale. La seconda sede di iniezione è sulla faccia mediale dell’arto toracico, sempre con la sonda lineare di- sposta trasversalmente rispetto alla diafisi omerale nel suo terzo distale. Con 0,1 ml/kg di bupivacaina allo 0,75% per ogni sito di iniezione si ottiene anestesia, analgesia e blocco motorio distale al gomito per 4-6 ore.

Tecniche Anestesie locoregionali: novità in anteprima mondiale al 13° Wcva Il punto chiave per garantire maggior efficacia e durata ai blocchi locoregionali (soprattutto di arti e tronco) è l’introduzione della ricerca del nervo e dell’inoculo di anestetico eco-guidati. Al 13° World congress of veterinary anaesthesiology 1 sono state illustrate molte delle tecniche locoregionali eco-guidate relative agli arti e al tronco: alcune in anteprima assoluta! 1. Blocco ascellare eco-guidato del plesso brachiale Efficacia e utilità Potenziali complicazioni - Blocco sensitivo e motorio distale alla metà dell’omero - Utile per la chirurgia ortopedica e oncologica distale al gomito e del gomito stesso - Iniezione intravascolare (per vicinanza dei nervi ai grossi vasi del cavo ascellare) - Blocco incompleto - Pneumotorace 2.

Blocco sub-scaleno eco-guidato del plesso brachiale Efficacia e utilità Potenziali complicazioni - Blocco sensitivo e motorio dell’arto anteriore e di buona parte della spalla - Utile per tutti gli interventi che coinvolgono l’articolazione della spalla,dell’omero,della cute e dei muscoli di queste regioni - Blocco incompleto - Blocco del nervo frenico (che deriva da C5-C6) - Pneumotorace - Iniezione intravascolare - Diffusione nello spazio epidurale - Paralisi temporanea del nervo laringeo ricorrente

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Attualità 14 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 I blocchi per l’addome e il torace (D. Portela) Recentemente sono state studiate delle nuove tecniche di blocco locoregionale eco-guidate in cui l’obiettivo non è visualizzare direttamente il nervo ma raggiungerlo con l’anestetico ricono- scendo le strutture che anatomicamente lo cir- condano. Tra queste nuove tecniche rientrano i blocchi toracici paravertebrale e i così detti “blocchi inter-fasciali”.

TAP block (o blocco del piano trasverso addominale) eco-guidato (vedere riquadro 4) La parete addominale dei mammiferi è formata da tre strati muscolari: l’obliquo esterno dell’addome, l’obliquo interno e il trasverso dell’addome.

Il piano inter-fasciale tra il trasverso dell’addome e l’obliquo interno contiene le fibre afferenti delle radici ventrali dei nervi toracici e lombari che innervano la parete addominale. Nel cane l’inner- vazione della parete e del peritoneo sottostante è garantita cranialmente dalle fibre afferenti dei nervi T11, T12 e T13, caudalmente da quelle di L1, L2 e L3.

Questa tecnica è conosciuta da tempo in Medicina veterinaria, il target dove depositare l’anestetico locale è piano inter-fasciale tra i muscoli obliquo interno e trasverso dell’addome e può essere iden- tificato posizionando la sonda lineare sulla parete laterale dell’addome perpendicolarmente alla co- lonna vertebrale, da entrambi i lati dell’addome. Per ottenere una diffusione più ampia del blocco è possibile dividere il volume da iniettare in due aliquote e somministrarle in due punti della pa- rete addominale: uno più craniale dietro l’ultima costa e uno più caudale appena craniale alla cre- sta dell’ileo.

Con 0,25-0,3 ml/kg di bupivacaina allo 0,25% o ropivacaina allo 0,25 % per sito di iniezione ed effettuando quindi due iniezioni per emi-addome, si ottiene una copertura anal- gesica completa che in alcuni casi può durare fino a 24 ore. Attenzione che i volumi necessari potrebbero superare la dose massima consigliata di anestetico.

Blocco eco-guidato del quadrato dei lombi (vedere riquadro 5) A differenza del precedente, di questo blocco in Medicina veterinaria si sa ancora poco, i primi studi sia cadaverici che clinici sono stati pub- blicati e presentati per la prima volta proprio al Wcva di Venezia di quest’anno. Anche se siamo solo agli inizi, dai risultati preliminari sembre- rebbe che un’unica dose iniettata tra il quadrato dei lombi e il grande psoas (piano inter-fasciale dove è possibile raggiungere la radice ventrale dei nervi spinali target) possa espandersi a sufficienza per raggiungere i nervi spinali T13, L1, L2 e L3, e l’anestetico locale sembra portarsi medialmente al quadrato dei lombi raggiungendo diversi seg- menti del tronco simpatico lombare ottimizzan- do il blocco viscerale delle afferenze sensitive.

I volumi utilizzati per ora sono di 0,3-0,5 ml/kg di soluzione anestetica per emi-addome. Blocco paravertebrale toracico (TPV block, vedere riquadro 6) Il target di questo blocco è lo spazio paraver- tebrale (in rosso tratteggiato nella fig. 1), che è delimitato dorsalmente dalla membrana interco- stale interna (MeII, che altro non è che la parte terminale del muscolo intercostale interno che si inserisce sul processo trasverso della vertebra toracica), ventralmente dalla pleura parietale (PP) e medialmente dal corpo della vertebra (CV) che si considera.

In cani che devono essere sottoposti a toracotomie laterali, vengono utilizzati da 0,05 a 0,1 ml/kg di bupivacaina allo 0,5%, e anche se sono comunque necessari altri approfondimenti, per i risultati otte- nuti dai pochi studi finora pubblicati, è consigliato eseguire il blocco di 3/5 nervi toracici consecutivi per avere un risultato soddisfacente. Nuovi blocchi periferici del torace Serratus Plane Block (SPB) eco-guidato (vedere riquadro 7) Il blocco SPB consiste nell’iniezione di anesteti- co locale nel piano inter-fasciale tra il muscolo 3. RUMM block ecoguidato Efficacia e utilità Potenziali complicazioni - Blocco sensitivo e motorio della parte dell’arto distale al gomito - Utile per le procedure che coinvolgono le parti del braccio distali al gomito - Blocco incompleto - Difficile la visualizzazione ecografica (strutture molto superficiali) - Difficile l’inserimento dell’ago 4.TAP block (o blocco del piano trasverso addominale) eco-guidato Efficacia e utilità Potenziali complicazioni - Si ottiene il blocco delle afferenze sensitive somatiche e in parte viscerali da T11 a L2 - Utile per ottenere analgesia peri-operatoria della parete addominale sia nel cane che nel gatto - Si è dimostrato efficacie nel trattamento del dolore acuto dovuto a pancreatite - Iniezione intra-addominale - Tossicità dell’anestetico (non superare la dose maggiore consigliata) - Iniezione intramuscolare - Non totalmente efficacie nel prevenire il dolore viscerale 5.

Blocco eco-guidato del quadrato dei lombi Efficacia e utilità Potenziali complicazioni - Si ottiene il blocco delle afferenze sensitive viscerali e somatiche dei nervi da T13 a L3 - Si ottiene il blocco del tronco simpatico lombare - Dovrebbe essere maggiormente efficacie del TAP block nel garantire analgesia addominale viscerale e somatica - Utile a tutte le procedure dolorose a carico dell’addome e per il trattamento del dolore addominale - Sono necessari grandi volumi di anestetico - Tossicità dell’anestetico (non superare la dose maggiore consigliata) - Iniezione intra-addominale - Iniezione intravascolare - Diffusione nello spazio epidurale - Blocco del plesso lombare 6.

Blocco paravertebrale toracico (TPV block) Efficacia e utilità Potenziali complicazioni - Si ottiene il blocco dei nervi spinali toracici all’uscita dal forame intervertebrale - Si ottiene il blocco del ramo dorsale e ventrale dei nervi spinali toracici,del ramo comunicante e del tronco simpatico toracico - Utile per ottenere un’ottima anestesia e analgesia (viscerale e somatica) in caso di chirurgia toracica e dell’addome craniale - Contaminazione intra-pleurica - Diffusione nello spazio epidurale - Blocco del plesso lombare - Pneumotorace - Sindrome di Horner - Iniezione intravascolare nei vasi mediastinici Figura 1.

Anatomia dello spazio paravertebrale a livello toracico.

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Attualità 16 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 serrato ventrale e l’intercostale esterno, dove si trovano i rami laterali dei nervi spinali toracici da T1 a T7.

The erector spinae block (ESPB) eco-guidato (vedere riquadro 8) Il blocco ESPB è descritto e utilizzato in Medicina umana mentre in Medicina veterinaria sono in corso degli studi: il primo di questi (sul maiale) è stato presentato in anteprima mondiale al Wcva di quest’anno. Questo blocco prevede l’iniezione di anestetico locale tra il processo trasverso delle vertebre to- raciche e il piano formato dai muscoli epiassiali (erettore della colonna vertebrale, longissimus dorsi, ecc). in questo piano inter-fasciale sono contenuti i rami mediali e laterali delle radici dorsali dei nervi spinali.

L’anestetico iniettato in questo spazio può estendersi cranialmente e caudalmente coinvolgendo diversi segmenti spinali.

Questo blocco potrebbe avere delle future appli- cazioni nel trattamento del dolore cronico neuro- patico non responsivo agli oppioidi che coinvolge la colonna vertebrale e la parte dorso-laterale del torace. Il volume iniettabile è di 0,4-0,6 ml/kg. I blocchi per l’arto pelvico (L. Campoy) Dal plesso lombosacrale (L4, L5, L6, L7, S1, S2) originano a tutti i nervi responsabili dell’inner- vazione dell’arto pelvico e del bacino. Per quan- to riguarda l’arto pelvico, i principali nervi che derivano dal plesso e sono responsabili di input sensitivi e motori dell’arto pelvico sono il femorale e lo sciatico.

Di seguito sono descritte le tecniche locoregionali eco-guidate che se combinate pos- sono indurre la desensibilizzazione della totalità dell’arto pelvico.

Blocco femorale eco-guidato (vedere riquadro 9) Il nervo femorale deriva dalla porzione craniale del plesso lombare, si forma dai rami ventrali dei nervi spinali L4, L5 e L6 e nel suo percorso distale inizialmente si trova al centro del muscolo ileopsoas, a livello del triangolo femorale si trova cranialmente all’arteria e alla vena femorale pro- seguendo poi in profondità verso la parte caudale del muscolo sartorio. Il paziente viene posto in decubito laterale, nel decubito controlaterale all’arto da bloccare. L’arto in questione deve essere abdotto di 90 gradi ed esteso caudalmente; la sonda deve essere posta a livello del triangolo femorale per visualizzare l’arteria femorale e da qui poi vedere il nervo femorale localizzato profondamente alla fascia iliaca e all’arteria femorale, craniale al retto femo- rale e caudale al pettineo.

Il volume da iniettare è di 0,1 ml/kg.

Blocco eco-guidato del nervo safeno (vedere riquadro 10) Questo blocco è stato presentato ufficialmente per la prima volta al Wcva di quest’anno. Il nervo safeno lascia il femorale subito dopo che quest’ultimo lascia il muscolo ileopsoas. Innerva la parte anteromediale del ginocchio, la faccia mediale della tibia e il primo dito. Il paziente è posto nella stessa posizione che per il blocco femorale eco-guidato, la sonda deve essere posizionata nella faccia mediale della co- scia a metà diafisi femorale in modo da vedere facilmente si all’arteria femorale che il vasto me- diale. Cranialmente all’arteria si può osservare la guaina vascolo-nervosa di forma triangolare: qui si trova il nervo safeno.

Il volume da iniettare è di 0,1 ml/kg.

Blocco eco-guidato del nervo sciatico (vedere riquadro 11) Il nervo sciatico è formato dai rami ventrali dei nervi spinali L6, L7 e S1, e passa tra il gluteo medio e quello profondo uscendo dalla pelvi attraverso il forame ischiatico per poi passare tra il grande trocantere del femore e la tubero- sità ischiatica. A questo livello è visibile eco- graficamente come un doppio disco con centro ipo-ecoico e margine iper-ecoico ed è delimitato lateralmente dal bicipite femorale, caudalmente dal semimembranoso e medialmente dal muscolo adduttore.

Il paziente viene posizionato in decubito laterale, nel decubito controlaterale all’arto da bloccare, la sonda deve essere posizionata nella faccia laterale della coscia sul bicipite femorale per visualizzare il nervo.

Il volume da iniettare è di 0,1 ml/kg. In conclusione Anche se l’anestesia locoregionale oggi viene utilizzata prevalentemente per raggiungere la desensibilizzazione e il blocco motorio di aree corporee che devono essere sottoposte a chirurgia, è molto efficacie anche nell’analgesia postope- ratoria e come aggiunta alla gestione del dolore di pazienti che non devono essere sottoposti ad alcuna procedura chirurgica invasiva (ad esempio per il dolore cronico). I campi di applicazione aumentano, e aumentano anche l’interesse e gli studi in proposito. y Marta Brivio 1. Venezia, 25-29/9/2018: 13° Wcva.

Tratto dalle relazioni di M. Read, P. Otero, F. Garcia, D. Portela, L. Campoy, al training day: Locoregional anestesia (29/9/2018).

11. Blocco eco-guidato del nervo sciatico Efficacia e utilità - Blocco del nervo sciatico - Blocco delle afferenze sensitive dall’arto pelvico distalmente al ginocchio esclusi il primo dito e la faccia mediale della cute che è di pertinenza del safeno - Indicata per procedure chirurgiche dell’arto pelvico (in associazione al blocco safeno) 9. Blocco femorale eco-guidato Efficacia e utilità - Blocco del nervo femorale prima della diramazione del nervo safeno - Blocco motorio di quadricipite femorale,sartorio, pettineo e iliaco - Blocco delle afferenze sensitive dalla parte anteromediale del ginocchio,dalla faccia mediale della tibia e dal primo dito - Utile per procedure chirurgiche del ginocchio e del piede (in combinazione col blocco sciatico) 10.

Blocco eco-guidato del nervo safeno Efficacia e utilità - Blocco del nervo safeno - Blocco delle afferenze sensitive dalla parte anteromediale del ginocchio,dalla faccia mediale della tibia e dal primo dito,senza il blocco motorio del quadricipite - Utile per procedure chirurgiche del ginocchio e del piede (in combinazione con il blocco del nervo sciatico) 7. Serratus Plane Block (SPB) eco-guidato Efficacia e utilità - Si ottiene il blocco dei rami cutanei laterali dei nervi spinali toracici - Il blocco causa anestesia e analgesia dei muscoli e della cute ventro-laterali di torace ed addome Indicazioni:mastectomie,chirurgie addominali e toraciche in associazione ad altri blocchi (come ad esempio il TAP block) Area innervata dai rami cutanei laterali dei nervi spinali toracici 8.

The erector spinae block (ESPB) eco-guidato Efficacia e utilità - Si ottiene il blocco dei rami mediali e laterali della parte dorsale dei nervi spinali toracici - Il blocco del ramo mediale causa anestesia e analgesia dei muscoli epiassiali,delle lamine vertebrali e delle faccette articolari - Il blocco del ramo laterale induce anestesia e analgesia della cute dorsolaterale del torace e dell’addome Indicazioni:emi-laminectomie,dolore cronico da osteoartrite Area innervata dai rami mediali e laterali della parte dorsale dei nervi spinali toracici

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Attualità 18 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 I l congresso annuale dell’European college of veterinary ophthalmology (Ecvo)1 si è concen- trato sul tema della superficie oculare.

Tra i diversi argomenti, l’attenzione si è focalizzata sulla meibografia (che studia la morfologia delle ghiandole di Meibomio e il loro contenuto e ri- leva lesioni mediante la transilluminazione delle palpebre con infrarossi) e sul Tearscope ® (società SBM Sistemi). Questo nuovo strumento permette di esaminare i vari strati del film lacrimale (mu- coso, acquoso e lipidico) e quindi di identificare il tipo di cheratocongiuntivite secca per regolare al meglio il trattamento. La meibometria è anche una nuova tecnica non invasiva che valuta la proporzione di contenuto lipidico delle secrezioni delle ghiandole di Meibomio a livello dei margini delle palpebre.

La blefarite differisce in base all’origine È stata anche proposta una revisione della diagno- si e dell’approccio terapeutico delle blefariti. Le palpebre presentano caratteristiche anatomiche e fisiologiche che consentono loro di rispondere in modo unico a una patologia. In caso di blefarite, un esame completo degli occhi è quindi necessario per determinarne l’origine primaria o secondaria (congenita, autoimmune, metabolica, neoplastica, traumatica e infettiva). Se l’esame corneale ha un qualche valore, le lesioni corneali indicano un’irritazione cronica, secondaria ma non speci- fica. Nei gatti, le affezioni del film lacrimale e la cheratocongiuntivite secca sono meno comuni, restano ancora poco comprese, sono associate a segni clinici più sfumati e spesso hanno una scarsa risposta alle terapie comunemente usate per i cani.

Sono state passate in esame le varie tecniche di valutazione del film lacrimale e della superficie oculare, con particolare riguardo per il test non invasivo della rottura del film lacrimale, che valuta la sua stabilità e permette la misura- zione indiretta della sua componente mucinica. L’enucleazione bilaterale è ben sopportata dai cani... e dal loro padrone Il premio per la migliore presentazione di un re- sident è stato assegnato a Negar Hamzianpour (Regno Unito) per uno studio sulla valutazione della qualità della vita dei cani dopo enuclea- zione bilaterale, la cui indicazione principale è il glaucoma (96,5%).

Il tasso di soddisfazione dei proprietari è elevato (57/63) e ripeterebbero la procedura se dovessero farlo. I motivi principali sono un miglioramento significativo del livello di attività e della qualità della vita (migliore comfort dell’animale in particolare per le minori reazioni durante la palpazione del muso e degli occhi). Performance fisiche alterate in caso di disturbi della rifrazione Tra i vari poster presentati, quello di Aleksandra Tomkiwicz (Università di Varsavia, Polonia) ha mostrato il significativo impatto dei disturbi della rifrazione sulle prestazioni sportive dei Border collie.

In questo studio, i cani con alterazioni della rifrazione (da -0,5 a +0,5 diottrie) erano considerati emmetropi (nessun problema di diffra- zione). I ricercatori si sono quindi resi conto che i cani ametropi hanno problemi nell’addestramento (calpestio sul posto, ricerca di un appoggio prima di un salto, recupero di un frisbee troppo presto), proporzionali alla gravità dei disturbi refrattivi. Esame oftalmologico per cani con insufficienza renale Un altro poster ha presentato le ultime indagini cliniche sulla prevalenza delle lesioni oculari in 82 cani con ipertensione sistemica associata a nefropatia o a malattia renale cronica.

Risulta che le lesioni oculari associate a nefropatia dipendono dalla presenza di ipertensione siste- mica superiore a 160 mmHg e creatinina sierica superiore a 2 mg/dl, e sono rappresentate prin- cipalmente da emorragia intraretinica e, meno frequentemente, da edema sottoretinico, distacco retinico regmatogeno, emorragia del corpo vi- treo e arterie retiniche tortuose. Si raccomanda pertanto di eseguire un esame oftalmologico su ogni cane affetto da insufficienza renale cronica. y Leila Bedos, Adrien Aertsens 1. Firenze, 10-13/5/2018. Congresso Ecvo La meibografia sotto i riflettori al congresso degli oftalmologi europei Nuovi strumenti permettono di studiare le ghiandole di Meibomio e il film lacrimale, ottimizzando la gestione della secchezza oculare.

© SBM sistemi © SBM sistemi © Ophthalmology Department University Saskatchewan Lo strumento Tearscope ® valuta la composizione del film lacrimale per adattare nel modo più opportuno il trattamento delle secchezze oculari in funzione del loro tipo. In caso di blefarite,è indispensabile eseguire un esame completo dell’occhio per poter determinare l’origine primaria o secondaria e proporre il trattamento più opportuno. L’Icp® consente di effettuare una meibografia (proporzione,larghezza e profondità delle ghiandole di Meibomio funzionali).

alicubi.it www.candioli-vet.it www.candioli-vet.it L’effetto simbiotico esercitato da prebiotici (scFOS e MOS) e probiotici E. faecium) è stato valutato, rispetto al gruppo di controllo (Bottero E et al, 2016. data on file), su 62 cani affetti da diarrea acuta di varia origine (n. 28 cani alimentati con dieta iperdigeribile al momento dell’inclusione e n. 34 cani alimentati con dieta iperdigeribile integrata con l’associazione simbiotica di scFOS + MOS + E. faecium). In particolare è risultato che i cani del gruppo trattato, dopo 7 giorni di integrazione dietetica, hanno mostrato, relativamente a gruppo di controllo: Risoluzione più rapida della diarrea: 4 giorni rispetto a 6 giorni in media (p > > > RISULTATI DALLO STUDIO CLINICO TM TM FOS Enterococcus faecium ® e MOS LA FORMULA DI SEMPRE: EFFICACIA ASSICURATA! In caso di disturbi acuti dell’assorbimento intestinale del cane e del gatto Profeed® è un marchio registrato in Europa da Tereos Starch & Sweeteners e Beghin Meiji Yang® e Laltide® sono marchi registrati da Lallemand Animal Nutrition.

