"Stoc do" - "Sto qua" in terra Libera - Focolari Italia

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"Stoc do" - "Sto qua" in terra Libera - Focolari Italia
“Stoc do” –                    “Sto         qua”         in
terra Libera
Dal 2017 XFARM Agricoltura Prossima ospita nelle terre
confiscate alla mafia a San Vito dei Normanni (Puglia- Italia)
i campi di impegno e formazione promossi da Libera –
Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Tra i
partecipanti di quest’anno alcuni giovani del Movimento dei
Focolari

Li vedi maneggiare la terra rossa di Puglia, nel sud
dell’Italia, li osservi mentre la impastano con la paglia, li
guardi mentre plasmano questa materia per creare qualcosa di
ecologicamente sostenibile. E pensi che quanto stanno facendo
abbia anche la forza della metafora.

Hanno tra i 13 e 17 anni, si sono dati appuntamento a San Vito
dei Normanni, nel brindisino, per dare il loro contributo alla
rinascita di un bene confiscato ai clan. Per lo più sono figli
di questa terra baciata dal sole e, in questo periodo, invasa
dai turisti. Ma sono arrivati anche dal Piemonte e dalla
Lombardia dove magari c’è ancora chi pensa che le mafie siano
affare di quelli del sud dell’Italia. Loro no, sono scesi fin
qui nell’alto Salento per spendere in maniera diversa alcuni
giorni della loro vacanza e per dare un contributo al
cambiamento. Sono una ventina in tutto, con l’energia la
leggerezza e la voglia di divertirsi tipici della loro età,
vivono da protagonisti quattro giorni pensati per loro da
Libera e dal Movimento dei Focolari.

Per qualche ora al giorno lavorano nei campi delle cooperative
sociali che hanno avuto in gestione 50 ettari di uliveti e
altre strutture sottratte ai boss. E nel loro impegno genuino
leggi in controluce la voglia di sporcarsi le mani, di
rimboccarsi le maniche, di essere attivi portatori di novità
anche in una terra segnata dall’arroganza delle mafie. “Questa
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è terra nostra, restituita alla collettività”, sembrano dire
mentre lavorano argille, sabbia e limi per costruire strutture
in legno pensate per una società in cui tutto può essere
circolare. A far loro da guida, i giovani del laboratorio
urbano Ex Fadda e del progetto XFarm, un manipolo di
appassionati di economia civile, di cittadinanza attiva, e di
buone pratiche in agricoltura che dopo varie esperienze in
giro per il mondo si sono ritrovati qui, nella terra in cui un
tempo spadroneggiava la Sacra Corona Unita, per sperimentare
un nuovo modello di convivenza, per provare a realizzare il
sogno di comunità coinvolte attivamente nei processi
rigenerativi.

Gianni Bianco

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Corso online per Formatori:
“La dignità della persona,
per contrastare e prevenire
ogni tipo di abuso”
"Stoc do" - "Sto qua" in terra Libera - Focolari Italia
«Lo scandalo di pochi è la conseguenza della mediocrità di
molti». Giovedì 7 luglio il Centro Evangelii Gaudium di
Loppiano (Firenze) proporrà un corso online sulla necessità di
contrastare e prevenire ogni tipo di abuso. Uno spazio per
riflettere come popolo di Dio su una delle piaghe che
affliggono il corpo sociale ed ecclesiale.

L’iniziativa promossa dal Centro Evangelii Gaudium è stata
avviata un anno fa con riferimento in particolare ai
formatori. Viste le notevoli richieste provenienti da più
parti si è arrivati ora ad una seconda tappa.
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Tutti i soggetti del popolo di Dio potrebbero essere
interessati anche se ci si rivolge, principalmente – ma non
unicamente –, a quanti sono coinvolti nella formazione
permanente dei presbiteri e dei diaconi, dei religiosi e delle
consacrate, come anche dei fedeli laici.

Significative le tematiche proposte e qualificati i relatori
coinvolti dal responsabile del corso, prof. don Alessandro
Clemenzia, e dal moderatore prof. Stefano Lassi: suor Tosca
Ferrante, padre Amedeo Cencini, don Gottfried Ugolini, don
Marco Baleani, prof. Vincenzo Corrado.

L’obiettivo? Offrire uno spazio per riflettere come popolo di
Dio su una delle piaghe che affliggono il corpo sociale ed
ecclesiale: abusi di potere, di coscienza, di autorità che
lasciano aperte ferite dilanianti quanto le violenze sessuali.
Come non ricordare l‘appello di papa Francesco nell’Udienza
generale del 6 ottobre 2021:

«Sorelle e fratelli. Ieri la Conferenza episcopale e la
Conferenza dei religiosi e delle religiose francesi hanno
ricevuto il rapporto della Commissione indipendente sugli
abusi sessuali nella Chiesa, incaricata di valutare l’ampiezza
del fenomeno delle aggressioni e delle violenze sessuali
compiute sui minori dal 1950 in poi. Ne risultano, purtroppo,
numeri considerevoli.

Desidero esprimere alle vittime la mia tristezza e il mio
dolore per i traumi che hanno subito e la mia vergogna, la
nostra vergogna, la mia vergogna, per la troppo lunga
incapacità della Chiesa di metterle al centro delle sue
preoccupazioni, assicurando loro la mia preghiera. E prego e
preghiamo insieme tutti: “A te Signore la gloria, a noi la
vergogna”: questo è il momento della vergogna. Incoraggio i
vescovi e voi, cari fratelli che siete venuti qui a
condividere questo momento, incoraggio i vescovi e i superiori
religiosi a continuare a compiere tutti gli sforzi affinché
drammi simili non si ripetano. Esprimo ai sacerdoti di Francia
"Stoc do" - "Sto qua" in terra Libera - Focolari Italia
vicinanza e paterno sostegno davanti a questa prova, che è
dura ma è salutare, e invito i cattolici francesi ad assumere
le loro responsabilità per garantire che la Chiesa sia una
casa sicura per tutti. Grazie»[1].

Concluso facendo riferimento al discorso di Francesco ai
Membri della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori
del 29 aprile 2022. Vi ha affermato infatti che se non ci
dovessero essere progressi nella trasparenza e nella
responsabilizzazione «i fedeli continuerebbero a perdere
fiducia nei loro pastori, rendendo sempre più difficile
l’annuncio e la testimonianza del Vangelo».

L’azione di Francesco si pone in continuità con l’azione dei
precedessori[2]; ha istituito la Pontificia Commissione per la
tutela dei minori (22 marzo 2014) e per evitare che ci si
fermasse alla condanna, ha invitato a stare dalla parte delle
vittime e a sollecitato più volte a promuovere una cultura
della dignità della persona, coinvolgendo l’intera comunità
ecclesiale chiamata a conversione e a maggiore trasparenza.

don Emilio Rocchi

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[1]Cf. M. Uwineza, Una teologia della memoria in tempi di
abusi sessuali commessi dal clero, in “La Civiltà Cattolica”
2021 IV 169-179 | 4112 (16 ott/6 nov 2021). Si offre una
riflessione sull’appello del 6 ottobre 2021.

[2]Cf. A. Cencini, È cambiato qualcosa? La Chiesa dopo gli
scandali sessuali, Dehoniane, Bologna 2015.

