Analisi d'impatto CTI: promozione start-up - coaching

Commissione per la tecnologia e l’innovazione CTI




Analisi d’impatto CTI:
promozione start-up – coaching
Analisi 2016, rapporto finale – Sintesi

31 gennaio 2017




                         Koch Consulting
Elaborato da:
econcept AG, Gerechtigkeitsgasse 20, CH-8002 Zurigo
www.econcept.ch / + 41 44 286 75 75
e
Koch Consulting – Peter Koch, Röschibachstrasse 77, CH-8037 Zurigo
www.peterko.ch / + 41 44 273 35 62


In collaborazione con (come impresa subappaltatrice):
AIT – Austrian Institute of Technology, Donau-City-Strasse 1, 1220 Vienna, Austria
www.ait.ac.at / +43 (0) 50 550 - 4500


Autori
econcept AG
Dora Fitzli, Dr. sc. nat.
Nicole Kaiser, MA UZH in scienze sociali, politologa
Laura Inderbitzi, MA in scienze politiche, politologa
Flavia Amann, MA UZH in scienze dell’educazione
Stephanie Bade, lic. oec. publ., economista
Kathrin Koebel, BA in scienze economiche, Università di Basilea, economista


Koch Consulting
Peter Koch, Dipl. Ing. Agr. ETH


AIT – Austrian Institute of Technology
Karl-Heinz Leitner, Dr. rer. soc. oec.
Michael Dinges, Mag. rer. soc. oec.
Claudia Steindl, Dr. rer. soc. oec.
/ i




Sintesi


Introduzione

La Commissione per la tecnologia e l’innovazione (CTI) è l’agenzia federale per la
promozione dell’innovazione. La CTI promuove l’innovazione fondata sulla scienza
attraverso vari programmi. La maggior parte dei mezzi finanziari della CTI viene utilizzata
per i progetti di ricerca e sviluppo (progetti R&S) tra partner economici e istituti di ricerca
pubblici (ca. 110-130 milioni di franchi all’anno). Ogni anno vengono impiegati circa
10 milioni di franchi per la promozione di start-up fondate sulla scienza e imprenditoria in
senso generale. La promozione avviene principalmente attraverso il programma di
coaching per i fondatori di start-up fondate sulla scienza e corsi e di entrepreneurship nelle
scuole universitarie per (futuri) imprenditori.

La CTI sta attraversando una fase di trasformazione: diventerà un ente di diritto pubblico,
ovvero l’Agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione Innosuisse, che sarà
operativa dal 1° gennaio 2018.

Per raccogliere informazioni sull’impatto della sua attività di promozione dell’innovazione
e rafforzare il controlling, nel 2015 la CTI ha deciso di effettuare, attraverso dei bandi di
concorso OMC, delle analisi d’impatto nei settori promozione di progetti R&S e promozione
start-up e imprenditoria. Questo documento rappresenta il rapporto 2016 sull’analisi
d’impatto della promozione start-up della CTI. È previsto per il 2018 un secondo rapporto
incentrato sull’analisi longitudinale.

Oggetto dell’analisi
Oggetto della presente analisi d’impatto sono il programma di coaching per start-up della
CTI e gli altri strumenti della promozione CTI Start-up con le rispettive offerte, prestazioni
e impatto, così come le loro interazioni. Sono state inoltre valutate le interfacce con la
promozione di progetti R&S della CTI e con il programma CTI Entrepreneurship così come,
in primo luogo, l’inserimento della promozione CTI Start-up nel contesto nazionale e
regionale della promozione. La presente analisi d’impatto riguarda il periodo 2005-2015:
questo significa che sono state prese in considerazione quelle start-up che si sono
candidate per il programma di coaching della CTI tra l’inizio del 2005 e la fine del 2015.

Scopo e obiettivi dell’analisi d’impatto
L’analisi d’impatto della promozione start-up persegue tre obiettivi:

Obiettivi              Contenuto
Obiettivo 1            Valutare l’impostazione, l’attuazione e l’impatto del programma di coaching per start-up della
                       CTI (coaching CTI) quale strumento principale della promozione start-up della CTI, inclusi i
                       programmi di internazionalizzazione.
Obiettivo 2            Valutare l’impatto di altri strumenti nell’ottica delle start-up sostenute dalla CTI. Tra i più
                       importanti figurano: la piattaforma di informazione, la collaborazione con i partner e CTI
                       Invest.
Obiettivo 3            Confronto internazionale della promozione start-up – confronto con tre paesi.
Tabella A: Obiettivi dell’analisi d’impatto della promozione start-up della CTI
ii / Sintesi




Modello d’impatto e domande

Per l’analisi d’impatto della promozione start-up della CTI è stato sviluppato un modello
d’impatto, utilizzato come base per formulare le domande sui tre obiettivi dell’analisi.

Domande sul coaching CTI (obiettivo 1)

Impostazio     1.A     Qual è il giudizio sull’impostazione del coaching CTI?
ne
Attuazione     1.B     Qual è il giudizio sull’attuazione? (in particolare: scelta dei coach, offerta delle prestazioni di coaching)
Output         1.C     Quali prestazioni di coaching sono state/sono utilizzate e da quali start-up? (in particolare: notorietà, grado di
                       soddisfazione, adeguatezza alle esigenze, efficienza, rapporto costi-benefici)
Outcome        1.D     Qual è stato l’impatto del coaching CTI? In che misura il coaching CTI produce effetti che altrimenti non
                       sarebbero possibili? In che misura è possibile rilevare anche degli effetti non previsti? (in particolare: effetti
                       sul mercato, successo economico tra cui fatturato, creazione di valore, occupazione, tenuto anche conto di
                       «merger and acquisition M&A» e del «valore» del marchio)
Ottimizzazi    1.E     In quale misura il programma di coaching della CTI ha bisogno di essere ottimizzato?
one
Domande sugli altri strumenti di promozione (obiettivo 2), compresa la valutazione complessiva della promozione start-up
della CTI

Impostazio     2.A     Qual è il giudizio sull’impostazione degli altri strumenti di promozione nel settore start-up? (in particolare:
ne                     armonizzazione concettuale degli strumenti della CTI, inserimento nell’ecosistema sistema svizzero delle
                       start-up, ivi inclusi SIN e RIS)
Attuazione     2.B     Qual è il giudizio sull’attuazione? (in particolare: procedure di aggiudicazione e selezione, coordinamento)
Output         2.C     Quali strumenti di promozione vengono utilizzati e da quali gruppi target? (in particolare: contributo allo
                       sviluppo dell’ecosistema delle start-up, adeguatezza alle esigenze, complementarietà con il coaching CTI)
Outcome        2.D     Qual è l’impatto degli altri strumenti di promozione? In quale misura gli altri strumenti di promozione
                       producono effetti che altrimenti non sarebbero possibili?
Ottimizzazi    2.E     In quale misura gli altri strumenti di promozione e la promozione CTI Start-up hanno bisogno di essere
one                    ottimizzati?