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I l suino è per natura un animale molto curioso che, in condizioni semi-naturali, passa il 75% del- le ore diurne nell’esplorazione attiva dell’ambiente. Questo suo comportamento naturale è difficilmen- te espresso nelle condizioni dell’al- levamento intensivo, dove gli ani- mali non hanno a disposizione degli elementi esplorabili e grufolabili. Da quando l’industrializzazione dei settori produttivi ha trasformato quello che una volta era un allevamento rurale in un allevamento spintamente intensivo, l’aumento delle densità, l’impoveri- mento degli ambienti di allevamento e la crescente presenza di elementi stressanti hanno portato all’aumento della frequenza di fenomeni di canni- balismo tra gli animali, con importanti perdite economiche per gli allevatori dovute ai ridotti incrementi ponderali, la maggiore suscettibilità alle infezioni secondarie, un maggiore uso degli an- tibiotici e cali della resa economica al macello causati da rifilature obbligate della carcassa e, a volte, anche della completa distruzione di quest’ultima.

L’alterazione comportamentale, spesso considerata “solo” come una risposta emotiva alla limitazione della liber- tà di espressione delle caratteristiche etologiche primarie del suino, diventa quindi un problema anche di carattere sanitario e produttivo.

I destinatari principali dei fenomeni di morsicatura sono senza dubbio le code e le orecchie dei compagni di box, motivo per cui il taglio della co- da è ampiamente adottato da decen- ni. Tuttavia, negli ultimi anni, questa mutilazione sta generando parecchio clamore nell’opinione pubblica. Per il consumatore e per i non addetti ai la- vori, la scelta di interrompere il taglio della coda può sembrare banale e può essere paragonata all’abbandono della stessa pratica in alcune razze di cani. Purtroppo le problematiche, che solo chi lavora nel settore suinicolo conosce, sono molteplici e per lo più legate agli sforzi di rendere esplorabile un ambien- te povero nato senza alcuna predispo- sizione all’interazione con l’animale.

La legislazione in vigore dal 2011 Il peso che ha assunto negli ultimi anni il benessere degli animali, e in particolare il taglio della coda, è sot- tolineato dalla presenza di una legi- slazione europea ad esso dedicata, e aggiornata con Dlgs 122 del 2011, a decorrenza dal primo gennaio 2013. Nel testo legislativo, si vietano “tutte le operazioni effettuate per scopi di- versi da quelli terapeutici o diagnostici o per l’identificazione dei suini e che possono provocare un danno o la per- dita di una parte sensibile del corpo o un’alterazione della struttura ossea”. Va da sé che l’amputazione della co- da, così ampiamente effettuata nella suinicoltura moderna, acquisisce una connotazione di divieto.

Perché allora questa pratica è ancora così largamen- te adottata negli allevamenti? Perché il Decreto lascia uno spiraglio di pos- sibilità: “Il mozzamento della coda […] dei lattonzoli non deve costituire © Joan Gomez Pons - shutterstock.com

22 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 operazione di routine, ma deve essere praticato soltanto ove sia comprovata la presenza di ferite […] agli orecchi o alle code di altri suini”. Da qui, la diffusa pratica di dichiarare la difficoltà della propria azienda nel gestire animali a coda lunga, con la conseguente impossibilità di abolirne il taglio, pena la presenza di pesanti problematiche di cannibalismo. A conti fatti, una dichiarazio- ne simile è del tutto verosimile nelle condizioni classiche di un allevamento suinicolo medio, ma presenta il grosso handicap di non esibire, nella maggioranza delle dichiarazioni, evidenza di aver effettivamente tentato di allevare i suini a coda lunga.

Per di più la legislazione specifica che, prima di essere autorizzati al taglio della coda, “si devono adottare misure intese ad evitare le morsi- cature delle code e altri comportamenti anormali tenendo conto delle condizioni ambientali e della densità degli animali. È pertanto necessario modi- ficare condizioni ambientali o sistemi di gestione inadeguati”. Quest’ultima frase è forse quella che, in assoluto, è stata sottovalutata fino ad ora: la dichiarazione di reale necessità del taglio della co- da ha valore solo ed esclusivamente se è presente in azienda l’evidenza che tutti i fattori di rischio predisponenti al cannibalismo (e sono purtroppo tanti!) sono stati corretti pur senza successo.

Audit europeo 2017: la situazione italiana Nel mese di novembre 2017, è stata condotta in Italia una verifica della situazione nazionale (au- dit) da parte della Commissione europea, con lo scopo di determinare l’adeguatezza e l’efficacia delle misure messe in atto dal nostro Paese al fine di evitare il taglio della coda di routine, limitando la pratica ai soli casi di fallimento degli interventi preventivi. Purtroppo l’evidenza è stata che la quasi totalità degli allevamenti italiani tagliava ancora la coda senza presentare evidenza alcuna che fossero stati fatti tentativi di interruzione o di monitoraggio del problema.

La critica maggiore mossa a discapito della suinicoltura italiana è stata l’assenza di procedure preventive e di piani di modifica delle condizioni ambientali volte a dare evidenza degli sforzi sostenuti per ottenere un allevamento del suino a coda lunga. Il piano d’azione italiano Per affrontare la problematica è stato redatto dal Ministero della Salute un Piano d’azione, in col- laborazione con il Centro di referenza nazionale per il benessere animale (CReNBA) presso l’Isti- tuto zooprofilattico sperimentale di Lombardia ed Emilia Romagna, successivamente rielaborato da un gruppo di esperti nazionali, e infine integrato con i suggerimenti raccolti a seguito di riunioni con veterinari del settore e con le Associazioni di categoria più rappresentative.

Il Piano d’azione si sviluppa in due fasi iniziali.

La fase uno, 2018 La fase numero uno, da attuarsi entro la fine del 2018, prevede la valutazione del rischio di mor- sicatura della coda a livello aziendale. Ciascuna azienda suinicola avente animali in fase di svez- zamento (siti 2) e di ingrasso (siti 3) deve, entro la fine di quest’anno solare, aver compilato la propria valutazione del rischio di morsicatura tramite una check-list apposita, con lo scopo di rendere evidenti gli elementi predisponenti, or- mai accertati essere rilevanti per l’insorgenza dei comportamenti aggressivi durante tutte le fasi di allevamento: quantità e qualità del materiale di arricchimento, condizioni strutturali e di puli- zia, comfort termico e qualità dell’aria, stato di salute, competizione per cibo, spazio e acqua, qualità e quantità dell’alimento.

Tale raccolta di dati consentirà di avere informazioni sul grado di rischio di morsicature e sulla classificazione degli allevamenti, sulla base della qualità gestio- nale. Dall’analisi dei dati raccolti durante tale valutazione sarà possibile mettere in evidenza i punti critici che non hanno permesso, fino a quel momento, di effettuare il taglio della coda esclusivamente come procedura straordinaria e non quale operazione di routine. La check-list deve essere condotta da un veterinario non ap- partenente al servizio pubblico (libero professio- nista oppure aziendale), debitamente formato e conseguentemente abilitato con delle credenziali all’inserimento dei dati in una piattaforma in- formatica frutto di un progetto finanziato dal Ministero della Salute, e realizzato in via speri- mentale dall’Izs di Lombardia e Emilia Romagna con la collaborazione dell’Università di Parma: la piattaforma Classyfarm.

La fase due, 2019 A partire dal 1° gennaio 2019, tutti gli allevamenti di accrescimento (siti 2 e 3) dovranno avere messo in atto le idonee misure correttive relative ai fat- tori di rischio classificati come insufficienti dalla check-list. Concomitantemente alla correzione dei fattori di rischio, gli allevamenti dovranno comin- ciare a introdurre piccoli gruppi di suini con code non tagliate, sui quali verificare l’efficacia degli interventi migliorativi messi in atto. In assenza di episodi di cannibalismo, la numerosità dei gruppi di animali a coda lunga dovrà progressivamente aumentare.

L’autorità competente utilizzerà la categorizzazione del rischio dell’allevamento per programmare frequenza e modalità del control- lo ufficiale. Inoltre, effettuerà anche verifiche a campione sulla congruenza e correttezza dei dati inseriti dal veterinario aziendale o libero profes- sionista.

Cosa fare se persistono i fenomeni di morsicatura? A seguito del miglioramento di tutti i parametri individuati come insufficienti dalla check-list, tutti gli eventuali episodi di morsicatura della coda dovranno essere attentamente monitora- ti, stabilendo a livello aziendale delle procedure di emergenza. Successivamente, sarà necessario contribuire ulteriormente al miglioramento delle condizioni di allevamento adottando, relativa- mente a uno o più dei fattori predisponenti, ul- teriori misure. Inoltre, qualora in un allevamento vengano soddisfatti tutti i criteri di conformità e risulti ancora giustificato il ricorso al taglio della coda, occorrerà informare il Servizio veterinario territorialmente competente che valuterà la sus- sistenza delle condizioni.

La piattaforma informatica Classyfarm Classyfarm è la piattaforma informatica studiata per la categorizzazione del rischio degli alleva- menti relativamente a diverse aree di interesse, tra cui anche il benessere e la morsicatura della coda. Mentre la parte relativa alla salute e al consumo di farmaci veterinari è vincolata alla presenza di un veterinario aziendale, la parte relativa all’in- serimento dei dati raccolti tramite la check-list sulla morsicatura della coda può essere a cura di qualsiasi veterinario abilitato a seguito di corso di formazione, purché non dipendente pubblico ed eletto dal proprietario o detentore degli animali.

La situazione descritta dalla Classyfarm sulle code è una “fotografia” dell’allevamento al momento del controllo, che permette di evidenziare le aree della propria azienda che necessitano di un mi- glioramento. Non meno importante, il sistema consente di confrontare il proprio risultato con la media nazionale, dando importanti indicazioni sulla propria collocazione.

La struttura della check-list La check-list verte su domande specifiche relative al benessere e al taglio della coda, ma anche su domande di carattere generale di inquadramento dell’azienda. Attraverso i dati generali disponibili in azienda (per esempio il dato sulla percentuale di mortalità annua), è possibile valutare indi- rettamente lo stato di benessere degli animali. L’animale che non è in condizioni di benessere manifesta, infatti, precisi segnali fisici conseguenti a stress cronico per continua attivazione dei mec- canismi di adattamento, con conseguente soppres- sione delle difese immunitarie, che determinerà presumibilmente un aumento della prevalenza di mortalità.

La valutazione con check-list Classyfarm coin- volge l’allevamento nella sua totalità, in tutte le sue strutture. Dunque, se un’azienda presenta più tipologie di capannoni che differiscono anche solo per dimensioni o pavimentazione, la valutazione va necessariamente ripetuta per ciascuna tipologia di struttura, suddividendo proporzionalmente il numero di animali da osservare tra i diversi ca- pannoni. La necessità di eseguire le osservazioni per ciascun tipo di pavimentazione o tipologia di capannone origina dalla consapevolezza che le caratteristiche strutturali dei box rappresentano un fattore predisponente per la morsicatura della coda (per esempio i pavimenti fessurati sono più a rischio dei pavimenti pieni).

La check-list Classyfarm si suddivide in tre Aree di riferimento: - l’Area A, riguarda il management aziendale e il personale; - l’Area B, riguarda le strutture e le attrezzature zootecniche; - l’Area C, valuta il benessere animale tramite Filiere DOSSIER

23 N° 1073 | 21 novembre 2018 | La Settimana Veterinaria indicatori misurabili direttamente sull’animale (Animal-based measures). Le osservazioni e le rilevazioni presenti in cia- scuna Area prevedono tre possibili opzioni di giudizio: - insufficiente: qualora sia riscontrata una con- dizione inadeguata, che impedisce agli animali di soddisfare le proprie esigenze biologiche e di godere delle 5 libertà (vedere riquadro 1), non riuscendo quindi ad adattarsi all’ambiente in cui vivono e a raggiungere uno stato di salute fisi- ca e mentale.

Questo tipo di giudizio è perlopiù correlato a una situazione in cui non viene ri- spettata, per quanto riguarda il quesito in esame, la normativa vigente; - migliorabile: quando vengono riscontrate condi- zioni che garantiscono a tutti gli animali presenti di soddisfare le proprie esigenze biologiche, con un maggior rispetto delle 5 libertà. Questo tipo di giudizio è per lo più correlato a una situazione in cui viene rispettato, per quanto riguarda il quesito in esame, il minimo di legge consentito; - ottimale: qualora vengano riscontrare condizioni positive che garantiscono a tutti gli animali di soddisfare le proprie esigenze biologiche in una condizione ottimale che prevede il rispetto del- le 5 libertà, permettendo all’animale di trovarsi in armonia con il suo ambiente.

Questo tipo di giudizio è soprattutto correlato a una situazione in cui viene garantito più del minimo di legge. L’Area A L’Area A non prevede delle osservazioni dirette e, quindi, può essere compilata dal veterinario incaricato tramite un’intervista all’allevatore. In quest’Area, sono presi in esame i primi sette punti della check-list: - Punti numero 1 e 2. Valutazione del numero e della formazione degli addetti che si occupano degli animali. Questa informazione risulta fonda- mentale per valutare il rischio di morsicatura della coda in quanto lo stato di benessere degli animali che si trovano in allevamento risulta fortemente influenzato dalla gestione quotidiana delle attività eseguite dal personale.

La presenza di un numero appropriato di addetti, con capacità e conoscenze adeguate, pertanto, risulterà di primaria importan- za per creare le condizioni adeguate e per gestire un allevamento con suini a coda integra. Vanno esclusi dal conteggio degli addetti tutti gli ope- ratori che lavorano per l’azienda, ma si occupano della campagna.

- Punto numero 3. Valutazione della presenza di procedure scritte e della formazione per la gestio- ne dell’emergenza al problema della morsicatura delle code. La necessità di un piano di emergenza è correlato all’evidenza che, soprattutto nel primo periodo in cui si inizierà in maniera graduale a non effettuare più il taglio della coda, sarà pos- sibile riscontrare eventuali fenomeni di morsica- tura. Al fine di evitare ingenti danni agli animali, con tutte le conseguenze sanitarie, produttive ed economiche che ne conseguono, sarà di fonda- mentale importanza intervenire prontamente con le corrette operazioni per la gestione dell’animale ferito e dei soggetti morsicatori.

- Punto numero 4. Valutazione della presenza di procedure scritte e della formazione riguardante l’abbattimento degli animali, correlate a una vi- sione di benessere a 360 gradi. - Punto numero 5. Valutazione della gestione degli alimenti e della razione giornaliera: agli animali deve essere fornita un’alimentazione qualitati- vamente e quantitativamente adeguata. Questo aspetto viene correlato alla valutazione del rischio di morsicatura delle code, in quanto è emerso da numerosi studi che le carenze alimentari giocano un ruolo importante quali fattori di rischio in gra- do di influenzare la comparsa di questo compor- tamento anomalo.

In particolare, si è riscontrata una maggior comparsa di tale comportamento associato con diete carenti di proteine e amino- acidi essenziali, con un basso apporto di fibra o con un inadeguato apporto calorico e di minerali. - Punto numero 6. Riguarda gli impianti per lo svezzamento e, nel caso di svezzamento precoce (da 21 a 27 giorni), ne valuta lo stato di pulizia. Questa attenzione in più è correlata al rischio di morsicatura delle code grazie ad alcuni studi che suggeriscono che allontanare prima i suinetti dalla madre può determinare una maggiore motivazio- ne alla suzione, non potendo questa però essere espressa, viene rediretta verso gli altri suinetti sotto forma di comportamenti di masticazione o suzione.

- Punto numero 7. Prende in considerazione la frequenza delle misurazioni di ammoniaca (NH3 ) e anidride carbonica (CO2 ) che vengono eseguite in un anno. Risulta fondamentale tenere sotto controllo la concentrazione di tali gas nocivi in quanto alti livelli di questi possono rappresen- tare un fattore stressante per i suini, facilitando l’insorgenza del comportamento di morsicatura della coda. L’Area B L’Area B, che analizza le strutture e le attrezza- ture dell’allevamento, prevede che il veterinario incaricato visiti e osservi direttamente l’interno dell’azienda.

Quest’Area si articola in otto punti, successiva- mente a quelli dell’Area A: - Punto numero 8.

Verifica della presenza, del numero e delle condizioni dei locali inferme- ria: deve essere presente un locale identificato, appositamente preparato per accogliere animali malati o feriti, con lettiera asciutta e/o tappeti- no. La condizione ottimale prevede che i reparti infermeria debbano essere composti da almeno due aree dedicate e separate per singolo edificio. - Punti numero 9 e 10. Valutazione della densità e delle condizioni dell’area di decubito. La necessità di raccogliere questi dati nasce dalla consapevo- lezza, risultata da diverse ricerche, che la mor- sicatura della coda è associata a un’alta densità all’interno del box.

Allo stesso modo, la riduzione dello spazio di riposo può indurre caudofagia, dovuta a un aumento della tensione all’intero del box e per la ridotta qualità del riposo. I suini possono anche essere più limitati nei loro movi- menti all’interno del box, aumentando in questo modo la frustrazione di non poter raggiungere le risorse quando lo desiderano.

- Punti numero 11 e 12. Verifica della tempe- ratura, dell’umidità relativa, della polverosità e della concentrazione dei gas nocivi presenti in allevamento. In particolare, la concentrazione di NH3 e CO2 verrà rilevata al momento della verifica tramite apposita attrezzatura. Questi parametri ambientali possono agire come fattori stressanti che portano a un maggior disagio e allo sviluppo di stress cronico, con conseguente aumento della frequenza di caudofagia. - Punto numero 13. Rappresenta uno degli ele- menti di verifica principali nel valutare il rischio di morsicatura della coda, in quanto riguarda la presenza e la tipologia di materiali esplorabili e manipolabili a cui hanno accesso i suini in alle- vamento.

La presenza di materiali manipolabili rappresenta, infatti, uno dei fattori più importanti correlati alla morsicatura della coda, non solo perché soddisfano la motivazione ad esplorare del suino, ma in parte anche perché contribuisco- no al riempimento dello stomaco e migliorano il comfort della zona di riposo. Il quesito presenta una prima parte dove viene valutata la presenza, la tipologia, la pulizia e l’accessibilità dei mate- riali presenti in ogni box, e una seconda parte in cui, tramite le informazioni acquisite nella pri- ma raccolta dati, si esprime un giudizio su tale parametro. A seconda delle caratteristiche che soddisfa (commestibile, masticabile, esplorabile, manipolabile) e di come viene fornito (di interesse sostenibile, accessibile per la manipolazione orale, in quantità sufficiente, pulito) ogni materiale di arricchimento viene classificato in: - materiale ottimale, se presenta tutte le caratteri- stiche e viene presentato nella maniera opportuna; - materiale subottimale, se presenta la maggior parte delle caratteristiche richieste; - materiale di interesse marginale, se costituisce una distrazione per i suini, ma non soddisfa i loro bisogni fondamentali.

1. Le “cinque libertà” del benessere animale Il benessere animale viene definito attraverso il rispetto dei seguenti cinque principi: 1. Non soffrire né la fame, né la sete: accesso all’acqua fresca e a un nutrimento che assicuri una buona salute. 2. Non provare disagio: ambiente appropriato che comprenda dei rifugi e una zona di riposo confortevole. 3. Non soffrire per il dolore, le ferite o le ma- lattie: prevenzione o diagnosi rapida e terapia. 4. Potere esprimere i comportamenti propri della specie: spazio sufficiente, ambiente ap- propriato ai fabbisogni degli animali. 5. Non provare paura o angoscia: condizioni di allevamento e pratiche che non inducono a sofferenze psicologiche.

Filiere DOSSIER

24 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 I l 23 ottobre scorso si è svolta a Barcellona la premiazione dei tre vincitori del BVD Zero Case Award 2018: seconda edizione del rico- noscimento (la prima si è svolta a Francoforte nel 2016), promosso da Boehringer Ingelheim, che ha lo scopo di incentivare una maggiore consapevo- lezza tra gli addetti ai lavori dei danni provocati dalla BVD, favorendo nel contempo la definizione di protocolli in grado di ridurre la presenza di questa patologia nelle stalle di bovini. Il BVD Zero Case Award si rivolge a veterinari bu- iatri dei Paesi europei (Belgio escluso) e brasiliani, che possono inviare alla commissione scientifica presieduta dal prof.

