Mountain wilderness notizie - IL MAGAZINE DELLA MONTAGNA ETICA INVERNO 2020 - Mountain Wilderness Italia
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INVERNO 2020
mountain wilderness notizie
I L M A G A Z I N E D E L L A M O NTA G N A E T I C A
POSTE ITALIANE S.p.A SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE -70% TERAMO N. 1/2020sommario
numero speciale dedicato
dossier dolomiti unesco
3. RESPONSABILI Luigi casanova
4. lettera aperta Franco Tessadri
5. l’origine di dolomiti monumento del mondo Carlo alberto pinelli
7. dossier dolomiti unesco redazione
21. Alcune riflessioni per concludere luigi casanova
22. CONVOCAZIONE ASSEMBLEe STRAORDINARIe MW FRANCO TESSADRI
23. DiVENTA SOCIO redazione
Mountain Wilderness Notizie
Periodico dell’associazione Mountain Wilderness Italia onlus
Sede legale: Viale Venezia, 7 30171 Mestre (Venezia)
Sede operativa: Via Legnago, 73 41049 Sassuolo (MO)
Mail: info@mountainwilderness.it
Direttore responsabile: Luigi Casanova
Redazione: Roberto Serafin, Toni Farina, Nicola Pech, Carlo Alberto Pinelli, Fabio Valentini
Addetto alla comunicazione: Nicola Pech
Grafica e impaginazione: Marta Viola
Stampa: Giservice srl, via del Baluardo 10, 64100 Teramo
In copertina: Tre Cime di Lavaredo
Il notiziario è disponibile anche in versione pdf, si può fare richiesta scrivendo a info@mountainwilderness.it.
WWW.MOUNTAINWILDERNESS.IT
2EDITORIALE RESPONSABILI
LUIGI CASANOVA “NOI ABBIAMO PROPOSTO, IN MARMOLADA
direttore responsabile notiziario mw
E NON SOLO, ALTERNATIVE TESE AL
Mountain Wilderness ha sempre agito con responsabilità
RECUPERO PAESAGGISTICO ATTENTI
nelle decisioni affrontate. Responsabilità innanzi ANCHE ALLO SVILUPPO ECONOMICO DELLE
tutto verso le generazioni future. La mia generazione POPOLAZIONI INTERESSATE.”
ha goduto di specidcità naturali e paesaggistiche
straordinarie. Abbiamo il dovere di trasferire ai giovani
tali beni comuni.
L’ambiente naturale è un dono che abbiamo trovato,
ereditato. Oggi, non solo perché affrontiamo l’emergenza nella promozione di Dolomiti Monumento del Mondo, poi
dei cambiamenti climatici, ma prima di tutto per una abbiamoafdancatoinundifdcilelavorodiprogettaz
questione etica, tale ambiente, tali valori, tali beni e proposta la Fondazione Dolomiti UNESCO. Arrivati a
abbiamo il dovere di conservarli e laddove possibile 10 anni dal riconoscimento delle Dolomiti Patrimonio
potenziarli. La bellezza, il silenzio, lo stupore in presenza naturale dell’umanità, proprio perché responsabili,
di tante meraviglie, sono valori che dobbiamo trasferire abbiamo costruito questo intenso e concreto dossier.
a chi viene dopo di noi. È assunzione di responsabilità. Un atto di denuncia contro la gestione politica della
Forti di tali responsabilità abbiamo dovuto sostenere Fondazione Dolomiti UNESCO, una gestione inefdcace
una posizione tanto decisa nei confronti di Dolomiti nel proporre e sostenere minimi progetti di riconversione
UNESCO come quella descritta nel Dossier che trovate naturalistica del patrimonio dolomitico. Noi abbiamo
pubblicato. Tacere ci avrebbe reso irresponsabili, oltre proposto e sostenuto mediazioni di alto prodl
che complici di una situazione ormai insostenibile. transiti motoristici sui passi dolomitici. Noi assieme
Diversi di voi osserveranno: ma allora, perché prima ai CAI, Alpenverein, SAT, abbiamo proposto delle linee
avete chiesto il patrocinio UNESCO, poi l’avete sostenuto guida per limitare l’accesso motoristico alle alte quote,
con tanta energia, tanto impegno, e oggi avanzate la anche con i voli in elicottero. Noi abbiamo proposto,
denuncia? anche in Marmolada e non solo, alternative tese al
Mountain Wilderness ha senso solo se coltiva speranza. recupero paesaggistico della montagna attenti anche
Speranza che un mondo oggi grigio sappia aprirsi allo sviluppo economico delle popolazioni interessate.
