COMUNE DI RUSSI Venerdì, 19 agosto 2016
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COMUNE DI RUSSI
Venerdì, 19 agosto 2016
Prime Pagine
19/08/2016 Prima Pagina
Corriere di Romagna (ed. Ravenna) 1
19/08/2016 Prima Pagina
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) 2
19/08/2016 Prima Pagina
La Voce di Romagna 3
Politica locale
19/08/2016 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Pagina 10
Bando per servizio civile a Ravenna, Cervia e Russi 4
Pubblica Amministrazione
19/08/2016 Il Sole 24 Ore Pagina 6 GIANNI TROVATI
Incentivi «differenziati», la vera sfida da vincere 5
19/08/2016 Il Sole 24 Ore Pagina 6 GIANNI TROVATI, CLAUDIO TUCCI
Renzi: nella stabilità ridurremo ancora le tasse 6
19/08/2016 Il Sole 24 Ore Pagina 6 GIANNI TROVATI
Statali, vale 1,2 miliardi il recupero dell' inflazione 8
19/08/2016 Il Sole 24 Ore Pagina 6
Sui dirigenti i nodi di deroghe e responsabilità 10
19/08/2016 Il Sole 24 Ore Pagina 13
Freddi anche i sindaci: meglio il volontariato 12
19/08/2016 Il Sole 24 Ore Pagina 13 AN. MARI
Lavoro ai profughi, Lega e Fi all' attacco 14
19/08/2016 Italia Oggi Pagina 28 GIOVAMBATTISTA PALUMBO
Cessioni, non basta il valore 16
19/08/2016 Italia Oggi Pagina 29 CRISTINA BARTELLI
Rimborsi Iva con il turbo, da smaltire il 70% dello stock 17
19/08/2016 Italia Oggi Pagina 30 GIOVANNI GALLI
Debiti p.a. a quota 65 mld 19
19/08/2016 Italia Oggi Pagina 31 MARCO OTTAVIANO
Dal 27 agosto via alle domande per gli incentivi al riciclo dei Raee 21
19/08/2016 Italia Oggi Pagina 33 STEFANO MANZELLI
Rumori estivi, paga l' esercente che non controlla gli avventori 23
19/08/2016 Italia Oggi Pagina 33 STEFANO MANZELLI
Non spetta al primo cittadino la regolazione del traffico 24
19/08/2016 Italia Oggi Pagina 33 LUIGI OLIVERI
Spoils system alla Consulta 25
19/08/2016 Italia Oggi Pagina 34 MATTEO BARBERO
Pareggio di bilancio parziale 27
19/08/2016 Italia Oggi Pagina 35
lo scadenzario degli enti locali 29
19/08/2016 Italia Oggi Pagina 35
Oneri, palla al 30
19/08/2016 Italia Oggi Pagina 36 PAGINA A CURA DI MASSIMILIANO FINALI
Fondi dalle regioni per le coste 32
19/08/2016 Italia Oggi Pagina 36
Horizon 2020, accessibili i premi per le sfide sociali 34
19/08/2016 Italia Oggi Pagina 36
Per i lavoratori socialmente utili arrivano 38 mln 35
19/08/2016 Italia Oggi Pagina 37 PAGINA A CURA DI ANDREA MASCOLINI
Gare, ammissioni a ostacoli 36
19/08/2016 Italia Oggi Pagina 37
L' interdittiva antimafia fa revocare il contratto 38
19/08/2016 Italia Oggi Pagina 37
Vigilanza collaborativa attivata su 56 appalti 3919 agosto 2016
Corriere di Romagna
(ed. Ravenna)
Prima Pagina
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119 agosto 2016
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Prima Pagina
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219 agosto 2016
La Voce di Romagna
Prima Pagina
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319 agosto 2016
Pagina 10 Corriere di Romagna
(ed. RavennaImola)
Politica locale
Bando per servizio civile a Ravenna, Cervia e Russi
RAVENNA. E' aperto il bando di servizio civile
regionale per 5 posti nei Comuni di Ravenna,
Cervia e Russi nel progetto Movimentazione e
Comunicazione della durata di 9 mesi per 20
ore settimanali. Le domande dei candidati
interessati devono pervenire all' ente d'
interesse (Ravenna , Russi, Cervia ) entro e
non oltre le 14 del 16 settembre.
Per il Comune di Ravenna la domanda può
essere inviata per posta o consegnata all'
ufficio protocollo in Piazza del popolo 1;
consegnata a mano al centro immigrati in via
Oriani 44 nelle giornate di apertura (lunedì,
mercoledì, venerdì dalle 9 alle 12,30; giovedì
dalle 14 alle 17). Tramite Pec
comune.ravenna@legalmail.it (referenti: Elisa
Fava e Giovanna Santandrea, tel.
0544 485304). Per Cervia la domanda può
essere inviata per posta o consegnata all'
ufficio protocollo del Comu ne, piazza
Garibaldi 1 (secondo piano) o a mano all'
Ufficio Servizio alla Comunità, corso Mazzini
37. Tramite Pec: comune.cervia@legalmail.it
(referente Elisa Turci, tel. 0544 979372). Per
Russi la domanda può essere inviata per
posta o consegnata all' ufficio protocollo del
Comune, piazza Farini 1, 48026 Russi, o a
mano all' Ufficio Cultura, via Cavour 21.
Tramite Pec: pg.comune.russi.ra.it@legalmail.it, referente Marcella Domenicali, tel. 0544 587656.
Le domande debitamente compilate e firmate dovranno essere corredate di curriculum vitae,
documento d' identità, codice fiscale; per i cittadini stranieri, copia del passaporto e del permesso di
soggiorno; per i cittadini dell' Unione Europea (non italiani) copia del documento d' identità del proprio
paese d' origine e dell' attestato di soggiorno.
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419 agosto 2016
Pagina 6 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione
L' ANALISI
Incentivi «differenziati», la vera sfida da vincere
Dopo sei anni abbondanti dalla manovra
estiva del 2010 che li ha messi in freezer, i
rinnovi dei contratti per i dipendenti pubblici
non sono certo materia per soli ragionieri.
Numeri e regole, come quelle ricordate in
questa pagina, aiutano a definire i contorni
della questione, che tocca però alla politica
affrontare. Oltre a fermare gli aumenti, che
sarebbero stati via via calanti insieme al
raffreddamento dell' inflazione, il blocco dei
contratti pubblici ha fermato sul nascere gli
effetti di quella che si annunciava come una
stagione di riforme presto spinta con violenza
fuori campo dall' arrivo della crisi di finanza
pubblica. Insieme ai rinnovi, sono andati nel
congelatore la revisione delle regole per le
intese nazionali, allineate ai meccanismi del
settore privato, e anche la tanto dibattuta
«meritocrazia» che l' allora ministro Renato
Brunetta avrebbe voluto introdurre a colpi di
legge e che la riforma in cantiere oggi vuole
rivedere ridando spazio alla contrattazione.
Il risultato è stato quello di congelare, insieme
agli stipendi, anche le tante storture che li
hanno governati, presentando come sempre
accade il conto più salato agli ultimi arrivati.