Domande sul confronto internazionale (obiettivo 3)

Impostazio     3.A     Qual è il giudizio sull’impostazione della promozione start-up della CTI rispetto alla promozione statale negli
ne                     altri paesi selezionati?
Attuazione     3.B     Si è rinunciato a un confronto internazionale sull’attuazione per mancanza di informazioni accessibili al
                       pubblico
Output         3.C /   Qual è il giudizio sull’impatto della promozione start-up della CTI in confronto alla promozione statale negli
Outcome        3.D     altri paesi selezionati?

Tabella B: Domande dell’analisi d’impatto promozione start-up della CTI




Struttura della valutazione – metodologia

La complessità dei processi di innovazione è dovuta sia a una serie di fattori che incidono
sul successo delle start-up fondate sulla scienza sia a vari strumenti di promozione offerti
da diversi attori che i fondatori di start-up utilizzano sequenzialmente o parallelamente.
Pertanto, è difficile classificare con precisione gli effetti osservati sui singoli programmi di
promozione. Per cercare di risolvere nel miglior modo possibile questo problema di
attribuzione, sulla base delle esperienze raccolte nel campo delle valutazioni (Hotz-
Hart/Rohner 2013; Barjak et al. 2013) e di esperienze proprie, i dati sono stati analizzati
con vari metodi e da diverse prospettive secondo una procedura per fasi, includendo un
confronto con il gruppo di controllo con un’analisi econometrica.
/ iii




La struttura della valutazione comprende un’analisi quantitativa dei dati sui processi –
regolarmente raccolti dalla CTI – e un’analisi quantitativa di un sondaggio online rivolto
alle start-up, nonché elementi qualitativi con un’analisi dei documenti, interviste
esplorative, un sondaggio rivolto a una selezione di coach e attori chiave. Per il confronto
internazionale degli strumenti di promozione della CTI sono stati scelti Svezia, Finlandia e
Paesi Bassi, ovvero paesi caratterizzati da economie piccole, aperte e fortemente
incentrate sulla tecnologia.

Il sondaggio online rivolto alle start-up della CTI e a quelle di un gruppo di controllo esterno
rappresenta il fulcro dell’analisi d’impatto. Da un confronto generale tra le start-up della
CTI e quelle del gruppo di controllo esterno sono emerse alcune differenze che sono state
prese in considerazione per il confronto descrittivo e l’analisi econometrica dell’impatto del
coaching CTI. Tra le start-up della CTI, ci sono decisamente più start-up attive nei settori
biotecnologie/farmacologia e tecnologia medica/diagnostica così come più «spin-off»,
ovvero start-up fondate da personale accademico. Inoltre, le start-up della CTI hanno in
media un fabbisogno decisamente maggiore di capitale di rischio (venture capital) rispetto
a quelle del gruppo di controllo. Per quanto riguarda il ricorso a un programma di coaching,
occorre peraltro sottolineare che il gruppo di controllo è eterogeneo: da un lato comprende
quelle start-up che, sulla base delle loro dichiarazioni, non avevano bisogno di coaching
(30 % ca.), dall’altro quelle che si sono avvalse di altre offerte di coaching (65 % ca.).
Tuttavia, quasi la metà delle start-up della CTI ha sfruttato altre offerte di coaching esterne.
Anche in questo caso, nell’analisi econometrica è stato introdotto come variabile di
controllo il ricorso ad altre offerte di coaching e/o promozione.

I risultati sono stati riportati nella valutazione complessiva attraverso la triangolazione dei
metodi, ponderati e valutati in base al contesto.


Promozione start-up della CTI (descrizione)

Coaching CTI
Il coaching CTI è il principale strumento per la promozione di start-up fondate sulla scienza
e prevede assistenza e consulenza individuali per i fondatori da parte di uno o più coach
così come il sostegno da parte di altri esperti. Il processo di coaching è suddiviso in quattro
fasi. La decisione per l’ammissione di una start-up al coaching CTI avviene alla fine della
fase 2 (coaching acceptance).

Programma di coaching per start-up della CTI

Fase / Passaggi    Descrizione
Coaching        L’ammissione alla fase 3 si decide nel corso di una riunione (coaching acceptance meeting).
Acceptance (CA)
Fase 3             Coaching professionale: le start-up vengono aiutate indivualmente e sostenute nello sviluppo
                   dell’azienda. In questo modo, le start-up vengono preparate al label-meeting.
                   Prestazioni della CTI a sostegno delle start-up:
                   – aiuto individuale nell’elaborazione di una strategia commerciale e (messa a punto) di un piano
                     aziendale; assistenza in materia di proprietà intellettuale, finanze, composizione del team;
                   – possibilità di presentarsi sulla piattaforma CTI invest fino al 2015;
iv / Sintesi




Programma di coaching per start-up della CTI

Fase / Passaggi      Descrizione
                     – programmi di internazionalizzazione (dal 2011/2013/2015): Market Validation Camp e Market
                       Entry Camp: San Francisco, Boston, New York, Londra, Bangalore, Shanghai;
                     – moduli di assistenza (workshop) per i seguenti settori tematici: IP, patent search, financial
                       planning, legal issues, regulatory affairs, clinical strategy, sales accelerator, pricing, pitch
                       training.
Assegnazione         Nel label meeting, la start-up si presenta al CTI Start-up Label Certification Board (è composto in
del marchio          parti quasi uguali da membri della Commissione e da esperti esterni; sono altresì presenti il coach
                     responsabile e l’head coach, così come un rappresentante della Segreteria) e si candida per il
                     marchio CTI Start-up.
Fase 4               Post-Label Support (dal 2011): in caso di necessità, viene fornita ulteriore assistenza per
                     affrontare sfide specifiche dopo l’ottenimento del marchio.
                     Prestazioni della CTI per sostenere le start-up:
                     – possibilità di presentarsi sulla piattaforma CTI Invest fino al 2015;
                     – programmi di internazionalizzazione: Market Entry Camp (dal 2011, fino a 3 anni dall’ottenimento
                       del marchio);
                     – Expert Support Project (ESP) (2011-2014; 2014-2016, scaduto secondo le disposizioni
                       transitorie): prestazioni di coaching (fino a 15 000) così come finanziamento di progetti secondo
                       i seguenti criteri: particolare opportunità con il progetto o particolare rischio da affrontare con il
                       progetto. Nessuna prescrizione in materia di contenuto. Progetto fino a un massimo
                       di 30 000 franchi con un contributo proprio del 50 %, vale a dire un sussidio della CTI pari
                       a 15 000 franchi.
Tabella C: Le due fasi principali del programma di coaching per start-up della CTI.