Volker Moenning i loro casi clinici, nei quali ci si sia imbattuti nel problema BVD e che abbiano portato a un percorso operati- vo interessante e innovativo, utile per la migliore conoscenza della malattia e del suo contrasto. Alla premiazione finale 2018 sono arrivati, dal ter- zo al primo posto: Colin Buchan (Scozia); Danilo Ghilardi (Italia) e Anna Bruguera Sala (Scozia). Nel caso della vincitrice e del terzo classificato si è trattato di casi clinici riguardanti la comparsa della BVD in mandrie dove il virus era assente, e della messa a punto di proto- colli operativi per rimuovere il problema.

Nel caso della dott.ssa Bruguera Sala l’irruzione del vi- rus della BVD nella mandria (da ascrivere a un’infezione della ri- monta portata in azienda) aveva comportato anche a un’impenna- ta dei casi di polmonite e crip- tosporidiosi.

Il caso clinico segnalato da Danilo Ghilardi ha riguardato la nascita in una stalla (da sempre negativa per BVD) di vitelli con gravi problemi nervosi (tremori e incapacità di sostenersi) a causa di lesioni alla guaina mielinica delle fibre nervo- se, per un’irruzione del BVDV, presumibilmente proveniente da stalle vicine, che ha comportato un’infezione di alcune bovine in gestazione, la nascita di soggetti infetti e altri immunotolleranti che hanno poi diffuso il virus nell’intera mandria. Centrale, in ogni caso presentato, il ruolo dei sog- getti immunotolleranti nel diffondere il virus in stalla e fondamentale il successivo monitoraggio su latte e sangue di ogni vitello nato.

In tutte e tre le stalle è stata inserita inoltre la vaccinazione con vaccino vivo a doppio ceppo per garantire la protezione fetale in gestazione.

Ai tre vincitori è stato assegnato un premio, ri- spettivamente di 2.000 euro per il terzo classifica- to, 3.000 per il secondo e 5.000 euro per il primo. y Lotta alla BVD Premiati i tre vincitori BVD Zero Case Award 2018 In base a questa classificazione si potranno pre- sentare tre tipi diversi di giudizio: - insufficiente, se non vi sono materiali mani- polabili o vi sono materiali manipolabili di sola categoria marginale; - migliorabile, se vi sono più materiali mani- polabili di categoria sub-ottimale o almeno un marginale e un subottimale; - ottimale, se vi sono materiali manipolabili di categoria ottimale o due di categoria subottimale complementari.

- Il punto 14 valuta l’accesso agli alimenti tra- mite la misurazione della lunghezza del fronte mangiatoia accessibile contemporaneamente da tutti gli animali del box. La mancanza di uno spazio adeguato di alimentazione può, infatti, causare una minor ingestione di alimento, stress e frustrazione per quei suini che non riescono ad alimentarsi nello stesso momento in cui mangiano gli altri. Il motivo per il quale uno spazio ristretto della mangiatoria può portare alla morsicatura della coda potrebbe risiedere nel comportamento dei suini più piccoli, di rango sociale più basso, che attaccano gli altri animali da dietro per avere accesso alla mangiatoia.

- Il quindicesimo e ultimo punto prende in consi- derazione la disponibilità dell’acqua di abbeverata. Per garantire agli animali una condizione ade- guata vi è bisogno della presenza di abbeveratoi a imbocco, tazza o con rabbocco automatico in quantità sufficienti, accessibili e puliti. La sem- plice abbeverata non rappresenta dunque un pa- rametro sufficiente. L’Area C L’ultima parte della check-list Classyfarm, l’Area C, prevede che il veterinario compilatore valuti i parametri mediante osservazioni dirette degli animali, selezionando 150 suini provenienti da almeno 10 box scelti a priori sulla planimetria dell’allevamento prima di iniziare la visita.

Quest’Area si compone di sei punti: - la valutazione della pulizia degli animali, che prevede la quantificazione percentuale degli ani- mali sporchi (con un fianco imbrattato più del 50%) presenti nel box; - la valutazione delle lesioni alla coda, che pre- vede la quantificazione percentuale degli anima- li che presentano lesioni fresche sulla coda. Le percentuali nelle quali si rientra nei tre possibili gradi di giudizio cambiano se gli animali sono caudectomizzati o meno; - la valutazione delle lesioni alle orecchie, che pre- vede la quantificazione percentuale degli animali che presentano ferite gravi con sanguinamento e/o perdita di tessuto del padiglione auricolare; - la valutazione dei disordini enterici, che prevede la quantificazione percentuale del numero di box dove sono visibili solo feci liquide.

Un’ipotesi sulla correlazione tra morsicatura della coda e presen- za di questo tipo di disturbi potrebbe risiedere nel fatto che entrambe agiscono come fattore di stress sull’animale, determinando una maggiore predisposizione una per lo sviluppo dell’altra; - la valutazione del body condition score degli animali, che prevede la quantificazione percen- tuale degli animali sottopeso presenti nel box, e quindi l’omogeneità dei suini stabulati insieme. La disomogeneità di dimensioni all’interno del gruppo rende, infatti, difficile per gli individui più piccoli la competizione per l’accesso al cibo, specialmente se è presente un alto rapporto di suini rispetto allo spazio mangiatoia, favorendo così un potenziale aumento di morsicatura im- provvisa della coda; - la valutazione del quantitativo e dell’utilizzo dei materiali per l’esplorazione e la manipolazione.

Questa valutazione viene eseguita mediante una formula che quantifica il rapporto tra il numero di animali che stanno esplorando il materiale di arricchimento e la somma di quest’ultimi e quelli che interagiscono con altri suini e con accessori del recinto. Da questa formula verrà valutata l’in- tensità del comportamento esplorativo espressa dagli animali. y Annalisa Scollo e Maria Costanza Galli Filiere DOSSIER I tre vincitori del BVD Zero Case Award 2018:da sinistra MattYarnall (B.I UK,che ha ritirato il premio per Colin Buchan),Anna Bruguera Sala e Danilo Ghilardi.

25 N° 1073 | 21 novembre 2018 | La Settimana Veterinaria Filiere P erché rischiare, quando la protezione del vitello dalla patologia respiratoria è diven- tata così pratica e così efficace? Bovalto® Respi Intranasal, il nuovo vaccino intranasale di Boehringer Ingelheim Animal Health Italia SpA, presentato ai buiatri in tre incontri (Cuneo, Cremona e Padova), unisce alla massima evoluzio- ne della ricerca in materia una praticità e facilità di utilizzo mai viste prima. I risultati sono tangibili, nel presente, riducendo al minimo i vitelli colpiti, ma anche nel futuro, perché è noto che una vitella che ha subito un problema respiratorio nelle prime settimane non diventerà mai una grande lattife- ra.

Il prof. Dirk Werling (Royal veterinary college di Londra), e il prof. Bruno Goddeeris (Facoltà di Veterinaria di Ghent e Leuven, Belgio) hanno centrato il loro intervento su cellule e fisiologia del sistema immunitario, mentre il dott. Marco Ablondi (Boehringer Ingelheim Animal Health Italia SpA), ha ripreso i concetti esposti dai pro- fessori per spiegare nel dettaglio il nuovo vaccino. Focus sull’immunità mucosale L’apparato respiratorio del bovino contiene tessuto linfoide non organizzato distribuito sulla mucosa e cinque tonsille (faringee, tubariche, del palato, pa- latine e linguali).

A livello del naso i più importanti siti immunitari sono il tessuto linfoide associato al nasofaringe e le tonsille faringee e tubariche. La mucosa ha una capacità protettiva che si estrinseca su più livelli: innata, che agisce rapi- damente, e una risposta immunitaria protettiva, successiva al contatto con l’antigene. “La via mucosale”, ha spiegato il dott. Ablondi, “non solo sembra essere più efficace della paren- terale, ma la sua efficacia superiore si estende alla situazione di vitelli con anticorpi materni. Questo perché la via preferenziale è la stimolazione delle IgA, che risentono meno dell’eventuale attivazione immunitaria della madre avvenuta in precedenza.

Non solo. Nel colostro la concentrazione di IgA è bassa e, dopo la sua assunzione, nelle secrezioni nasali del vitello i titoli delle IgA di derivazione materna calano rapidamente”. “Ecco perché”, ha continuato Ablondi, “la somministrazione nasa- le è possibile non solo in presenza di immunità materna ma è anche una strategia efficace per indurre immunità mucosale primaria e secondaria in vitelli che hanno una alta concentrazione di anticorpi di derivazione materna”. Questa efficacia è stata dimostrata con un’infezio- ne sperimentale per testare l’efficacia di Bovalto ® Respi Intranasal nei confronti dei due principali patogeni implicati nella patologia respiratoria bovina: il virus respiratorio sinciziale (BRSV) e il virus della parainfluenza 3 (PI3V).

La prova sperimentale ha riguardato tre gruppi di vitelli di 10 giorni di età. Al primo gruppo appartenevano vitelli vaccinati senza immunità materna; al secondo vitelli vaccinati con immuni- tà materna e i rimanenti (vitelli non vaccinati con immunità materna) hanno costituito il gruppo di controllo. A 84 giorni dalla vaccinazione i vitelli sono stati infettati sperimentalmente con BRSV, e a 92 giorni dalla vaccinazione, con PI3V. Tutti gli animali vaccinati, indipendentemente dallo stato dell’immunità materna al momento della vaccinazione, hanno mostrato una riduzione notevole dei titoli e dell’escrezione virale rispetto al gruppo di controllo.

Accanto a questa prova sperimentale, uno studio di campo che ha coin- volto sei Paesi europei ha confermato l’efficacia protettiva del nuovo vaccino.

Vaccini sempre più cruciali Che la via vaccinale sia quella elettiva negli sce- nari prossimi dell’allevamento, da latte e non solo, è un dato di fatto. La necessità di far fronte alle resistenze microbiche costringe tutti a una nuova mentalità. Ciò porta alla necessità di rivedere al meglio la gestione dell’allevamento, le strutture, la biosicurezza. E, per i patogeni per i quali sono disponibili vaccini efficaci, ricorrere a piani vac- cinali fatti su misura della singola stalla; infatti è sempre un errore utilizzare piani vaccinali adottati in altre stalle, anche vicine e simili, perché non c’è situazione che possa essere replicata con suc- cesso.

Così come una scorretta applicazione delle indicazioni fornite dal produttore del vaccino è responsabile di una ridotta efficacia.

Come ricordato dal dott. Enzo Foccoli (Boehringer Ingelheim Animal Health Italia SpA) nel suo saluto ai partecipanti, la casa farmaceutica tedesca è da tempo sintonizzata sulla nuova realtà dell’alle- vamento, con una vasta gamma di vaccini che coprono molti dei patogeni più insidiosi per bovini e suini. Non solo prodotti, però, perché ad essi è abbinata la forza di un servizio di assistenza tecnica che affianca il veterinario e l’allevatore in ogni momento.

Fondamentale la dimensione della goccia È noto che la dimensione delle gocce che costi- tuiscono lo spray influisce sul risultato finale, in termini di protezione dell’animale e di riduzione di possibili rischi.

In generale le particelle, una volta inalate, entrano nel vortice dei turbinati nasali, impattano contro la superficie mucosale, infettando le cellule e dando luogo al processo di induzione della protezione. Ma gocce troppo grandi (> 100 µm) rischiano di attaccarsi al muco del sistema mucociliare e venire deglutite, men- tre gocce troppo piccole (< 30 µm) posso entrare direttamente in contatto con le basse vie respi- ratore, con il rischio di polmoniti. Una misura intermedia, tra i 30 e i 100 µm, consente un suf- ficiente contatto tra la preparazione vaccinale e le cellule target, così da indurre una stimolazione immunitaria efficace.

Questo accade per Bovalto ® Respi Intranasal, grazie anche al nuovo applica- tore brevettato da Boehringer Ingelheim Animal Health Italia SpA che, oltre alla corretta misura dello spray, evita lesioni e consente un corretto posizionamento dell’ugello, riducendo al minimo il rischio di ferire la narice del vitello. Bovalto ® Respi Intranasal va iniettato in entrambe le narici (1 ml per narice) per raddoppiare la superficie di contatto con la mucosa. Quella intranasale, con il suo mezzo metro quadrato di superficie, offre un numero di cellule più che sufficiente, se op- portunamente stimolate dal vaccino, per indurre la protezione immunitaria.

y Luca Acerbis Da Boehringer Ingelheim Animal Health Italia SpA BRD: un nuovo vaccino intranasale per vitelli efficace e facile da somministrare La finestra critica per il vitello Come ha spiegato il prof. Werling, nei vitelli neonati la funzionalità immunitaria è grave- mente compromessa: tutto il lavoro protetti- vo è assicurato dagli anticorpi colostrali che però perdono la loro attività tra i 7 e i 21 giorni. In questo periodo inizia la produzione di anticorpi propri da parte del vitello, che cresce col passare dei giorni. Esiste dunque una finestra temporale di un paio di settimane dove la protezione materna si va esaurendo e la produzione di anticorpi dal parte del vi- tello è limitata.

Ci sono poi eventi stressanti (ad es. cambi di posto, svezzamento, cattura) che agiscono riducendo le capacità di risposta immunitaria del vitello.

Emerge l’importanza di avere, in questa fase critica, meccanismi di difesa mucosali ben fun- zionanti, meglio ancora se potenziati dall’atti- vazione vaccinale, per minimizzare la possibilità d’ingresso di patogeni per i quali il vitello non avrebbe una risposta immunitaria efficace. Quanto ai costi, il prof. Werling ha indicato in 38,20-43,34 sterline/vitello il costo medio per la patologia respiratoria. Non solo: l’infezione da virus respiratorio sinciziale porta a primipa- re meno produttive alla prima lattazione (-1,39 kg di latte prodotto in meno al giorno per le prime tre settimane di lattazione).

26 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 Filiere È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale eu- ropea del 31 ottobre 2018 il Regolamento delegato (UE) 2018/1629 della Commissione, del 25/7/2018, che modifica l’elenco delle malattie presenti nell’allegato II del Reg. 2016/429 relativo alle malattie animali trasmissibili. Il Regolamento stabilisce le norme per la preven- zione e il controllo delle malattie degli animali trasmissibili agli animali o all’uomo, incluse le norme per l’organizzazione in base alle priorità e per la classificazione delle malattie che suscitano preoccupazione a livello di Unione.

All’art. 275 si prevede che la Commissione riesamini entro il 20 aprile 2019 l’elenco delle malattie dell’allegato II. Con l’assistenza dell’Efsa, la consulenza dei labo- ratori di riferimento Ue per la salute degli animali e basandosi sulle norme internazionali dell’Oie, la Commissione ha valutato 39 malattie animali attualmente comprese nell’allegato II del Reg. 2016/429, e 19 malattie particolarmente rilevan- ti in termini di prevenzione, controllo o misure commerciali. In base alle conclusioni raggiunte, l’allegato II è sostituito da un nuovo testo alle- gato al nuovo Regolamento, che entra in vigore il 20° giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e si applica a decorrere dal 21 aprile 2021.

Per alcune malattie la valutazione non ha portato a conclusioni definitive; tuttavia, alcune sono uscite dall’elenco non rispondendo ai requisiti di elencazione stabiliti dal Regolamento (arti. 5, par. 3, del Reg. 2016/429), mentre altre sono state aggiunte. Entrano nell’elenco: surra (Trypanosoma evansi), malattia da virus Ebola, paratubercolosi, encefalite giapponese, febbre del Nilo occidentale, febbre Q, rinotracheite infettiva bovina/vulvovaginite pustolosa infettiva, diarrea virale bovina, campi- lobatteriosi genitale bovina, tricomoniasi, leucosi bovina enzootica, pleuropolmonite contagiosa caprina, epididimite ovina (Brucella ovis), morva (infezione da Burkholderia mallei), arterite virale equina, anemia infettiva equina, morbo coiatale maligno (Trypanosoma equiperdum), metrite con- tagiosa equina, encefalomielite equina (orientale e occidentale), infezione da virus della malattia di Aujeszky, infezione da virus della PRRS, mi- coplasmosi aviaria (Mycoplasma gallisepticum e M.

meleagridis), infezione da virus dell’influenza aviaria LPAI, clamidiosi aviare, infestazioni da Varroa spp. (varroasi), infestazioni da piccolo coleottero dell’alveare (Aethina tumida), peste americana, infestazioni da Tropilaelaps spp. (acaro delle api), infezione da Batrachochytrium sala- mandrivorans.

A seguito delle valutazioni scientifiche effettuate escono dall’elenco: malattia vescicolare dei suini, stomatite vescicolosa, sindrome ulcerativa epizoo- tica e malattia di Teschen; nonché alcune zoonosi: listeriosi, salmonellosi (salmonella zoonotica), trichinosi, Escherichia coli VTEC ed encefalopa- tie spongiformi trasmissibili (EST), in quanto già disciplinate da norme specifiche. y D all’aprile all’agosto del 2014, la presenza della malattia di Gumboro, o bursite in- fettiva (IBD), è stata confermata in cinque allevamenti di galline ovaiole nella Finlandia meridionale, secondo uno studio pubblicato il 12 settembre sulla rivista Avian Pathology 1 .

Il sospetto si basava sulla presenza di segni clinici in animali giovani, di età compresa tra 6,5 ​​ e 15 settimane di vita, nello specifico mortalità, apatia, anoressia e diarrea.

Un’analisi RT-PCR 2 su campioni di organi, ef- fettuata dall’Autorità finlandese per la sicurezza alimentare, ha confermato la presenza del virus IBD. Due allevamenti avevano inviato campioni di sangue, nei quali sono stati rilevati anticorpi me- diante il test ELISA. Il sequenziamento ha rivelato che il virus corrispondeva a un ceppo altamente virulento e non riassortito che circola in Europa dalla fine degli anni ‘80 del secolo scorso. L’IBD è una malattia virale provocata da un Avibirnavirus, del quale, a oggi, sono noti due sierotipi, 1 e 2 - ciascuno dei quali comprendente molti sottotipi antigenici - designati come “clas- sici” o “varianti”.

I sintomi osservati con i tipi altamente virulenti sono caratterizzati da eleva- ta morbilità e mortalità, con, in alcuni casi, un tasso di mortalità superiore al 50%. Le lesioni macroscopiche osservate sono un aumento delle dimensioni della borsa di Fabrizio (spesso emor- ragica), nonché vistose emorragie nei muscoli e negli organi. Da notare che il sierotipo 1 provoca la malattia nei pulcini.

Un ceppo antico Il virus della very virulent IBD (vvIBD) circola in Finlandia dal 1978, con occasionali focolai clinici (1978, 1987, 1993). Nell’episodio del 2014, l’analisi filogenetica ha mostrato che i ceppi isolati erano molto simili a quelli rilevati nel 1993, indicando che un virus altamente virulento circola nel Paese da oltre 20 anni. Nonostante l’analisi filogenetica completa, l’origine defini- tiva dei ceppi virali del 2014, ma anche di quelli delle precedenti epizoozie (1978, 1987 e 1993), rimane incerta. Tuttavia, vi sono degli studi che segnalano il ruolo potenziale della fauna selvatica nella circolazione del virus, dal momento che l’ipotesi di scambi tra ceppi dei compartimenti domestici e selvatici non viene esclusa, come già documentato per altri agenti patogeni (ad es.

virus della malattia di Newcastle o della bronchite infettiva aviare). y Karim Adjou 1. Tammiranta N, Ek-Kommonen C, Rossow L, Huovilainen A. Circulation of very virulent avian infectious bursal disease virus in Finland. Avian Pathol. 2018;47(5):520-525.

2. Reverse transcriptase-polymerase chain reaction. Regolamento delegato (UE) 2018/1629 Aggiornato l’elenco delle malattie animali che preoccupano l’Ue Malattia di Gumboro Un ceppo ipervirulento ha circolato in Finlandia Un recente studio ha messo in luce che un virus della malattia di Gumboro appartenente a un ceppo molto virulento ha circolato nel 2014 negli allevamenti di galline ovaiole della Finlandia.

Formazione continua 28 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 Animali da compagnia L e piante rappresentano la seconda causa di intossicazione nel gatto, molto più di farmaci, prodotti per la casa e antiparas- sitari.

Le piante nefrotossiche sono prin- cipalmente rappresentate da giglio, ara- ceae o piante contenenti ossalato (dieffenbachia, spathyphillum, filodendro) e dal ficus, secondo i dati di una tesi condotta a Oniris (Nantes, Francia) presso il centro anti-veleno animale e ambientale Ovest (Capae-Ovest) (vedere grafico). Queste in- tossicazioni sono gravi nel caso di animali molto giovani, per ingestione piuttosto che in seguito a masticazione e soprattutto quando si tratta del gi- glio. I meccanismi d’azione tossica sono sconosciuti, portano alla ne- crosi delle cellule tubulari renali si- no a insufficienza renale acuta (IRA) in assenza di trat- tamento.

I giovani e i gatti che vivono in casa sono più spesso interessati, probabilmente perché l’introduzione di una pianta costituisce per loro un divertimento.