all’azzurro, che permetta ancora di volare, sognare. Nonostante una simile mole di impegno siamo stati
Speranza in una umanità che sappia investire energie in snobbati: non una sola nostra proposta è diventata
una rinascita culturale incisiva, in una umanità che ritrovi progetto politico. Nonostante la nostra assunzione
risorse come quelle generate nel tragico dopoguerra: in di responsabilità, la politica ci ha cancellati. Proprio
tutto il mondo, milioni di persone hanno permesso alle perché responsabili usciamo dalla Fondazione Dolomiti
democrazie di investire nella dichiarazione dei diritti UNESCO. Proprio perché responsabili verso UNESCO,
dellRumanità,discondggereilrazzismo,sierastrutturata perché noi ancora crediamo in questa istituzione,
una visione planetaria dei destini della famiglia umana. alziamo la voce con una critica tanto forte. Le Dolomiti
Distribuiamo speranza alle popolazioni delle montagne non possono essere solo un manifesto pubblicitario.
che si stanno spopolando, che stanno perdendo identità, Le Dolomiti hanno bisogno, da subito, prima di
che si lasciano assorbire da culture speculative, che essere sopraffatte dalla massa, di una riconversione
distruggono beni comuni, storie, identità. Diffondiamo culturale, di investimenti che riqualidchino gl
speranza nel trasferire alle popolazioni più deboli delle naturali e anche la qualità della vita di noi che in
montagne, in Himalaya come nelle Ande, in tutte le zone Dolomiti viviamo. Siamo dduciosi che le sensibil
di frontiera, dducia nella possibilità di una rivoluzione ancora presenti all’interno della Fondazione sapranno
che investa in solidarietà internazionale, in condivisione, accogliere in modo propositivo questo atto, generoso,
in accoglienza, in rispetto delle diversità. di responsabilità sociale.
Per questo insieme di motivi abbiamo prima collaborato
3DOLOMITI UNESCO
franco tessadri
COERENZA NELLA
presidente mw italia
SALVAGUARDIA DEL
Cari amici di Mountain Wilderness,
PATRIMONIO COLLETTIVO
come avrete occasione di leggere, questo numero è veridcare che questa nostra passione non - ha ott
dedicato a Dolomiti UNESCO. Infatti, come vi aveva- nuto un sufdciente riconoscimento dei nostri int
mo già informati nei numeri precedenti, il Consiglio ma soprattutto la Fondazione non è stata coerente
Direttivo si sarebbe occupato spendendo buona parte nel seguire e almeno iniziare ad attuare le linee guida
delle energie alla costruzione di un bollettino mono- dssatenelpianodigestione.Sonolineeguida - abba
gradco,ilprimodellRanno20,dovesarebberostatestanza chiare ed esigibili, nulla di rivoluzionario, un
messe in campo le criticità, ma anche le eventuali po- investimento complessivo nella qualità. Un lavoro
sitività della nostra lunga collaborazione a partire dal costruito attraverso confronti e conseguenti media-
2010, come soci sostenitori della Fondazione Dolo- zioni fra le diverse visioni dei componenti il gruppo
miti UNESCO: la Fondazione nacque proprio in quella dei soci sostenitori: molte indicazioni si sarebbero
data con il compito di gestire il riconoscimento ed potute cominciare ad attuare. A nostro avviso c’era lo
elaborare un piano di gestione condiviso nei 5 territo- spazio per iniziare ad onorare i principi che regolano
ri provinciali interessati. Il nostro impegno, dovuto, è la logica e la storia di un bene naturale collettivo e so-
stato costante, intenso, anche perché questo gioielli- ciale come l’ambiente dolomitico. Noi eravamo con-
no lo sentivamo nostro: non si dovrebbe mai dimenti- vinti che il riconoscimento UNESCO avrebbe potuto
care che l’idea iniziale di ottenere un riconoscimento avvicinarci molto di più alla difesa di questi meravi-
di tale autorevolezza per le Dolomiti fece capolino nei gliosi habitat alpini. Invece le amministrazioni poli-
primi anni novanta, proprio dalla nostra associazione tiche ricadenti sui territori interessati hanno piegato
con a danco Legambiente ed S.O.S Dolomites e con la Fondazione Dolomiti UNESCO ad inseguire l’ecce-
la grande forza propulsiva di nostri storici instanca- zionale fregio ottenuto nel 2009 in modo puramente
bili adepti. propagandistico e legato al marketing turistico.