La CTI promuove, conformemente alla base legale, start-up fondate sulla scienza
(art. 18 e 20 della legge federale sulla promozione della ricerca e dell’innovazione LPRI),
in particolar modo quelle che hanno un grande potenziale di mercato e di vendita, ovvero
le cosiddette «high potential start-up». Le start-up sostenute dalla CTI, tuttavia, non
costituiscono un gruppo omogeneo. Spiccano soprattutto le differenze risultanti dai vari
settori della CTI, ovvero tra le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) da
un lato, e biotecnologie e farmacologia, tecnologia medica e diagnostica dall’altro. Le start-
up in questi settori hanno esigenze molto diverse tra loro per quanto riguarda
finanziamento, accesso ai mercati e tempistiche per lo sviluppo di prodotti commerciabili.
Inoltre, il servizio di coaching della CTI non è riservato solamente ai diplomati delle scuole
universitarie ma anche a imprenditori seriali.

La suddivisione per settori delle start-up che sono state ammesse al programma di
coaching della CTI dal 2005 al 2015 è la seguente: già nel 2005 il settore delle TIC
rappresentava con il 37 per cento il gruppo più numeroso tra le start-up della CTI;
nel 2014 è salito addirittura al 44 per cento. Al secondo e terzo posto troviamo i settori
biotecnologie/farmacologia e tecnologia medica/diagnostica, con una quota nel 2015 di
circa il 20 per cento il primo e 15 per cento il secondo. Le start-up nei settori ingegneria,
nanotecnologie e tecniche dei microsistemi, energia/green tech costituiscono insieme il 20-
30 per cento. Il restante 5 per cento è rappresentato da altri settori o progetti imprenditoriali
interdisciplinari.

Nel periodo 2005-2015 hanno ottenuto la «coaching acceptance» 734 start-up: di
queste, 242 hanno ottenuto il marchio CTI Start-up entro la fine del 2015.
/ v




Altri strumenti di promozione
Gli altri strumenti per la promozione start-up possono essere descritti come segue:

— Acceleration: contributo di promozione a incubatori, parchi tecnologici o simili, che
    fungono da importanti piattaforme di scambio e networking tra ricerca e industria;
— Development & Networking Platform: contributo di promozione a organizzatori di
    piattaforme di scambio tra istituti di ricerca, istituti di promozione, investitori e partner
    industriali;
— piattaforma di informazione: piattaforma intesa a migliorare l’accesso alle informazioni
    per potenziali start-up fondate sulla tecnologia e sulla scienza e imprenditori nel settore
    delle start-up, e a colmare così le lacune dei mezzi di comunicazione tradizionali;

— business angel platform: piattaforma intesa a incrementare gli investimenti dei
    business angel nelle start-up fondate sulla tecnologia e sulla scienza e a potenziare la
    condivisione di conoscenze e la rete tra start-up e business angel;
— piattaforme di finanziamento: sostegno alle start-up per la raccolta di capitale grazie
    alla possibilità di presentarsi a investitori selezionati (matchmaking).


Posizione della promozione CTI Start-up all’interno dell’ecosistema svizzero

Per valutare il coaching CTI e gli altri strumenti di promozione è necessario determinare la
posizione della promozione start-up della CTI all’interno dell’ecosistema svizzero delle
start-up. Secondo il parere unanime, l’ecosistema svizzero delle start-up si è fortemente
sviluppato negli ultimi anni. Per informazioni sulla situazione attuale si rimanda allo Swiss
Entrepreneurial Ecosystem Report 2015/2016 (Swiss Start-up Monitor Foundation 2016,
disponibile solo in inglese) e all’edizione 2016 di GRÜNDEN (GRÜNDEN 2016, disponibile
solo in tedesco).

Oltre alla CTI, esistono tanti altri enti regionali, cantonali e locali (pubblici o privati) che
offrono servizi di sostegno per start up. In questo contesto, entrambi i politecnici federali,
le università cantonali e sempre di più anche le scuole universitarie professionali ricoprono
un ruolo attivo. Attraverso sportelli, incubatori e parchi tecnologici, gli uffici regionali,
cantonali e, in parte, anche quelli locali pubblici offrono da un lato servizi classici di
consulenza e coaching, nonché assistenza nella ricerca di finanziamenti; dall’altro,
sostengono le start-up anche per quanto riguarda le infrastrutture mettendo a disposizione
spazi (dagli uffici fino ai laboratori già attrezzati), offrendo condizioni fiscali vantaggiose
oppure fornendo in parte un sostegno finanziario diretto. Le offerte cantonali sono in parte
complementari all’offerta della CTI, ma ci sono anche tante sovrapposizioni.

Negli anni passati sono nate sempre più iniziative private e/o si sono affermate in Svizzera.
Si tratta, tra l’altro, di premi, concorsi e aiuti iniziali, generalmente senza scopi commerciali,
che sono promossi da fondazioni e grandi imprese. Vi sono poi anche imprese private che
offrono un’ampia gamma di servizi di sostegno a pagamento. Spesso le start-up scelgono
vi / Sintesi




di combinare le offerte: quasi la metà delle start-up della CTI si avvale non solo del
coaching CTI ma anche di offerte regionali e/o private.

Un altro elemento importante è rappresentato dall’attivo mercato di capitale di rischio
(capitale di rischio, private equity, denaro in cambio di partecipazioni) che si è sviluppato
in Svizzera e che al momento è in forte crescita.

Secondo lo Swiss Venture Capital Report 2016 (SVCR 2016, disponibile in inglese), tra
il 2012 e il 2015 il capitale di rischio investito in start-up svizzere è raddoppiato, arrivando
a 676 milioni di franchi. Nello stesso periodo è aumentato anche il numero dei round di
finanziamenti (SVCR 2016). In questi casi, spesso, gli investitori (business angel, family
office, venture capitalist, imprese di venture capital, banche e grandi imprese) non solo
mettono a disposizione denaro, ma contribuiscono allo sviluppo delle start-up anche con
le loro esperienze e il loro know-how (smart money). Il crowdfunding si è inoltre affermato
come nuovo strumento di finanziamento.

Al momento si può parlare di un vero e proprio «trend delle start-up»: le start-up vanno di
moda e tutti i mass media raccontano le loro storie. In questo caso, la Svizzera si inserisce
in un trend internazionale e compete con altri paesi e piazze economiche che, allo stesso
modo, cercano di attirare start-up e investitori dall’estero. A livello federale adesso la CTI
e la SEFRI sono affiancate nella promozione dell’innovazione anche dalla SECO con la
Nuova politica regionale (NPR) e il sostegno attivo ai sistemi d’innovazione regionali (RIS)
(cfr. fra l’altro messaggio del Consiglio federale del 18 febbraio 2015 concernente la
promozione della piazza economica negli anni 2016-2019, FF 2015 1969). In questo
scenario attivo e dinamico, ricco di attori e offerte, mancano tuttavia anche una visione
d’insieme e un coordinamento a livello nazionale. Come in passato, in alcune regioni le
offerte sono ancora poche mentre in altre (Zurigo e regione del Lago Lemano) numerose.