Tesi Le insufficienze renali di origine tossica vegetale Il giglio (nella foto), le aracee, le piante con ossalato (dieffenbachia,spathyphillum,philodendron) e il ficus sono particolarmente pericolose per il gatto in quanto hanno una componente nefrotossica in aggiunta al loro carattere irritante.A seconda della pianta,la dose tossi- ca e la gravità dell’intossicazione variano,ma il quadro clinico è sempre poco suggestivo della patologia,con scarsi segni clinici come anoressia,depressione e vo- mito.La prognosi non è disperata a condizione di una gestione terapeutica precoce.Nei casi gravi o avanzati, la dialisi può essere l’ultima opzione terapeutica.

Sono piuttosto subdole in quanto i segni clinici sono inizialmente di scarsa entità e generici. A volte si verifica un periodo di remissione che ritarda maggiormente la visita dell’animale e peggiora la prognosi.

© Zanna Pesnina - shutterstock.com Dieffenbachia

Formazione continua 29 N° 1073 | 21 novembre 2018 | La Settimana Veterinaria Presentazione clinica I segni clinici sono di scarsa entità: vomito, anoressia e abbattimento. Nei casi più avanzati possono manifestarsi po- liuro-polidipsia, dolore al- la palpazione dei reni od oliguria (vedere tabella). A volte si verifica un periodo di remissione (da alcune ore a pochi giorni), il che ritarda maggiormente la visita dell’animale e peggiora la prognosi. Passaggi diagnostici La diagnosi differenziale include cause tossiche (antinfiammatori non steroidei, antibiotici, glicole etilenico, piante) e non tossiche.

La radiografia permette di osservare reni di dimensioni maggio- ri, la presenza di calcoli o di va- lutare le dimensioni della vescica. L’ecografia può permettere di vi- sualizzare l’architettura interna del rene o la presenza di versamento o ulcerazione della mucosa gastrica, una complicazione classica in caso di IRA. I parametri biochimici renali e lo ionogramma (urea, creatini- na, potassio e fosforo aumentati; sodio, cloro e bicarbonati diminuiti), così come l’analisi delle urine (riduzione della densità urinaria, proteinuria, cristalluria, ecc.) sono utili per la valutazione dei danni renali e per emettere una diagnosi diffe- renziale con altre malattie.

Misure terapeutiche Svuotamento gastrico Questo è uno dei trattamenti più efficaci durante le prime 48 ore, per limitare l’assorbimento del tossico. L’IRA può essere evitata anche se lo svuotamento gastrico è eseguito entro 6 ore post-in- gestione. Questo consiste nel ri- sciacquare la bocca, far vomitare l’animale, quindi somministrare un adsorbente, un antiemetico e un gastroprotettore. In caso di intossicazione da vegetali con- tenenti ossalati, la somministra- zione di latte o di succo di lime fanno precipitare rapidamente i cristalli nel tratto del tubo digerente invece che nei reni. Fluidoterapia La fluidoterapia è un aspetto importante nel trat- tamento delle intossicazioni perché permette di eliminare le tossine delle piante dall’organismo, di mantenere la perfusione del rene e di correggere la disidratazione.

Tuttavia, vi sono alti rischi di mor- bilità o addirittura mortalità in caso di sovraccarico. Si prevede che i valori renali tornino alla norma- lità, ma spesso si instaura un pla- teau per l’uremia. Di conseguenza, i benefici della fluidoterapia sono limitati, ma la rigenerazione renale può richiedere qualche mese.

Gestione di oliguria e anuria Se la risposta è insufficiente, è possibile ricor- rere a diuretici (furosemide: bolo endoveno- so di 2 mg/kg [massimo da 4 a 6 mg/kg], ri- petibile ogni ora, associato a perfusione di 0,25-1 mg/kg/h; mannitolo: bolo en- dovenoso 0,5-1 g/kg in 15-20 minuti, ripetibile ogni 4-6 ore, associato a perfusione di 1-2 mg/kg/min [massi- mo 2-4 g/kg/giorno]). È bene trattare anche l’iperkaliemia che accompagna le fasi oliguriche e anuriche. I tratta- menti devono essere continuati sinché la funzione renale o lo stato gene- rale non permettono di trattare l’animale fuori dall’ospedale.

In caso di fallimento, si devono considerare la dialisi o l’eutanasia. Dialisi peritoneale Ci sono due tipi di dialisi in caso di IRA di origine tossica resistente al trattamento: peritoneale ed emodialisi (da 4 a 8 volte più efficace ma poco disponibile). La prima tecnica consiste nel posi- zionare, sotto sedazione e in condizioni asettiche rigorose, un catetere nella cavità peritoneale col- legato a un sistema di raccolta chiuso nel quale passa il dialisato che filtra le molecole tossiche. Il dialisato è una soluzione fisiologica costituita, ad esempio, da Ringer lattato e 1,5% di glucosio concentrato.

Una concentrazione troppo elevata di glucosio è tossica per il mesotelio. L’obiettivo delle prime 24-48 ore è quello di normalizzare i valori acidobasici e gli elettroliti dell’animale, nonché ridurre l’urea (0,6-1 g/l) e la creatinina (40-60 mg/l). I cicli di dialisi sono brevi, con un basso volume (10 ml/kg), che con- sente di valutare la distensione addominale, la curva respiratoria e le potenziali perdite. Dopo questo periodo, i cicli possono essere al- lungati e il volume del dialisato aumentato (30 ml/kg). I parametri della dialisi, così come quelli dell’animale dovrebbero essere regolarmente controllati perché le complicazioni sono frequenti (peritonite settica, dispnea, ipoalbuminemia, ecc).

Il tasso di sopravvivenza dopo la dialisi è com- preso tra il 44 e il 60%.

Prognosi Le intossicazioni gestite rapidamente con la de- contaminazione gastrica e la fluidoterapia hanno un’eccellente prognosi. Al contrario, una gestione tardiva o i gatti anurici hanno una prognosi ri- servata senza dialisi, con una mortalità riportata dal 47 al 64%. Iperkaliemia, ipoalbuminemia, una diminuzione dei bicarbonati e la diminuzione del- la produzione di urina sono fattori prognostici negativi. La velocità con cui la creatinina e l’urea dimi- nuiscono 72 ore dopo il trattamento è un fattore prognostico positivo.

Gli animali di grado I o II (cre- atininemia

30 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 Formazione continua G li alimenti sono le sostanze che l’organismo introduce e utilizza per il mantenimento e il funzionamento delle strutture corporee nelle diverse fasi fisiologiche: crescita, gravidanza, allattamento.

Vengono utilizzati per la guarigione, per i processi riparativi che sostengono la vita, per il compimento dei fini metabolici. Gli alimenti, inoltre, originano sufficiente energia e fungono da carburante per il mantenimento della tempe- ratura corporea e per il lavoro muscolare e l’at- tività fisica del cane. Ciascun alimento è formato da una miscela di sostanze chiamate nutrienti. In base al nutriente presente in maggior quan- tità, gli alimenti vengono suddivisi in categorie omogenee per alcune caratteristiche principali e quindi apporto proteico, energetico, minerale e vitaminico, nonché capacità di regolazione delle funzioni intestinali.

In una dieta equilibrata per il cane, tutte le categorie dei nutrienti devono essere presenti.

La conoscenza del valore nutritivo degli alimenti, come quella dei fabbisogni alimentari, è quindi indispensabile per poter procedere a un corretto razionamento. In questo articolo tratteremo nel dettaglio gli alimenti a prevalente apporto calorico (contenenti grassi e carboidrati) e gli alimenti a prevalente contenuto in fibra (per l’approfondimento sugli alimenti a preva- lente apporto proteico e minerale, vedere l’articolo pubblicato sul n° 1069 del 24/10/2018). Alimenti a prevalente apporto calorico I lipidi Oli vegetali Le sostanze a maggior apporto calorico utilizzabili nell’alimentazione del cane sono gli oli vegetali e i grassi animali.

L’apporto calorico degli oli vege- tali e dei grassi animali è abbastanza simile, ma diversi sono il contenuto in acidi grassi essenziali e le caratteristiche organolettiche.

Per quanto riguarda gli oli vegetali i più apprez- zati in alimentazione umana sono l’olio d’oliva o l’olio extravergine di oliva, che sono anche i più costosi, seguiti dagli oli di semi. Gli oli vegetali hanno una composizione molto diversa in acidi grassi, in particolare in acidi gras- si essenziali (necessaria l’adeguata introduzione con la dieta), la cui presenza rende gli oli vegetali molto importati dal punto di vista nutrizionale. In particolare, il contenuto in acido linoleico (LA, 18:2, omega-6) dovrebbe essere l’elemento prefe- renziale di scelta del tipo di olio da inserire nella dieta del cane, che è frequentemente deficitaria di acido grasso essenziale.

In tal senso gli oli vegetali sono da preferire ai grassi animali. Nella tabella 1 (vedere) è indicato il contenuto di acido linoleico in alcuni oli vegetali e grassi animali.

Gli oli vegetali non hanno un elevato indice di gradimento da parte del cane, il quale peraltro li accetta senza problemi se mescolati ad altri alimenti. Importanza degli acidi grassi essenziali Gli acidi grassi sono nutrienti fondamentali all’interno di una dieta bilanciata per il cane e il gatto e alcuni vengono riconosciuti come essen- ziali nelle raccomandazioni dietetiche fornite dal Consiglio nazionale delle ricerche (Nrc, National research council) e dalla Fediaf (European pet food industry). La definizione di essenziale deriva dall’incapacità dell’organismo canino di sintetiz- zare ex novo tali composti, rendendone necessaria un’adeguata introduzione con la dieta.

Gli acidi grassi essenziali presiedono infatti a molteplici funzioni organiche, sintetizzate di se- guito: • fonte energetica di riserva; • assorbimento di vitamine liposolubili; Nel cane (seconda parte) Materie prime utilizzate nell’alimentazione: caratteristiche e modalità d’impiego Pregi e difetti degli alimenti a prevalente apporto calorico (contenenti grassi e carboidrati) e degli alimenti a prevalente contenuto in fibra.

Orizzonti nutrizionali a cura della prof.ssa Giorgia Meineri,docente di Tecnica mangimistica e alimentazione degli animali d’affezione, e di Alessia Candellone,dottoranda di Ricerca presso il Dipartimento di Scienze veterinarie di Torino. Tabella 2. I più importanti acidi grassi omega-3 e omega-6 nel cane e nel gatto Acidi Grassi Essenziali Formula (n. atomi di C: n. insaturazioni) Posizione del primo doppio legame Acido linoleico (LA) 18:2 Omega-6 Acido alfa-linolenico (ALA) 18:3 Omega-3 Acido arachidonico (AA) 20:4 Omega-6 Acido eicosapentaenoico (EPA) 20:5 Omega-3 Acido docosaesaenoico (DHA) 22:6 Omega-3 Tabella 1.

Contenuto In acido linoleico di alcuni oli e grassi % Acido linoleico (LA, 18:2, omega-6) Olio di semi di mais 46,6 Olio di semi di soia 53,0 Olio di semi di girasole 50,0 Olio di semi di arachidi 26,0 Olio di oliva 8,0 Grasso bovino (sego) 1,6 Grasso suino (strutto) 8,6 Grasso di pollo 23,7 Distinzione degli acidi grassi • in base alla lunghezza delle catena idrocarburica: - -Acidi grassi a catena corta (numero di atomi di carbonio < 8) - -Acidi grassi a catena media (numero di atomi di carbonio tra 8 e 12) - -Acidi grassi a catena lunga (numero di atomi di carbonio > 12) Tali differenze ne influenzano la digestione, l’assorbimento e l’impiego nutrizionale.

• in base al numero di doppi legami: - -Acidi grassi saturi (non hanno doppi legami nella catena idrocarburica) - -Acidi grassi monoinsaturi (1 solo doppio legame nella catena idrocarburica) - -Acidi grassi polinsaturi (2 o più doppi legami nella catena idrocarburica) • Gli acidi grassi insaturi a loro volta, sulla base della posizione della prima insaturazione a partire dal metile terminale di catena, si distinguono in: - -Acidi grassi omega-9 (acido oleico) - -Acidi grassi omega-6 (acido linoleico, LA) - -Acidi grassi omega-3 (acido alfa-linolenico, ALA)

31 N° 1073 | 21 novembre 2018 | La Settimana Veterinaria • modulazione della risposta infiammatoria; • attività strutturale nelle membrane cellulari; • ruolo nella crescita, nello sviluppo e nella ri- produzione; • mantenimento del buono stato di salute della cute e del mantello dell’animale. Le sopraccitate attività sono correlate alla strut- tura e composizione chimica degli acidi grassi essenziali, caratteristiche dalle quali dipende an- che la relativa classificazione. Nel dettaglio, essi si distinguono in base a: • lunghezza della catena idrocarburica; • numero di doppi legami (insaturazioni) presenti nella catena; • posizione del primo doppio legame rispetto al metile (od omega), situato all’estremità della catena idrocarburica.

Gli acidi grassi polinsaturi della serie omega-3 e omega-6 derivano da due precursori, l’acido linoleico (LA, 18:2, omega-6) e l’acido alfa-li- nolenico (ALA, 18:3, omega-3), che non possono essere sintetizzati dall’organismo del cane; per cui questi acidi grassi devono essere necessariamente assunti attraverso l’alimentazione al fine di man- tenere l’organismo in buone condizioni di salute. Nella tabella 2 (vedere) sono indicati gli acidi grassi omega-3 e omega-6 coinvolti nel corretto funzionamento dell’organismo animale. Nell’organismo dell’animale, a livello epatico, l’a- cido linoleico (omega-6) e l’acido alfa-linolenico (omega-3) possono essere metabolizzati in acidi grassi a catena più lunga della stessa serie grazie all’attività di due sistemi enzimatici detti desaturasi (che inserisce un doppio legame al posto di uno sa- turo in punti precisi della catena dell’acido grasso) ed elongasi (che aggiunge atomi di carbonio a un acido grasso allungandone la catena).

L’acido alfa-linolenico (omega-3) è precursore delle forme biologicamente attive, quali l’acido eicosapentaenoico (EPA, 20:5, omega-3) e l’aci- do docosaesaenoico (DHA, 22:6 omega-3), i più importanti acidi grassi a lunga catena della serie omega-3 con funzioni strutturali e funzionali. In particolare, questi hanno un ruolo funzionale nel trattamento di alcuni disturbi infiammatori a livello cutaneo.

Le quantità di tali metaboliti prodotti per con- versione enzimatica epatica dei rispettivi precur- sori acidi grassi essenziali spesso però non sono sufficienti per soddisfare il fabbisogno nutrizio- nale degli animali, per cui è importante fornire un’adeguata quantità di anche questi prodotti, in particolare di EPA e DHA, attraverso la dieta. La deficienza di acidi grassi omega-3 può causare anomalie neurologiche nel cane, come diminu- zione dell’acuità visiva. L’olio di semi di lino è quello con il più alto contenuto in acido alfa-linolenico (ALA, 18:3, omega-3), ma altre fonti di acido alfa-linolenico sono anche olio di soia e olio di semi di colza.

Una fonte importante di EPA e DHA è rappre- sentata da fonti alimentari marine, tra cui oli di pesci grassi che vivono nelle acque fredde, come salmone, sardina, sgombro e tonno fresco, e fitoplancton.

L’antielmintico in gocce e compresse masticabili per garantire uno spettro d’azione a 360°. Due principi attivi, Mebendazolo micronizzato e Praziquantel microincapsulato, per trattare le infestazioni sostenute da: Toxocara canis, Toxocara cati, Toxascaris leonina, Ancylostoma caninum, Ancylostoma tubaeformae, Ancylostoma braziliense, Uncinaria stenocephala, Strongyloides spp., Trichuris vulpis, Taenia spp., Dipylidium caninum, Mesocestoides spp., Echinococcus spp. L’UNICO PRAZIQUANTEL IN GOCCE ORALI L’UNICO PRAZIQUANTEL IN GOCCE ORALI IN GOCCE ORALI IN GOCCE ORALI Torino - Telefono: 011 2731702 - E-mail: teknofarma@teknofarma.com Per informazioni più dettagliate consultare il sito www.teknofarma.com PRALEN sospensione orale (gocce) Posologia: 8 gocce/kg di peso cane/gatto per 2 giorni consecutivi Confezione: Flacone da 12 g con contagocce PRALEN compresse masticabili Posologia: 1 cpr/8 kg di peso cane/gatto per 2 giorni consecutivi Confezione: Flacone da 6 cpr; Flacone da 12 cpr; Flacone da 70 cpr PRALEN maxi compresse masticabili Posologia: 1 cpr/16 kg di peso cane per 2 giorni consecutivi Confezione: Flacone da 8 cpr; Flacone da 35 cpr C O N TA C T I TA L I A • To Pralen L’ANTIELMINTICO DI TEKNOFARMA PER CANI E GATTI DI TUTTE LE ETÀ E DI TUTTE LE TAGLIE SENZA OBBLIGO DI PRESCRIZIONE

32 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 Formazione continua Gli acidi grassi essenziali omega-6 sono quindi l’acido linoleico (LA, 18: 2) e l’acido arachido- nico (AA, 20: 4). Gli acidi grassi omega-6 sono ampiamente distri- buiti in alimenti di origine vegetale e animale. In particolare, tra le fonti alimentari particolarmente ricche di acido linoleico vi sono oli e alimenti di origine vegetale, come olio di mais e girasole. Rapporto omega-3 omega-6 È importante non soltanto un’adeguata quantità di acidi grassi essenziali omega-3 e omega-6, ma fondamentale è il rapporto tra i due.

Consultando le tabelle Fediaf è possibile osservare i requisiti minimi di acidi grassi richiesti dall’organismo del cane, che variano in base alle diverse fasi della vita dell’animale: per esempio, i cuccioli e i cuccioli in crescita richiedono più acido doco- saesaenoico (DHA) rispetto ai cani adulti, infatti il loro organismo è in grado di convertire l’acido alfa-linolenico in acido docosaesaenoico, ma dopo il periodo di svezzamento l’animale perde questa capacità, pertanto vanno introdotti ne- cessariamente attraverso l’alimentazione (Fediaf guideline).

Svantaggi degli oli vegetali Gli oli di semi ricchi in acidi grassi polinsaturi purtroppo si ossidano e irrancidiscono facilmen- te; il loro stato di conservazione è importante perché il cane, come molte altre specie animali, è sensibile all’ingestione di prodotti irranciditi che provocano anoressia, diarrea, steatosi epa- tica, distrofia muscolare. Per ovviare a questo inconveniente occorre integrare le diete con an- tiossidanti (ad esempio: vitamina E, carotenoidi, vitamina C, ecc.).

I quantitativi di oli da somministrare sono limi- tati se riferiti alla copertura del fabbisogno del solo acido linoleico: il 2% sulla sostanza secca di un olio di semi di mais, girasole o soia lo copre interamente.

I grassi animali I grassi animali sono prodotti alimentari di consi- stenza generalmente solida o semisolida, ricavati da tessuti animali ad alto contenuto lipidico. I lipidi animali sono infatti ricchi di acidi grassi saturi, detti così poiché non contengono doppi legami tra gli atomi di carbonio della loro catena idrocarburica.

Tra i più noti rappresentanti della categoria dei grassi animali ricordiamo: - il burro: prodotto alimentare ottenuto per la- vorazione della crema ricavata dal latte di vacca; - lo strutto: prodotto alimentare ottenuto per fusione dei grassi presenti nel tessuto adiposo del maiale; - il sego: prodotto alimentare ottenuto per fusione dei grassi presenti nel tessuto adiposo di bovini, o più raramente di equini od ovini. - Il lardo: prodotto alimentare ottenuto dallo strato di grasso che si trova appena sotto la cute (cotenna) del maiale.

In termini nutrizionali, quando si parla di grasso animale viene generalmente escluso dalla cate- goria quello di pesce, poiché vanta una composi- zione particolare in acidi grassi.

I grassi del pesce sono prodotti alimentari ottenuti per spremitura dei tessuti di pesci ricchi di grasso; ad esempio l’olio di fegato di merluzzo. Non a caso si parla di oli di pesce, poiché nei grassi del pesce il con- tenuto in grassi saturi è limitato rispetto agli altri animali, mentre aumenta nettamente la quota di acidi grassi polinsaturi omega-3, che riducono lo stato infiammatorio dell’organismo animale. Tra i grassi animali di impiego comune il più ricco in acido linoleico (omega-6) è quello di pollo, seguito dallo strutto, mentre il grasso bovino ne contiene quantitativi limitati (vedere tabella 1).

Tutti i grassi animali sono ben tollerati e utilizzati dal cane (coefficiente di digeribilità del 92-95%) eccettuato il burro che, se presente al 2-4% della sostanza secca, può causare diarrea. I grassi animali sono molto ben appetiti dal cane che tende a consumarne quantitativi notevoli. Il loro elevato apporto calorico però ne consiglia un impiego moderato e proporzionato alle esigenze dell’animale, il consumo deve essere limitato so- prattutto nei cani tendenti al sovrappeso. Molte materie prime (carne, uova) contengono buoni quantitativi di grassi animali, una supple- mentazione di grassi è utile in caso di aumenta- ti fabbisogni energetici: durante l’allattamento, l’accrescimento, il lavoro e in presenza di freddo intenso.