Chi è entrato nella Pa appena prima del blocco, oppure è riuscito a farsi largo più tardi fra i vincoli
sempre più rigidi al turn over, si è dovuto adattare alla prospettiva di una "carriera" inevitabilmente
piatta, priva dei riconoscimenti piccoli o grandi che altri prima di lui erano riusciti a ottenere, con tanti
saluti alla motivazione i dipendenti e per innovare l' amministrazione.
Rinnovo dei contratti e riforma del pubblico impiego, su cui si discuterà dalle prossime settimane,
hanno allora un compito molto più importante del semplice recupero di qualche arretrato, pur
importante. Dovranno trovare le leve giuste per motivare i dipendenti e le strutture migliori, e i mezzi per
sostenere le parti dell' amministrazione che più di altre hanno bisogno di nuovi ingressi e risorse. In tutto
questo le regole sono importanti, ma ancora più decisive si riveleranno le scelte su come distribuire le
risorse limitate.
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GIANNI TROVATI
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519 agosto 2016
Pagina 6 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione
Renzi: nella stabilità ridurremo ancora le tasse
ROMA L' azione di riduzione delle tasse
proseguirà nella prossima manovra di
Bilancio: lo ha detto ieri il premier, Matteo
Renzi, evidenziando che la strada di una
continua limatura del fisco, come dimostra l'
accordo appena chiuso con Ryanair, con la
cancellazione delle tasse aeroportuali, è quella
«giusta», anche dal punto di vista della
«competitività» del Paese.
Il presidente del Consiglio ha ricordato tutti gli
interventi sul fronte fiscale fatti dal proprio
governo («dagli 80 euro, al Jobs act, all' Irap
sul costo del lavoro, passando per Imu e Irap
a g r i c o l a , Imu e Tasi p r i m a c a s a e
superammortamento») sottolineando come l'
ultimo aumento di tasse in Italia abbia
riguardato l' Iva fatta lievitare nell' ottobre 2013
«da un governo precedente».
Le parole del primo ministro hanno subito
acceso il dibattito politico: per il vice
presidente M5S della Camera, Luigi Di Maio,
«la riduzione di tasse non c' è stata, Renzi la
smetta di provocare i cittadini con queste
balle. Altrimenti prima o poi se li ritroverà con i
forconi sotto Palazzo Chigi»; e anche Matteo
Salvini (Lega Nord) ha subito parlato di
«propaganda» e di premier «bugiardo». Critiche sono arrivate pure da Renato Brunetta (Fi) che ha
aggiunto come in autunno «servirà una manovra monstre da 3040 miliardi». La tasse «sono state
ridotte è la replica del responsabile economico del Pd, Filippo Taddei . La pressione fiscale, per la
prima volta negli ultimi sei anni, è calata al di sotto del 43% e continuerà a calare». Il governo, in
particolare, «ha ridotto di 9,5 miliardi l' Irpef a 10 milioni di lavoratori dipendenti, di 5,5 miliardi l' Irap sul
costo del lavoro a 1,5 milioni di imprese, di 3,5 miliardi la Tasi a 18 milioni di proprietari della casa in cui
abitano», ha detto il vice ministro dell' Economia, Enrico Zanetti. Del resto, la direzione di marcia non
può che essere quella del calo del fisco, spiega Marco Leonardi, consigliere economico di palazzo
Chigi: «Solo così si rilanciano fiducia e investimenti».
Dibattito agostano a parte, e in attesa di capire come si chiuderà il confronto con l' Europa sul capitolo
"flessibilità", e come saranno le nuove stime sul Pil da inserire nel Def, la prossima manovra di Bilancio
dovrà necessariamente puntare su crescita e produttività.
Sul fronte fiscale, legato al lavoro, è sul tavolo l' ipotesi di proseguire, anche nel 2017, nella
decontribuzione per le nuove assunzioni stabili. La misura dovrebbe però andare incontro a un ulteriore
decalage: si pensa a uno sgravio per un solo anno (il 2017, appunto), con un' entità del bonus che, al
momento, oscilla tra il 20% e il 40%. In rampa di lancio anche la detassazione dei premi di risultato: qui
l' asticella dell' incentivo dovrebbe salire fino a 34mila euro di somma incentivata, coinvolgendo anche
quadri e una parte della dirigenza non apicale, innalzando il reddito annuo dagli attuali 50mila euro a
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Continua > 619 agosto 2016
Pagina 6 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione
Statali, vale 1,2 miliardi il recupero dell' inflazione
È il possibile impatto di base dei rinnovi per il 20152017 Equivarrebbe a un aumento
medio lordo di 20 euro al mese
ROMA Fra i 300 milioni finora messi a
disposizione dalla manovra dell' anno scorso e
i 7 miliardi chiesti dai sindacati la distanza è
siderale, e toccherà al confronto in programma
a settembre il compito di trovare un punto d'
incontro per far partire davvero il rinnovo dei
contratti dei dipendenti pubblici.
Oltre che per i conti pubblici, la questione è
delicata anche per la politica, soprattutto dopo
sei anni di blocco, e da Renzi in giù il Governo
ha manifestato in più occasioni l' intenzione di
aumentare i fondi destinati al tema, prospettiva
ribadita nei giorni scorsi dal viceministro all'
Economia Enrico Zanetti anche dopo lo stop
alla crescita registrato dall' Istat per il secondo
trimestre dell' anno. Ma quanto serve per
scrivere le nuove intese nazionali per i tre
milioni di dipendenti pubblici italiani?
Numeri alla mano, il recupero della scarsa
inflazione del periodo porterebbe per il 2015
2017 un costo poco sopra gli 1,22 miliardi.
Per avere le prime indicazioni concrete sull'
ordine di grandezza delle cifre in gioco
bisogna partire da un paio di questioni
tecniche essenziali. La prima si incontra nella
sentenza 178/2015 della Corte costituzionale,
quella in cui i giudici delle leggi hanno imposto al governo di riaprire la partita contrattuale del pubblico
impiego. In quella sentenza la Consulta ha "salvato" il congelamento dei rinnovi realizzato fino ad allora,
che del resto era già stato giudicato legittimo in altre pronunce della stessa Corte, ma ha chiarito l'
impossibilità di riconfermare ulteriormente lo stop, che altrimenti avrebbe assunto il carattere di misura
a tempo indeterminato. Da questa riflessione in punta di diritto discende una conseguenza cruciale per i
conti pubblici: la sentenza non impone di recuperare i mancati aumenti del passato, ipotesi che sarebbe
costata 35 miliardi secondo i discussi calcoli dell' Avvocatura dello Stato, ma guarda solo al futuro. Un
altro gruppo di sentenze, questa volta di tribunale (Reggio Emilia, Bologna e altri), aiuta a individuare il
momento da cui scatta l' obbligo del rinnovo: è il 30 luglio del 2015, cioè il giorno successivo alla
pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» della sentenza della Consulta.