Risultati – Valutazione complessiva

Esecuzione della promozione start-up della CTI
In sintesi, si può dire che la Commissione e la Segreteria della CTI attuino efficacemente
il programma di coaching CTI. Durante il periodo preso in esame (2005-2015), si notano
evidenti progressi e un costante processo di miglioramento, sebbene alcuni punti
potrebbero essere ulteriormente migliorati o chiariti. Un’evoluzione importante e
necessaria riguarda il pool dei coach che, dopo anni di trasformazioni, dal 2012 è stato
rinnovato, selezionando i coach in base alle valutazioni delle start-up, e ulteriormente
ampliato. Questo processo non si è ancora concluso.

Nonostante le critiche puntuali, la maggioranza esprime un giudizio positivo sui processi
di selezione (ammissione al programma di coaching e assegnazione del marchio). La
comunicazione e l’intensità degli scambi tra start-up e coach variano in funzione della fase
di sviluppo delle start-up e possono essere considerati appropriati. L’esecuzione degli altri
strumenti di promozione è da ritenersi appropriata, vi sono descrizioni in merito all’obiettivo
/ vii




e ai criteri di assegnazione da parte della Segreteria della CTI, che si occupa del
coordinamento.

Gruppi target: raggiungimento
Secondo l’articolo 20 capoverso 2 della LPRI (RS 420.1), la Confederazione può sostenere
la costituzione e lo sviluppo di imprese la cui attività è fondata sulla scienza. Per stabilire
in quale misura il coaching CTI sia indicato per l’attuazione corretta della legge occorre fra
l’altro valutare la capacità della CTI di raggiungere il gruppo target di start-up fondate sulla
scienza e stabilire quanto sia necessario un programma di coaching. A tale scopo, si
verifica in quale misura le start-up che hanno ottenuto il coaching rispettano i criteri della
CTI:

Criteri di ammissibilità                 Rispetto dei criteri da parte della start-up della CTI
Innovazione fondata sulla scienza        – settore: i settori della CTI sono affini a quello della scienza. Tuttavia, per il
– l’innovazione è difficile da copiare     settore delle TIC, il criterio «fondato sulla scienza» è difficile da valutare;
  (ad es. brevettata).                   – cooperazioni interuniversitarie: frequenti, indicano l’affinità con la ricerca;
                                         – brevetti: tanti brevetti sono indice di innovazione (fondata sulla scienza);
                                         – numero di «spin-off» di scuole universitarie: alto, indica l’affinità con la
                                           ricerca;
                                         – elevato fabbisogno di finanziamento: indice di un’innovazione fondata sulla
                                           scienza e che richiede un’intensa attività di ricerca;
                                         – immagine della scuola universitaria: il coaching CTI si è concentrato
                                           sull’immagine della scuola, anche a causa dei corsi Entrepreneurship tenuti
                                           nelle scuole universitarie.
Regole per il team                      Considerati «soft criteria» dalla CTI:
– spirito imprenditoriale, dedizione e – sono controllati dalla CTI;
  disponibilità personale ad affrontare – criterio del numero minimo di 2 persone: all’inizio del coaching circa il 10 %
  i rischi;                               delle start-up della CTI non lo soddisfano.
– nessuna opposizione al coaching;
– minimo 2 persone competenti al
  suo interno.
Potenziale di mercato                    Sulla base dell’autovalutazione delle start-up della CTI (sondaggio online), le
– > 50 milioni                           percentuali delle varie coorti di start-up che soddisfano questa regola sono:
                                         – 2013-2015: ca. 35 %-40 %
                                         – 2010-2013: ca. 35 %-40 %
                                         – 2005-2009: ca. 15 %
Potenziale di vendita                    Sulla base dell’autovalutazione, le percentuali delle varie coorti che soddisfano
– potenziale di vendita > 5 milioni di   questa regola sono:
  franchi di fatturato dopo 5 anni.      – 2013-2015: ca. 60 %
                                         – 2010-2013: ca. 50 %
                                         – 2005-2009: ca. 25 %
Value proposition                        Controllato dalla CTI durante il processo per l’assegnazione della coaching
– unique selling point (USP).            acceptance.

«Readiness» dell’innovazione             Controllato dalla CTI durante il processo l’assegnazione della coaching
                                         acceptance.
Finanziamento                            Tassi di sopravvivenza delle start-up della CTI che hanno ottenuto la CA
– pianificazione realistica, ovvero      (coaching acceptance):
  finanziamento assicurato per la        – 2013-2015: 88 %-96 %
  fase iniziale;                         – 2010-2013: 84 %-89 %
– situazione finanziaria solida.         – 2005-2009: 66 %-74 %
                                         Tassi di sopravvivenza delle start-up della CTI con il marchio:
                                         – 2013-2015: 100 %
                                         – 2010-2013: 91 %
                                         – 2005-2009: 80 %
viii / Sintesi




Criteri di ammissibilità             Rispetto dei criteri da parte della start-up della CTI
                                     Autovalutazione sul tasso di successo nel prossimo round di finanziamenti:
                                     > 80 %
                                     (in questo caso le start-up della CTI sono più ottimiste rispetto alle start-up del
                                     gruppo di controllo)
Impresa svizzera / Status            – distribuzione regionale: in generale va bene, la Svizzera nordoccidentale è
dell’impresa                           tendenzialmente sottorappresentata;
                                     – scuole universitarie: nel programma di coaching della CTI figurano molte
                                       «spin-off» del PF di Zurigo. Le «spin-off» del PFL rinunciano più spesso a
                                       candidarsi presso la CTI preferendo le offerte regionali. Sono poche le
                                       «spin-off» di università e scuole universitarie professionali alla CTI.
Tabella D: Gruppi target: raggiungimento – Rispetto dei criteri di ammissione al coaching CTI.



Data la composizione dei settori e poiché si è constatato che poco più della metà delle
start-up della CTI, fra l’altro, sono «spin-off» di scuole universitarie o istituti di ricerca, si
deve concludere che la CTI rispetta la disposizione secondo cui le imprese devono essere
«fondate sulla scienza». Inoltre, dal confronto fra settori con il gruppo di controllo se ne
deduce che il numero di start-up nei settori biotecnologie/farmacologia e tecnologie
mediche/diagnostica all’interno del programma di coaching della CTI non è proporzionato.
La CTI ha pertanto accettato start-up la cui costituzione richiede notoriamente più tempo
e capitale di rischio e che, di conseguenza, necessitano più a lungo del coaching.

Dalla suddivisione regionale delle start-up della CTI e del gruppo di controllo emerge che
la CTI riesce a raggiungere bene soprattutto le «spin-off» del PF di Zurigo. Per quanto
riguarda le «spin-off» del PF di Losanna (PFL), ce ne sono alcune che rinunciano a
prendere parte al coaching CTI e che preferiscono invece avvalersi delle strutture di
promozione locali e regionali e delle offerte del PFL. La Svizzera nordoccidentale è ancora
sottorappresentata: questo probabilmente è dovuto, ancora una volta, all’esistenza di
strutture di promozione proprie.