In queste evenienze, tra l’altro, la loro buona appetibilità facilita il consumo di alimento. I cereali Costituiscono la fonte calorica quantitativamen- te più importante delle comuni razioni per cani e quella relativamente meno costosa. Vengono impiegati soprattutto il frumento sotto forma di pasta e pane, il riso brillato o mezzagrana di riso (sottoposto a bollitura o soffiatura), l’orzo, l’avena e il mais sotto forma di fiocchi o di crocchette estruse o espanse.

I cereali, come si è detto, apportano soprattutto calorie; esse sono fornite dai carboidrati che ne rappresentano i maggiori costituenti in peso. L’amido è uno dei componenti principali dei car- boidrati. Per poter essere sfruttato ai fini energe- tici, l’amido deve subire una preventiva gelatiniz- zazione (rottura e /o stiramento della molecola). Le amilasi enteriche potranno così demolirlo a monosaccaridi in grado di superare la barriera intestinale ed entrare in circolo. La gelatinizzazio- ne dell’amido si ottiene con la cottura prolungata del cereale.

Le proteine dei cereali, quantitativamente mode- ste, sono di scarso valore biologico.

I minerali sono anch’essi scarsi e alcuni, come calcio e fosforo, in rapporto squilibrato tra di loro. Le vitamine del gruppo B, presenti in buoni quantitativi nel seme intero, vengono asportate in seguito alla setacciatura (frumento), sbramatura (riso), decorticazione (orzo e avena), operazioni mediante le quali il rivestimento esterno è sepa- rato dal resto del seme. Le alte temperature di cottura esercitano un effetto deleterio su molte vitamine. In ultima analisi quindi i cereali, al momento della somministrazione, sono poveri o carenti di moltissime vitamine. Questa carenza è compensata inserendo nelle razioni altri alimenti che contengono buoni quantitativi di vitamine e minerali.

Il frumento viene impiegato sotto forma di pane o di pasta. Il pane fresco ha un contenuto in acqua di circa il 30% e dello 0,6% in cloruro di sodio. Il pane secco ha un contenuto inferiore di acqua e, se ben conservato, è preferibile a quello fre- sco in quanto permette alle gengive una salutare ginnastica funzionale. La pasta dev’essere cotta a lungo. Il riso, che è uno dei cereali preferiti dai proprietari di cani, deve subire anch’esso una cottura prolungata. La mescolanza di diversi cereali rende più varia la razione, con notevoli benefici sul piano nu- trizionale.

Alimenti a prevalente apporto in fibra L’apparato digerente dei carnivori non è struttura- to per la digestione della fibra, essa tuttavia gioca un ruolo importante sulla funzionalità dell’inte- stino perché è in grado di regolarne la peristalsi.

Piccoli quantitativi di fibra (3-5% s.s.) sono quindi utili e vengono generalmente apportati da verdu- re, cereali non completamente decorticati o loro sottoprodotti (crusca, cruschello). Le verdure di corrente impiego (carote, zucchini, ecc.) hanno un valore nutritivo modesto; sono ricche di acqua, povere di proteine, carboidra- ti e grassi. Hanno una componente minerale e vitaminica anch’essa modesta: tra i minerali è ben rappresentato il potassio, tra le vitamine il carotene, precursore della vitamina A. I sottoprodotti della lavorazione dei cereali (cru- sca e cruschello) possiedono un discreto valore nutritivo: sono abbastanza ricchi di proteine e carboidrati, di vitamine idrosolubili e di fosforo; la presenza della fibra ne deprime tuttavia l’u- tilizzazione digestiva.

Il fosforo è parzialmente inutilizzabile nei sottoprodotti della lavorazione dei cereali in quanto si presenta sotto forma or- ganica (fitina).

Le verdure, in generale, sono poco appetite dal cane e diminuiscono la digeribilità della razio- ne, vanno quindi impiegate con criterio, tenendo conto delle esigenze dell’animale. In una comune razione casalinga il tenore d’introduzione di tali alimenti potrà pertanto variare dal 5 al 40%, a seconda del loro tenore in umidità. Le verdure cotte sono più appetibili ma meno ricche di vitamine di quelle crude; in entrambi i casi devono comunque essere finemente smi- nuzzate e quindi mescolate accuratamente agli altri ingredienti.

I sottoprodotti dei cereali danno meno problemi in quanto ad appetibilità non perché siano più gra- diti ma perché inseriti in quantitativi più modesti (perché meno ricchi di umidità, cioè di acqua), anche per essi però è importante la miscelazione con alimenti più graditi.

y Giorgia Meineri

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34 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 Formazione continua L a paura è un’emozione primaria apparte- nente sia al genere umano che animale.

È un’emozione normale che, se controllata e regolata, ha una funzione ben precisa: garantire la sopravvivenza del soggetto. Nel caso in cui venga percepito uno stimolo dannoso ovvero una mi- naccia, l’organismo, attivando il sistema nervoso autonomo, si prepara alla situazione d’emergenza. Rappresenta, quindi, un ottimo sistema d’allarme, ma se il meccanismo si inceppa, si trasforma in fobia.

Il pet che mostra un atteggiamento di paura non appena avverte lo scoppio di un petardo manifesta il suo stato psico-fisico in modo evidente, con diversi sintomi e segni: orecchie basse, coda tra le zampe, tremore, scialorrea, polipnea, midria- si, l’accovacciarsi o nascondersi dietro o sotto i mobili, abbaiare eccessivamente, fuggire via, sbadigliare, eliminazione in modo inappropriato, disoressia, tendenza a distruggere gli oggetti pre- senti in casa o sbattere contro le porte, girare in tondo, attività motoria accentuata. Tutte queste sono le tipiche reazioni manifestate dall’animale che si sente minacciato e quindi in pericolo.

Tale sintomatologia può essere attenuata o tal- mente evidente da destare notevole preoccupazio- ne e angoscia nel proprietario. Proprio per evitare che ciò accada, è necessario intervenire prima e rivolgersi al comportamentalista non appena si notano dei sintomi.

Perché i fuochi d’artificio possono dare così fastidio al cane? Poiché il cane, rispetto all’uomo, ha capacità udi- tive nettamente superiori, è quindi comprensibile che possa essere infastidito da rumori come quelli dei fuochi d’artificio. Il suo udito è eccezionale: è sensibile alle vibrazioni sonore comprese tra 20mila e 40 mila Hz. Inoltre, le sue orecchie mobi- li, a forma di imbuto, gli consentono di localizzare con esattezza la provenienza di un suono. Fortunatamente, non tutti i cani reagiscono in modo fobico quando sentono i fuochi d’artificio. I soggetti che sono stati abituati, sin da cuccioli, al rumore dei fuochi d’artificio, non manifestano alcuna reazione di paura.

Tuttavia, talora, ci sono alcuni fattori genetici che possono giocare un ruolo rilevante nello sviluppa- re determinate fobie. Dai numerosi studi effettuati è emerso che sussiste una forte base genetica per il comportamento pauroso (vedere riquadro). Una tecnica efficace per abituare il pet a non avere paura dei fuochi d’artificio Il cane deve essere abituato a familiarizzare, sin da cucciolo, con i rumori molto forti. Gioca, si- curamente, un ruolo rilevante, la figura dell’al- levatore e l’ambiente in cui è cresciuto nei primi mesi di vita. L’allevatore, a partire dalla terza settimana, momento in cui ha inizio il periodo di socializzazione, potrà iniziare a fare ascoltare al pet questi suoni fastidiosi, utilizzando dei CD che si trovano in commercio, dove sono registrati i rumori.

Gli scoppi dei fuochi d’artificio devono essere fatti ascoltare a volume minimo al cane: se si comporta bene, deve essere premiato con uno snack o con una carezza. Questo esercizio deve essere ripetuto più volte e, dopo circa 7 giorni, occorre aumentare in modo graduale il volume. Questa tecnica serve per abituare il pet a rimanere tranquillo, anche in presenza di un forte rumore. Richiede tempo e pazienza, ed è sempre opportuno che l’allevatore si attenga ai consigli del veterinario comportamentalista, in quanto l’applicazione non corretta può determinare danni anziché benefici.

Tecniche per far rilassare il pet È importante insegnare al cane, sin da cucciolo, ad andare a cuccia o nel kennel. Per ottenere il risultato voluto, sarà necessario rinforzare il comportamento con un biscotto o con una carezza ogni volta che risponde al comando “a cuccia” o “dentro”. Altra tecnica importante consiste nell’abituare il cane ad ascoltare musica classica nei momenti in cui il pet-owner gli fa le coccole, così che questa possa avere un effetto positivo e rilassante anche la notte di capodanno.

Per il pet vivere in un ambiente tranquillo e sereno è fondamentale per il suo benessere psico-fisico.

Se in un sistema familiare è presente un cane che ha manifestato evidente paura dei fuochi d’arti- ficio, è assolutamente necessario che il veterina- rio comportamentalista intraprenda un percorso riabilitativo atto a desensibilizzare il soggetto nei confronti dello stimolo sonoro. Tramite la desensibilizzazione e il controcondizionamento si potrà arrivare a un certo risultato, ma occor- rerà impegno e costanza da parte del pet-owner. Durante la visita comportamentale sarà l’esperto a valutare se il soggetto ha mostrato una sinto- matologia lieve o talmente grave da dover ricor- rere anche all’uso di farmaci.

Farmaci ansiolitici possono essere utilizzati e, talora, sono necessari, ma devono comunque essere sempre associati alla terapia comportamentale. Sicuramente, una buona relazione tra cane e il suo pet-owner è fondamentale per ottenere validi risultati. Fobie del cane Paura dei fuochi d’artificio, come prevenirla e trattarla Come è noto, la notte di San Silvestro si saluta il vecchio anno e si festeggia il nuovo sparando fuochi d’artificio. I festeggiamenti di capodanno possono però avere effetti nefasti sui pet. Proprio per questo motivo, per gestire in modo competente il cane sin da quando è cucciolo, è necessario rivolgersi al comportamentalista.

a cura di Irene Cassi Lo sportello del comportamentalista La paura dei forti rumori potrebbe essere il risultato di fisiologia ed ereditarietà Nel 2015 a Oslo, in Norvegia, Linn Mari Storengen e Frode Lingaas hanno condotto una ricerca sulla sensibilità al rumore pren- dendo in esame 5.257 cani appartenenti a 17 razze diverse. Dallo studio è emerso che più di un pet su cinque aveva paura dei rumo- ri (rumori forti, traffico intenso, temporali e fuochi d’artificio), che le femmine avevano più probabilità di spaventarsi rispetto ai maschi, i cani castrati più di quelli interi e quelli anziani più dei giovani.

Tra le 17 razze, i soggetti che sembravano spaventarsi maggiormente erano Norwegian Buhund, Irish soft coated wheaten terrier e Lagotto romagnolo; quelli che invece risulta- vano essere meno paurosi erano Boxer, Chinese Crested e Alano. Storengen LM. Lingaas F. Noise sensitivity in 17 dog breeds: Prevalence, breed risk and correlation with fear in other situations. Applied Animal Behaviour Science, 2015;171:152-160.

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36 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 AziendaTerapeutica Italiana A.T.I. - 40064 Ozzano dell’Emilia (BO) Tel. 051 791546 - Fax 051 6512714 - www.ativet.it - ati.pets@ativet.it acepromazina maleato illitam quandoservemantenerelacalma KILLITAM è un efficace sedativo a base di Acepromazina in gocce e compresse per il cane ed il gatto KILLITAM Gocce Acepromazina 15 mg/ml Flacone da 20 ml KILLITAM Compresse Acepromazina 10 mg blister da 10 compresse • Tranquillante, miorilassante, anticinetosico • Semplice da somministrare • Nessun limite alla durata del trattamento “quella calma era la vera scienza della vita” Italo Svevo Come preparare il cane all’evento? Sono necessarie competenze specifiche per gestire un soggetto durante l’evento fobogeno.

Sarà compito del veterinario comportamentalista preparare tutta la famiglia sul come comportarsi con il pet la notte di capodanno e le ore che precedono l’evento.

Se il cane è abituato a stare in giardino, per la notte di capodanno sarà necessario allestire in casa una stanza dove possa stare. Sarebbe im- portante che il cane, già una settimana prima dell’evento, fosse abituato a utilizzarla; l’ideale sarebbe scegliere la camera da letto di un familia- re, perché il pet, sentendo l’odore delle sue cose, sarà più tranquillo. Fondamentale collocare la cuccia sotto il letto oppure utilizzare un kennel da coprire con una coperta. L’utilizzo della fe- romonoterapia è molto utile; per ottenere validi risultati è possibile applicare una settimana prima il diffusore nella stanza prescelta e poi spruzzare i feromoni direttamente nella cuccia, almeno venti minuti prima che ci vada il cane.

Il cane non può assistere allo spettacolo dei fuochi d’artificio con il pet-owner, nè stando sul balcone, perché potrebbe - dallo spavento - buttarsi giù, né in giardino perchè potrebbe scappare e farsi del male. Le precauzioni da utilizzare durante la notte di capodanno Durante il pomeriggio la cosa migliore sarebbe somministrare al pet un pasto abbondante e por- tarlo fuori a lungo, così da farlo stancare e, una volta a casa, farlo rimanere nella stanza dove generalmente il cane riposa. Nella stanza prescelta si posiziona - come detto - una coperta sopra il kennel, oppure si colloca la cuccia sotto il letto.

Non devono mancare giochi e un osso da mor- dere, utili per distrarre il cane. Potrebbe essere vantaggioso per il cane tenere la tv o la radio accesa. Ideale è la musica classica e in generale tutte le melodie rilassanti, perché hanno un effetto positivo e calmante sui cani molto tesi.

La stanza ideale che caratteristiche dovrebbe avere? È meglio scegliere una stanza il più possibile lon- tana dai rumori (meglio ancora se senza finestre). Sicuramente sono da escludere le stanze di pas- saggio che potrebbero in ogni caso già di base porre il soggetto in uno stato di allerta. Preferibile scegliere una stanza dove andrà an- che un familiare a coricarsi: il cane, sentendo la presenza di una persona conosciuta, non si sente abbandonato e quindi in generale è più rilassato. L’importante sta nel sapersi comportare: spesso la presenza di un familiare può rinforzare atteg- giamenti errati assunti dal cane, ad esempio, il cane spaventato non deve essere mai accarezzato, altrimenti viene rinforzato un atteggiamento er- rato.

Il giusto comportamento è ignorarlo. Quindi, nel caso che un proprietario decida di condivi- dere la serata di fine anno con il proprio cane, è opportuno che prima si rivolga a un veterinario comportamentalista. y

38 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 Gestione Fisco/Economia a cura del prof.Luciano Olivieri R icorrendone i presupposti fissati dalle vigen- ti disposizioni legislative, anche i veterinari che hanno presentato il modello Redditi e Irap 2018, titolari e non titolari di partita Iva, devono versare entro il prossimo 30 novembre l’unica rata ovvero la seconda rata degli acconti delle imposte dovute per l’anno d’imposta 2018 (Irpef, Irap, cedolare secca, imposta sostitutiva per i contribuenti minimi e forfetari, ecc.). La prima rata degli acconti d’imposta doveva es- sere versata, ricorrendone i presupposti di legge, entro il termine previsto per il pagamento del saldo delle imposte dovute per l’anno d’imposta 2017 (entro il 2 luglio ovvero dal 3° luglio al 20 agosto, maggiorando il dovuto dello 0,40%).

Diciamo subito che le regole per eseguire il cal- colo dell’unica o della seconda rata degli acconti d’imposta non hanno subito cambiamenti rispetto al passato. È tuttavia, necessario, onde evitare di omettere o di eseguire insufficienti versamenti degli acconti delle imposte, con conseguente irro- gazione di sanzioni da parte del Fisco, riepilogare le regole per l’esecuzione del calcolo e per la de- terminazione degli acconti d’imposta da versare entro il prossimo 30 novembre.

Due metodi di calcolo Per determinare gli acconti d’imposta da versare il contribuente ha la possibilità di scegliere tra due metodologie di calcolo, alternative tra loro: a) il “metodo storico”; b) il “metodo previsionale”. La prima metodologia di calcolo degli acconti d’im- posta che si basa sul “metodo storico”, prende a base le imposte dovute per l’anno d’imposta 2017 già indicate nei dichiarativi fiscali (Redditi e Irap 2018). Diversamente, la seconda metodologia di calco- lo degli acconti d’imposta che prende a base la previsione dei redditi del contribuente (“metodo previsionale”), consente di determinare gli accon- ti delle imposte da versare, conteggiando - pre- visionalmente - i complessivi redditi conseguiti nel corso dell’anno d’imposta 2018 e le relative imposte, tenendo, quindi, in conto l’ammontare delle imposte dovute presunte per l’anno d’imposta 2018 e che si prevedono, ragionevolmente, essere inferiori a quelle dovute per l’anno d’imposta 2017.

Per coloro che determineranno gli acconti d’impo- sta applicando la metodologia “storica”, il calcolo degli acconti d’imposta Irpef e Irap prevede, inve- ce, che gli stessi siano commisurati al 100% delle imposte già dovute per l’anno d’imposta 2017. Coloro che, invece, determineranno gli acconti d’imposta ricorrendo alla metodologia “previ- sionale” dovranno determinare adeguatamente e preventivamente le complessive imposte dovute per l’anno d’imposta 2018, sottraendo all’impor- to, così determinato, l’eventuale importo versato quale prima rata.

La determinazione dell’acconto da versare per l’anno d’imposta 2018 relativo all’Irpef L’acconto d’imposta Irpef non è sempre dovuto. Le attuali disposizioni fiscali prevedono, infatti, che l’acconto d’imposta non è dovuto quando l’impor- to del rigo “Differenza” del modello Redditi 2018 non è superiore a euro 52. Viceversa, l’acconto è dovuto se il rigo “Differenza”, del modello Redditi 2018 risulta essere pari o superiore ad euro 52. Attenzione! Per individuare l’importo indicato nel rigo “Differenza” deve prendersi in considerazione, secondo i casi, i seguenti righi “Differenza” del modello REDDITI 2018: - l’importo indicato nel rigo RN34 (se nel rigo RN61, non è stata barrata la casella di colonna 1 - “Casi Particolari” e l’importo indicato in colonna 4, coincide con quanto indicato nel rigo RN34); oppure - l’importo indicato nel rigo RN61, colonna 4 (se è stata barrata la casella di colonna 1 - “Casi Particolari”).

Come appena scritto, l’acconto è dovuto se il rigo “Differenza” del modello Redditi 2018 risulta pari o superiore ad euro 52; l’acconto dell’imposta, tuttavia, può essere versato in un’unica soluzione ovvero in due rate, entrambe (sia quella in un’uni- ca soluzione sia la seconda rata) da versare entro il prossimo 30 novembre. Il versamento dell’acconto d’imposta con il me- todo “storico” è pari al 100% dell’imposta (rigo “Differenza” 1 ). Qualora l’importo dovuto è su- periore a 51,65 euro ma non a 257,52 euro, il versamento dell’acconto si esegue in un’unica soluzione ed è pari, quindi, al 100% dell’importo indicato nel rigo “Differenza” 2 .

Qualora, invece, l’importo dovuto è superiore a 257,52 euro, il versamento si esegue in due rate. La prima rata è stata - o avrebbe dovuto essere - versata entro il termine previsto per il paga- mento del saldo delle imposte dovute per l’anno d’imposta 2017. La seconda rata si versa, invece, entro il prossimo 30 novembre 2018.

Il versamento della seconda rata dell’acconto d’imposta è determinato dalla differenza tra il 100% dell’acconto dovuto e quanto è stato o do- veva essere versato quale prima rata, pari al 40% dell’imposta risultante dal modello Redditi 2018 (rigo “Differenza” 3 ). La seconda rata di versamen- to, se l’ammontare del versamento dell’acconto relativo alla prima rata è stato correttamente determinato e versato, dovrebbe corrispondere al 60% dell’imposta dovuta (rigo “Differenza” 4 ). La determinazione dell’acconto da versare per l’anno d’imposta 2018 relativo alla “cedolare secca” Il prossimo 30 novembre è necessario anche ver- sare, ricorrendone i presupposti, il secondo accon- to della “cedolare secca”.