Individuati i confini temporali del rinnovo, si possono avviare i calcoli. In soccorso arrivano le regole
fissate dall' intesa siglata da governo e sindacati ormai otto anni fa, e mai applicata finora nel pubblico
impiego proprio a causa del blocco intervenuto prima di quello che sarebbe dovuto essere il primo
rinnovo triennale. Il riferimento chiave, come accade nel settore privato, è quello dell' Ipca, l' indice dei
prezzi al consumo armonizzato calcolato dall' Istat al netto dei prezzi dei beni energetici importati.
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Continua > 819 agosto 2016 Pagina 6 Il Sole 24 Ore
19 agosto 2016
Pagina 6 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione
Riforma Pa. Atteso in Cdm la prossima settimana il decreto attuativo della delega Madia: va
sciolta la questione della fase transitoria per i direttori generali
Sui dirigenti i nodi di deroghe e responsabilità
Slittato in extremis il 10 agosto dopo aver
alzato parecchio la temperatura in molti uffici
di vertice della pubblica amministrazione, i l
decreto che attua la riforma Madia nel capitolo
dedicato alla dirigenza è atteso in consiglio dei
ministri la prossima settimana. Il governo
appare deciso a confermare l' appuntamento,
anche perché è l' ultimo utile prima della
scadenza della delega e lo stesso presidente
d e l consiglio h a r i b a d i t o d i n o n v o l e r n e
lasciare inattuato alcun aspetto, ma la
decisione finale va ancora presa sul punto più
in discussione: introdurre o meno nel testo una
clausola di salvaguardia che eviti di inserire
subito nei meccanismi del «ruolo unico» anche
i prossimi incarichi dei direttori generali dei
ministeri.
In realtà, questo è solo l' aspetto di punta di
una questione più generale sulle regole di
transizione dal vecchio al nuovo regime, e per
capirlo è sufficiente ricordare i pilastri della
riforma disciplinati dalla bozza di decreto. I
d i r i g e n t i d e l l a p u b b l i c a amministrazione
saranno inseriti in «ruoli unici» dedicati a
Stato, regioni e d enti locali, a cui si affianca
quello delle autorità indipendenti; da questi
ruoli, in cui gli aspiranti dirigenti del futuro entreranno tramite concorso oppure corsoconcorso, le
amministrazioni dovranno pescare per affidare gli incarichi, tramite selezione pubblica. Gli incarichi, e
qui si entra nel terreno più delicato, saranno a tempo, di quattro anni rinnovabili una volta sola nel caso
di valutazione positiva ottenuta dall' interessato.
Per chi resta privo d' incarico sono dolori: cadono tutte le voci accessorie della retribuzione, che valgono
dal 40 al 70% della busta paga a seconda dei casi, e lo stipendio di base viene tagliato del 10% per
ogni anno passato in parcheggio. Nell' ipotesi limite di assenza di incarichi per sei anni, la prospettiva è
il licenziamento, previsto anche per chi durante lo stop non partecipa a un numero minimo di selezioni
(l' ipotesi è 10 bandi ogni tre mesi): per evitare l' uscita, il diretto interessato potrà rinunciare alle
stellette da dirigente ed essere inquadrato come funzionario.
Fin qui i principi base, che si affiancano a meccanismi di taglio (fino all' 80%) per la retribuzione di
risultato per i dirigenti che si macchiano della colpa di non «vigilare sul rispetto degli standard qualitativi
e quantitativi» del lavoro nei propri uffici. Ad agitare gli uffici, però, c' è prima di tutto la sorte degli
incarichi attuali, a partire da quelli di direttore generale. Il loro arrivo alla scadenza naturale non è in
discussione, anche perché qualsiasi ipotesi contraria (peraltro mai ventilata espressamente)
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Continua > 1019 agosto 2016 Pagina 6 Il Sole 24 Ore
19 agosto 2016
Pagina 13 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione
Nei Comuni. Il presidente dell' Anci Fassino invoca un piano nazionale per i profughi: andiamo
oltre l' emergenza
Freddi anche i sindaci: meglio il volontariato
Tante perplessità, qualche dissenso, molti
distinguo. Non entusiasma i sindaci la
proposta del capo dipartimento immigrazione
del Viminale, Mario Morcone, di far lavorare i
profughi con una retribuzione ridotta. Meglio il
volontariato, la formazione, il sostegno all'
inserimento lavorativo, come avviene ora.
Scontato il "no" dei primi cittadini di
centrodestra, che alzano il tiro sull' intero
fronte: ieri è scoppiato il caso Bondeno
(Ferrara), dove il sindaco leghista Fabio
Bergamini ha fatto cancellare dall' albo
pretorio del comune gli avvisi per organizzare
l' accoglienza. Pordenone e Vicenza levano gli
scudi invocando «massima severità».
Il presidente Anci Piero Fassino cerca di
placare g l i a n i m i s o l l e c i t a n d o u n Piano
nazionale profughi «che vada oltre l'
emergenza e sia incardinato sul ruolo centrale
dei comuni», riconoscendo centralità a Sprar,
il sistema di protezione per richiedenti asilo e
rifugiati costituito dalla rete degli enti locali che
con progetti di integrazione accedono al
Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'
asilo. È atteso a giorni in Gazzetta Ufficiale il
Dpcm che semplifica l' adesione alla rete con
liste sempre aperte, senza bisogno di indire bandi. Ma Fassino chiede al governo anche la
convocazione del tavolo immigrazione che dovrà decidere le ulteriori misure, a partire dagli incentivi ai
comuni virtuosi. Sulla questione lavoro, il responsabile welfare e immigrazione di Anci, Luca Pacini,
difende il modello Sprar: «Da 15 anni i comuni coinvolti sono impegnati in progetti per garantire ai
rifugiati l' apprendimento dell' italiano, il volontariato nelle associazioni, la formazione e l' inserimento
lavorativo». «Con regole e modalità che valgono per tutti, nell' ambito del diritto».
L' unico atto adottato sin qui è la circolare 14290/2014 inviata dal ministero dell' Interno ai prefetti per
coinvolgere i migranti nel volontariato. Il polverone che si sollevò quasi due anni fa ricalca quello
odierno: i richiedenti asilo vanno pagati? Se no, si può configurare sfruttamento? «Un piano nazionale
gestito dall' Inps potrebbe dare buoni risultati», suggerisce il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.
Il primo cittadino di Catania, Enzo Bianco, avverte: «La realizzazione potrebbe rivelarsi complessa».
Mentre il suo collega dem di Bari, Antonio Decaro, si dice contrario al lavoro retribuito.
Di fatto, la retribuzione è cosa rara. È successo ad Asti, nel 2015, grazie a un accordo tra la onlus Piam
e l' Ente Parchi. Accade nella locride, modello Riace, ma con una moneta locale che viene convertita in
euro dai negozianti. Nella stragrande maggioranza dei casi da Torino a Napoli, da Bari a Pistoia, da
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Continua > 1219 agosto 2016 Pagina 13 Il Sole 24 Ore
19 agosto 2016
Pagina 13 Il Sole 24 Ore
Pubblica Amministrazione
Immigrazione. Centrodestra compatto contro la proposta del prefetto Morcone di offrire impieghi
utili con rimborso spese
Lavoro ai profughi, Lega e Fi all' attacco
Alfano: ok se danno una mano, ma prima gli italiani E scrive alla Ue: sconcerto per
scarse ricollocazioni
Sempre il tema immigrazione sotto la lente.