CEG.2022_invito

https://www.sophiauniversity.org/it/centro-evangelii-gaudium/
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/ Corsi di formazione /
Estate 2022

Tutti gli Eventi

   Incontro Europeo per seminaristi, giovani impegnati
   nelle parrocchie e diocesi – 24/07/2022 – 30/07/2022 –
   Tutto il giorno
   Summer Campus 2022 | Udine | 24/31 luglio 2022 –
   24/07/2022 – 31/07/2022 – 0:00
   Corso di Formazione | Ragazzi | Larino (CB) 26/30 luglio
   2022 – 26/07/2022 – 30/07/2022 – 0:00
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L’aula e le Dolomiti | 1 / 7 agosto 2022 | Canal San
     Bovo (TN) – 01/08/2022 – 07/08/2022 – 0:00
     Cantiere UomoMondo | Tione (TN) 2 / 6 Agosto 2022 –
     02/08/2022 – 06/08/2022 – 0:00
     Forum 5: Impresa, Comunità, Beni comuni – Comunità di
     Primiero 5 agosto 2022 – 05/08/2022 – 20:30 – 22:00
     Esercizi spirituali a Loppiano – 23/08/2022 – 28/08/2022
     – Tutto il giorno
     “Che sapore ha la tua vita?” Weekend per giovani il
     26/28 agosto ad Assisi – 26/08/2022 – 28/08/2022 – Tutto
     il giorno
     Corso di Formazione | Ragazzi | Macerata 2/4 settembre
     2022 – 02/09/2022 – 04/09/2022 – 0:00
     Ad Assisi “The Economy of Francesco” – 22/09/2022 –
     24/09/2022 – Tutto il giorno
     Ad Assisi il side event “The Economy of Francesco 2022”
     – 23/09/2022 – 24/09/2022

Loppiano – Italia: al lavoro
insieme
Nuove generazioni, luoghi del vivere, sostenibilità: le tre
tematiche affrontate dai Consigli del Movimento dei Focolari
in Italia e a Loppiano dal 10 al 12 giugno. Ampio spazio al
benessere e alla tutela dei minori e al percorso sinodale.
"Stoc do" - "Sto qua" in terra Libera - Focolari Italia
Comincia dal Centro
                                     Internazionale studenti
                                     Giorgio     La    Pira
                                     l’appuntamento      del
                                     Consiglio del Movimento
                                     dei Focolari in Italia
                                     e   Albania    riunito
                                     insieme a quello della
                                     cittadella di Loppiano
                                     dal 10 al 12 Giugno
2022. Il Centro La Pira, un seme profetico di dialogo nato
negli anni ’70 per volontà del cardinal Benelli e da subito
supportato con dedizione e impegno dai Focolari a Firenze.
Oggi il Centro svolge un’azione di supporto con azioni
sociali, progetti ed attività formative che vanno
dall’insegnamento dell’italiano, alla formazione alla
cittadinanza, alla consulenza legale, all’ospitalità e vede
passare oltre mille studenti l’anno. Tra questi, anche chi
arriva grazie ai corridoi universitari per i rifugiati, come
Jaaz, dell’Afghanistan. Per lui il Centro La Pira è casa.
                                    Finite             le
                                      presentazioni, la ricca
                                      carrellata           di
                                      iniziative pre e post
                                      pandemia e un po’ di
                                       dialogo, arriva il
                                       momento di salutarsi.
                                       Marco Salvatori, primo
                                       oboe    del    maggio
                                       musicale Fiorentino, e
presidente della Fondazione Centro Internazionale studenti
Giorgio La Pira, ci lascia per dare il là al concerto. E il
gruppo del Consiglio, sulle note del dialogo interreligioso –
caratteristica preminente del Centro – , prosegue per le
colline di Incisa, direzione Loppiano.

E’ questa, infatti, la sede scelta per i lavori: Loppiano,
"Stoc do" - "Sto qua" in terra Libera - Focolari Italia
cittadella internazionale sì, ma italiana! Obiettivo del
lavoro comune: rinnovare collaborazione e sinergie alla luce
di tre piste principali: l’impegno con le nuove generazioni;
la vita delle comunità locali e la testimonianza della vita
evangelica; la sostenibilità di risorse umane e strutture. Tre
tematiche trasversali affrontate insieme nella giornata di
sabato 11, con momenti in plenaria, di gruppo e laboratori. Le
possibilità di potenziarsi sono molteplici (e basta scorrerne
solo alcune per rendersene conto: le attività estive dei
giovani in varie regioni italiane e le proposte della
cittadella, le attività di Sophia, Economy of Francesco che ha
la sua sede centrale proprio al Polo Lionello…) ma occorre uno
sguardo “sostenibile”, che tenga conto di risorse non
infinite, di scelte da fare insieme, di priorità.

                                      Si   concentra    sulla
                                      Tutela e il benessere
                                      dei     minori     il
                                      pomeriggio          dei
                                      Consigli,     con    la
                                      presenza di Orazio
                                      Moscatello, avvocato
                                      italiano e Viviana
                                      Colonnetti, psicologa
                                      argentina due membri
della Cobetu, la Commissione Centrale istituita dal Movimento
dei Focolari per la Promozione del Benessere e la Tutela dei
Minori. I due esperti hanno illustrato il percorso che ha
portato alla pubblicazione dell’inchiesta indipendente della
GCPS Consulting e le prime misure adottate dai Focolari in
risposta a tale indagine. Due ore serrate, su un argomento di
vivo interesse per tutti – erano video collegati anche i
referenti della tutela dei minori delle varie regioni italiane
– e che continuerà, per la coscienza condivisa della necessità
di essere costantemente formati e vigilanti su un tema così
delicato. Sarà previsto entro un anno un momento di formazione
a riguardo per tutti gli appartenenti al Movimento dei
"Stoc do" - "Sto qua" in terra Libera - Focolari Italia
Focolari nelle varie regioni italiane.

La domenica i lavori continuano distinti, e si cercano di
aprire alcune prospettive: l’esito del percorso sinodale che
ha visto impegnate nelle comunità dei Focolari migliaia di
persone per alcuni mesi – desiderio comune è il voler
continuare a camminare insieme, dialogando nel territorio,
guardando e rispondendo ai suoi bisogni, e sempre di più
insieme ad altri; i sogni dei giovani, lanciati in un percorso
di ricerca della vocazione civile, insieme a molte altre
entusiasmanti sfide. Appuntamento per tutti, ciascuno nella
propria diocesi, e per chi può, in piazza San Pietro il 25
giugno, per l’incontro mondiale delle Famiglie. Famiglia, la
parola ricorrente che ha legato i tre giorni e i 100
partecipanti e che rimane come punto fermo di questa nuova
pagina.