Anche questo acconto d’imposta, come già è stato scritto per l’Irpef, può essere determinato con il metodo “storico” e con quello “previsionale” quando, ragionevolmente, si prevede che sia dovuta per l’anno d’imposta 2018 un’imposta minore rispetto a quella dovuta per l’anno d’imposta 2017. L’acconto da versare è pari al 95% dell’imposta “cedolare secca”, dovuta per l’anno d’imposta 2017 (rigo LC1, colonna 5 “Differenza” del mo- dello Redditi 2018) e anche in questo caso non deve essere versato se l’imposta dovuta per l’anno d’imposta precedente non è superiore a 52 euro. L’acconto relativo alla “cedolare secca”, inoltre, può essere versato in un’unica soluzione ovvero in due rate, entrambe (sia quello eseguito in un’unica soluzione sia la seconda rata) da versare entro il prossimo 30 novembre.

Nel caso in cui l’importo dell’acconto dovuto è su- periore a 51,65 euro ma non a 271,07 euro, il versa- mento dell’acconto si esegue in un’unica soluzione. Qualora, invece, l’importo dell’acconto dovuto sia superiore a 271,07 euro, il versamento si esegue in due rate. La prima rata è stata - o avrebbe dovuto essere - versata entro il termine previsto per il pagamento del saldo delle imposte dovute per l’anno d’imposta 2017; la seconda rata si versa, invece, entro il prossimo 30 novembre 2018. Il versamento della seconda rata dell’acconto Appuntamenti con il Fisco Il versamento degli acconti d’imposta Irpef e Irap per l’anno d’imposta 2018 Regole e modalità di esecuzione dei calcoli per determinare l’ammontare degli acconti d’imposta, quale unica o seconda rata (Irpef, cedolare secca, imposta sostitutiva contribuenti forfetari/minimi, Irap, ecc), da versare entro il prossimo 30 novembre.

39 N° 1073 | 21 novembre 2018 | La Settimana Veterinaria Gestione d’imposta è determinato dalla differenza tra il 95% dell’acconto dovuto e quanto è stato - o avrebbe dovuto essere - versato, a titolo di primo acconto, pari al 38% dell’imposta risultante dal modello Redditi 2018 (rigo LC1, colonna 5). La seconda rata di versamento, infatti, dovrebbe cor- rispondere al 57% (che è determinato dalla differenza tra l’ammontare complessivo dell’acconto d’imposta dovuto - pari al 95% - e l’ammontare dell’acconto della prima rata versata, o che avrebbe dovuto essere versata, pari al 38% di quanto dovuto).

Attenzione agli immobili per i quali si è scelta, a decorrere dal 2018, la tassazione a “cedolare secca” Per gli immobili per i quali si è scelto questo tipo di tassazione, a decorrere dal 2018 non deve essere corrisposto l’acconto della “cedolare secca”. In questo caso, invece, è opportuno considerare di determinare l’acconto Irpef applicando il metodo “previsionale” anziché il metodo “storico”, al fine di non eseguire un versamento superiore a quello che è effettiva- mente dovuto. Infatti, i redditi degli immobili per i quali si è scelta la tassazione a “cedolare secca” non concorrono a determinare il reddito complessivo ai fini Irpef; in conseguenza, laddove i redditi di uno o più immobili fossero tassati a decorrere dal 2017 a “cedolare secca”, l’acconto Irpef non dovrebbe essere determinato con l’applicazione del metodo “storico” ma, per quanto è stato sin qui scritto, con l’applica- zione del metodo revisionale.

Attenzione agli immobili per i quali si è inteso escludere, a decorrere dal 2018, la tassazione a “cedolare secca” dei redditi relativi agli immobili Per gli immobili per i quali si è inteso escludere la tassazione a “cedolare secca” dei redditi relativi agli immobili a decorrere dal 2018, è opportuno considerare di determinare l’acconto di “cedolare secca” con il “metodo previsionale”, al fine di non eseguire un versamento superiore a quanto è effettivamente dovuto.

Se si adotta il metodo “storico”, ai fini dell’acconto Irpef, non si dovrà tener conto degli eventuali maggiori redditi degli immobili che confluiranno nella dichiarazione dei redditi per il 2018, a causa dell’esclusione, a decorrere dal 2018, dalla tassa- zione a “cedolare secca” dei redditi degli immobili.

La determinazione dell’acconto da versare per l’anno d’imposta 2018 relativo all’Irap Il prossimo 30 novembre, i veterinari titolari di partita Iva e le associazioni professionali co- stituite per l’esercizio in forma associata della professione veterinaria devono versare l’acconto Irap. L’acconto è calcolato nella misura del 100% dell’imposta dovuta per il 2017, come risultante dal modello Irap 2018 (applicazione del metodo “storico”). L’acconto Irap può, tuttavia, essere determinato previsionalmente qualora l’imposta dovuta per l’anno d’imposta 2018 fosse stimata essere di importo inferiore a quella dovuta per l’anno d’imposta 2017 (metodo “previsionale”).

Per la determinazione dell’acconto Irap dovuto si applicano le stesse regole che sono applicabili per il versamento dell’Irpef, di cui si è già scritto in precedenza.

L’acconto Irap non è dovuto nel caso in cui l’im- porto del rigo IR21 del modello Irap 2018 non è superiore a euro 51,65 e può essere versato: a) in un’unica soluzione qualora l’importo dovuto sia superiore a 51,65 euro ma non a 257,52 euro; b) in due rate qualora l’imposta dovuta sia pari o superiore a 257,52 euro. La prima rata dell’acconto è stata - o avrebbe do- vuto essere - versata entro il termine previsto per il pagamento del saldo delle imposte dovute per l’anno d’imposta 2017. La seconda rata, invece, deve essere versata entro il prossimo 30 novembre. L’ammontare del versamento della seconda ra- ta dell’acconto d’imposta è, quindi, determinato dalla differenza tra il 100% dell’acconto dovuto e quanto è stato o doveva essere versato quale prima rata, pari al 40% dell’imposta risultante dal modello Irap 2018 (rigo IR21).

La seconda rata di versamento, se l’ammontare del versa- mento dell’acconto relativo alla prima rata è stato correttamente determinato e versato, dovrebbe corrispondere al 60% dell’imposta dovuta. Non si versano acconti il 30 novembre per addizionali regionali e comunali Il prossimo 30 novembre non si versano gli ac- conti d’imposta relativi all’addizionale comunale e regionale. Per l’addizionale comunale, infatti, l’acconto dovuto per l’anno d’imposta 2018 è stato - o avrebbe dovuto essere - versato entro il termi- ne previsto per il saldo delle imposte dovute per l’anno d’imposta 2017, mentre per l’addizionale regionale l’acconto non è dovuto giacché tale obbligo non è previsto dalla vigente normativa.

Acconti d’imposta dei veterinari in regime dei minimi nel 2017 e nel 2018 I veterinari che hanno beneficiato del regime dei minimi sia nel corso del 2017 che nel 2018 versa- no il secondo acconto dell’imposta sostitutiva, con le stesse regole già esaminate e applicabili per il versamento dell’Irpef, alle quali si rinvia il lettore. L’acconto Irap per l’anno d’imposta 2017 non è, invece, dovuto in quanto il contribuente che ha beneficiato del regime dei minimi per l’anno d’im- posta 2017 era esonerato dal versamento dell’Irap e, quindi, non deve versare alcun acconto per il 2017. Acconti d’imposta dei veterinari in regime dei minimi nel 2017 che non beneficiano dal 2018 del regime dei minimi (in contabilità semplificata od ordinaria oppure in regime forfetario) I veterinari che hanno beneficiato del regime dei minimi nel 2017 e che NON beneficiano dal 2018 del regime dei minimi versano l’unica rata o la seconda rata dell’imposta sostitutiva con le stesse regole già esaminate e applicabili per il versamen- to dell’Irpef e alle quali si rinvia il lettore.

L’acconto Irap per l’anno d’imposta 2018 non è, invece, dovuto in quanto il contribuente che ha beneficiato del regime dei minimi per l’anno d’im- posta 2017 era esonerato dal versamento dell’Irap e, quindi, non deve versare alcun acconto per il 2018. Acconti d’imposta dei veterinari in contabilità semplificata od ordinaria nel 2017 che beneficiano del regime forfetario dal 2018 I veterinari in contabilità semplificata od ordinaria nel 2017 che beneficiano del regime forfetario dal 2018 non versano l’acconto dell’imposta sostitu- tiva 2018, in mancanza di un’imposta sostitutiva dovuta per il 2017.

Ai fini Irpef e Irap è consigliabile determinare gli acconti d’imposta in via previsionale per tener conto: a) del reddito professionale assoggettato all’im- posta sostitutiva e che, per tale motivo, non con- correrà alla formazione del reddito complessivo imponibile ai fini Irpef nell’anno d’imposta 2018; b) dell’esonero dal versamento Irap, per coloro che beneficiano del regime forfetario. Acconti d’imposta dei veterinari in regime forfetario nel 2017 e nel 2018 I veterinari che hanno beneficiato del regime for- fetario sia nel corso del 2017 sia nel corso del 2018 versano il secondo acconto dell’imposta sostitutiva, con le stesse regole già esaminate e applicabili per il versamento dell’Irpef, alle quali si rinvia il lettore.

Acconti d’imposta dei veterinari in regime forfetario nel 2017 che non beneficiano del regime forfetario dal 2018 (in contabilità semplificata od ordinaria) In tal caso è necessario versare l’unica rata o la seconda rata dell’imposta sostitutiva, con le stesse regole già esaminate e applicabili per il versamento dell’Irpef, alle quali si rinvia il lettore. L’acconto Irap per l’anno d’imposta 2018 non è, invece, dovuto in quanto il veterinario che ha beneficiato del regime forfetario per l’anno d’im- posta 2017 era esonerato dal versamento dell’Irap. Le sanzioni Il caso di omesso, insufficiente o ritardato ver- samento degli acconti Irpef e Irap è sanzionato con l’applicazione di una pena pecuniaria pari al 30% dell’importo non versato o versato tar- divamente, maggiorato dagli interessi di mora.

È tuttavia possibile prevedere la riduzione delle sanzioni irrogabili da parte dell’Agenzia delle Entrate, adottando la procedura prevista per il ravvedimento operoso. y 1. Per l’individuazione dell’importo indicato nel rigo “Differenza” è necessario, com’è stato già scritto, considerare alternativamente: - l’importo indicato nel rigo RN34 (se nel rigo RN61, non è stata barrata la casella di colonna 1 - “Casi Particolari” e l’importo indicato in colonna 4, coincide con quanto indicato nel rigo RN34); oppure l’importo indicato nel rigo RN61, colonna 4, se è stata barrata la casella di colonna 1 - “Casi Particolari”.

2. Si veda la nota 1.

3. Si veda la nota 1. 4. Si veda la nota 1.

40 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 Dai fatti...alle opinioni Spigolature a cura di Ferruccio Marello,hmarel@alice.it C ome tutti sanno, i professionisti sono tenu- ti a stipulare una polizza assicurativa, che possa tutelare i loro clienti, nel caso in cui questi ultimi dovessero subire dei danni economici derivanti da loro errori od omissioni. Ciò è stato stabilito dal Decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 pubblicato nella Gazzetta ufficiale - Serie generale - n. 188 del 13 agosto 2011, co- ordinato con la Legge di conversione 14 settembre 2011, n.

148, recante: “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”. In questo provvedimento, l’articolo 3, lettera e) recita: “e) a tutela del cliente, il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità pro- fessionale e il relativo massimale. Le condizioni generali delle polizze assicurative di cui al pre- sente comma possono essere nego- ziate, in convenzione con i propri iscritti, dai Consigli nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti”.

È ragionevole pensare che ta- le norma abbia due principali motivazioni fondanti, di cui una derivante dalla volontà di proteggere chi utilizza un servizio professionale da errori involontari di chi lo eroga e l’altra derivante dall’evidenza oggettiva che ormai da tempo pare essere in costante aumento la nume- rosità delle richieste di risarcimento, potenzial- mente accampabili da parte di un vero o presunto danneggiato.

Tutto abbastanza in ordine e in linea con la logica quindi, almeno dal punto di vista formale, tant’è vero che la Fnovi, conformemente a quanto sug- gerito dal sopra citato articolo 3, ha provveduto a concordare, dopo la pubblicazione del Decreto, un accordo quadro con il broker assicurativo Marsch, che a sua volta ha portato avanti la proposta specifica della compagnia HDI. Questa scelta pare essere stata condivisa nel tem- po anche da altre associazioni di categoria, in quanto polizze concordate a livello centrale sono oggi disponibili per tecnologi alimentari, biologi, agronomi e via assicurando.

Peccato però che la nostra polizza Fnovi-Marsh- HDI abbia qualcosa di non del tutto chiaro e quindi qualche riflessione cautelativa si impone, proprio per il motivo che, sebbene venga presen- tata come soluzione assicurativa di categoria, in realtà copre solo una parte dei veterinari attivi e non tutti. Volendo scorrere il testo dell’ampia documen- tazione fornita a titolo informativo preliminare, chiunque voglia leggerla con calma potrà pren- dere atto che tutte le attività di tipo strettamente clinico-ambulatoriale sono ampiamente e diffu- samente descritte, delimitando con precisione le fattispecie coperte dalle varie soluzioni messe a disposizione del contraente.

Ecco quindi, che pagando cifre diverse, si otten- gono livelli di copertura diversi e proporzionali, anche in considerazione del fatto che non tutti i veterinari, operanti nell’ambito clinico ambu- latoriale, hanno le medesime esigenze e corrono gli stessi rischi. Se quindi tutta la parte della polizza riguardante il comparto delle cure veterinarie in senso stretto trova ampio riscontro nell’accordo di categoria, le altre numerose e articolate attività che un veteri- nario potrebbe svolgere in altri ambiti sono state completamente dimenticate da Marsh, da HDI. Vero è che in un solo e unico paragrafo della complessiva ventina di pagine del documento precontrattuale si fa un rapido e timido accenno alla copertura per le attività HACCP, ma senza specificare di che tipo, in quale ambito, sulla base di quali incarichi e all’interno di quali fattispecie risarcitorie.

Cosa significa “fare HACCP”?. Lo in- tendiamo al momento della produzio- ne, della commercializzazione, della produzione primaria? Comprende la verifica della conformità di un’etichetta, di una dichiarazione di alimentarietà di un imballaggio MOCA? Si applica al settore man- gimistico o alimentare? Comprende la copertura legale oppure no? Di preciso, che cosa è da rite- nere escluso dalla copertura assicurativa, stante il fatto che il termine HACCP è diventato oggi come oggi talmente vasto e articolato, che in pratica non ha più nessun preciso significato se non è accompagnato da specifiche operative più precise? Le attività del veterinario aziendale sono comprese, visto che non sembrano esplicitamente citate in nessun punto del documento, ma impli- cano intrinsecamente tutta una serie di fattispecie potenzialmente risarcitorie ben precise? Perché il punto è proprio questo, cioè la parola “esplicitamente”, dato che è di un contratto che stiamo parlando e, come accade in tutti i contrat- ti di questo mondo, quello che è espressamente spiegato e concordato vale, mentre tutto il resto sono chiacchiere.

Allora come è possibile che la polizza Marsh- HDI sia estremamente dettagliata per le attività clinico-ambulatoriali e praticamente inesistente per tutte le altre attività veterinarie. Ecco quindi, che sembra emergere chiaramente come tutti i colleghi occupati in attività sicura- mente veterinarie, ma non necessariamente cli- nico-ambulatoriali, dovrebbero fare un passaggio di sicurezza con Marsh-HDI oppure con la loro attuale compagnia assicuratrice se differente, sot- toponendo una descrizione dettagliata del lavoro che quotidianamente svolgono, al fine di ricevere un parere preventivo sulla prospettiva di risultare realmente coperti, nel caso malaugurato in cui qualche evento negativo dovesse accadere, spese legali comprese.

Io, dopo aver sempre aderito alla convenzione Fnovi-Marsh-HDI ho fatto questa prova e grande è stato il mio stupore quando la risposta che ho ottenuto è stata che la polizza non copre nemme- no una semplice verifica di conformità di un’eti- chetta, in quanto ritenuta attività non pertinente ad HACCP. Non a caso in nessun punto della polizza è chia- ramente esplicitato quali tipologie di attività vete- rinarie non ambulatoriali sono coperte e quali no, per cui può essere accaduto che più di un collega non si sia addentrato nel testo del documento, pagando magari per anni un premio assicurativo che, a quanto pare, non assicura a sufficienza.

A quel punto, ho cominciato a cercare al di fuori una soluzione che fosse non soltanto formalmente conforme alla legge, ma che mi desse effettiva- mente copertura in caso di necessità ed ancora più grande è stato allora il mio stupore. Infatti, delle 4 o 5 compagnie maggiormente pre- senti sul mercato contattate, nessuna di esse ha voluto prendere in considerazione il mio caso, tutte prontissime a fornirmi prodotti già pronti per la copertura dei rischi ambulatoriali, ma nessuna disponibile ad assicurare un veterinario che non fa le visite.

La domanda quindi sorge spontanea, soprattutto in una persona come me, che non ha subito un solo reclamo risarcitorio o legale di qualsivoglia natura in oltre 20 anni di professione, ma desidera dormire tranquillo e cioè, se si tratta di un obbligo di legge, perché una compagnia di assicurazioni è autorizzata a rifiutare di assicurare un soggetto agli adempimenti? Alla fine, dopo un anno circa di peregrinazioni per uffici e tentativi di bussare a porte pervica- cemente chiuse a qualunque logica, dopo aver tentato di coinvolgere la Fnovi in quella che pare essere una problematica generale importante, non certo perché riguarda me, ma perché ha effetti potenzialmente nefasti su molti colleghi, sono riuscito finalmente a mettermi al sicuro, perché qualche compagnia seria ancora esiste.

Forse, più ancora che di serio nel senso stretto del termine, potremmo parlare di compagnie che semplicemente si accollano qualche piccolo rischio come il mio, come il nostro di veterinari, non spalancando gli occhi per lo stupore nell’appren- dere che non tutti i veterinari fanno solo visite e interventi, ma analizzando l’attività e calcolando un premio. Punto e basta. y Professione Problemi assicurativi © iVectorStock - shutterstock.com

Agenda 42 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 Legenda n animali da compagnia n animali da reddito n filiere n altro 4 programma pubblicato su questo numero Gli eventi contrassegnati con la scritta sono convenzionati con il Club degli Abbonati pertanto lo sconto indicato all’interno del simbolo verrà riconosciuto a tutti gli abbonati ai periodici veterinari di Point Vétérinaire Italie al momento dell’iscrizione.

Visita il sito www.clubdelveterinario.it - xx % Club ISTRUZIONI Come comunicare un evento da inserire in Agenda La Settimana Veterinaria Via Medardo Rosso,11 - 20159 Milano Tel.: 02 60 85 23 34 (Monica Viacava) Fax: 02 668 28 66 E-mail: vetagenda@pointvet.it • Quali eventi vengono pubblicati?

Laredazionesiriservaildirittodipubblicare gli eventi nel calendario e gli interi programmi sulla base del loro interesse perillettoreedellospaziodisponibile. • L’inserzione è gratuita o a pagamento? L’inserzione di un evento è gratuita.Per esigenze particolari, come programmi completi, riquadrare il testo o inserirvi un logo,rivolgersi all’ufficio pubblicità: Tel.: 02 60 85 23 20 E-mail: marketing@pointvet.it • Qual è il termine ultimo per l’invio di un programma?

Il più presto possibile prima della manifestazione,in modo da lasciare ai lettori il tempo di iscriversi… Quando l’intervallo di tempo tra l’evento e l’arrivo in redazione è troppo breve (15 giorni prima della scadenza) non se ne garantisce la pubblicazione.

• Come inviare il programma? La cosa migliore è inviarlo per e-mail. Qualora non fosse possibile, potete inviarlo per fax o per posta. • Che differenza c’è con il calendario? La parte “calendario” riprende solo il titolo, la data, il luogo di svolgimento e le informazioni. Vengono pubblicati solo i programmi che si svolgono successivamentealladatadipubblicazione delgiornale.

• Quante volte viene pubblicato un evento nel calendario? Ogni evento viene pubblicato almeno una volta prima della manifestazione, a seconda della data in cui giunge in redazione e degli eventi che si svolgono nella stessa data, il che condiziona lo spazio disponibile. NOVEMBRE n 22 - 24 novembre 2018 Giornate di Cardiologia, patologia neuromuscolare e patologia clinica per l’internista, a Salò (BS), presso la Clinica veterinaria S. Antonio, via Montale 2, organizzato dalla Clinica veterinaria S. Antonio Informazioni: Clinica veterinaria S. Antonio, via Montale 2 - 25087 Cunettone di Salò (BS), tel.