Tuttavia, il confronto tra i criteri di ammissione della CTI per il coaching CTI e le start-up
che hanno effettivamente beneficiato del coaching ha altresì dimostrato che solo un quarto
delle start-up della CTI soddisfa i criteri relativi al potenziale di mercato – e in particolare
quello relativo al potenziale di vendita – e che questi criteri probabilmente sono troppo
ambiziosi. In questo caso, dunque – come constatato anche dai coach e dagli attori chiave
– è necessario chiarire se e in quale misura la CTI debba promuovere solo le «high
potential start-up» ovvero stabilire cosa sia realistico.

Valutazione dell’impostazione del coaching CTI, inclusa la suddivisione in 4 fasi
L’impostazione del coaching CTI può essere valutata come segue:
— suddivisione del processo in 4 fasi, incluso il processo di selezione: la suddivisione del
     processo in fasi lo rende trasparente e gestibile. Resta da chiedersi in quale misura la
     quarta fase o il marchio nella forma attuale siano ancora necessari. Questo punto viene
     discusso più approfonditamente di seguito;
— criteri di ammissione: i criteri di ammissione relativi al potenziale di mercato, e in
     particolare quello relativo al potenziale di vendita, sono troppo ambiziosi;
/ ix




— offerta del programma di coaching: sulla base dell’uso e delle valutazioni delle start-
   up, l’ampia gamma di opzioni dell’offerta e la modularità del coaching sono da
   considerarsi in linea generale appropriate. A fronte della grande richiesta fino
   al 2015 del modulo «Financial Planning» sembra opportuno mantenere in futuro
   abbastanza offerte di moduli. L’offerta dei programmi di internazionalizzazione viene
   molto apprezzata. Alcune start-up hanno criticato la grande attenzione riservata ai piani
   aziendali: si tratta di un punto che dovrà essere verificato. L’assistenza dopo
   l’ottenimento del marchio (Post Label Support, POLS) è apprezzata dalla maggior parte
   delle start-up, ma occorre chiedersi se in questa fase sia ancora necessario il coaching
   oppure se si tratti soprattutto di un sostegno con forti effetti di trascinamento;
— marchio CTI Start-up: il marchio CTI, nella sua forma attuale, viene valutato
   criticamente. Sebbene circa due terzi delle start-up della CTI ancora considerino il
   marchio CTI un riconoscimento di qualità (quality award), solo la metà ha confermato
   che il marchio CTI equivale a «readiness» per finanziamenti esterni. I risultati di un
   sondaggio della CTI rivolto alle start-up con il marchio CTI nell’aprile del 2016 (CTI
   Label Task Force 2016a), sono simili se non in parte ancora più negativi. Anche i coach
   e gli attori chiave hanno constatato nelle nostre interviste una perdita di significato e
   hanno deplorato la scarsa notorietà del marchio CTI a livello internazionale. A detta
   loro, non si è neppure mai riusciti a trasformare le assegnazioni del marchio in eventi
   interessanti. Il vero valore del coaching CTI risiederebbe nel coaching stesso e non nel
   marchio. Si tratta di un’opinione condivisa anche dai business angel, secondo i quali la
   coaching acceptance ha senza dubbio una certa importanza e l’assegnazione del
   marchio arriva troppo tardi;
— costi ed efficacia: i costi medi per un coaching CTI (inclusi 1-2 moduli di assistenza) si
   aggirano intorno ai 20 000 franchi a start-up, parliamo quindi di una tariffa media
   di 160 franchi all’ora per circa 120 ore di coaching. Per il Post Label Support vengono
   spesi altri 3 000 franchi. Non ci sono differenze significative tra i vari settori per quanto
   riguarda i costi e le ore, anche se il coaching per le start-up nei settori
   biotecnologie/farmacologia e tecnologie mediche/diagnostica ha una durata totale
   maggiore. Il volume complessivo del coaching con le sue 120 ore appare relativamente
   alto. Mancano tuttavia dei buoni valori di riferimento: nelle interviste non è stato
   possibile rilevarne di simili.
— maggiore flessibilità e snellimento della burocrazia: per garantire il successo a lungo
   termine del coaching CTI, la CTI ha bisogno di maggiore spirito imprenditoriale,
   maggiore flessibilità e snellimento della burocrazia anche per poter, fra l’altro,
   rispondere meglio ai cambiamenti tecnologici e alle necessità delle singole start-up e
   altresì sfruttare nella rete le numerose competenze di cui già dispone nel miglior modo
   possibile.

In sintesi, il coaching CTI rappresenta di per sé un’offerta solida e vasta, ma ci sono anche
altre buone offerte di promozione che hanno dei valori aggiunti. È necessario intervenire
soprattutto per quanto riguarda il marchio CTI e il rafforzamento dello spirito imprenditoriale
della CTI.
x / Sintesi




Valutazione della visibilità del coaching CTI
Neppure le start-up che rientrano nel gruppo target della CTI conoscono perfettamente il
coaching CTI. Un quarto delle start-up del gruppo di controllo esterno ha dichiarato nel
sondaggio di non aver sentito parlare in precedenza del coaching CTI. Sulla base dei
risultati a disposizione non è possibile stabilire se questa scarsa visibilità sia dovuta al fatto
che queste start-up non hanno cercato altre offerte perché ne avevano già a livello
regionale, cantonale o locale, oppure a una comunicazione insufficiente da parte della CTI
– come hanno deplorato alcuni intervistati.

Valutazione dei coach
La professionalità dei coach e il loro rapporto con le start-up sono stati valutati
positivamente dall’80-90 per cento delle start-up della CTI. Hanno ottenuto un giudizio
positivo anche il processo di rinnovamento del pool dei coach della CTI e la maggiore
garanzia di qualità. Viene inoltre apprezzato il coinvolgimento, oltre ai coach, di altri esperti
nel coaching per start-up.

Coaching CTI considerato interessante e utile
Il 90 per cento delle start-up della CTI che hanno beneficiato del coaching CTI considerano
questa offerta interessante o abbastanza interessante. Anche l’utilità del coaching CTI è
stata valutata positivamente da circa l’80 per cento delle start-up della CTI.


Impatto della promozione CTI Start-up

Le start-up che si sono avvalse del coaching CTI, in particolar modo quelle con il marchio
CTI, hanno riportato un elevato tasso di sopravvivenza a distanza di 6-10 anni dalla loro
costituzione (80 %) e in media registrano una crescita aziendale costante, anche se
generalmente non rapida. Solo un piccolo gruppo, indicativamente corrispondente al
15 per cento delle start-up della CTI, cresce velocemente e può quindi essere definito il
gruppo delle «high potential start-up» oppure delle «gazzelle». Al momento del sondaggio
nell’estate del 2016, le start-up della CTI delle coorti del 2005-2009 contavano
mediamente (mediana) circa sei posti di lavoro (equivalenti a tempo pieno). Ricalcolato in
proporzione alle 300 start-up che sono state ammesse al coaching CTI tra il 2005 e
il 2009 e che in media hanno riportato un tasso di sopravvivenza del 75 per cento, questo
corrisponde a circa 1350 posti di lavoro. Il programma di coaching CTI ha raggiunto
soltanto una parte degli effetti prefissati. Tuttavia, l’idea secondo la quale la CTI promuove
soprattutto le start-up ad alto potenziale non si avvera completamente.