Maria Chiara De Lorenzo
Conclusa   la   Mariapoli                                  a
Mascalucia (Ct)
 Alla Mariapoli di Mascalucia (Catania), convegno estivo del
movimento dei Focolari, erano presenti 150 persone che hanno
vissuto momenti di riflessione, di svago e di fraternità

“Dall’IO al NOI, Verso la fraternità universale”: questo il
tema della Mariapoli vacanze che si è svolta dal 2 al 5 giugno
a Mascalucia, presso la sala dell’Istituto dei Padri
Passionisti.
Vi hanno partecipato circa 150 persone, provenienti da varie
città della Sicilia orientale: tra questi tantissimi i
giovani. Sono stati giorni vissuti in un clima di gioia, nello
spirito evangelico e nella fraternità. Il “ciak” è stato dato
con il video messaggio del vescovo di Acireale, monsignor
Antonino Raspanti, che ha auspicato un passaggio
«dall’individualismo esasperato, in cui l’IO sembra essere al
centro di tutto, ad un vero NOI. Siamo già, in qualche modo,
uniti l’uno all’altro, ma bisogna scoprire questa unione,
volere questa unione. Auguro a tutti voi di trovare vie
concrete, quotidiane, semplici, di vita comune attraverso cui
riscoprire l’“essere uno”». Anche l’arcivescovo di Catania,
monsignor Luigi Renna ha fatto arrivare un messaggio di saluto
e di sostegno.
Margaret Karram, presidente del Movimento dei Focolari ha
scritto ai partecipanti: «La Spiritualità dell’Unità – – ha
spiegato – ci conduce a scoprire l’immenso amore di Dio per
ciascuno di noi, per ogni prossimo e per tutto il creato, con
le sue bellezze e le sue ferite».
All’organizzazione della Mariapoli ha collaborato anche il
Santuario della Madonna di Valverde. Padre Nei Simon, degli
Agostiniani Scalzi, parroco del santuario, ha ripercorso così
i giorni vissuti: «La preparazione della Mariapoli è stata un
continuo “buttarsi”, fidandoci della Provvidenza, nelle tante
incertezze di questi ultimi mesi… Ma il risultato è stato una
vera “Città di Maria”, con la presenza di un folto gruppo di
giovani e bambini (circa un terzo dei partecipanti avevano
meno di 21 anni!). Ringraziamo Dio per averci chiamato a
vivere questa esperienza di unità».
                                      «Essere         sempre
                                      famiglia» è stato il
                                      filo conduttore dei
                                      giorni    che    hanno
                                      preceduto la Mariapoli,
                                      una delle prime che si
                                      sono svolte in Italia
                                      dopo la pandemia. Il
                                    programma, leggero e
giovane, si è snodato attraverso vari momenti: pochi nella
sala convegni e tanti a contatto con la natura, con le
passeggiate ai piedi del vulcano, con giochi per tutti che
hanno facilitato le relazioni e la nascita di nuovi rapporti
autentici e profondi, il senso di condivisione e di comunione.
I     momenti       di
riflessione,     molto
partecipati, sono stati
scanditi da alcune
relazioni            ed
esperienze. Una delle
riflessioni proposte ha
trattato il tema del
“rispetto del Creato” e
del pianeta, casa comune di tutti noi. Partendo dall’enciclica
“Laudato si’” è stata sottolineata la centralità dell’uomo che
in quanto fulcro della creazione deve rispettare ed avere cura
di sé stesso, dei fratelli e di tutto quello che Dio ha messo
a disposizione. L’ambiente si rispetta se l’uomo riconosce che
tutto è in DONO.
La Mariapoli ha dato a tutti slancio rinnovato nel vivere il
vangelo in pienezza.
Il Movimento dei Focolari è presente in Sicilia fin dagli anni
50. Graziella De Luca, una delle prime compagne della
fondatrice Chiara Lubich, arrivò a Siracusa nel giorno
dell’Epifania 1950. Provengono dalla Sicilia alcuni focolarini
che furono tra i primi collaboratori di Chiara Lubich,
fondatrice del Movimento dei Focolari. Tra questi anche
Giuseppe Maria Zanghì, sacerdote e teologo, Angelino Rodante,
a lungo responsabile in Brasile, Nuzzo Maria Grimaldi, che ha
operato a Loppiano, Sergio Infantino, Agata Tranchina e altri.
A Siracusa, sorse il terzo focolare, dopo quelli di Trento e
di Roma.
Oggi il Movimento dei Focolari, presente in moltissime città,
è composto da una numerosa comunità che vede la presenza di
giovani, bambini, ragazzi, famiglie, sacerdoti, religiose e
religiosi.

Info
Loredana De Francesco: 3737165495
Salvo Licari: 3481432053
Aldo Urrata: 3296234733
mail: focfcatania@gmail.com, focctm@iol.it

Fraternità ed Economia: una
sfida possibile

                    RIVEDI L’EVENTO

       Generare valore con l’Economia Civile e di Comunione

Un evento dal titolo provocatorio quello promosso dal COMUNE
DI BRA e organizzato da AIPEC – Associazione Italiana
Imprenditori per un’Economia di Comunione – che si è tenuto
sabato 28 maggio a Bra, presso il Centro Polifunzionale G.
Arpino.

Come si conciliano, soprattutto oggi, Fraternitàed Economia?

Foto dal sito www.aipec.it

Per scoprirlo siamo stati aiutati da Leonardo Becchetti,
Professore Ordinario di Economia Politica Università Tor
Vergata, Roma, fondatore di NEXT, Nuova Economia per tutti,
direttore del FESTIVAL dell’ECONOMIA CIVILE di Firenze, che si
svolgerà a Firenze dal 16 al 18 settembre 2022 e da Luigino
Bruni, Economista e storico del pensiero economico, Ordinario
di Economia Politica alla LUMSA ,promotore e cofondatore
insieme a Stefano Zamagni della SEC, Scuola di Economia
Civile, già coordinatore internazionale del progetto Economia
di Comunione, responsabile scientifico di EoF, Economy of
Francesco, che si svolgerà ad Assisi dal 22 al 24 settembre
2022.

Ma il focus dell’evento sono state soprattutto le “storie” di
un gruppo di imprenditori AIPEC impegnati a vivere e portare
“la cultura del dare” nella reciprocità nell’impresa, tra le
imprese, nella comunità per rendere la fraternità in economia
una sfida possibile.
A coordinare il tutto e  ̀ stata chiamata Eugenia Scotti,
giornalista, conduttrice ed autrice di TV2000.

              Un’occasione per ricordare il 20°
 anniversario del conferimento della cittadinanza onoraria a
Bra, Marene e Torino a Chiara Lubich Fondatrice del Movimento
  dei Focolari ed ispiratrice del progetto dell’Economia di
                          Comunione.

                          SITO AIPEC

https://www.ideawebtv.it/2022/05/16/fraternita-ed-economia-una
        -sfida-possibile-a-bra-un-convegno-con-aipec/

A Catania il cantiere “Hombre
Mundo”   dei   Ragazzi    per
l’Unità
A Catania 60 ragazzi di varie città siciliane si sono
incontrati per vivere un’esperienza di fraternità e donazione.
L’iniziativa è stata promossa dal Movimento dei Focolari.

Dal 23 al 25 aprile si è svolto a Catania il “Cantiere Hombre
Mundo”, “cantiere operativo” dei Ragazzi per l’unità della
Sicilia, movimento giovanile aderente al Movimento dei
Focolari. I “Ragazzi per l’unità” hanno come obiettivo la
costruzione di un mondo unito, di pace e di amore, al di là
delle barriere dei popoli.
Circa 60 giovani, dai 13 ai 17 anni, provenienti da diverse
città, hanno dato vita (per la prima volta in presenza dopo
due anni di assenza) ad una serie di attività:
approfondimenti, solidarietà, musica, passeggiate, sport,
laboratori e festa: un appuntamento rivolto ai loro coetanei e
tre giorni vissuti insieme all’insegna della Regola d’Oro:
«Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te».