0365 52 25 23 oppure 0365 21 596; fax 0365 21 596; e-mail: info@clinicasantantonio.it; www. clinicasantantonio.it 4 n 23 novembre 2018 Aggiornamenti in Dermatologia, a Milano, presso lo Spazio eventi Unisvet, via Salvator Rosa 14, organizzato dall’Unione italiana società veterinarie (Unisvet) Informazioni: Segreteria Unisvet, via Salvator Rosa 14 - 20156 Milano, tel. 02 89 07 38 58; fax 02 99 98 30 65, e-mail: segreteria@unisvet.it; www.unisvet.it n 23 novembre 2018 Il veterinario aziendale. Focus sul fun- zionamento di Classyfarm, a Nuoro, presso la Sala Convegni Euro Hotel, viale Trieste 62, organizzato dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Sassari Informazioni: Ordine dei Medici veteri- nari della Provincia di Sassari, via Alivia 6 - 07100 Sassari, tel.

079 27 60 55, e-mail: segreteria@ordinevet-sassari.it ; www. veterinarisassari.it n 23 - 24 novembre 2018 XV Corso di Endoscopia flessibile e rigida dell’apparato digerente, re- spiratorio, urinario e genitale nei piccoli animali, a Ozzano dell’Emilia (BO), presso l’Aula Chiodi, Dipartimento di Scienze mediche veterinarie, Alma Mater Studiorum Università di Bologna, via Tolara di Sopra 50, organizzato dal Dipartimento di Scienze mediche vete- rinarie, Alma Mater Studiorum Università di Bologna Informazioni: H.T. Eventi e formazione srl, via Benedetto Marcello 1 - 40141 Bologna, tel. 051 49 83 200; fax 01 47 39 11; e-mail: fabiola@htcongressi.it; www.htcongressi.it n 24 novembre 2018 Visita clinica dal punto di vista dei pet: cosa possiamo fare?, a Cosenza, presso la Sala Morante, Casa delle Culture, corso Telesio 98, organizzato dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Cosenza Informazioni: Ordine dei Medici vete- rinari della Provincia di Cosenza, corso Luigi Fera 180 – 87100 Cosenza, tel.

e fax 0984 48 36 64; e-mail: info@ordi- neveterinaricosenza.it; www.ordinevete- rinaricosenza.it n 24 novembre 2018 La gestione del farmaco veterinario e la ricetta elettronica, a L’Aquila, pres- so la Sala Convegni “Dante Vecchioni”, via Giovanni Gronchi 16, organizzato dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di L’Aquila Informazioni: Ordine dei Medici veteri- nari della Provincia di L’Aquila, via Acqui 6 - 67051 Avezzano (AQ), tel. 0863 19 40 157 oppure 348 46 82 064; fax 0863 18 50 450, e-mail: info@mediciveterinariaq. it; www.mediciveterinariaq.it n 24 novembre 2018 Aggressività inter e intraspecifica nel cane.

Diagnosi e modificazione comportamentale, a Pisa, organizzato da Avec (Associazione veterinari esperti in comportamento), Aivpa (Associazione italiana veterinari piccoli animali), Etovet (Laboratorio di etologia e fisiologia ve- terinaria) e Aieci (Associazione istruttori educatori cinofili italiani) Informazioni: Associazione veterinari esperti in comportamento; e-mail: info@ avec-italia.it; www.avec-italia.it www. aivpa.it n 24 - 25 novembre 2018 A proposito di esofago…, a Palermo, presso la Villa Magnisi, via Padre Rosario da Partanna 22, organizzato dall’Unione italiana società veterinarie (Unisvet) Informazioni: Segreteria Unisvet, via Salvator Rosa 14 - 20156 Milano, tel.

02 89 07 38 58; fax 02 99 98 30 65, e-mail: segreteria@unisvet.it; www.unisvet.it n 24 - 25 novembre 2018 L’approccio alle più comuni cardio- patie del cane e del gatto, a Brescia, presso la sede dell’Ordine dei Medici ve- terinari della Provincia di Brescia, c/o Izs della Lombardia e dell’Emilia Romagna, via A. Bianchi 9, organizzato dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Brescia Informazioni: Ordine dei Medici veterina- ri della Provincia di Brescia, via A. Bianchi 9 - 25124 Brescia, tel. e fax 030 24 23 170; e-mail: info@veterinaribrescia. it; www.veterinaribrescia.it. Accreditato ECM (11 crediti) n 24 - 25 novembre 2018 Corso base di Ecografia del cane e del gatto, a Misterbianco (CT), presso l’Officina veterinaria, via A.

Molinari, or- ganizzato dall’Officina veterinaria Informazioni: Officina veterinaria , tel. 393 99 65 804; fax 095 33 86 34; e-mail: info@officinaveterinaria.it; www.officina- veterinaria.it n 24 - 25 novembre 2018 Attività gestionali in strutture ve- terinarie. Corso per datori di lavo- ro con qualifica RSPP in struttura veterinaria, a Lecce, presso il Best Western Plus Leone di Messapia, pro- vinciale Lecce-Cavallino 32, organizzato dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Lecce Informazioni: Ordine dei Medici veteri- nari della Provincia di Lecce, via Capitano Ritucci 41 - 73100 Lecce, tel.

0832 34 69 96; e-mail: ordvetlecce@gmail.com n 24 novembre - 1 dicembre 2018 Il ruolo del professionista veteri- nario nel settore della produzione primaria nell’applicazione delle misure di biosicurezza e di benes- sere animale, a Limena (PD), presso la Sala Polivalente Patronato di Limena, viale della Rimembranza 29, organizzato dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Padova Informazioni: Ordine dei Medici ve- terinari della Provincia di Padova, via delle Industrie 13 - 35010 Limena (PD), tel. 049 87 24 952; fax 049 87 35 534, e-mail: veterinaripadova@libero.it ; www.ordinevetpd.it n 25 novembre 2018 Seminario di Endocrinologia, a Milano, presso la Sala Auditorium, Comune di Zona 3, via Valvassori Peroni 56, organizzato dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Milano Informazioni: Ordine dei Medici veterina- ri della Provincia di Milano, via Bronzino 6 - 20133 Milano, tel.

02 29 40 09 45, e-mail: segreteria@ordinevetmilano.it; www.ordinevetmilano.it n 25 novembre 2018 Giornata di Medicina e chirurgia d’urgenza. Il cane da caccia: atleta e soldato, a Cherasco (CN), presso la sala Eventi Alcyon Italia, frazione Cappellazzo, organizzato dall’Ordine dei Medici vete- rinari della Provincia di Cuneo Informazioni: Ordine dei Medici veterina- ri della Provincia di Cuneo; e-mail: info@ veterinaricuneo.it; www.veterinaricuneo.it n 25 novembre 2018 Dog Behavior Congress, a Pisa, presso il Palazzo dei Congressi, via Matteotti 1, organizzato da Dog Behavior Congress Committee Informazioni: Dog Behavior Congress Secretariat, tel.

050 22 16 843, e-mail: dogbehaviorcongress@gmail.com n 25 novembre 2018 Medicina veterinaria forense: i reati contro gli animali e la Medicina ve- terinaria forense, a Verbania, presso la Sede dell’Ordine dei Medici veterinari del Verbano-Cusio-Ossola, corso Europa 30 , organizzato dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Verbano- Cusio-Ossola Informazioni: Ordine dei Medici ve- terinari della Provincia di Verbano- Cusio-Ossola, corso Europa 30 - 28922 Verbania, tel. 0323 51 66 46; fax 0323 51 95 78, e-mail: vetvco@gmail.com; n 26 novembre 2018 Corso propedeutico per l’accredita- mento del veterinario Fise, a Roma, presso la Sala Auditorium del Palazzo delle Federazioni Sportive, viale Tiziano 74, organizzato dalla Federazione nazio- nale ordini veterinari italiani (Fnovi) e dalla Federazione italiana sport equestri (Fise) Informazioni: Federazione nazionale ordini veterinari italiani (Fnovi), via del Tritone 125 - 00187 Roma, tel.

06 99 58 81 22; fax 06 47 44 332; e-mail: info@ fnovi.it; www.fnovi.it n 26 novembre 2018 Classyfarm: il sistema integrato di categorizzazione delle aziende in base al rischio, a Lodi, presso l’O- spedale Veterinario di Lodi, Facoltà di Medicina veterinaria, via dell’Università 6, organizzato dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Lodi Informazioni: Ordine dei Medici vete- rinari della Provincia di Lodi, via della Codignola 27 - 26900 Lodi, tel. 0371 49 50 31, e-mail: info@ordvetlodi.it; www. ordvetlodi.it n 28 novembre 2018 Terapia razionale nel bovino: cam- pionamento, diagnosi e interpre- tazione dei risultati, a Marene (CN), presso il Ramè S.r.l.

Ristorante-Hotel- Residence, via Tetti Magna Ramè 5, orga- nizzato dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Cuneo Informazioni: Ordine dei Medici veterina- ri della Provincia di Cuneo; e-mail: info@ veterinaricuneo.it; www.veterinaricuneo.it n 28 novembre 2018 Malattie articolari del cane. I con- sigli dell’esperto, a Torino, presso il Tulip Inn Turin West, corso Canonico G. Allamano 153, organizzato da Innovet Italia srl Informazioni: Innovet Italia srl, e-mail: in- novet@innovet.it; www.innovet.it/eventi n 29 novembre 2018 Serata di Ecocardio reading, a Milano, presso lo Spazio eventi Unisvet, via Salvator Rosa 14, organizzato dall’Unio- ne italiana società veterinarie (Unisvet) Informazioni: Segreteria Unisvet, via Salvator Rosa 14 - 20156 Milano, tel.

02 89 07 38 58; fax 02 99 98 30 65, e-mail: segreteria@unisvet.it; www.unisvet.it n 29 novembre 2018 La macelleria domestica: garantire la sicurezza alimentare nel rispetto delle tradizioni dei territori, a Portici (NA), presso il Salone delle Conferenze dell’Istituto zooprofilattico sperimenta- le del Mezzogiorno, via della Salute 2, organizzato dall’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno Informazioni: Ufficio Formazione, Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, via Salute 2 - 80055 Portici (NA), tel. 081 78 65 218-309, e-mail: formazione@cert.izsmportici.it; www.

izsmportici.it. Accreditato ECM (7 crediti) n 29 novembre - 12 dicembre 2018 Corso di formazione per Veterinario aziendale ai sensi del DM 7 dicem- bre 2017, a Caserta, presso la Sala Convegni della sezione Diagnostica pro- vinciale di Caserta dell’Istituto zooprofi- lattico sperimentale del Mezzogiorno, via Anna Jervolino 19, organizzato dall’I- stituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno Informazioni: Ufficio Formazione, Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, via Salute 2 - 80055 Portici (NA), tel. 081 78 65 218-309, e-mail: for- mazione@cert.izsmportici.it; www.izsm- portici.it.

Accreditato ECM (20 crediti)

Aliamidi, cosa sono? Possono essere utilizzate da sole o in combinazione con qualsiasi farmaco veterinario, a seconda della gravità del problema. Compatibili con i farmaci Al contrario dei fitocannabinoidi (es. CBD, THC) le Aliamidi non hanno effetti indesiderati (es. azione psicotropa). Pertanto sono utilizzabili a lungo termine, anche in animali fragili (anziani, nefropatici, convalescenti, immunodepressi). Sicure e prive di effetti collaterali Ricerca & Innovazione Una famiglia di sostanze fisiologiche naturalmente presenti nell’organismo animale (es. cute, cervello, articolazioni) oltre che in fonti alimentari (es.

soja, tuorlo d’uovo). Lipidi naturali La PEA (Palmitoiletanolamide) è il capofamiglia ed è stata scoperta alla fine degli anni ‘50. Da allora centinaia di studi pubblicati in hanno dimostrato i suoi effetti benefici sia nell’uomo che negli animali. La PEA, una sostanza scientificamente testata La PEA stimola la sintesi di cannabinoidi endogeni ad attività protettiva (2-AG, 2-arachidonoilglicerolo) e ne potenzia l’affinità per i loro recettori (es. CB1, CB2). Gli stessi su cui hanno effetto i fitocannabinoidi (es. CBD, THC). PEA e cannabinoidi La PEA nativa è scarsamente biodisponibile. Grazie al processo di ultra-micronizzazione la Ricerca Innovet è riuscita ad ottenere una forma molto più attiva brevettata in tutto il mondo (PEA-um, Palmitoiletanolamide ultra-micronizzata).

PEA-um: la forma più attiva Una famiglia, tante sostanze per la salute del cane e del gatto Rappresentano il “basic care” secondo Natura, per garantire lo stato di salute del cane e del gatto. Un «basic care» secondo Natura PEA-um Palmitoiletanolamide ultra-micronizzata Topica (uso esterno) Articolazioni Cute Vescica Rene Sistem a nervoso Intestino Cavo orale O cchio O rale (uso dietetico) Adelmidrol Azeloildietanolamide PEA in ciclodestrina PGA-cur microcomposito di Palmitoilglucosamina e Curcumina PEA-q microcomposito di Palmitoiletanolamide e Quercetina * ALIA: Autacoid Local Injury Antagonism PEA nativa PEA-um La PEA down-modula la reattività di cellule non neuronali (es.

mastocita, cheratinocita, microglia), un meccanismo fisiologico (ALIA*) con cui l’organismo controlla l’infiammazione, il dolore e il prurito. Un meccanismo “secondo Natura”

Agenda 44 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 n 30 novembre 2018 Lo stress lavoro correlato e il burn out, a Napoli, presso il Centro Sociale “La Gloriette”, via Petrarca 50, organizza- to dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Napoli Informazioni: Ordine dei Medici vete- rinari della Provincia di Napoli, Centro Direzionale di Napoli, Isola G1 Palazzo Prof. Studi (13° piano - Int. 100) - 80143 Napoli, tel. 081 78 79 380, e-mail: om- vnapoli@gmail.com; www.ordinemedi- civeterinarinapoli.it n 30 novembre - 1 dicembre 2018 One Health e antibiotico resistenza: la sottile linea rossa che lega am- biente, animale e uomo, a Siracusa, presso la Sala convegni di Palazzo Giacarà, via dei Mille 34, organizzato dalla Società Italiana di Medicina vete- rinaria preventiva (Simevep) Informazioni: Società Italiana di Medicina veterinaria preventiva (Simevep), via Nizza 11 - 00198 Roma, tel.

06 85 40 347; fax 06 88 48 446; e-mail: segrete- ria@veterinariapreventiva.it; www.ve- terinariapreventiva.it. Accreditato ECM (12 crediti) 4 n 30 novembre - 1 dicembre 2018 Corso di Cardiologia I: sintomi, diagnosi e terapia, a Torino, presso la Clinica veterinaria Città di Torino, or- ganizzato dalla Clinica veterinaria Città di Torino Informazioni: Clinica veterinaria Città di Torino, corso Traiano 99D - 10135 Torino, tel. 011 31 60 197; fax 011 31 73 763, e-mail: segreteria@ambulatorioveteri- nario.eu; www.ambulatorioveterinario.eu n 30 novembre - 1 dicembre 2018 Corso di Radiologia toracica, a Salò (BS), presso la Clinica veterinaria S.

Antonio, via Montale 2, organizzato dalla Clinica veterinaria S. Antonio Informazioni: Clinica veterinaria S. Antonio, via Montale 2 - 25087 Cunettone di Salò (BS), tel. 0365 52 25 23 oppure 0365 21 596; fax 0365 21 596; e-mail: info@clinica- santantonio.it; www.clinicasantantonio.it 4 n 30 novembre - 14 dicembre 2018 Corso di formazione per Veterinario aziendale ai sensi del DM 7 dicem- bre 2017, a Eboli (SA), presso il Centro regionale per il Monitoraggio delle parassitosi (Cremopar), Strada Statale 18, località Cioffi, organizzato dall’Isti- tuto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno Informazioni: Ufficio Formazione, Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, via Salute 2 - 80055 Portici (NA), tel.

081 78 65 218-309, e-mail: for- mazione@cert.izsmportici.it; www.izsm- portici.it. Accreditato ECM (20 crediti) DICEMBRE n 1 dicembre 2018 Giornata di studio sulle problemati- che attuali nel settore lattiero-case- ario, a Lodi, presso l’Aula Magna della Facoltà di Medicina veterinaria, via dell’U- niversità 1, organizzato dall’Associazione italiana veterinari igienisti (Aivi) Informazioni: Associazione italiana vete- rinari igienisti (Aivi); aivi.it 4 n 1 - 2 dicembre 2018 Dermatologia del cane e del gatto. III parte, a Salerno, presso il Centro stu- di Scuola Pitagora, via R. Mauri Pastena, organizzato dall’Ordine dei Medici vete- rinari della Provincia di Salerno Informazioni: Ordine dei Medici veteri- nari della Provincia di Salerno, Traversa Regina Costanza 5 - 84121 Salerno, tel.

e fax089 25 25 65; e-mail: info@ordine- veterinarisa.it; www.ordineveterinarisa.it n 2 dicembre 2018 S e m i n a r i o a v a n z a t o d i Endocrinologia, a Roma, presso l’Au- ditorium Antoniano, viale Manzoni 1, organizzato dall’Unione italiana società veterinarie (Unisvet) Informazioni: Segreteria Unisvet, via Salvator Rosa 14 - 20156 Milano, tel. 02 89 07 38 58; fax 02 99 98 30 65, e-mail: segreteria@unisvet.it; www.unisvet.it n 2 dicembre 2018 La parvovirosi e il cimurro del cane: attualità e prospettive, ad Agrigento, presso l’Hotel Kore, via Leonardo Sciascia, organizzato dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Agrigento Informazioni: Ordine dei Medici vete- rinari della Provincia di Agrigento, via Diodoro Siculo 1 - 92100 Agrigento, tel.

0922 40 13 03; www.ordineveterinaria- grigento.it n 2 dicembre 2018 Antibiotico resistenza e gestione del farmaco, a Novara, presso la sede dell’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Novara, via Torelli 31/A, orga- nizzato dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Novara Informazioni: Ordine dei Medici veteri- nari della Provincia di Novara, via Torelli 31/A - 28100 Novara0321 41 01 30; fax 0321 41 00 68, e-mail: ordineveterina- rinovara@gmail.com; www.ordinevete- rinarinovara.it n 2 dicembre 2018 Enteropatie del cane: come cavar- sela anche quando la situazione sembra disperata!, a Limena (PD), presso la Sala Patronato della Parrocchia di Limena, viale della Rimembranza 29, organizzato dall’Ordine dei Medici vete- rinari della Provincia di Padova Informazioni: Ordine dei Medici ve- terinari della Provincia di Padova, via delle Industrie 13 - 35010 Limena (PD), tel.

049 87 24 952; fax 049 87 35 534, e-mail: veterinaripadova@libero.it; www. ordinevetpd.it n 3 - 5 dicembre 2018 VetTerme 2018. Valorizzazione della selvaggina cacciata. Una scelta buo- na, sana e sostenibile: da problema a opportunità, a Bagno Vignoni - San Quirico d’Orcia, presso l’Hotel Posta Marcucci, via Ara Urcea 43, organizzato dalla Società Italiana di Medicina veteri- naria preventiva (Simevep) Informazioni: Società Italiana di Medicina veterinaria preventiva (Simevep), via Nizza 11 - 00198 Roma, tel. 06 85 40 347; fax 06 88 48 446; e-mail: segrete- ria@veterinariapreventiva.it; www.ve- terinariapreventiva.it.

Accreditato ECM (20 crediti) n 4 dicembre 2018 Ruolo dei Servizi medici e veterinari nella gestione delle emergenze non epidemiche in Provincia di Caserta - I edizione, a Caserta, presso il S.V.G. Protezione Civile di Caserta, viale Carlo III 19, organizzato dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Caserta Informazioni: Ordine dei Medici veterina- ri della Provincia di Caserta, via Vanvitelli 4 - 81100 Caserta, e-mail: veterinarica- serta@libero.it; www.ordineveterinari- caserta.it n 4 dicembre 2018 Malattie articolari del cane. I con- sigli dell’esperto, a Bologna, presso il Savoia Hotel Regency, via del Pilastro 2, organizzato da Innovet Italia srl Informazioni: Innovet Italia srl, e-mail: in- novet@innovet.it; www.innovet.it/eventi n 5 dicembre 2018 Ruolo dei Servizi medici e veterinari nella gestione delle emergenze non epidemiche in Provincia di Caserta - II edizione, a Caserta, presso il S.V.G.

Protezione Civile di Caserta, viale Carlo III 19, organizzato dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Caserta Informazioni: Ordine dei Medici veterina- ri della Provincia di Caserta, via Vanvitelli 4 - 81100 Caserta, e-mail: veterinarica- serta@libero.it; www.ordineveterinari- caserta.it n 6 dicembre 2018 Serata di Ortopedia, a Milano, pres- so lo Spazio eventi Unisvet, via Salvator Rosa 14, organizzato dall’Unione italiana società veterinarie (Unisvet) Informazioni: Segreteria Unisvet, via Salvator Rosa 14 - 20156 Milano, tel. 02 89 07 38 58; fax 02 99 98 30 65, e-mail: segreteria@unisvet.it; www.unisvet.it n 9 dicembre 2018 4 approcci alle medicine comple- mentari, a Misterbianco (CT), presso l’Officina veterinaria, via A.