Inoltre, se si confrontano i dati relativi al successo commerciale delle start-up della CTI con
quelli delle start-up del gruppo di controllo, si nota che i valori sono simili. A prima vista
potrebbe sembrare un risultato deludente per il coaching CTI, ma è in realtà indice di un
buon sistema di promozione per le start-up sviluppato su tutto il territorio nazionale
svizzero. Le varie offerte di coaching sono complementari tra loro ma vi sono anche delle
sovrapposizioni. Quasi la metà delle start-up della CTI si avvale di altre offerte di coaching
e, allo stesso modo, quasi due terzi delle start-up del gruppo di controllo ricorrono ad altre
offerte di coaching.
/ xi




Alla luce di quanto esposto e tenuto conto del giudizio positivo sull’utilità del coaching
espresso dall’80 per cento delle imprese che ne hanno beneficiato, se ne deduce che gli
effetti del coaching CTI finora osservati non sono in primo luogo effetti di trascinamento.
Quest’ultimi, tuttavia, non sono completamente da escludere.


Impatto del coaching CTI: confronto tra le start-up della CTI e le start-up del gruppo di controllo

Indicatore                       Start-up della CTI                                     Gruppo di controllo
Tasso di sopravvivenza           Start-up della CTI con CA:                             nessun dato disponibile
                                 – coorte 2005-2009: 66 %-74 %.                         (ovvero un tasso di sopravvivenza di
                                 Start-up della CTI con marchio:                        appena il 60 % dopo 5 anni sul totale delle
                                 – coorte 2005-2009: 80 %.                              imprese neocostituite in Svizzera,
                                                                                        ECOPLAN 2016, disponibile solo in
                                                                                        tedesco)
Potenziale di mercato                                             nessuna differenza significativa
Potenziale di vendita                                             nessuna differenza significativa
Immissione sul mercato*          più lento                                              più veloce
Attività di esportazione                         nessuna differenza significativa (elevata in entrambi i casi)
Personale 2015 (mediana)            nessuna differenza significativa – coorti 2005-2009: circa 6 equivalenti a tempo
                                                                         pieno
Spesa salariale 2015 (mediana)        nessuna differenza significativa – coorti 2005-2009: 0,2-0,5 milioni di franchi

Fatturato (mediana)                                        nessuna differenza significativa
                                 coorte 2005-2009: 1-2 milioni di franchi  coorte 2005-2009: 0,5-1 milioni di franchi
Redditività                                        quasi nessuna differenza significativa, p=0,011
                                 minore: coorte 2005-2009: 55 %            maggiore: coorte 2005-2009: 75 %
Capitale di rischio                                                     differenza significativa
– acquisito dalla costituzione   maggiore: coorte 2005-2009: 0,5-1 milioni di franchi     minore: coorte 2005-2009: 50 000-200 000 franchi
  (mediana)
Spese R&S 2015 (mediana)           differenza significativa tra entrambi i gruppi, ma nessuna differenza significativa
                                                                    considerati i settori
                                 coorte 2005-2009: 0,2-0,5 milioni di franchi             coorte 2005-2009: 50 000-200 000 franchi
Quota della / delle                                            differenza significativa
cooperazione/i interuniversitarie maggiore: coorte 2005-2009: 75 %           minore: coorte 2005-2009: 55 %
Cooperazione con imprese                       nessuna differenza significativa – coorti 2005-2009: ca. 33 %
Imprese con brevetti             maggiore: coorte 2005-2009: 78 %                       minore: coorte 2005-2009: 45 %
Premi                            n. maggiore: 2005-2015: ca. tre quarti                 n. minore: 2005-2015: un quarto
Tabella E: Impatto del coaching CTI: confrontro tra le start-up della CTI e le start-up del gruppo di controllo.
           *Per quanto riguarda la velocità d’immissione sul mercato, si noti che non è possibile trarre da tali
           dati conclusioni definitive sul successo futuro dell’impresa. Fonte: CTr KTI e sondaggio online del
           2016.



Dalla tabella emergono tuttavia anche delle differenze tra le start-up della CTI e le start-up
del gruppo di controllo. Le start-up della CTI si distinguono per una quota maggiore di
capitale di rischio acquisito e un fabbisogno maggiore di capitale di rischio aggiuntivo, più
cooperazioni interuniversitarie e più brevetti. Tra le start-up della CTI, quelle nei settori
biotecnologie/farmacologia e tecnologie mediche/diagnostica sono sovrarappresentate.
Infine, le start-up della CTI ricevono molto più spesso anche premi per start-up.
xii / Sintesi




Valutazione degli altri strumenti di promozione per start-up
Tra gli altri strumenti di promozione, sono soprattutto apprezzati la piattaforma di
informazione startupticker.ch e i meriti di CTI Invest per lo sviluppo dell’ecosistema delle
start-up. I sussidi della CTI per gli eventi e le reti di contatto (Acceleration e Developing &
Networking Platform), così come quelli per le business angel platform sono meno
conosciuti e vengono valutati positivamente soprattutto dai beneficiari dei sussidi. Il resto
degli intervistati vi intravede soprattutto il rischio di elevati effetti di trascinamento.

Importanza dei corsi Entrepreneurship e dei progetti R&S
I corsi Entrepreneurship vengono considerati un elemento importante per la promozione
start-up. Specialmente per le scuole universitarie, sarebbe importante sensibilizzare i loro
membri e incoraggiarli a entrare nel mondo dell’imprenditoria così come trasmettere le
nozioni basilari per la costituzione di una start-up. I corsi Entrepreneurship e il coaching
CTI sono complementari fra loro. Per questo motivo, i moduli 1 e 2 (Business Ideas e
Business Concept) per il coaching CTI si sono rivelati un importante canale di accesso.
Inoltre, è aumentato il numero di fondatori di start-up nel coaching che hanno deciso di
frequentare anche i moduli avanzati 3 e 4 (Business Creation e Business Growth).

Dopo l’ammissione al coaching, la CTI negli anni passati, soprattutto dal 2009, ha
maggiormente assicurato alle sue start-up accesso alla promozione di progetti R&S,
ovvero è riuscita a coinvolgerle attivamente nei progetti R&S. Dal 2009 sono stati lanciati
ogni anno circa 40 nuovi progetti R&S: questo significa che negli ultimi anni quasi la metà
delle start-up della CTI era coinvolta in un progetto R&S e che, grazie ai fondi della CTI
destinati alle scuole universitarie, hanno potuto beneficiare del know-how in materia di
ricerca e sviluppo delle scuole universitarie. Poiché si tratta di cifre importanti – in media
circa 370 000 franchi – non sorprende che la promozione di progetti R&S venga
considerata il contributo più significativo alla promozione delle start-up da parte della CTI.
Non è possibile stabilire sulla base dei dati a nostra disposizione in quale misura e se le
start-up della CTI ottengono in questo caso un trattamento di favore rispetto alle start-up
esterne.