Questa volta a scatenare le polemiche è stata
la posizione presa da Mario Morcone, prefetto
e capo del dipartimento immigrazione, che si è
detto favorevole a coinvolgere nel lavoro i
migranti «legittimamente sul nostro suolo: i
rifugiati o chi ha già presentato la richiesta di
asilo», anche con una «retribuzione che
potrebbe essere ridotta, per recuperare i costi
dell' accoglienza». Morcone è finito sotto il
fuoco di fila del centrodestra, con in prima fila
la Lega e Fratelli d' Italia, ma anche Forza
Italia ha criticato il prefetto. Tanto che è poi
intervenuto il ministro dell' Intero Angelino
Alfano a correggere il tiro: «Occorre che i
profughi diano una mano d' aiuto nelle città in
cui vivono, attraverso convenzioni con
associazioni di volontariato e realizzando
risultati che possano essere di utilità sociale.
Ma la regola è che nei lavori si dà sempre e
comunque precedenza agli italiani».
E la spesa, comunque, «va scomputata dai
costi di accoglienza, deve essere a saldo
invariato riguardo ai costi per la comunità». In
sostanza Alfano si rifà alla circolare del
Viminale risalente al novembre 2014 che
invitava tutti i prefetti a far svolgere attività di volontariato gratuite ai richiedenti asilo. Una polemica che
ha riempito una giornata che ha comunque visto in 11 diverse operazioni di soccorso nel Canale di
Sicilia il recupero di 5 corpi e il salvataggio di 534 migranti, stipati a bordo di due gommoni e di 9
piccole imbarcazioni.
Ma ieri Alfano, nella lettera di risposta indirizzata al commissario Ue agli affari interni Dimitri
Avramopoulos, ha anche espresso «grande sconcerto» per le scarse ricollocazioni il cui piano è
«disatteso dalla maggioranza degli stati membri. Serve un programma europeo di rimpatri», ha
aggiunto, mentre «gli impegni assunti dal governo italiano con la road map sono tutti in corso di
attuazione», dagli hotspot all' identificazione dei migranti, dalle procedure d' asilo ai rimpatri volontari.
Alfano infine ha comunicato che ieri mattina è stato espulso un tunisino di 35 anni che, «con altri
soggetti (tra cui l' imam di Andria, rimpatriato il 13 agosto) era stato condannato nel 2015 dalla Corte di
Assise d' Appello di Bari per il reato di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale.
Successivamente, il 2 agosto scorso, era stato scarcerato in seguito alla sentenza della Cassazione che
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Continua > 1419 agosto 2016 Pagina 13 Il Sole 24 Ore
19 agosto 2016
Pagina 28 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione
dlgs 147/2015
Cessioni, non basta il valore
Per le cessioni di immobili e di aziende,
nonché per la costituzione e il trasferimento di
diritti reali sugli stessi, l' esistenza di un
maggior corrispettivo e della relativa
plusvalenza non è presumibile soltanto sulla
base del valore, anche se dichiarato,
accertato, o definito ai fini dell' imposta d i
registro, ovvero delle imposte ipotecaria e
catastale. Il dlgs n.
147/2015, che, all' art.
5, comma 3, ha escluso l' automaticità di tale
presunzione, è del resto da ritenersi
applicabile anche ai giudizi in corso, atteso l'
intento interpretativo chiaramente espresso dal
legislatore, che, infatti, ha stabilito che solo le
disposizioni di cui al comma 1 si applicassero
a decorrere dal periodo di imposta in corso
alla data di entrata in vigore del decreto, nulla
prevedendo invece per i commi 2 e 3 e
confermandone dunque così la natura
interpretativa.
Così ha stabilito la Cassazione con l'
ordinanza n. 16938 del 10.08.2016.
Nel caso di specie l' Agenzia delle entrate
proponeva ricorso avverso la sentenza della
Ctr, la quale, nell' ambito di una controversia
su un avviso di accertamento per maggiore
Irpef, dovuta a titolo di plusvalenza conseguita
dalla cessione di un terreno avente carattere edificatorio e determinata, ai fini delle imposte di registro e
ipocatastali, sulla base del valore concordato in adesione con la società acquirente, aveva confermato la
decisione di primo grado, che aveva accolto il ricorso della contribuente. L' amministrazione finanziaria
riteneva dunque che la Ctr avesse erroneamente contestato il potere dell' ufficio di quantificare la
plusvalenza, relativa alla cessione dell' immobile, facendo riferimento al valore definito ai fini dell'
imposta di registro, e presumendo una corrispondenza tra il prezzo percepito per detta cessione e il
relativo valore di mercato.
GIOVAMBATTISTA PALUMBO
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1619 agosto 2016
Pagina 29 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione
Obiettivo dell' amministrazione finanziaria per il 2016
Rimborsi Iva con il turbo, da smaltire il 70% dello
stock
L' Agenzia delle entrate prova a migliorare la
performance sui rimborsi Iva ai contribuenti. E
nella convenzione 20162018 alza l' asticella
della percentuale di smaltimento dei rimborsi
dal 60 al 70%. «In tema di rimborsi», si legge
nel testo della Convenzione, «l' Agenzia delle
entrate sta accelerando le procedure per i
rimborsi fiscali e, in convenzione sono previsti
due indicatori di efficienza volti a misurare lo
smaltimento del magazzino dei rimborsi Iva e
imposte dirette pregressi lavorati».
In entrambi i casi l' Agenzia, come detto, si
pone il risultato per il 2016 di lavorare almeno
il 70% dei rimborsi presenti in magazzino. L'
Agenzia guidata da Rossella Orlandi non fa,
però, il punto sullo stock d' arretrato presente
in magazzino. Nella Convezione si prende
come riferimento un cronoprogramma di
smaltimento per i rimborsi (a esclusione dei
rimborsi Ires e Irpef derivanti dalla deducibilità
dell' Irap e dai rimborsi Irap professionisti)
presenti alla data del 31 dicembre 2015 e non
lavorati dagli uffici alla stessa data più i
rimborsi chiesti con dichiarazioni presentate
entro il 30 giugno 2016 e liquidate
definitivamente dal 36bis (cioè presenti nella
base dati dei rimborsi) entro la stessa data
lavorati tra il 1° gennaio 2016 e il 31 dicembre
2016.
L' Agenzia indica tra le priorità nel miglioramento della qualità dei servizi ai contribuenti l' attività del
rimborso e per questa ragione inserisce un indicatore che misurerà la percentuale delle risorse erogate
per i rimborsi a favore dei contribuenti rispetto alle somme stanziate e un altro sulla tempestività nel
servizio agli utenti che hanno prenotato un appuntamento presso gli uffici e che sono ricevuti entro 10
minuti dalla prenotazione.