Molinari, organizzato dall’Officina veterinaria Informazioni: Officina veterinaria , tel. 393 99 65 804; fax 095 33 86 34; e-mail: info@officinaveterinaria.it; www.officina- veterinaria.it n 11 dicembre 2018 Malattie articolari del cane. I con- sigli dell’esperto, a Bergamo, presso l’Airport Hotel Bergamo, via Don Ubiali 1, organizzato da Innovet Italia srl Informazioni: Innovet Italia srl, e-mail: in- novet@innovet.it; www.innovet.it/eventi n 13 - 15 dicembre 2018 Emergenze del cane e del gatto, a Torino, presso la Clinica veterinaria Città di Torino, organizzato dalla Clinica vete- rinaria Città di Torino Informazioni: Clinica veterinaria Città di Torino, corso Traiano 99D - 10135 Torino, tel.

011 31 60 197; fax 011 31 73 763, e-mail: segreteria@ambulatorioveteri- nario.eu; www.ambulatorioveterinario.eu n 15 dicembre 2018 Workshop Maxilofacciale, a Milano, presso lo Spazio eventi Unisvet, via Salvator Rosa 14, organizzato dall’Unio- ne italiana società veterinarie (Unisvet) Informazioni: Segreteria Unisvet, via Salvator Rosa 14 - 20156 Milano, tel. 02 89 07 38 58; fax 02 99 98 30 65, e-mail: segreteria@unisvet.it; www.unisvet.it n 15 - 16 dicembre 2018 Il Veterinario aziendale, a Cagliari, presso la Sede dell’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Cagliari, via dei Carroz 14, organizzato dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Cagliari Informazioni: Ordine dei Medici vete- rinari della Provincia di Cagliari, via dei Carroz 14 - 09131 Cagliari, tel.

e fax 070 55 47 15; e-mail: vetcagliari@tiscali.it; www.ordineveterinaricagliari.it n 16 dicembre 2018 Come gestire e stabilizzare le ur- genze in ambito ambulatoriale, a Verbania, presso la Sede dell’Ordine dei Medici veterinari del Verbano-Cusio- Ossola, corso Europa 30 , organizzato dall’Ordine dei Medici veterinari della Provincia di Verbano-Cusio-Ossola Informazioni: Ordine dei Medici ve- terinari della Provincia di Verbano- Cusio-Ossola, corso Europa 30 - 28922 Verbania, tel. 0323 51 66 46; fax 0323 51 95 78, e-mail: vetvco@gmail.com n 18 dicembre 2018 Veterinario aziendale e ClassyFarm, a Roma, presso l’Auditorium Ministero della Salute, viale Giorgio Ribotta 5, or- ganizzato dalla Federazione nazionale ordini veterinari italiani (Fnovi) Informazioni: Federazione nazionale ordini veterinari italiani (Fnovi), via del Tritone 125 - 00187 Roma, tel.

06 99 58 81 22; fax 06 47 44 332; e-mail: info@ fnovi.it; www.fnovi.it n 19 - 20 dicembre 2018 We t - L a b s p e c i a l i s t i c o d i Facoemulsificazione, a Milano, pres- so lo Spazio eventi Unisvet, via Salvator Rosa 14, organizzato dall’Unione italiana società veterinarie (Unisvet) Informazioni: Segreteria Unisvet, via Salvator Rosa 14 - 20156 Milano, tel. 02 89 07 38 58; fax 02 99 98 30 65, e-mail: segreteria@unisvet.it; www.unisvet.it GENNAIO n 10 - 12 gennaio 2019 Corso base di Anestesiologia, a Salò (BS), presso la Clinica veterinaria S. Antonio, via Montale 2, organizzato dalla Clinica veterinaria S.

Antonio Informazioni: Clinica veterinaria S. Antonio, via Montale 2 - 25087 Cunettone di Salò (BS), tel. 0365 52 25 23 oppure 0365 21 596; fax 0365 21 596; e-mail: info@clinicasantantonio.it; www. clinicasantantonio.it GENNAIO n n 20 - 23 gennaio 2019 45 st Annual Conference of the Iets (International embryo transfer so- ciety), a New Orleans (USA), presso lo Sheraton New Orleans Hotel, 500 Canal Street, organizzato dall’International em- bryo transfer society (Iets) Informazioni: IETS Headquarters Office, 1800 S. Oak Street, Suite 100, Champaign, Illinois 61820-6974, USA; e-mail: iets@assochq.org; www.iets.org n 22 - 25 gennaio 2019 16 th International Hoof-Care Summit,a Cincinnati(USA),pressoloHiltonCincinnati Netherland Plaza, 35 W 5th St, organizzato dall’American Farriers Journal Informazioni: American Farriers Journal, P.O.

Box 624 Brookfield, WI 53008-0624; www.americanfarriers.com n 24 - 26 gennaio 2019 Veterinary Sport Horse Congress, ad Amsterdam (Olanda), presso il RAI Amsterdam, Europaplein 2-22, organiz- zato da Proveto Informazioni: Proveto B.V. Postbus 199 3800 AD Amersfoort; www.vetsporthor- secongress.com n n 18 - 22 febbraio 2019 12 th Eurasia Veterinary Conference, a Varadero (Cuba), presso il Melia Paradisus Varadero, organizzato dall’Eu- rasia Veterinary Conference Committee Informazioni: LMU University Munich Germany Verterinaerstr 13 80539 Munich Germany, e-mail: info@eura- sia-vc.com; www.eurasia-vc.com Fax 02/668 28 66 Fax 02/668 28 66 vetagenda@pointvet.it vetagenda@pointvet.it FORMAZIONE A DISTANZA CON ECM • Disturbi comportamentali su base ansiosa nel cane e nel gatto 28 crediti ECM Validità: fino al 28/02/2019 www.pviformazione.it/professioni-sanitarie • Neonatologia bovina.

Aspetti veterinari e gestionali 28 crediti ECM Validità: fino al 28/02/2019 www.pviformazione.it/professioni-sanitarie • Etichettatura degli alimenti: le sanzioni amministrative e gli aggiornamenti italiani per il Regolamento UE 1169/2011 10,5 crediti ECM Validità: fino al 28/02/2019 www.pviformazione.it/professioni-sanitarie

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Agenda 46 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 programmi ANIMALI DA COMPAGNIA ITALIA Giornate di Cardiologia, patologia neuromuscolare e patologia clinica per l’internista 22 - 24 novembre 2018 A Salò (BS), presso la Clinica veterinaria S. Antonio, via Montale 2 Organizzato dalla Clinica veterinaria S. Antonio Programma Giovedì 22 novembre Relatore: dr. Alberto Santini - 9.00: Le armi dell’internista: esame clinico del paziente cardiopatico - 11.00: Radiologia toracica applicata - 12.00: Concetti base di elettrocardiografia e aritmologia - 14.30: Fisiopatologia, approccio terapeu- tico e monitoraggio - 16.30: Sistema cardiovascolare e patologie sistemiche - ipertensione arteriosa - 17.30: Triage ecocardiografico Venerdì 23 novembre Relatore: dr.

Andrea Vercelli - 9.00: Patologie dei nervi periferici: me- taboliche e degenerative, neoplastiche e paraneoplastiche, infettive e infiammatorie, immunomediate - 11.00: Patologie della giunzione neuro- muscolare: botulismo, miastenia gravis, tossiche - 14.30: Nozioni generali di immunologia clinica - 15.00: Discrasie ematiche a mediazione immunitaria - 16.30: Poliartriti e arteriti immunome- diate - 17.15: Glomerulonefriti Sabato 24 novembre Relatore: dr. Carlo Masserdotti - 9.00: Principali alterazioni ematologiche - parte 1 - 10.00: Principali alterazioni ematologiche - parte 2 - 11.30: Alterazioni del profilo urinario ed esame delle urine - 14.00: Alterazioni del profilo metabolico epatico - 15.30: Alterazioni del profilo metabolico pancreatico e intestinale - 17.00: Alterazioni del protidogramma Informazioni Clinica veterinaria S.

Antonio, via Montale 2 - 25087 Cunettone di Salò (BS), tel. 0365 52 25 23 oppure 0365 21 596; fax 0365 21 596; e-mail: info@clinicasantantonio.it; www. clinicasantantonio.it Corso di Radiologia toracica 30 novembre - 1 dicembre 2018 A Salò (BS), presso la Clinica veterinaria S. Antonio, via Montale 2 Organizzato dalla Clinica veterinaria S. Antonio Programma Relatore: dott.ssa Giliola Spattini Venerdì 30 novembre - 8.30: Registrazione dei partecipanti - 9.00: Tecnica radiologica e technical chart per ottenere radiografie toraciche diagnostiche - 10.00: Approccio sistematico alla radio- logia toracica - 11.20: Anatomia, pattern polmonari carat- teristici e patologie associate - 14.00: Discussione interattiva di casi clinici - 15.15: Il diaframma e il mediastino, im- portanza e alterazioni - 16.50: Lo spazio pleurico, anatomia, fisio- patologia ed aspetti radiografici - 17.40: Discussione interattiva di casi clinici Sabato 1 dicembre - 9.00: L’esofago: anatomia, fisiopatologia, radiologia in bianco e con contrasto - 9.45: Segni radiologici delle vie aeree, superiori e inferiori - 11.20: Discussione interattiva di casi clinici - 12.15: La gabbia toracica: anatomia, fun- zioni, aspetti radiografici - 14.00: Il ruolo della radiologia toracica nella cardiologia, prima parte - 15.00: il ruolo della radiologia toracica nella cardiologia, seconda parte - 16.20: Discussione interattiva di casi clinici - 18.00: Test di apprendimento e di valuta- zione dell’evento Informazioni Clinica veterinaria S.

Antonio, via Montale 2 - 25087 Cunettone di Salò (BS), tel. 0365 52 25 23 oppure 0365 21 596; fax 0365 21 596; e-mail: info@clinicasantantonio.it; www. clinicasantantonio.it FILIERE ITALIA Giornata di studio sulle problematiche attuali nel settore lattiero-caseario 1 dicembre 2018 A Lodi, presso l’Aula Magna della Facoltà di Medicina veterinaria, via dell’Università 1 Organizzato dall’Associazione italiana veterinari igienisti (Aivi) Programma Sabato 1 dicembre - 8.15: Registrazione dei partecipanti - 8.45: Saluti - 9.00: Produzione latte alla stalla: esiti dei controlli ufficiali (A. Vitali) - 9.30: Influenza dell’alimentazione sulle caratteristiche nutraceutiche di latte e for- maggio (G.

Battelli) - 10.00: Bergamini, vacche e stracchini (M. Corti) - 11.00: Opportunità dell’uso di colture starter in formaggi tradizionali (S. Stella) - 11.30: Analisi chimica dei prodotti caseari. Cosa ci possono dire i composti presenti in latte e formaggi (M. Vasconi) - 12.00: Bacillus cereus: tassonomia, fattori di patogenicità e problematiche nell’uomo (E. Ghelardi) - 12.30: Comportamento di Bacillus cereus in prodotti lattiero caseari ed espressione della virulenza (F. Celandroni) - 14.00: Importanza sanitaria del genere Arcobacter nella filiera lattiero casearia (F. Giacometti) - 14.30: Comportamento di Listeria ed E.

coli VTEC in prodotti a latte crudo (E. Cosciani) - 15.00: Pregi e difetti dei formaggi ammuf- fiti (L. Vallone) - 16.00: Un modello di microbiologia pre- dittiva per la descrizione del comportamen- to di Listeria monocytogenes in ricotta (E. Tirloni) - 16.30: Performance del tampone floccato nella valutazione della contaminazione mi- crobica di superfici nelle aree di produzione di un caseificio lombardo (S. Allibardi) - 17.00: Test di apprendimento Informazioni Associazione italiana veterinari igienisti (Aivi); aivi.it . Accreditato ECM (4,9 crediti) ALTRO ITALIA One Health e antibiotico resistenza: la sottile linea rossa che lega ambiente, animale e uomo 30 novembre - 1 dicembre 2018 A Siracusa, presso la Sala convegni di Palazzo Giacarà, via dei Mille 34 Organizzato dalla Società Italiana di Medicina veterinaria preventiva (Simevep) Programma Venerdì 30 novembre - 8.30: Registrazione partecipanti - 9.00: Indirizzi di saluto e presentazione del corso (G.

Calì, R. P. Giunta) Chairman: dott. Marcello Grasso - 9.15: Inquinamento ambientale e resisten- za indotta: il caso dei prodotti fitosanitari (P. Lo Bue) - 10.15: Impiego del farmaco e antimicro- bico resistenza in medicina veterinaria e nell’ambiente (A. Virga) - 11.30: L’era MDR e l’approccio One Health (S. Stefani) - 12.30: Problematiche collegate all’anti- biotico resistenza in cetacei e chelonidi (S. Caracappa) Chairman: dott. Paolo Cappello - 15.30: Impiego del farmaco e antibiotico resistenza in medicina e chirurgia (A. Bitto) - 16.30: Antibiotico resistenza in ospedale: l’antimicrobial stewardschip (B.

Cacopardo) - 17.30: Dibattito Sabato1 dicembre Chairman: dott. Raimondo Gissara - 9.30: Antimicrobico resistenza: esperienze nell’ospedale veterinario della Facoltà di Medicina veterinaria di Napoli (G. Iovane) - 10.30: Animali selvatici e antimicrobico resistenza (U. Pagnini) - 11.50: L’evoluzione della professione del medico veterinario nell’ottica della One Health (A. Limone) Chairman: dott. Gaspare Calì - 15.00: Sensibilità batterica agli antimicrobi- ci: dalla determinazione qualitativa a quella quantitativa (N. Pozzato) - 16.00: Utilizzo dei dati di antibiotico sen- sibilità per un uso razionale degli antimi- crobici in avicoltura (S.

Catania) - 17.00: Dibattito e conclusioni - 17.30: Test finale e questionario valutazio- ne corso e chiusura dei lavori Informazioni Società Italiana di Medicina veterinaria preventiva (Simevep), via Nizza 11 - 00198 Roma, tel. 06 85 40 347; fax 06 88 48 446; e-mail: segreteria@ veterinariapreventiva.it; www. veterinariapreventiva.it. Accreditato ECM (12 crediti) www.ecuphar.it info@ecuphar.it Per maggiori informazioni consultare il foglietto illustrativo. GLI INDISPENSABILI NELLE INTOSSICAZIONI DA INGESTIONE Confezione da 14 compresse 1 compressa/10 kg per almeno 21 giorni In caso di avvelenamento da rodenticida • Solo Fitomenadione – Ricetta Semplice Ripetibile • Compresse divisibili • Adatta a terapie di lungo periodo VITAMINAK1 Flacone da 100ml Da 2 a 5 ml/kg ogni 4-6 ore 5 fiale da 1ml 0,1 mg/kg Emedog® 1 mg/ml Molecola d’elezione per indurre l’emesi • Efficace con una sola iniezione • Effetto rapido • Unica Apomorfina registrata in Medicina Veterinaria Carbodote® Per completare l’eliminazione del tossico (solido, liquido o gassoso) • Si può somministrare ai diabetici (senza saccarosio) • Sospensione orale pronta all’uso • Può essere somministrato anche dopo lavanda gastrica (direttamente nella sonda) La redazione de La Settimana Veterinaria è raggiungibile ai numeri 02 60852329 02 60852341 02 60852334 La redazione de La Settimana Veterinaria è raggiungibile ai numeri 02 60852329 02 60852341 02 60852334

Annunci 47 N° 1073 | 21 novembre 2018 | La Settimana Veterinaria CENTRO VETERINARIO GREGORIO VII OFFRE CORSI TEORICO-PRATICI semestrali ad indirizzo chirurgico o internistico. Il prezzo totale del corso è di € 300+Iva rateizzabili. Il modulo di iscrizione è reperibile sul sito www.gregoriovii.com per informazioni: paolarueca@gregoriovii.com La Settimana Veterinaria offre esclusivamente un servizio, non riceve provvigioni sulle contrat- tazioni, non effettua commerci, nonèresponsabileperlaqualità, la provenienza, veridicità e pun- tualità di uscita delle inserzioni e neppure per le conseguenze dirette e indirette che possono derivare dalla non corrispon- denza di tali dati alla realtà.

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Scrivere o inviare fax a La Settimana Veterinaria, Via Medardo Rosso 11, 20159 Milano, fax: 02/668 28 66, citando il rif. CSV520 w Veterinario con esperienza ven- tennale in medicina e chirurgia di base (cane e gatto), specialista in nutrizione e neurologia,valutapropostedilavoroperla Provincia di Pisa a partire dal 2018. Scrivere o inviare fax a La Settimana Veterinaria, Via Medardo Rosso 11, 20159 Milano, fax: 02/668 28 66, citando il rif. CSV521 w Laureata in STPA voto 110 e lode, svolgimento laurea sperimentale HACCP settore macelleria presso Università di Napoli Federico II, cerca lavoro come prima esperienza o stage presso azien- de di produzione confetture, industrie alimentari, allevamenti.

Sede Napoli e Provincia. Scrivere o inviare fax a La Settimana Veterinaria, Via Medardo Rosso 11, 20159 Milano, fax: 02/668 28 66, citando il rif. CSV522 w Giovane laureata in Scienze zootec- niche e tecnologie delle produzioni animali cerca opportunità di lavoro e stage pressoambulatoriveterinari,aziendeagro-zo- otecniche e alimentari, nonché allevamenti cinofili e centri equestri. Disponibile per la provincia di Parma e zone limitrofe. Scrivere o inviare fax a La Settimana Veterinaria, Via MedardoRosso11,20159Milano,fax:02/668 2866,citandoilrif.CSV523 w Giovane laureata in Scienze e tecnologie delle produzioni ani- mali cerca lavoro in Emilia Romagna, preferibilmente Reggio Emilia.

Scrivere o inviare fax a La Settimana Veterinaria, Via Medardo Rosso 11, 20159 Milano, fax: 02/668 28 66, citando il rif. CSV524 w Agronoma, laureata in STPA a Milano nel 2016, attualmente im- piegata in ufficio tecnico formulazione presso multinazionale specializzata in integratori per animali. Esperienze in campo tecnico-commerciale settore ru- minanti. Cerca impiego principalmente sul campo, settore ruminanti. Scrivere o inviare fax a La Settimana Veterinaria, Via Medardo Rosso 11, 20159 Milano, fax: 02/668 28 66, citando il rif. CSV525 w Veterinario scrupoloso, bilingue, con formazione estesa nella cura e terapia intensiva di animali di allevamento, abile nel fornire servizi sanitari di routine e di emergenza alle comunità rurali, cerca lavoro a Torino

Annunci 48 La Settimana Veterinaria | N° 1073 | 21 novembre 2018 Inserzione annunci I Medici veterinari pos- sono inserire gratuita- mente le loro inserzioni in tutte le categorie di annunci (offro lavoro, vendita, affitto, mate- riali/strumenti, cessio- ni, collaborazioni, for- mazione/stage, servizi e cerco lavoro). Le inserzioni verranno pubblicate per un me- se anche sul nostro sito (wwww.pointvet.it). Per altri tipi di annunci o per una maggiore evidenziazione degli stessi rivolgersi all’ufficio marketing: marketing@pointvet.it Inviare in busta chiusa o via fax il tracciato debitamente compilato e completato con tutti i dati anagrafici richiesti a: La Settimana Veterinaria, Via Medardo Rosso 11, 20159 Milano - Tel: 02/60 85 23 20 - Fax: 02/668 28 66 N.B.: Fornire i dati richiesti per uso archivio indicando sempre il n.

di telefono domiciliato. Allegare la fotocopia di un documento di identità (per i professionisti carta intestata e timbro professionale). Senza i dati identificativi l’inserzione non sarà pubblicata L’informativa sulla privacy è disponibile sul sito www.pointvet.it MODULO PER LA PUBBLICAZIONE GRATUITA DEL TUO ANNUNCIO !

Cognome . Nome . . Indirizzo . . CAP . Città . Prov . . Tel . Cell . Fax . . E-mail . N. Vetcard . . Data . SV 1073 o Provincia. Scrivere o inviare fax a La Settimana Veterinaria, Via Medardo Rosso 11, 20159 Milano, fax: 02/668 28 66, citando il rif. CSV 526 wVeterinariocon24annidiprofessione, perfezionatoinpatologiaclinicaconpercorso formativo FORMEV, direttore Marco Caldin, valuta proposte di lavoro in cliniche e/o am- bulatori Genova, Rapallo e Chiavari. Scrivere o inviare fax a La Settimana Veterinaria, Via MedardoRosso11,20159Milano,fax:02/668 2866,citandoilrif.CSV527.

Offro lavoro w Struttura veterinaria sita tra la Provincia di Cremona e quella di Brescia cerca veterinari collaboratori con esperienza in clinica e chirurgia dei tessuti molli per impiego continuo am- bulatoriale.

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