Input dallo studio comparativo internazionale

Non esiste un programma di coaching nazionale corrispondente al coaching CTI né in
Svezia né Finlandia, come neppure nei Paesi Bassi. Da un confronto della promozione
start-up della CTI (coaching CTI e altri strumenti di promozione) con le attività in questi
altri paesi, è emerso che quest’ultime hanno un approccio maggiormente decentralizzato,
promuovono e (co)finanziano numerose iniziative bottom-up, mentre qui incubatori e
acceleratori ricoprono un ruolo centrale. Per sviluppare ulteriormente la promozione start-
up della CTI, è dunque necessario esaminare in che cosa consiste lo specifico valore
aggiunto di un programma di coaching organizzato a livello nazionale. Occorre valutare
l’opzione di una maggiore promozione o di un maggiore cofinanziamento delle iniziative
bottom-up.
/ xiii




Efficacia della promozione start-up della CTI

Programma di coaching per start-up della CTI
Il coaching CTI si inserisce in uno scenario altamente dinamico, ricco di offerte (regionali,
cantonali, locali, pubbliche o private) e favorevole alle start-up. Queste offerte vengono
sfruttate sia da quelle start-up che non sono nel coaching CTI, sia da quelle della CTI. Per
questo motivo, sia dalle start-up della CTI che da quelle del gruppo di controllo nascono
numerose imprese solide che, tuttavia, generalmente dopo 6-10 anni sono ancora piccole.
Ovviamente, in entrambi i gruppi troviamo una minoranza di cosiddette «high potential
start-up» oppure «gazzelle».

I nostri risultati lasciano inoltre presupporre che un meccanismo di autoselezione funzioni
solo nella misura in cui sono le imprese che hanno idee commerciali difficili da realizzare
e/o necessitano di maggior tempo per svilupparsi e hanno un maggiore fabbisogno di
finanziamento, a essere più interessate al coaching CTI e, di conseguenza, a volervi
partecipare.

Sulla base di quanto esposto, si rende necessaria una profonda rielaborazione del
coaching CTI e del marchio CTI. Occorre definire meglio il gruppo target, capire in quale
misura ci si deve concentrare soprattutto sulle cosiddette «high potential start-up», e
migliorare il coordinamento con le offerte regionali, cantonali e locali che sono finanziate
pubblicamente. In qualità di agenzia nazionale la CTI – in futuro Innosuisse – ha un
importante ruolo da svolgere nel coordinamento: esiste da poco anche un obbligo giuridico
a riguardo. Sarebbe auspicabile anche avere una rete internazionale di contatti e una
posizione migliori, così come una spinta dinamica e un maggiore spirito imprenditoriale per
la CTI/Innosuisse.

CTI con la promozione start-up nel suo complesso
L’insieme delle offerte di promozione per start-up, che spaziano dai corsi Entrepreneurship,
al programma di coaching per start-up fino alla promozione di progetti R&S, viene
apprezzato e sfruttato dalle start-up.

Altri strumenti di promozione per start-up
Ad eccezione di startupticker.ch, indiscussa piattaforma di informazione, è necessario
riesaminare gli altri strumenti.


Raccomandazioni

La CTI, che grazie all’avvio nel 1996 del programma di coaching per start-up è stata
indubbiamente una delle prime istituzioni ad attivarsi in questo campo, può affermare di
aver dato importanti impulsi all’attuale trend di start-up in Svizzera. La CTI svolge un ruolo
sempre più importante nell’ecosistema svizzero delle start-up, soprattutto in qualità di
agenzia nazionale e per i contatti internazionali. Tuttavia, la promozione start-up della CTI,
e soprattutto il coaching, negli ultimi anni hanno complessivamente perso di significato.

Le seguenti raccomandazioni si basano sui risultati della presente analisi d’impatto sulla
promozione start-up della CTI, sugli input raccolti dal confronto internazionale e sulla
xiv / Sintesi




nostra valutazione complessiva. Facciamo inoltre riferimento alla base giuridica della
Confederazione per la promozione dell’innovazione e dell’imprenditorialità fondata sulla
scienza, ovvero alla legge federale sulla promozione della ricerca e dell’innovazione
(LPRI)1 e alla legge federale sull’Agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione
(Legge su Innosuisse, LASPI)2.

Le raccomandazioni sono pertanto da intendersi anche per la futura promozione start-up
da parte di Innosuisse, che rileverà le funzioni della CTI e sarà operativa a tutti gli effetti
dal 1° gennaio 2018.


Raccomandazione 1 – Attribuire maggiore importanza ai compiti nazionali e al
coordinamento: invitiamo Innosuisse ad attribuire in futuro maggiore importanza ai
compiti nazionali e a potenziare il coordinamento all’interno dell’ecosistema svizzero delle
start-up.

Giustificazione e spiegazioni: alla luce delle numerose offerte di promozione per start-up
regionali, cantonali e locali, sia pubbliche che private, Innosuisse può ulteriormente
migliorare il coordinamento delle offerte di promozione assieme agli altri responsabili.

Innosuisse deve chiarire con gli attori regionali più importanti quali sono i settori cui può
apportare il più alto valore aggiunto. Ovviamente, nel frattempo ci sono anche tanti
programmi di coaching a livello regionale e cantonale che offrono prestazioni di
promozione in parte complementari ma in parte anche simili a quello dell’agenzia nazionale
per la promozione dell’innovazione. In questo caso, non si tratta di per sé di eliminare tutti
i doppioni, quanto piuttosto di stabilire dove sono indicate più offerte o di colmare le lacune,
e di imparare gli uni dagli altri (good practice). In questo modo, Innosuisse assumerebbe il
suo nuovo ruolo di coordinamento secondo la LASPI, nel rispetto del principio di
sussidiarietà ed evitando, allo stesso tempo, effetti di trascinamento. In questo contesto
Innosuisse potrebbe influenzare miratamente lo sviluppo dell’offerta attraverso il
cofinanziamento delle offerte di promozione per start-up.

L’analisi d’impatto ha anche dimostrato che lo svolgimento di compiti nazionali come ad
esempio il finanziamento di una piattaforma di informazione nazionale, la promozione di
importanti eventi nazionali per start-up oppure lo sviluppo (congiunto) dell’ecosistema
svizzero delle start-up sono molto apprezzati. Questi compiti, che i promotori regionali,
cantonali o privati non si assumono, devono essere portati avanti da Innosuisse. Tra questi
figurano anche le reti di contatto e la posizione della Svizzera nel contesto dell’innovazione
fondata sulla scienza.