Sempre in tema di compliance, e cioè di pacificazione con il contribuente prima di attivare l'
accertamento (si veda ItaliaOggi del 17/8/2016) l' Agenzia delle entrate iscrive alla voce dei versamenti
spontanei da attività volte a favorire l' emersione dell' effettiva capacità contributiva di ciascun soggetto
250 milioni per ciascun anno del triennio della convenzione. Entro il 2018 insomma le lettere inviate
secondo l' Agenzia spingeranno i versamenti con la dichiarazione integrativa in modo tale da far
incassare al fisco 750 milioni di euro. Mentre dagli studi di settore, meccanismo in vista di revisione,
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Continua > 1719 agosto 2016 Pagina 29 Italia Oggi
19 agosto 2016
Pagina 30 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione
Elaborazioni Confartigianato e Cgia su dati della Banca d' Italia e di Intrum justitia
Debiti p.a. a quota 65 mld
Tempi medi di pagamento alle imprese: 131 giorni
Debiti commerciali delle pubbliche
amministrazioni pari a oltre 65 miliardi di euro.
E tempi medi di pagamento di 131 giorni, che
pongono l' Italia in coda alla classifica dei
paesi europei.
Questo quanto emerge da alcune elaborazioni
condotte su dati di Bankitalia e Intrum justitia
da Confartigianato e Cgia Mestre. Secondo i
dati raccolti dalla Banca d' Italia, nel 2015 i
d e b i t i c o m m e r c i a l i d e l l e amministrazioni
pubbliche sono pari al 4,0% del Pil, valutabili
in 65,4 miliardi di euro: 34 circa a causa dei
ritardi di pagamento e 31 di natura fisiologica.
Le risorse messe a disposizione degli enti
decentrati nell' ambito di un piano straordinario
per il pagamento di debiti pregressi hanno,
spiegano da Confartigianato, ridotto il peso dei
debiti commerciali di 1,8 punti di Pil tra il
massimo del 2012 e 2015. Persiste come si
diceva una quota non fisiologica del debito,
legata a ritardi e non a dilazioni di pagamento
definite contrattualmente, pari all' 1,9% del Pil
ed equivalente a 34.364 milioni di euro e che
rappresenta più di metà (52,5%) del debito
complessivo. L' elevato debito commerciale
della p.a. e i relativi tempi di pagamento sono
problemi che interessano 647 mila imprese
fornitrici, pari al 15,1% delle imprese attive.
Proprio sui tempi di pagamenti ci sono però stime diverse. Le ultime valutazioni della Banca d' Italia
indicano 115 giorni, in riduzione rispetto ai 120 del 2014. Le ultime analisi condotte dal ministero dell'
economia indicano tempi di pagamenti medi di 44 giorni. Una analisi di Confartigianato evidenzia che
anche tra i 500 enti pubblici più virtuosi rimane una quota elevata (32,8%) di amministrazioni pubbliche
che presenta una deviazione nei tempi di pagamento superiore al 20% al termine di legge. «Secondo
Intrum justitia, che monitora annualmente i ritardi di pagamento di tutte le pubbliche amministrazioni d'
Europa, l' Italia rimane fanalino di coda nella graduatoria dei 27 paesi Ue», sottolinea Paolo Zabeo,
coordinatore dell' Ufficio studi della Cgia Mestre, «con un tempo medio di pagamento registrato quest'
anno di 131 giorni. Un arco temporale più che doppio rispetto al limite fissato da Bruxelles «. «In
Europa», segnala il segretario della Cgia, Renato Mason, «nessun' altra pubblica amministrazione si
comporta peggio della nostra.
Sebbene negli ultimi anni le cose siano migliorate, il gap con i nostri principali partner economici rimane
ancora molto elevato. In Francia, per esempio, i fornitori vengono pagati mediamente dopo 58 giorni,
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19 agosto 2016
Pagina 31 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione
In Gazzetta il decreto del ministero dell' ambiente. Interessati privati ed enti pubblici
Dal 27 agosto via alle domande per gli incentivi al
riciclo dei Raee
Dal 27 agosto è possibile richiedere al
ministero dell' ambiente gli incentivi per
promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie
per il trattamento e il riciclaggio dei rifiuti d i
apparecchiature elettriche ed elettroniche
(cosiddetto Raee).
Possono partecipare all' accesso ai contributi i
soggetti pubblici e privati, singoli o associati,
operanti nella filiera di gestione dei Raee e
istituti universitari e di ricerca. È con il decreto
del 25 luglio 2016 (pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale del 12 agosto 2016 n. 188) che
vengono disciplinate dal ministero dell'
ambiente le misure volte a promuovere lo
sviluppo di nuove tecnologie per il trattamento
e il riciclaggio dei rifiuti di apparecchiature
elettriche ed elettroniche. Con avviso pubblico
vengono definiti i criteri, le modalità, le
procedure per l' accesso ai contributi
economici e le risorse stanziate annualmente
dalla direzione generale per i rifiuti e l '
inquinamento del ministero dell' ambiente. I
contributi economici sono definiti nei limiti
degli ordinari stanziamenti di bilancio d e l
ministero dell' ambiente e della tutela del
territorio e del mare e attribuiti previo avviso
pubblico con cadenza annuale.
Alla procedura di selezione degli interventi
provvede la direzione generale per i rifiuti e l' inquinamento del ministero dell' ambiente. Gli interventi
per i quali è possibile richiedere i contributi economici sono finalizzati alla massimizzazione della
quantità di materia recuperabile o riciclabile in uscita dagli impianti di recupero, riciclaggio e trattamento
dei Raee, all' ottimizzazione del consumo energetico dei processi di recupero, riciclaggio e trattamento
dei Raee, alla riduzione dei tempi e del numero delle fasi dei processi di recupero, riciclaggio e
trattamento dei Raee e alla riduzione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Gli interventi di
recupero, riciclaggio e trattamento devono comportare un effettivo incremento del livello tecnologico
degli impianti rispetto alle migliori pratiche disponibili allo stato dell' arte del settore.
Tali impianti devono essere sono conformi alle disposizioni di cui all' art. 18 del decreto legislativo n. 49
del 2014. Tra gli interventi non sono contemplate le innovazioni tecnologiche riguardanti le attività
preliminari al recupero, tra cui la cernita e il deposito.
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19 agosto 2016
Pagina 33 Italia Oggi
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Rumori estivi, paga l' esercente che non controlla gli
avventori
Spetta al barista attivarsi per limitare il disagio
dei residenti nel caso in cui i clienti siano
troppo rumorosi soffermandosi per strada
impedendo il riposo delle persone. Altrimenti
potranno scattare delle multe con la
sospensione della diffusione sonora o la
riduzione dell' orario di apertura del locale. Lo
ha evidenziato il Tar Veneto, sez. III, con la
sentenza n. 644 del 15 giugno 2016. Un
pubblico esercizio posizionato nel centro
storico è stato ripetutamente sanzionato per
rumori e schiamazzi e per questo motivo il
comune ha adottato un' ordinanza di completo
silenzio musicale per un mese. Contro questa
decisione l' interessato ha proposto ricorso al
Tar ma senza successo. Se l' esercente non
controlla il comportamento dei suoi clienti che
stazionano in strada parlando a voce alta con
tanto di musica ad altro volume all' arrivo dei
vigili scattano le multe.