«Il Cantiere Hombre Mundo si è svolto nel cuore di Catania,
nell’”Istituto Pio IX” (via Montevergine) – racconta Chiara
Cartaregia – I giovani hanno dato vita a giochi di squadra,
partite con la palla, workshop musicali, momenti di incontro e
di condivisione: tutto per creare nuovi rapporti e scoprire
che “la Rete d’amore ti intrappola e non ti lascia più” e che
“dare è ricevere e insieme si è più forti”.
Il Cantiere Hombre Mundo ha preso il via con il gioco “La
dinamica delle forme”: ognuno ha ricevuto una forma di
cartoncino colorato (nuvola, fiore, farfalla, sole, goccia
d’acqua, stella) e una lista di domande originali che durante
vari turni i ragazzi si sono posti a vicenda. Poi un video,
che ha collegato idealmente i ragazzi ai loro coetanei in
tutto il mondo, con una raccolta di esperienze vissute durante
la pandemia ed un momento di incontro con un’esperta psicologa
sull’uso dei nuovi media. La prima giornata si è conclusa con
una passeggiata “Catania by Night” e gelato nel fantastico
centro storico della città etnea.

Nella seconda giornata il motto era “ORA tocca a noi!” ed è
stata contrassegnata da varie attività solidali: plogging nel
centro storico, cucina “cotto e donato” (preparazione della
cena per i senzatetto di una casa di accoglienza),
realizzazione del fondale della sala “INSIEME PR LA PACE”,
animazione per bambini, ragazzi e mamme dell’Istituto San
Giuseppe. Altro momento saliente, l’incontro una famiglia di
focolarini siciliani, Paolo, Eloisa ed i loro figli. A fine
giornata, una festa-spettacolo con sketch, monologhi ed
esibizioni musicali, preparati dagli stessi ragazzi.
Nell’ultima giornata, i
                                       ragazzi hanno avuto
                                       alcuni approfondimenti
                                       sull’arte di amare,
                                       l’autoconsapevolezza e
                                       il dialogo. Una ragazza
                                       ha commentato: «In
                                       questi    giorni,    un
                                       semplice    gioco    di
                                       conoscenza ci ha fatto
                                       conoscere nuove persone
                                       molto simpatiche. Ci
siamo conosciuti sempre di più e abbiamo creato un gruppo
fantastico. Quando è arrivato il momento di salutarci, mi sono
commossa insieme agli altri. Ci rincontreremo e sarà una
gioia». Una mamma ha commentato: «Queste esperienze, oltre ad
essere momenti di divertimento, sono anche e soprattutto di
crescita perché     stando   insieme     si   confrontano   e   si
migliorano».

«Sono stati tre giorni importanti per i ragazzi – spiega Betty
Lussu – felici di ritrovarsi dopo la pandemia e di vivere
un’esperienza di donazione e di amore»

Palermo: presentato il volume
“Oltre il ‘900”.
Il 26 aprile 2022 si è tenuto a Palermo il convegno “Il ‘900 e
il cambiamento d’epoca”, in occasione della prima
presentazione nazionale del libro “Oltre il 900 – Chiara
Lubich e la storia, la letteratura e la società del nostro
tempo – Il contributo del carisma dell’unità di Chiara
Lubich”.

Il volume è stato curato da Lucia Abignente e Donato Falmi ed
è il risultato di due giornate di studio (18 e 19 febbraio
2021) che si sono svolte presso la Biblioteca Nazionale
Centrale di Roma, dedicate alla figura della fondatrice del
Movimento dei Focolari.

Al convegno, promosso dalla Facoltà teologica di Palermo e
dalla comunità dei Focolari del capoluogo siciliano, hanno
dato il loro contributo i relatori: il Prof. Fabio Ciardi,
omi, teologo, il Prof. Pietro Cavaleri, psicologo e
psicoterapeuta, la Prof.ssa Anna Pia Viola, teologa e
filosofa. Ha moderato la dott.ssa Lilli Genco, giornalista.
Presenti il Preside della Pontificia Facoltà teologica di
Sicilia, il Prof. Rosario Pistone OP, la curatrice del libro
Lucia Abignente e João Manuel Motta del Centro Chiara Lubich.

Fabio Ciardi, apprezzando il metodo seguito dai curatori del
libro che ne facilita la lettura e l’approccio, ha messo in
luce come la figura di Chiara Lubich sia stata centrale nella
storia del ‘900, periodo nel quale i molti movimenti che
nascevano nella chiesa erano guidati soprattutto da uomini. La
sua azione è stata in favore non soltanto del “laico” nella
Chiesa, ma della donna stessa. Senza rivendicazioni femministe
ma soltanto con la sua presenza e la sua testimonianza Chiara
ha mostrato il posto della donna nella Chiesa. La parabola di
Chiara Lubich sarebbe incomprensibile al di fuori del suo
contesto storico-ecclesiale e non è difficile rintracciare
l’apporto che ella ha saputo dare a sua volta al grande
“movimento” di pensiero e di prassi del XX secolo.

Pietro Cavaleri, ripercorrendo la traccia della lectio tenuta
da Chiara Lubich a Malta in occasione dell’assegnazione del
dottorato Honoris Causa in Psicologia, ha delineato il
significato psicologico del paradigma relazionale che emerge
dalla spiritualità dell’unità, soffermandosi in particolare
sul concetto di reciprocità comunionale, comunione che è
l’espressione massima della relazionalità umana. Non basta
solo il riconoscimento dell’altro, ma è necessario fare
l’esperienza del dono di sé all’altro, del riconoscimento
pieno di lui e della sua differenza. Verso questa direzione,
indicata da Chiara Lubich, già diversi filoni di ricerca si
stanno orientando, confermando in tal modo quanto possa
rivelarsi costruttivo il dialogo fra il sapere della fede e
quello laico della psicologia.

Anna Pia Viola ha sottolineato il ruolo delle donne nella
storia del ‘900, del loro rapporto con Dio attraverso la
testimonianza di due importanti figure femminili come Simone
Weil ed Virginia Woolf e come l’incontro di grandi personalità
con la Parola abbia cambiato loro la vita. La Parola dunque
non soltanto come segno grafico ma come evento creativo. Il
carisma dell’Unità inizia dal contesto storico del ‘900 e
dunque dalle bombe della Seconda guerra mondiale e la risposta
di Chiara Lubich alla guerra è la risposta che poteva dare una
donna. Ella non si è posta confini, è andata ‘oltre’.
Continua così il dialogo tra la città di Palermo e il carisma
della fondatrice dei Focolari, che nel 1998 ne ricevette la
cittadinanza onoraria, evento ricordato vent’anni dopo, nel
2018, dalla comunità e dalle istituzioni civili e religiose
tramite una serie di iniziative che avevano costellato una
settimana dedicata a riscoprire il contributo alla fraternità
dei Focolari nella città. L’Arcivescovo di Palermo, Mons.
Corrado Lorefice, aveva augurato di procedere in questo
cammino verso una meta «indicata profeticamente allora da
Chiara Lubich: che Palermo possa divenire una città sul monte
a cui guardare per la realizzazione del disegno di Dio sulla
comunità degli uomini». Significativa quindi la scelta di
presentare come prima nazionale questo ricco volume proprio
nella città che esprime una profonda sintonia con i valori
contenuti nel carisma di Chiara Lubich, città dell’accoglienza
e dei diritti, con i valori della fraternità e della continua
ricerca del dialogo.