Sempre nel contesto dei suoi compiti nazionali, Innosuisse potrebbe impegnarsi a trovare
fondi di capitale di rischio ovvero creare condizioni quadro vantaggiose (soprattutto a livello
fiscale). Come è emerso dalla valutazione CTI Invest, negli ultimi anni l’offerta di capitale
di rischio per start-up è fortemente migliorata in Svizzera, tanto che il finanziamento delle


1   RS 420.1 del 14 dicembre 2012 (Stato 1° gennaio 2017).
2   RS 420.2 del 17 giugno 2016 (stato 1° gennaio 2017).
/ xv




prime fasi delle start-up adesso non è più considerato un problema (econcept/AIT 2015,
disponibile solo in tedesco e in inglese). Al contrario, nelle successive fasi di crescita delle
start-up sarebbe ancora difficile ottenere corrispondenti grosse somme di capitale di
rischio. Inoltre, ci sarebbero in Svizzera ancora troppi pochi fondi professionali di capitale
di rischio ovvero venture capitalist.

Rimane da chiarire in quale misura, tuttavia, sia opportuno inserire la promozione di
business angel club o anche eventi locali e parchi tecnologici alla voce dei compiti
nazionali, ovvero altri strumenti di promozione di Innosuisse. Solo i beneficiari hanno
espresso nel sondaggio un parere positivo su questi sussidi di promozione. La maggior
parte degli intervistati non era neppure a conoscenza di queste attività di promozione.

Nel contesto del rafforzamento dei compiti nazionali ci sembra altresì appropriato stabilire
se spetti a Innosuisse assicurare una certa copertura nazionale di base di offerte di
promozione.



Raccomandazione 2 – Riposizionare il coaching e definire meglio il gruppo target:
suggeriamo un riposizionamento del programma di coaching per start-up della CTI
all’interno dell’ecosistema svizzero delle start-up. In tale contesto, si dovrebbero definire
meglio anche il gruppo target e, fra l’altro, stabilire in quale misura si deve continuare a
promuovere principalmente «high potential start-up».

Giustificazione e spiegazioni: l’analisi d’impatto ha rivelato che le start-up della CTI si
distinguono per un elevato tasso di sopravvivenza e che registrano in media, dopo 6-
10 anni, sei posti di lavoro (equivalenti a tempo pieno). L’analisi d’impatto ha però anche
dimostrato che start-up simili, non promosse dalla CTI, crescono altrettanto bene. È inoltre
emerso dal confronto tra le start-up della CTI e quelle del gruppo di controllo che quelle
nei settori biotecnologie/farmacologia e tecnologia medica/diagnostica così come le «spin-
off» di scuole universitarie (in particolar modo dei politecnici federali di Zurigo e di Losanna)
sono in numero nettamente superiore. Inoltre, le start-up della CTI hanno in media un
fabbisogno decisamente maggiore di capitale di rischio rispetto a quelle del gruppo di
controllo.

Alla   luce   delle   considerazioni    che   precedono,     sembra     opportuno    esaminare
approfonditamente il programma di coaching per start-up della CTI e riposizionarlo. Questo
sottintende anche definire meglio il gruppo target del coaching CTI:

— concentrare l’attenzione sui punti di forza – definire meglio il gruppo target e
    restringerlo: per chi è particolarmente indicato il coaching CTI? Ovvero, per chi non
    esistono offerte simili? È composto in primo luogo da diplomati delle scuole
    universitarie con poche conoscenze in materia di start-up, settori con tempi di sviluppo
    più lunghi, maggiore fabbisogno di capitale di rischio o idee commerciali che richiedono
    un’intensa attività di ricerca? In questo modo è possibile ottenere una migliore
    differenziazione delle offerte cantonali e regionali;
xvi / Sintesi




— criteri di promozione realistici: secondo i criteri di promozione utilizzati finora, la CTI ha
     incentrato la sua promozione start-up sulle cosiddette «high-potential start-up». Questo
     era dovuto all’aspettativa secondo cui le start-up che si sono avvalse del coaching
     registrano dopo cinque anni un fatturato di 5 milioni di franchi. L’analisi d’impatto ha
     tuttavia dimostrato che soltanto il 10-15 per cento rispetta questo criterio. Occorre
     pertanto adeguare tale criterio di promozione alla situazione reale;

— coaching individuale e mirato: il programma di accompagnamento attuale, completo
     dalla A alla Z, potrebbe essere convertito in una forma di coaching più mirato nelle
     varie fasi di sviluppo delle start-up. Il nuovo disciplinamento legale prevede che le start-
     up, in futuro, possano scegliere autonomamente uno o più coach e rappresenta a
     riguardo una buona base. In questo modo, i fondatori di start-up potrebbero
     completamente gestire il coaching in base alle loro necessità. In conseguenza di ciò,
     occorre ripensare anche le strutture dei costi e tendenzialmente ridurre la portata di un
     «basis-coaching». Ulteriori prestazioni dovrebbero essere approvate da Innosuisse;

— rinunciare al marchio e rivalutare la coaching acceptance: si può rinunciare al marchio
     CTI Start-up e sponsorizzare piuttosto l’ammissione al coaching CTI in modo migliore.
     Start-up, coach e attori chiave sono concordi nel sostenere che il marchio abbia perso
     di significato. Il marchio non aiuterebbe a trovare investitori come previsto. Secondo le
     start-up, è più importante essere ammessi al coaching CTI. L’impressione che un
     «marchio statale» non sia necessariamente visto come un elemento interessante nella
     comunità degli imprenditori e degli investitori è emersa soprattutto dalle interviste. In
     questo contesto va segnalato in generale che la stessa Innosuisse dovrebbe avere più
     spirito imprenditoriale per contrastare nella comunità l’immagine di istituzione
     burocratica;

— maggiore sostegno per l’internazionalizzazione delle start-up: per la grande
     maggioranza delle start-up è importante esportare beni ovvero vendere all’estero.
     Tuttavia, questo risulta difficile specialmente per i mercati al di fuori dell’UE e richiede
     in parte un soggiorno in loco. Tale opportunità è offerta proprio dai programmi di
     internazionalizzazione, introdotti tra il 2011-2015, che la CTI ha sviluppato in
     collaborazione con la rete swissnex e che ora porta avanti. Questi programmi sono
     molto apprezzati dalle start-up. Dal momento che non sono offerti da promotori
     regionali, i programmi di internazionalizzazione dovranno essere continuati da
     Innosuisse.



Raccomandazione 3 – Definire meglio le interfacce della promozione di progetti R&S:
in linea di principio sembra appropriato che le start-up della CTI abbiano accesso anche
alla promozione di progetti R&S. Tuttavia, suggeriamo di creare per le start-up della CTI
una sottocategoria separata all’interno della promozione di progetti R&S.

Giustificazione e spiegazioni: i progetti R&S sono il principale programma di promozione
di CTI/Innosuisse che vincola oltre il 70 per cento del bilancio. In quanto tale, ha i suoi
/ xvii




criteri di promozione e di qualità che devono essere rispettati. Riteniamo che sia opportuno
definire meglio l’accesso delle start-up della CTI alla promozione di progetti R&S
attraverso, ad esempio, un’apposita sottocategoria per evitare che Innosuisse sia accusata
di parzialità nei confronti delle «sue start-up».
Parte successiva ... Annulla