Poi il dirigente ha facoltà di adottare ulteriori
misure sanzionatorie a carico dell' esercente
che vanno dalla limitazione della musica alla
riduzione anticipata dell' orario di chiusura.
Riproduzione riservata inserire 101 foto taglio
a cavallo.
STEFANO MANZELLI
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2319 agosto 2016
Pagina 33 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione
Non spetta al primo cittadino la regolazione del
traffico
La competenza ad adottare provvedimenti
relativi alla disciplina della circolazione
stradale spetta al dirigente e non al sindaco.
Lo ha chiarito il Tar Piemonte, sez. II, con la
sentenza n. 1077 del 27 luglio 2016. Nel caso
sottoposto all' esame del collegio UN sindaco
ha adottato, ai sensi dell' art. 7 del codice
stradale, un generico divieto di transito ai
mezzi pesanti in ambito comunale. Contro
questo provvedimento il titolare di un' attività
agricola ubicata nella zona interessata dalla
limitazione ha proposto ricorso.
Senza entrare nel merito delle altre doglianze
avanzate dal ricorrente, i giudici hanno ritenuto
di accogliere l' istanza a causa della manifesta
incompetenza del sindaco ad emanare
ordinanze limitative della circolazione urbana.
Secondo l' orientamento ormai consolidato in
giurisprudenza queste ordinanze rientrano
infatti nella esclusiva competenza del dirigente
e pertanto il ricorso è fondato e il
provvedimento deve essere annullato.
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STEFANO MANZELLI
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2419 agosto 2016
Pagina 33 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione
Ordinanza di rimessione della Cassazione fa tornare d' attualità il dibattito
Spoils system alla Consulta
Paletti alla decadenza automatica dei dirigenti
L' incostituzionalità della decadenza
automatica dei dirigenti derivante dall'
insediamento di un nuovo vertice politico
amministrativo torna d' attualità e mette in
seria discussione l' impianto della riforma
Madia.
La Corte di cassazione, sezione lavoro, con
ordinanza 15 luglio 2016, n. 14593
indirettamente entra nel dibattito aperto sulla
riforma della dirigenza, sollevando la
questione di legittimità costituzionale
relativamente all' articolo 9, comma 6, delta
legge reg. Friuli Venezia Giulia del 3 marzo
1998, n.
6, nella parte in cui, appunto, dispone la
decadenza automatica dei dirigenti dell'
Agenzia regionale per la protezione dell'
ambiente.
La Sezione lavoro fa sue e riprende le
motivazioni con le quali la Corte costituzionale
esprime da anni un indirizzo giurisprudenziale
fortemente contrario agli elementi di spoils
system che vìolino l' articolo 97 della
Costituzione in tema di accesso agli impieghi
pubblici mediante concorsi e, soprattutto, il
principio di continuità dell' azione
amministrativa.
Tale indirizzo, ricorda la Cassazione citando
alcune delle sentenze più rilevanti pronunciate dalla Consulta, afferma che meccanismi di decadenza
automatica, se riferiti a dirigenti preposti alla direzione di uffici amministrativi per la cui scelta l'
ordinamento non attribuisce, in ragione della loro funzioni, rilievo esclusivo o prevalente al criterio della
personale adesione del nominato agli orientamenti politici del titolare dell' organo che nomina,
pregiudicano la continuità dell' azione amministrativa oltre ad introdurre altri elementi problematici.
In primo luogo, la parzialità del dirigente, se scelto in relazione all' orientamento politico; inoltre, la
sottrazione del dirigente dichiarato decaduto dalle garanzie del giusto procedimento, a causa del fatto
che la decadenza automatica svincola la rimozione del dirigente dall' accertamento oggettivo dei
risultati conseguiti.
Indirettamente queste affermazioni, ormai pacifiche nella giurisprudenza costituzionale, incidono sulla
riforma della dirigenza, in elaborazione frenetica in questi giorni. La legge 124/2015, infatti, pur non
prevedendo ipotesi di decadenza automatica dei dirigenti connessa all' insediamento di nuovi organi di
governo, di fatto estende a dismisura la lesione del principio di continuità dell' azione amministrativa.
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19 agosto 2016
Pagina 34 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione
Per il prossimo triennio spetterà alla legge di bilancio di definirne la rilevanza
Pareggio di bilancio parziale
Il fondo pluriennale vincolato entra solo dal 2020
Il fondo pluriennale vincolato entrerà nel
pareggio di bilancio in modo stabile a partire
dal 2020, limitatamente alla quota finanziata
da entrate finali (quindi al netto del debito). Per
il prossimo triennio, invece, sarà la prossima
legge di bilancio a definire la sua rilevanza.
È quanto prevede il nuovo comma 1bis
inserito dal parlamento nell' art. 9 della legge
243/2012 per raccordare le regole di finanza
pubblica con la disciplina dell' armonizzazione
contabile.
La questione (solo in apparenza tecnica)
riguarda il tema (in realtà molto concreto) della
copertura delle spese per investimenti che
richiedono più anni per essere realizzati.
Facciamo l' esempio di una scuola (costo
ipotizzato 1 milione) che un comune decida di
finanziare nel 2016.
Con il precedente ordinamento contabile, l'
ente avrebbe potuto impegnare l' intesa
somma sul 2016 e gestire i pagamenti dovuti
negli anni successivi «a residuo»,
compatibilmente con i limiti del Patto. Con le
nuove regole di bilancio, invece, il problema
deve essere affrontato «a monte», ossia prima
di partire con i lavori, in un' ottica di
programmazione.
L' ente oggi deve impegnare la spesa secondo
il cronoprogramma dell' opera, accantonando le risorse che serviranno a pagare i futuri stati
avanzamento lavori in un fondo ad hoc, che si chiama fondo pluriennale vincolato.
Tornando all' esempio della scuola, se il milione di spesa è da spalmare per 300 mila sul 2016 e per
700 mila sul 2017, l' ente dovrà creare un fondo pluriennale vincolato nel 2016 che, riportato sul bilancio
2017, darà copertura alla seconda tranche.
Il problema al riguardo è che, in base alle norme vigenti, il fondo pluriennale vincolato non può essere
conteggiato nel saldo 2017, generando un «buco» nella programmazione dell' ente che impedisce di
appaltare i lavori.
Per ovviare, la modifica della legge 243 approvata dalle Camere prevede, al contrario, che il fondo
pluriennale vincolato entri nel conteggio, stabilmente a partire dal 2020, per il prossimo triennio entro
limiti che saranno definiti dalla prossima legge di bilancio.