Il volume, nato dal Convegno che ha concluso l’anno centenario
della nascita di Chiara Lubich, porta avanti una riflessione
che si andrà sempre più arricchendo e approfondendo,
riflessione che continuerà nelle prossime presentazioni in
programma in altre città d’Italia.

                                              Patrizia Mazzola

Una  scuola   per  generare
comunità vive nell’amore
Oltre 1000 i partecipanti italiani alla proposta di formazione
per i coordinatori delle comunità del Movimento dei Focolari
nel mondo, per abbracciare i tanti dolori della nostra umanità
ferita.

Azioni sociali che risollevano la dignità umana ferita, la
cura per l’ambiente nostra casa comune, il lavoro vissuto come
servizio ai fratelli, la misericordia che si vive nelle nostre
famiglie, la malattia offerta e la preghiera che accompagna e
consola: sono alcune tra le molteplici sfumature delle
esperienze condivise dalle comunità, all’insegna di una vita
radicata nel Vangelo, che non nasconde le tante difficoltà e i
limiti del cammino, ma che è alla ricerca di sempre nuovi
slanci e ripartenze. La scuola internazionale del 7-10 aprile
è stata uno di questi. Prossimo appuntamento per l’Italia: 1 e
2 ottobre.
Col titolo “Uscire per
                                      farsi prossimi: le
                                      comunità glocali sulle
                                      orme       di     Gesù
                                      abbandonato”, il corso
                                      ha       visto       un
                                      collegamento mondiale
                                      quotidiano nella fascia
                                      oraria centrale (ore
                                      12-14)    per    poter
                                      abbracciare tutti i
                                      fusi orari, mentre il
                                      resto del programma era
                                      gestito localmente, in
                                      gruppi più o meno
                                 numerosi,   con  uno
scambio di esperienze ed esigenze, lavori di gruppo e
approfondimenti. Rappresentanti delle comunità di intere
regioni si sono trovati il 9 e 10 aprile in presenza in
Piemonte (Centro Mariapoli di Bra), Lombardia (Centro
Mariapoli di Frontignano), Campania (Torre Annunziata),
Toscana (Loppiano), Sardegna (Torre Grande in provincia di
Oristano), Puglia e molti altri in altre città oppure online:
la gioia di ritrovarsi, per alcuni dopo tanto tempo, è stata
il primo segno visibile di essere parte di un’unica famiglia
di dimensioni mondiali, che dà testimonianza di una fruttuosa
convivenza tra tutti, comprese le nuove generazioni.
Uno degli obiettivi
                                       della    scuola     era
                                       avviare una riflessione
                                       sulla funzione oggi di
                                       “luoghi” visibili come
                                       possono    essere    le
                                       comunità, di fronte
                                       alle sfide del dopo
                                       pandemia,           dei
                                       cambiamenti climatici,
                                       di tante crisi che
investono la chiesa, la famiglia, la società, e con la
necessità di uscire dagli schemi che negli anni ciascuno possa
essersi costruito. Il cammino sinodale della Chiesa tutta ci
interroga e ci aiuta in questo discernimento.

“Se potessi dirvi due parole su cui fondare la vita delle
vostre comunità locali – ha esordito Margaret Karram,
presidente dei Focolari, in apertura dell’incontro –       vi
direi: ‘testimonianza ed evangelizzazione’. Queste due azioni
dovrebbero essere sempre più il nostro distintivo; dovrebbero
essere le “fondamenta” su cui fondare una vera comunità; ciò
che la distingue da un qualsiasi gruppo o aggregazione di
persone”. La comunità locale è anche lo spazio più adatto per
vivere la cultura della prossimità, avvicinare le persone che
soffrono e individuare i loro bisogni reali, luogo di
accoglienza di persone di altre culture dando un esempio vivo
di fratellanza universale. Infatti, continua Margaret, “più
nella comunità circola l’amore scambievole, più ciascuno sente
crescere dentro di sé l’energia per fare scelte coraggiose e
generose.
                                               Aumenta
                                                     così
                                                        la
                                                         fantasia
                                                                dell’amore
                                       ci si inventa nuove
                                       modalità di aiuto,
                                       collaborazione”;
                                       “mantenere             viva       e
                                       costante questa qualità
                                       dell’amore non è sempre
                                       facile, è una sfida di
                                       ogni giorno, occorre
saper sempre “ricominciare” per far propri, in profondità, i
sentimenti di Gesù, il suo pensiero, la sua fede e fiducia, il
suo sguardo d’amore verso ogni fratello”.

 A Jesús Morán, copresidente del Movimento, il compito di
introdurre al tema della “leadership di comunione”:       “Ben
venga questo nuovo tipo di leadership. Ne abbiamo bisogno. Con
le nostre categorie, diremmo che il mondo e le nostre comunità
necessitano oggi di leader di comunione, e cioè, persone
decise e convinte, certamente, anche energiche, ma capaci di
privilegiare il “noi” al di sopra del puro “io” […]”E
descrivendo le caratteristiche di un leader in questa nuova
visione: “ è un facilitatore di Gesù in mezzo; è il primo ad
amare, si prende a carico il dolore altrui […] cerca sempre la
verità e per questo rompe al suo sorgere la dinamica maliziosa
del chiacchiericcio […] sa farsi trovare, la disponibilità è
quindi un tratto del suo carattere. L’umiltà lo muove,
l’autocritica lo fa crescere“.

Per l’Italia – insieme a un gruppo dall’Albania – il programma
proseguirà l’1 e 2 ottobre con un approfondimento proprio sul
tema della leadership, che si vuole sempre più “dialogica” e
“di comunione”. Lavorare su questo potrà aiutarci nella
gestione dei conflitti e delle polarizzazioni, nella
progettualità della comunità attraverso il discernimento
comunitario, nel lavoro in sinergia. Ripartenza, dunque, dopo
due giorni intensi che, a detta dei partecipanti, “hanno
suscitato meraviglia nel vedere come il Vangelo ha Parole che
sono uniche e rivoluzionarie, le sole capaci di ‘far rifiorire
il deserto’”.

La nascita di Run4unity
La nascita di Run4unity raccontata da Agostino Spolti, uno dei
protagonisti della prima ora che con Chiara Lubich ha avviato
questa manifestazione che dal 2005 coinvolge ogni anno
migliaia di ragazzi in tutto il mondo. Anche quest’anno si
svolgerà il 8 maggio in diverse città di tutto il mondo ed
anche in tante località italiane. Per maggior informazioni:
https://www.focolaritalia.it/events/run4unity-2022-8-maggio/

Vacanze in Mariapoli
Anche quest’anno riproponiamo la possibilità di
trascorrere alcuni giorni di riposo presso i nostri
Centri Mariapoli di Castel Gandolfo e Cadine
(Trento) e nella Cittadella di Loppiano, per godere,
oltre alle bellezze naturali e artistiche offerte
dai territori circostanti, anche di un’esperienza di
condivisione!
#OnePeopleOnePlanet:      22
aprile Giornata della Terra
La maratona multimediale è stata trasmessa                  in   live
streaming,   si   può   rivedere qui sotto                   e    sul
sito www.vaticannews.va/it/

Earth Day Italia e Movimento dei Focolari presentano la terza
edizione di #OnePeopleOnePlanet, la maratona multimediale di
14 ore il prossimo 22 aprile. Un grande evento, una grande
festa mondiale, che dalla Nuvola di Fuksas di Roma lancerà al
mondo un forte messaggio di speranza e una importante chiamata
all’azione per la tutela del Pianeta. Al centro ancora una
volta i giovani, veri protagonisti della grande questione
ambientale.