C’è voluta praticamente un’estate ed un autunno per Apiùdiduemesidallaconsegnaufdcialedeldossier
stendere un Dossier il più possibile corretto ed equi- ai responsabili della Fondazione e di conseguenza
librato, indirizzato alla Fondazione. Il Dossier vuole agli amministratori politici, non abbiamo ancora ri-
essere una profonda analisi, anche molto severa e cevuto alcuna risposta. Pertanto rimaniamo ferma-
talvolta censoria dell’operato della Fondazione, non mente decisi, nostro malgrado, ad allontanarci dal
sempre condiviso da noi, di dieci anni di gestione, un gruppo dei soci sostenitori. Consegneremo a giorni
cammino che ci ha visti coinvolti con molta passio- il Dossier alla sede primaria UNESCO di Parigi, man-
ne ed impegno, tanta fatica. Un cammino che ci ha terremo sul territorio una vigilanza severa, costruire-
comunque permesso di crescere e ascoltare anche mo mobilitazione e avanzeremo proposte, assieme ai
le esigenze di altri soggetti, compresi i portatori di comitati locali che operano in Dolomiti e accanto alle
istanze economiche. Noi abbiamo ascoltato, molte associazioni nazionali che in noi hanno avuto - ddu
volte condiviso. Forse questa attenzione non è sta- cia e hanno sottoscritto il Dossier. La nostra strada è
ta reciproca. Abbiamo lavorato da volontari disinte- diritta. Chiede coerenza nella salvaguardia del patri-
ressati, in assenza di qualsiasi tornaconto privato o monio collettivo, le Dolomiti intere, partendo dai fon-
associativo, se non quello di onorare i principi e la do valle per arrivare alle straordinarie vette e guglie
concretezza della difesa e gestione dell’ambiente: che strutturano questo bene.
come ormai da oltre 30 anni Mountain Wilderness è
impegnata a fare.
Purtroppo siamo stati costretti, dopo dieci anni, a
4L’origine di Dolomiti Monumento
del Mondo
Cortina non fu casuale: nel gennaio del “Monumento” l’intero territorio
carlo alberto pinelli 1992 una scandalosa legge dello dolomitico, dal Sarca al Tagliamento,
presidente onoraio mw Stato aveva incluso le Tofane tra compresi i fondo valle e gli abitati.
i “beni patrimoniali suscettibili di E ciò allo scopo di unire in un unico
Il 6 agosto 1993 a Cortina, Mountain gestione economica”, rendendo in discorso coerente la natura e la
Wilderness e Legambiente insieme pratica possibile la loro cessione a cultura, il mondo senza tempo delle
a SOS Dolomites lanciarono privati contro una modesta somma alte vette e il mondo in divenire
ufdcialmente e con clamore la di denaro. Ai tavolini, allestiti lungo degli uomini, con il peso della sua
proposta di inserire l’intero territorio le vie principali di Cortina, oltre storia, delle sue tradizioni, delle sue
delle Dolomiti nell’elenco dei grandi a sottoscrivere la petizione per conquiste e anche dei suoi errori.