Al riguardo, il governo ha garantito che, con la manovra autunnale, verranno stanziati gli stessi fondi che
l' ultima legge di stabilità ha messo a disposizione, ossia circa 660 milioni annui, creando un tesoretto
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Continua > 2719 agosto 2016 Pagina 34 Italia Oggi
19 agosto 2016
Pagina 35 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione
lo scadenzario degli enti locali
G I O V E D Ì 1 S E T T E M B R E Pubblicità
istituzionale amministrazioni ed enti pubblici
Da oggi e fino al 30 settembre le
amministrazioni pubbliche e gli enti pubblici
anche economici sono tenuti a dare
comunicazione a l l a A g c o m d e l l e s o m m e
impegnate per l' acquisto, ai fini di pubblicità
istituzionale, di spazi sui mezzi di
comunicazione di massa. Dal 2016 è adottato
un nuovo modello elettronico di comunicazione
ed il termine di invio è differito al 30 settembre
2016. Il nuovo sistema consiste in una
piattaforma online, accessibile dal sito web
dell' Autorità, che fa riferimento agli elenchi
delle Amministrazioni pubbliche e degli Enti
pubblici censiti dall' Ipa (Indice delle pubbliche
amministrazioni) (art. 41, dlgs 31 luglio 2005,
n. 177; delibera n. 4/16/CONS del 14 gennaio
2016).
MERCOLEDÌ 14 SETTEMBRE Ravvedimento
entro 90 giorni Ultimo giorno utile per la
regolarizzazione dei versamenti di imposte e
ritenute non effettuati (o effettuati in misura
insufficiente) entro il 16 giugno 2016
(ravvedimento con la maggiorazione degli
interessi legali e della sanzione ridotta a un
nono della metà minimo, ovvero 1,67%) (dlgs
18/12/1997, n. 472, art. 13 lettera abis); art.
15, comma 1, lett. o), dlgs 158/2015; circolare n.
23/E del 9 giugno 2015). Gli interessi legali dall' 1/1/2015 sono pari allo 0,2% (dm 11/12/2015; G.U.
15/12/2015).
VENERDÌ 16 SETTEMRE Iva split payment Gli enti e organismi pubblici nonché le Amministrazioni
centrali dello Stato individuate dal dm 5 ottobre 2007 e dal dm 22 ottobre 2008 tenuti al versamento
unitario di imposte e contributi tramite F24EP versano l' Iva addebitata in fattura sulle fatture d' acquisto
soggette a «scissione dei pagamenti» emesse dal 1° gennaio 2015 e per cui l' Iva è divenuta esigibile
nel mese precedente, con il codice 620E (art. 17ter, dpr 633/1972; dm 23/1/2015).
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2919 agosto 2016
Pagina 35 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione
URBANIZZAZIONE/ L' organo per la determinazione/adeguamento
Oneri, palla al consiglio
Competenza frutto di coerenza sistematica
Qual è l' organo competente alla
determinazione/adeguamento degli oneri d i
urbanizzazione?
L' art. 42 del decreto legislativo n. 267/00
stabilisce che il consiglio è l ' o r g a n o d i
indirizzo e controllo politicoamministrativo, a
cui sono attribuite una serie di competenze
elencate in dettaglio nella stessa disposizione
normativa. In particolare, la lettera b) prevede
in linea generale la competenza del consiglio
i n m a t e r i a d i p r o g r a m m i , bilanci, piani
territoriali ed urbanistici ecc., mentre la lett. f)
assegna a tale organo competenze in materia
di istituzione e ordinamento dei tributi, con
esclusione della determinazione delle relative
aliquote e la disciplina generale delle tariffe
per la fruizione dei beni e dei servizi. La giunta
comunale, a cui sono assegnate funzioni di
tipo esecutivoattuativo, in base al successivo
art. 48, comma 2, compie tutti gli atti rientranti
ai sensi dell' articolo 107, commi 1 e 2, nelle
funzioni degli organi di governo, che non siano
riservati dalla legge al consiglio e che non
ricadano nelle competenze, previste dalle
leggi o dallo statuto, del sindaco o degli organi
di decentramento; collabora con il sindaco nell'
attuazione degli indirizzi generali del consiglio;
riferisce annualmente al consiglio sulla propria
attività e svolge attività propositive e di impulso nei confronti dello stesso. Circa il caso di specie, il dpr 6
giugno 2001, n. 380, all' art. 16, comma 4, prevede espressamente che l' incidenza degli oneri d i
urbanizzazione primaria e secondaria è stabilita con deliberazione del consiglio comunale in base alle
tabelle parametriche che la regione definisce per classi di comuni in relazione a una serie di parametri
ivi indicati. Il comma 5 del citato art. 16 stabilisce, altresì, che nel caso di mancata definizione delle
tabelle parametriche da parte della regione e fino alla definizione delle tabelle stesse, i comuni
provvedono, in via provvisoria, sempre con deliberazione del consiglio comunale secondo i parametri di
cui al comma 4, fermo restando quanto previsto dal comma 4bis. È evidente, pertanto, che la
competenza a determinare gli oneri di urbanizzazione ricade esclusivamente sul consiglio comunale.
Riguardo agli aggiornamenti degli oneri d i urbanizzazione primaria e secondaria, il comma 6 del
medesimo art. 16 del dpr 6 giugno 2001, n. 380, si limita a stabilire che i «comuni» provvedono ogni
cinque anni, in conformità alle relative disposizioni regionali, in relazione ai riscontri e prevedibili costi
delle opere di urbanizzazione primaria, secondaria e generale. Il Consiglio di stato, con sentenza n.
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Continua > 3019 agosto 2016 Pagina 35 Italia Oggi
19 agosto 2016
Pagina 36 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione
Sono sei le amministrazioni che hanno bandi operativi. Le scadenze in settembre
Fondi dalle regioni per le coste
Si punta sul partenariato locale pubblico e privato
Non sono solo le aree montane a beneficiare
dei fondi comunitari, le Regioni stanno infatti
scendendo in campo per favorire lo sviluppo
delle aree costiere.
Le risorse sono stanziate nell' ambito della
nuova programmazione 2014 2020 a valere
sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la
pesca (Feamp), grazie alle quali le Regioni
attuano la selezione delle strategie di sviluppo
locale di tipo partecipativo (Clld).
Ciascuna Regione con aree costiere ha quindi
attuato o attuerà la selezione dei gruppi locali,
costituiti da partenariati tra soggetti pubblici e
privati, che proporranno i programmi per l'
utilizzo dei fondi comunitari.
Attualmente sono operativi bandi relativi a sei
diverse regioni: Abruzzo, Lazio, Liguria,
Marche, Sicilia e Toscana.
L' obiettivo è favorire la crescita delle aree
costiere I fondi intendono sostenere le
strategie di sviluppo locale a t t r a v e r s o i l
coinvolgimento e la partecipazione attiva del
partenariato locale p u b b l i c o e p r i v a t o , l a
programmazione dal basso, la progettazione
integrata territoriale, l' integrazione
multisettoriale degli interventi e la messa in
rete dei partenariati locali.
L' obiettivo generale dell' operazione è la
realizzazione di strategie locali atte a migliorare l' implementazione delle politiche a favore delle aree
costiere e, in particolare, di quelle che si stanno spopolando.
Tra gli scopi c' è anche la promozione di una maggiore qualità della progettazione locale e la volontà di
favorire la partecipazione delle comunità locali ai processi di sviluppo, contribuendo a rafforzare il
dialogo tra società civile e istituzioni locali. Altro obiettivo è quello di promuovere il coordinamento tra
politiche, strumenti di governance e procedure per accedere ai finanziamenti comunitari. Possono
presentare la propria candidatura partenariati già costituiti nell' ambito della programmazione 2007
2013 oppure partenariati di nuova costituzione già costituiti o costituendi.