  UNA MARATONA MULTIMEDIALE PER CELEBRARE L’EARTH DAY DELLE NAZIONI
                                UNITE

                       IN PARTNERSHIP CON RAI

L’Earth Day (Giornata della Terra) è la più grande
manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui
tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra
e promuoverne la salvaguardia. La Giornata della Terra,
momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord
Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald
Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in
ben 192 paesi del mondo. Nel corso degli anni la
partecipazione internazionale all’Earth Day è cresciuta
superando oltre il miliardo di persone in tutto il mondo: è
l’affermazione della “Green Generation”, che guarda ad un
futuro libero dall’energia da combustibili fossili, in favore
di fonti rinnovabili, alla responsabilizzazione individuale
verso un consumo sostenibile, allo sviluppo di una green
economy e a un sistema educativo ispirato alle tematiche
ambientali. (dal sito www.earthdayitalia.org)

Fari di pace: Genova, 2
aprile, marcia per la pace e
contro le armi
L’appuntamento della marcia è per il 2 aprile 2022 alle ore
15.00, Piazza San Lorenzo. Essa è promossa da Pax Christi
Italia con un largo fronte di associazioni ecclesiali e laiche
(in calce), in collaborazione con l’Arcidiocesi di Genova e la
Diocesi di Savona-Noli.

PROGRAMMA

     Intervento dei Vescovi di Genova e Savona monss. Marco
     Tasca e Calogero Marino
     Consegna e firma della bandiera della Pace
     Testimonianza del Collettivo Autonomo Lavoratori
     Portuali
     Interventi di Pax Christi, Weapon Watch, Economia
     Disarmata
     Corteo fino al Porto Antico con le bandiere della pace
     Consegna delle richieste all’Autorità Portuale:
     trasparenza sui carichi e divieto di transito alle “navi
     della morte”

Leggi articolo su Città Nuova

Leggi sul sito della Liguria

Alle ore 11 si terrà una riflessione sulla conversione
ecologica integrale a cura di Città Nuova – Genova, Cappella
Grimaldi – Santa Maria di Castello.
L’APPELLO

Appello a tutte le persone che vogliono davvero la pace.

Troviamoci in Piazza San Lorenzo a Genova sabato 2 aprile alle
15.00. Getteremo “fari di pace” sul traffico di armi in cui
siamo coinvolti, che nutre e prepara le guerre attorno a noi,
sempre più vicine. Consegneremo richieste forti all’Autorità
Portuale di Genova. C’è qualcosa di concreto che possiamo fare
per fermare le prossime guerre, senza arrivare sempre “dopo”,
quando è facile dirsi tutti “pacifisti” e sembra che la
solidarietà sia l’unica risposta che possiamo offrire.
Partiremo da Genova chiedendo a tutte le città portuali del
nostro Paese di replicare la mobilitazione accendendo “fari di
pace”. Basta armi che transitano dai nostri porti. Nessuna
guerra non può alimentarsi della nostra complicità o
indifferenza.

COME ARRIVIAMO QUI

Tre anni fa i camalli del CALP e della Compagnia Unica
bloccavano armamenti destinati all’Arabia Saudita ma
presentati come “attrezzature civili”, diventando così essi
stessi “fari di pace” che rompono le tenebre di commerci
illegali di cui non vogliono essere complici.

Un anno fa i portuali di Ravenna e di Livorno hanno dichiarato
sciopero contro i container di esplosivi destinati a Israele,
mentre Gaza veniva bombardata.

Pochi giorni fa i lavoratori dell’aeroporto di Pisa si sono
rifiutati di lavorare al carico di “aiuti umanitari” destinati
all’Ucraina sotto cui si celavano armi e munizioni.

Ucraina, Libia, Siria, Afghanistan, Israele… non vi è stato
grave conflitto armato recente in cui non vi sia stato il
coinvolgimento o il sostegno del governo italiano o di aziende
operanti in Italia. E così nelle repressioni delle proteste
popolari da parte di regimi autoritari in Egitto, in
Kazakistan, in Myanmar, e perfino nella continua mattanza di
civili in Messico.

Da decenni, in nessun conflitto armato vi è stato un
vincitore, vi sono stati invece innumerevoli vittime e
conseguenti ininterrotti flussi di migranti disperati, a cui
l’Italia e l’Europa hanno risposto con la chiusura delle
frontiere.

DAVVERO LA GUERRA INIZIA QUI?

Armi   da   montare.   Carri   armati.   Sistemi   di   puntamento.
Proiettili. Sono solo alcuni dei carichi che transitano
abitualmente dal porto di Genova – destinati a paesi in
conflitto, a maciullare uomini, donne e bambini – e che negli
anni i portuali attivi nel CALP hanno visto con i loro occhi.
Molto di più è quello che non viene dichiarato, in violazione
delle leggi, che non viene più caricato/scaricato per evitare
scioperi e proteste, ma transita ugualmente.

Il fiorente mercato della guerra inizia e passa anche qui da
Genova, dove oggi siamo tutti in apprensione e disponibili ad
accogliere i profughi ucraini, sentendoci emotivamente scossi
da una guerra sul suolo europeo. Ma è l’ennesima ondata di
profughi da tutto il mondo che in questi anni ci hanno
chiamati in causa.

La guerra la prepariamo sempre noi: le nostre aziende che
fanno ricerca e sviluppo di sistemi militari, le nostre banche
che consentono le transazioni e il commercio di armi, una
mancata nostra transizione ecologica che ci renda indipendenti
da fonti energetiche estere e relativi regimi. Chiediamo con
forza che l’Autorità Portuale di Genova nel rispetto della
legge 185/90 chieda la rivelazione del carico alle navi che
transitano da Genova, e rifiuti l’ingresso in porto alle navi
della morte. Le guerre in tutto il mondo non siano portate
avanti grazie a noi, al nostro sistema produttivo-logistico, o
anche solo al nostro silenzio indifferente o ignorante.

MA TUTTO QUESTO E’ LEGALE?

In questi anni tante forze civili non hanno cessato di portare
in piazza e in politica lo slogan «Porti aperti ai migranti e
chiusi ai traffici di armi». Di chiedere realmente un’altra
umanità possibile. Tuttavia la politica – tanto in Italia
quanto nei paesi dell’alleanza atlantica in cui l’Italia si
trova inserita – non ha saputo né voluto dare risposta e la
corsa agli armamenti è continuata. Ora la guerra si sta
avvicinando sempre più, e cala la paura anche su chi si
credeva al sicuro.

La legge “185/90”, che regola l’export militare, esiste da 30
anni: prevede che le aziende produttrici di armamenti chiedano
al governo le autorizzazioni ad esportare e vieta di fornire
armi a Paesi in conflitto armato o che violano i diritti
umani, in contrasto con l’articolo 11 della Costituzione in
cui si afferma che l’Italia ripudia la guerra come strumento
di offesa alla libertà degli altri popoli. Questa legge
continua ad essere disattesa. Nel 2020 l’Italia è salita al 7°
posto tra i paesi esportatori di armi. Destinatari delle armi
italiane sono soprattutto i paesi del Nordafrica e del Golfo
persico, monarchie assolute e regimi illiberali che non
garantiscono libertà di opinione e diritti umani.