monumenti naturali e culturali del il futuro monumento del mondo Soprattutto per evitare che questi
mondo, redatto dall’UNESCO (World dodicimila
( le drme raccolte) , si
ultimi venissero ripetuti. Si sa come
Heritage). La manifestazione del ‘93 potevano fare offerte per acquistare andaronoadnirelecose:dopoanni
durò tre giorni. Venne aperta dalla collettivamente le Tofane, ove di battaglie il successo ci fu, ma
comparsa, nel cielo della conca realmente esse fossero state poste non fu completo. Così si espresse
ampezzana, di una mongoldera che in vendita. Vi furono convegni, a questo riguardo Fabio Valentini,
recava i loghi di Mountain Wilderness dibattiti ed escursioni guidate. allora presidente di Mountain
ediLegambiente.Dallamongoldera Queste ultime per sottolineare Wilderness Italia: “Si sono poste
scesero in corda doppia, come l’opportunità di smantellare l’ultimo sotto la custodia dell’UNESCO quelle
messaggeri, i due famosi alpinisti tratto della funivia “freccia nel cielo” stesse aree parco già protette, le zone
Heinz Mariacher e Luisa Jovane. e per rimuovere l’inutile bivacco più in quota, le punte dell’iceberg,
Furono loro a leggere il proclama dsso UDella Chiesa V. Fu aperta una riducendo la proposta a un marchio
che dava il via alla manifestazione. mostra di vignette umoristiche sulle di qualità, una DOC internazionale
Esso iniziava così: “Se è vero che Dolomiti, realizzate appositamente commercialmente sfruttabile. In
sulla superdcie del nostro pianeta per l’occasione dalle migliori pratica un richiamo per le allodole.
si innalzano moltissimi gruppi matite italiane; il manifesto della Come se anziché preservare i cervi
montuosi, tutti ricchi di particolari manifestazione fu disegnato da Milo dalla caccia si proteggessero solo
pregi naturalistici, di fascino e di Manara. Lo stesso Reinhold Messner i loro maestosi palchi, lasciando il
selvaggia bellezza, è anche vero che giunse a chiudere le tre giornate. resto dell’animale al libero utilizzo per
nessuno di questi assomiglia alle Aderirono all’iniziativa il Club Alpino la pasta al sugo ed altre prelibatezze.
Dolomiti italiane. Vasto e articolato Accademico Italiano con un apposito Diciamolo chiaramente: anche dopo
arcipelago di antichissimi atolli comunicato di sostegno e la Società il riconoscimento dell’UNESCO
corallini, sollevato verso il cielo dalla GeogradcaItaliana.Invecefudebole le Dolomiti continuano ad essere
deriva dei continenti, il paesaggio e incerto il sostegno della presidenza considerate in primo luogo un
dolomitico cattura immediatamente centrale del CAI, allora malata patrimonio economico, e come
la fantasia dei visitatori e suscita di “cerchiobottismo”. L’Appello tali si cerca di gestirle. Tutelando
emozioni difdcilmente dimenticabili. venne drmato in quella occasione, solo francobolli di territorio non
Nella loro complessa realtà tra gli altri, da Mario Rigoni Stern, riusciremo a dare un senso organico
geologica, ambientale e culturale le Margherita Hack, Norberto Bobbio, all’immenso patrimonio dolomitico,
Dolomiti rappresentano un gioiello Antonio Giolitti, Pietro Scoppola, faremo collezione di dgurine ma
unico al mondo… Proporre le Dolomiti Ardito Desio, Rita Levi Montalcini, non completeremo mai l’album:
come grande monumento mondiale Fosco Maraini. insomma, falliremo. E a rimetterci
signidca riconoscere che queste Malgrado l’incredulità generale, il saranno sempre loro, i monti pallidi.”
montagne sono e devono restare lungo cammino era iniziato. Facile profezia, purtroppo.