Strategia su tre ambiti La strategia di sviluppo locale viene attuata attraverso Piani di azione locale
(Pda) e dovrà concentrarsi prioritariamente su un massimo di tre ambiti di intervento.
Gli ambiti sono lo sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali (agroalimentari,
artigianali e manifatturieri, produzioni ittiche), lo sviluppo della filiera dell' energia rinnovabile
(produzione e risparmio energia), il turismo sostenibile, nonché cura e tutela del paesaggio, dell' uso
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Continua > 3219 agosto 2016 Pagina 36 Italia Oggi
19 agosto 2016
Pagina 36 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione
spazi per gli enti
Horizon 2020, accessibili i premi per le sfide sociali
I l p r o g r a m m a comunitario H o r i z o n 2 0 2 0
concede premi per le iniziative meritevoli nel
campo delle sfide sociali. Anche gli enti locali
possono partecipare ed ottenere i premi in
denaro previsti da ciascun bando.
Attualmente sono accessibili i bandi relativi a
sette premi, di cui alcuni particolarmente
interessanti per gli enti locali.
Un primo bando mette in gioco un montepremi
di 750 mila euro a sostegno di soluzioni
innovative e creative per il fotovoltaico
integrato negli edifici che coniughi tecnologia
estetica e fotovoltaica applicata in edifici storici
che rappresentano il patrimonio artistico e
culturale di una città. Il bando per questo
premio rimarrà aperto fino al 26 settembre
2018. Altro bando di particolare interesse
premierà un ospedale che ha realizzato un'
installazione innovativa combinata di impianti
di energia rinnovabile per la produzione di
calore ed elettricità, che risulti perfettamente
integrata nei propri locali.
In questo caso il montepremi è pari a un
milione di euro e la scadenza è fissata al 3
aprile 2019. Sono inoltre aperti altri bandi che
premiano motori puliti, riduzione delle
emissioni di CO2, riduzione della mortalità alla
nascita, miglior utilizzo di antibiotici.
Per partecipare ai bandi è necessario consultare la normativa e presentare domanda attraverso il
Participant Portal all' indirizzo http://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/home.html. In
generale, i concorsi sono aperti a tutte le persone giuridiche (comprese le persone fisiche) o gruppi di
persone giuridiche indipendentemente dalla loro localizzazione.
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3419 agosto 2016
Pagina 36 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione
in calabria
Per i lavoratori socialmente utili arrivano 38 mln
La Regione Calabria ha deciso di riavviare i
soggetti riammessi nel bacino Lsu/Lpu in
attività socialmente utili e di pubblica utilità,
promuovendo una manifestazione di interesse
per Enti utilizzatori sul territorio regionale. Gli
enti pubblici interessati sono chiamati a dare la
disponibilità a procedere all' utilizzo per la
durata di 12 mesi, di uno o più di tali lavoratori
socialmente utili o di pubblica utilità riammessi
nel bacino. Il bando può contare su uno
stanziamento di 38 milioni di euro, previsti ai
sensi delle leggi regionali n. 31 e n.
32 del 30 dicembre 2015 di approvazione del
bilancio d i previsione per gli esercizi 2016
2018. Sono ammessi a partecipare al bando
g l i Enti pubblici della Regione Calabria. I
lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità
possono essere utilizzati per attività di cura
della persona, dell' ambiente, del territorio e
della natura, dello sviluppo rurale, montano e
dell' acquacoltura, del recupero e della
riqualificazione degli spazi urbani e dei beni
culturali; possono inoltre essere utilizzati nell'
a m b i t o d e i servizi tecnici integrati della
pubblica amministrazione e dei trasporti e la
connessa logistica. Per lo svolgimento di dette
attività compete ai soggetti utilizzati, per un
impegno settimanale di venti ore, e per non
più di 80 ore mensili, un importo mensile di euro 580,14 denominato assegno di utilizzo. Le adesioni
dovranno pervenire alla Regione Calabria in busta chiusa alla Regione Calabria Dipartimento n. 7
Sviluppo Economico, Lavoro e Formazione e Politiche Sociali entro e non oltre il termine del 27 agosto
2016.
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3519 agosto 2016
Pagina 37 Italia Oggi
Pubblica Amministrazione
Il dato reso noto dell' Authority anticorruzione. Procedimenti in aumento del 35%
Gare, ammissioni a ostacoli
Il 78% delle sanzioni riguarda irregolarità sui requisiti
Il 78% delle sanzioni irrogate dall' Anac a
imprese e professionisti partecipanti ad
affidamenti pubblici riguarda le dichiarazioni
sul possesso dei requisiti di ammissione alla
gara, rispetto all' anno precedente i
procedimenti sono aumentati del 35%.
È questo il dato che segnala l' Autorità
nazionale anticorruzione nella relazione
presentata al Parlamento nel luglio scorso e
relativa all' anno 2015.
Il riferimento è ai procedimenti sanzionatori
irrogati a seguito della vigilanza concernete lo
svolgimento delle procedure di affidamento di
contratti pubblici per la quale il numero di
procedimenti sanzionatori definiti dall' Autorità
nell' anno 2015 è stato pari a 772 (+35%
rispetto ai 571 dell' anno 2014). Nella maggior
parte dei casi (74,2%), il procedimento è
derivato da violazioni dell' art. 38 del Codice
dei contratti pubblici (oggi articolo 80 del
decreto legislativo 50/2016, il nuovo codice dei
contratti pubblici) per falsa dichiarazione sul
possesso dei requisiti di ordine generale;
mentre solo il 10,5% ha riguardato
procedimenti di controllo sul possesso dei
requisiti di ordine speciali in base al sorteggio
sul 10% degli offerenti e sull' aggiudicatario e
secondo classificato (art. 48 del «Codice De
Lise», decreto 163/2006) per falsa dichiarazione e il 13,5% gli inadempimenti agli obblighi informativi
nei confronti dell' Autorità, di cui all' art.
6, commi 9 e 11, sempre del «Codice De Lise». L' importo complessivo delle sanzioni irrogate nell'
anno 2015 è stato pari a 513.000 euro, con una media delle sanzioni, dei procedimenti ex art. 38, di
circa 1.800 euro, di entità inferiore rispetto a quello di 2.500 euro per i procedimenti ex art. 48).
Valori molto più contenuti delle sanzioni sono stati irrogati per le violazioni degli adempimenti informativi
nei confronti dell' Autorità (mediamente 250 euro). Questa rilevante differenza concernente l' entità delle
sanzioni si spiega dice l' Anac con la considerazione che le violazioni agli obblighi informativi nei
confronti delle stazioni appaltanti, nella prevalenza dei casi, sono state commesse da funzionari o
dirigenti pubblici nelle vesti di Rup (Responsabili unici del procedimento), mentre quelle di importo
maggiore hanno invece riguardato soggetti che hanno partecipato alle gare e che sono destinatari, in
applicazione dell' articolo 6, comma 8, del vecchio Codice, di una sanziona che rimane sempre
commisurata al valore del contratto pubblico cui la violazione si riferisce. I procedimenti sanzionatori
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