In nome della libertà di mercato, l’industria delle armi non
vuole limitazioni o controlli, tanto meno che siano divulgate
informazione sui suoi affari. Nel nostro porto transitano navi
a cui non viene chiesto cosa trasportino, e si viene a sapere
solo grazie a coraggiosi lavoratori che sono spesso cariche di
armi dirette a paesi in guerra. A maggio 2019, grazie alla
mobilitazione della rete Genova Aperta alla Pace, a Genova il
Consiglio comunale e il Consiglio regionale hanno approvato
all’unanimità la “mozione di Assisi” per chiedere al
Parlamento e al Governo di vietare vendita e transito di armi
destinate al conflitto in Yemen. Un impegno comune è
possibile, è necessario.

E se vogliamo la pace, è ora di dire basta. La legge va
rispettata. La guerra va fermata dove nasce, dove diventa
business: nei luoghi della produzione e della distribuzione di
armi.

PROMUOVONO:

Pax Christi Italia

C.A.L.P.

Tavolo Giustizia e Solidarietà coordinato da Caritas Genova

Ora in silenzio contro la guerra

The Weapon Watch

AGESCI Liguria

ARCI Genova

ACLI Liguria

CVX – Genova

Centro Banchi
La Piuma Onlus

Comunità San Benedetto al porto

Libera Liguria

Genova Aperta alla Pace

ANPI Genova

Federazione Italiana Associazioni Partigiani Emergency Genova

Economia disarmata

Redazione Contropiano

Le veglie contro le morti in mare Associazione Papa Giovanni
XXIII

Genova Che osa

Società missioni africane

Soci e socie di Banca Etica (Genova e La Spezia) Centro
Italiano Femminile

Circolo Nuova Ecologia Genova

Unione democratica arabo palestinese

Music for Peace

Legambiente

CONTATTI e Adesioni

info@weaponwatch.it
Margaret Karram: da Firenze
una risposta al grido di
pace.
Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari, ha
aperto il 12 marzo 2022, a Firenze, nel Salone dei 500 a
Palazzo Vecchio, la seconda sessione del Convegno “Il Concilio
Vaticano II e il carisma dell’Unità di Chiara Lubich”. Proprio
in questo luogo, Chiara Lubich ha ricevuto la cittadinanza
onoraria della città di Firenze il 16 settembre 2000.

Nel contesto tragico e angoscioso nel quale ci troviamo, le
parole di Margaret Karram sono risuonate potenti             e
autorevoli, e hanno espresso la determinazione nel voler
perseguire a tutti i costi nella via della pace, proprio nella
città d’adozione di Giorgio La Pira, ricordato come un grande
artefice del convivere pacifico degli uomini, propugnatore di
iniziative straordinarie per la pace e la comprensione fra i
popoli.

La storia della Karram è quella di una ragazza che ha vissuto
sulla propria pelle le contraddizioni di una terra lacerata
dall’odio,   come lei stessa racconta nel suo discorso di
apertura del Convegno: «Sono nata in Terra Santa, una terra
patria di popoli diversi e dilaniata da odio e violenza
secolari. In quel contesto ho scoperto che il Vangelo poteva
essere non solo letto o meditato, ma addirittura ‘vissuto’
nelle circostanze di ogni giorno. Capii che quelle di Gesù
erano parole che, se vissute, avrebbero potuto cambiare il
corso della storia; parole come amare il prossimo e
addirittura i propri nemici. Ho vibrato a un tale invito
perché era realizzare il sogno della mia vita: quello di
seguire Gesù e rispondere ai suoi appelli all’amore verso ogni
donna e uomo di questo mondo».
Come non impegnarsi fino in fondo per la pace, per l’unità tra
i popoli? È questo l’invito che rivolge ai partecipanti al
Congresso e alle migliaia di persone collegate via streaming:

«Auguro che questo Convegno sia fecondo, che gli importanti
contributi che si susseguono e la partecipazione attiva e
convinta di studiosi, professionisti, giovani e persone
impegnate sul fronte dei valori, concorrano ad alimentare la
cultura della fraternità, ad aprire e sostenere percorsi
efficaci per tessere ovunque e ad ogni livello relazioni di
pace. Quella pace, oggi più che mai minacciata, che è il bene
più prezioso di cui l’umanità ha bisogno. Le insidie non
mancano. Vorrei assicurare perciò il mio impegno in prima
persona, insieme a quello del Movimento dei Focolari sparso
nel mondo, perché il Carisma dell’unità, profondamente
innestato nel cammino della Chiesa, possa sempre più incidere
nella nostra vita e trasformarla in risposta al grido di
singoli e popoli del nostro tempo».

                                              Patrizia Mazzola

Firenze 12 Marzo 2022

Veglia di preghiera per la
pace a Lamezia Terme
Lamezia Terme. Domenica 6 marzo la comunità lametina dei
Focolari ha animato nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo
affollata di fedeli, tra cui anche membri di vari movimenti e
associazioni, una commossa veglia di preghiera per impetrare
la pace tra Russia e Ucraina.
Insieme al vescovo mons.
                                     Giuseppe Schillaci e al
                                     sindaco, l’avv. Paolo
                                     Mascaro, erano presenti
                                     anche due prelati della
                                     locale Chiesa ortodossa
                                     ucraina.

Filo conduttore della manifestazione il tema della pace e
della fraternità , sviluppato attraverso testi di papa
Francesco e di Chiara Lubich e sottolineato da brani musicali
e canori.

Molto coinvolgenti le testimonianze che si sono alternate:
quella telefonica (in diretta) di Donatella, una focolarina
italiana della comunità del focolare in Ucraina, quella
(letta) di Giovanni Guaita, monaco ortodosso italiano
residente a Mosca da 36 anni, e quelle (in presenza) di Monica
e Cristina, due giovani ucraine residenti a Lamezia.
Prima della benedizione
                                      finale del vescovo
                                      alcuni giovani del
                                      Movimento        hanno
                                      lanciato             ai
                                      partecipanti         la
                                      proposta di un momento
                                      di   silenzio    e   di
                                      preghiera   quotidiano
                                      per la pace: il time-
                                      out.

Nel suo intervento conclusivo mons. Schillaci, appellandosi al
«Quando sono debole e
                    ̀ allora che sono forte» di san Paolo, ha
ricordato che «la debolezza della preghiera in unitàva dritta
al cuore di Dio».

Cammino    sinodale   del
Movimento dei Focolari in
Italia. Trasmissione a TV
2000
Martedì 8 marzo su TV 2000 il programma “IN CAMMINO” ha
presentato il percorso sinodale che si sta compiendo
all’interno del Movimento dei Focolari in Italia. Patrizia
Bertoncello è intervenuta in studio e Don Emilio Rocchi in
collegamento. Sono state inoltre presentata due esperienze:
una di cammino sinodale con risvolto ecumenico ed un’altra
legata al materiale del sinodo preparato per gli adolescenti.

RIVEDI LA TRASMISSIONE

MATERIALE DEL SINODO PER GLI ADOLESCENTI

SITO UFFICIALE INTERNAZIONALE

VEDI QUI LA PROPOSTA FORMATIVA

Format Italia: un percorso
formativo. Appuntamento a
Verona il 27/29 maggio
                ISCRIZIONI PER SEGUIRE ONLINE

FormaT è un innovativo percorso di formazione per formatori
dei giovani dai 18 ai 30 anni.