un patrimonio inalienabile dell’intera LRelemento qualidcante e
umanità. Vuol dire afddarne il rivoluzionario della proposta
destino alla vigile attenzione di tutti originale di Mountain Wilderness
i cittadini del mondo.” La scelta di stava nellRaverinclusoentroicondni
5MOUNTAIN WILDERNESS
AMICI DELLA TERRA
ITALIA NOSTRA
LEGAMBIENTE
LIPU
FEDERAZIONE PRO NATURA
WWF
FEDERAZIONE PROTEZIONISTI SUDTIROLESI DACHVERBAND
LIA PER NATURA Y USANZES
PERALTRESTRADE (CADORE)
ECOISTITUTO DEL VENETO ALEX LANGER
DOLOMITI UNESCO
PATRIMONIO
DELL’UMANITÀ
71. P R E M ES S A : L’A Z I O N E D ELLE A SSOCIA ZION I
DI PR OT E ZI O N E D E L L’A MBIE N T E N ELLA CA N D IDAT URA
DEL L E DOL O M I TI A PATR IM ON IO N AT URA LE D ELL’UM ANI TÀ
Nelle giornate del 7, 8 e 9 agosto 1993 Mountain Wil- Fin dall’inizio però le associazioni ambientaliste (già nel
derness Italia, Legambiente e S.O.S. Dolomites orga- citato convegno di Pieve di Cadore) avevano individuato
nizzarono a Cortina d’Ampezzo un’articolata iniziativa criticità non secondarie nella dednizione e nella s
tesa a proporre all’UNESCO l’inserimento dell’intero del patrimonio e nei contenuti proposti. Aver promosso le
arco delle Dolomiti nell’elenco dei grandi Monumenti del Dolomiti Patrimonio naturale (nei due pilastri della geolo-
Mondo (World Heritage). In soli tre giorni si raccolsero gia e del paesaggio), e non culturale, pur rappresentando
oltre 10. drme. LRiniziativa venne così portata - all
un indubbio
Rat successo, esponeva la gestione del territorio
tenzione del Ministero dei Beni Culturali italiano. Da lì a possibili attacchi speculativi. Inoltre erano state indi-
partì un lungo processo istituzionale, culturale e socia- viduate come meritevoli di protezione solo le aree di alta
le, non privo di difdcoltà, che condusse al successo quota, con
di la conseguenza di frammentare l’individuali-
Siviglia, quando il 26 giugno 2009 le Dolomiti vennero tà delle Dolomiti in nove “isole” emergenti dai fondovalle,
dichiarate dall’UNESCO Patrimonio naturale dell’umani- rimasti invece esposti all’assalto della speculazione turi-
tà. Vanno ricordate alcune tappe. Nel 1998 la Provincia stica. Non solo, ma venivano esclusi dalla tutela UNESCO
autonoma di Trento, la Provincia di Belluno e la Regio- gruppi montani strategici fra i quali ricordiamo Il Sasso-
ne Veneto avevano approvato la proposta e il progetto lungo, il Sella-Boè, i Monzoni-Costalunga, le Piccole Do-
del Ministero dei Beni Culturali di candidare le Dolomiti lomiti. La tutela ristretta solo ad aree in qualche modo già
come Monumento culturale dell’Umanità. Il progetto, già tutelate, come i parchi nazionali, regionali, provinciali e le
allora ben strutturato e formulato, venne bocciato dalla zone inserite in rete Natura 2000, aree SIC e ZPS, ora ZSC,
Provincia Autonoma di Bolzano. Emblematica la dichia- avrebbe reso problematica la gestione del territorio. Una
razione dell’allora Presidente della Provincia di Bolzano, facile previsione che i risultati dei primi dieci anni hanno
Luis Durnwalder: “Per gestire il nostro territorio e am- confermato appieno. Infatti le pressioni antropiche che
biente non abbiamo bisogno di Parigi”. Sembrava si fos- mettono a rischio la corretta gestione e lo - stess
se arrivati al termine di un sogno. La reazione del mondo cato delle nove “isole” di quota partono tutte dagli ambiti
ambientalista fu immediata: si convocò una tre giorni di vallivi e dai paesi sottostanti (impianti sciistici, gestione
confronto a Laggio di Cadore alla presenza delle asso- della rete viaria e degli accessi, urbanizzazione e infra-
ciazioni ambientaliste nazionali (CIPRA Italia, Mountain strutturazione delle alte quote, viabilità aggressiva, ripri-
Wilderness, WWF), dei rappresentanti regionali di queste stini paesaggistici, grandi eventi in quota). Le Dolomiti in-
associazioni ed altre fra le quali Legambiente, insieme tere, nella loro complessità vitale, intreccio indissolubile di
a diffusi comitati locali: spiccano gli apporti culturali eccezionalità naturali e di culture altrettanto sfaccettate
pervenuti dal Comitato promotore del Parco del Centro ed eccezionali, dovevano essere dichiarate con coraggio e
Cadore e di S.O.S. Dolomites. Il convegno si concluse a lungimiranza patrimonio culturale dell’umanità. Così non
Pieve di Cadore (novembre 1998) con un documento che è stato, inutile recriminare. Ma non possiamo tacere che