FormaT, attraverso un Core Team internazionale e una rete di
formatori e di esperti sparsi in tutto il mondo, promuove un
programma di formazione attiva, integrale e trinitaria.

La prima edizione di FormaT Italia ha proposto 4 appuntamenti
online, da marzo a giugno 2021, ed ha visto coinvolti nel
complesso quasi un centinaio di formatori provenienti da
diverse regioni italiane e da diversi ambiti formativi.

Ultimo appuntamento 2022 in presenza a Verona il 27/29
maggio.

ORARI, COSTI, TEMI E TUTTI I DETTAGLI SUL SITO:

https://sites.google.com/view/formatitalia/home-page

+393496434723 italia.formatlab@gmail.com

“Gocce di spiritualità” al
Centro Mariapoli di Castel
Gandolfo
A Castel Gandolfo, nei Castelli Romani, si riprendono i
weekend di “Gocce di Spiritualità”, un’iniziativa per la
conoscenza e approfondimento della spiritualità di comunione
del movimento dei focolari, tramite week-end residenziali, con
momenti di meditazione,      esperienze   di   vita,   scambio   e
conoscenza reciproca.

Per informazioni: infocmi@centromariapoli.org            Tel: 06
9359091

WhatsApp: +39 331 9429 694

Gen Rosso a Lampedusa ed in
Colombia

Concerto a Lampedusa
L’attuale situazione mondiale ci richiama a una presa di
coscienza che l’umanità è davvero una grande famiglia. In
famiglia c’è accoglienza. Un’accoglienza che ci spinge a
dedicarci a chi è più fragile e ha più bisogno. E ciò che vive
la gente di Lampedusa, isola simbolo della migrazione.” Il Gen
Rosso desidera perciò sostenere con la sua musica e con la sua
presenza la popolazione locale che accoglie chi – per guerra,
fame, violenza – è costretto a lasciare la sua terra.

In collegamento con migliaia di “Ragazzi e Ragazze per
l’Unità” del Movimento dei Focolari di tutto il mondo con il
progetto “Hombre Mundo”.

In   Colombia                con          il      musical
Streetlight
Da diversi anni il Gen Rosso opera
                      nel mondo dell’educazione tramite
                      progetti   di   “Arte&Educazione”.
                      Attraverso varie tipologie di
                      workshop si arriva a portare sul
                      palco, alcuni giovani “neo-artisti”
                      per lanciare, insieme al Gen Rosso,
                      messaggi importanti per i loro
                      compagni di scuola (o Università
                                                      ) e
                      per il più vasto pubblico della
città
     . Quindi progetti CON i giovani e PER la città  .

Anche in questo periodo prosegue, infatti, l’impegno della
band in campo solidale ed educativo con un appuntamento
speciale.Da tempo, gli artisti del Gen Rosso in collaborazione
con Mosaico – Gen Rosso Local Project della Spagna, stanno
accompagnando i ragazzi ospiti del Centro Educativo “Sol
Naciente”, in Colombia, in un progetto che li porterà a
mettere in scena lo storico musical “Streetlight”. Come è nata
l’idea?

Dopo un fruttuoso concerto-meeting online con tutti i ragazzi
del CENTRO EDUCATIVO “Sol Naciente” in Colombia, seriamente
compromesso dalla situazione del Covid 19, giànel 2020 e
                                                        ̀ nato
il desiderio di continuare in qualche modo, in mezzo appunto
al lockdown, l’esperienza artistica con il Gen Rosso. In
maniera naturale la scelta è caduta sul musical Streetlight,
più volte oggetto di progetti educativi del gruppo. L’idea
principale era quella di offrire agli studenti la possibilità
di diventare veri attori del musical.

Di fatto, il Gen Rosso per più di un anno ha seguito nei vari
particolari i preparativi che stanno entrando nella fase
finale. Sono stati inviati agli studenti i video-tutorial,
assieme a diversi appuntamenti online, per aiutare ad imparare
coreografie e canzoni del musical.

Nelle prossime settimane, una rappresentanza del Gen Rosso e
Mosaico, raggiungerà il Paese per preparare la
rappresentazione finale. La prima sarà trasmessa in diretta
streaming il 12 marzo prossimo.

Per una Repubblica libera
dalla guerra e dalle armi
nucleari
Azione Cattolica, Acli, Movimento dei Focolari, Comunità Papa
Giovanni XXIII, Pax Christi. Importante appuntamento a Roma
sul tema:“Per una Repubblica libera dalla guerra e dalle armi
nucleari” svoltosi sabato 26 febbraio 2022.

RIVEDI LO STREAMING:

«Quali sono oggi gli ostacoli che nella nostra società
impediscono la presa di consapevolezza della reale minaccia
dell’apocalisse nucleare denunciata da Papa Francesco? Quali
percorsi e azioni credibili possiamo condividere per poter
incidere sulle scelte strategiche di contrasto alla guerra da
parte del nostro Paese?»

Sabato 26 febbraio 2022 saremo a Roma per cercare di dare una
risposta condivisa a queste domande.

Ci ritroveremo, quindi, per riflettere sulle radici della pace
alla luce della Parola di Dio e del Magistero della Chiesa, e
per rinnovare l’impegno per scelte concrete di pace. Ci
troveremo alla Domus Mariae, in va Aurelia 481, dalle ore 10
alle ore 13, per confrontarci assieme alle oltre 40
Associazioni cattoliche che la scorsa primavera hanno firmato
il documento in cui si chiede al Governo italiano di aderire
al Trattato per la messa al bando delle armi nucleari.

L’iniziativa si collega idealmente con lo storico evento che
in contemporanea vedrà riuniti a Firenze vescovi e sindaci del
Mediterraneo nel segno della profezia di pace di Giorgio La
Pira, che invitava “a trasformare le armi distruttive in
strumenti edificatori di pace e di civiltà” e ad “abbattere i
muri per costruire ponti”.

L’incontro di Roma e l’appuntamento di Firenze assumono ancora
più significato alla luce di quanto stiamo vivendo in questi
giorni con angoscianti scenari di guerra che minacciano il
cuore dell’Europa. Tale situazione interpella fortemente la
coscienza di ognuno nell’essere autentico costruttore e
artigiano di pace.

Papa Francesco non si stanca di denunciare la follia della
guerra e l’immoralità non solo dell’uso ma anche del semplice
possesso delle armi nucleari, richiamando l’urgenza di essere
‘artigiani’ di pace. “Come è triste quando persone e popoli
fieri di essere cristiani vedono gli altri come nemici e
pensano di farsi la guerra” (Angelus 20.02.2022).

 L’incontro di sabato 26 febbraio alla Domus Mariae a Roma
vedrà il saluto iniziale del Presidente nazionale dell’Azione
Cattolica Italiana, Giuseppe Notarstefano. Seguiranno gli
interventi di mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura,
Gravina, Acquaviva delle Fonti e presidente nazionale di Pax
Christi; di Maria Bianco, del Coordinamento delle teologhe
italiane; e di Maurizio Simoncelli dell’Archivio Disarmo di
Roma.

Interverranno poi diversi responsabili di associazioni e
realtà del mondo cattolico italiano, per rinnovare il proprio
impegno per dire NO alla guerra e alle bombe nucleari. Un
impegno che raccoglie l’appello di San Giovanni Paolo II il
quale nel 1990 gridò: “Mai più la guerra, avventura senza
ritorno!”. Un appello che ricordava a tutti l’accorato
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