attraverso 51 obiettivi rilanciava il progetto investen- da quella scelta mutilata derivano quasi tutte le attuali
do nella qualità delle aree protette, nazionali, regionali criticità. Nel documento che sottoponiamo alla riflessio-
e provinciali, nel valore del lavoro in montagna, in una ne dell’UNESCO i fatti evidenziati -anche se non esausti-
agricoltura delle alte terre basata sulla qualità e stret- vi- sono sufdcienti a dimostrare la fragilità del prog
tamente legata al settore turistico. Da allora l’impegno il rischio di annullarne il suo originale scopo di tutela del
è stato costante tanto a livello dei ministeri competenti, territorio e del paesaggio. Anticipando in estrema sintesi
quanto a livello della società civile. Per completezza si le nostre conclusioni pensiamo che solo un deciso e se-
ricorda che Mountain Wilderness e CIPRA avanzarono vero intervento dell’UNESCO (ripetiamo: deciso e severo)
una proposta nel 2002 – 2004 per costruire un gemel- possa correggere un percorso destinato, passo dopo pas-
laggio fra due patrimoni, Dolomiti (in divenire) e Venezia: so, a svuotare dednitivamente la qualidca di Patri
un passo culturale signidcativo che univa, attraverso naturale dell’Umanità
le da ogni reale valore, anche a livello
vicende di una lunga storia, l’articolato e costruttivo rap- simbolico. Ci opponiamo al pensiero che Dolomiti Monu-
porto delle Dolomiti con la città lagunare. Il tutto è stato mento del mondo si trasformi in una farsa o in uno spec-
determinante per arrivare al risultato di Siviglia nel 2009. chietto per le allodole: dietro la facciata, il nulla.
82. UN’AZIONE
CRITICA COSTRUTTIVA
Su cosa si basa il diritto di lanciare questo grido d’al- La pressione delle convenienze politiche locali, non
larme?Esucosasifondaladduciachetaleallarme esenti
siada tentazioni mercantilistiche e demagogiche,
recepitocomeafddabile?Aparlaresonoifatti.ha spinto la Fondazione a ripiegare spesso su inizia-
tive marginali, a volte al limite del folklore, costringen-
Alcune delle Associazioni drmatarie di questo - dos
dola nel contempo a non ribellarsi di fronte a disegni di
sier hanno aderito al Collegio dei soci sostenitori della sviluppo e fruizione oggettivamente in contrasto con
Fondazione ricercando altre signidcative - adesioni, in
il signidcato e gli scopi di un monumento WH. Questa
centivando i processi partecipativi, criticando quando deriva va denunciata con fermezza, nella non utopica
questi sono stati ritenuti deboli o si sono trasformati speranza di giungere ad imporre un saggio e struttu-
solo in processi informativi, con l’obiettivo di contribu- rale cambiamento di rotta. Non è più possibile esitare:
ire alla crescita del progetto e di sostenere e sottoline- è urgente intervenire per preservare quanto ancora ri-
are le esigenze della conservazione dei paesaggi, della mane di integro del patrimonio naturalistico e paesag-
biodiversità, e degli ambienti naturali. E’ stata pertanto gistico delle Dolomiti, sempre che interessi a qualcuno
una partecipazione costruttiva, anche all’interno di una che queste straordinarie montagne continuino a fre-
cornice di critica a volte necessariamente radicale; in giarsi del riconoscimento dell’UNESCO. Un riconosci-
altre occasioni si è manifestata con azioni di diffusione mento che non equivale e non potrà mai ridursi a un
culturale dei contenuti propri della Fondazione, sempre brand pubblicitario.
cercando di stimolare nella società civile il maggiore
consenso possibile verso l’istituzione del WH e l’obiet- Non c’è bisogno di ricordare che allo stato attuale della
tivo della conservazione del patrimonio: si è trattato normativa alla Fondazione spetti solo il ruolo di pro-
quindi di una vera e propria azione di formazione rivol- muovere la comunicazione e la collaborazione fra i
ta a tanti settori sociali, culturali ed economici presenti diversi Enti, mentre i poteri amministrativi e gestionali
in Dolomiti, che però si interfacciavano con la Fonda- rimangono prerogativa delle Province e delle Regioni.
zione in modo superdciale, talvolta difddente Questa
tanto a ben
davedere è l’origine di tante criticità: troppo
risultare in alcuni casi negativa. Proprio perché forti di spesso abbiamo visto rappresentanti delle istituzioni
questa continua attività oggi intendiamo presentare in una sede (la Fondazione) approvare strategie coe-
al giudizio dell’UNESCO una riflessione sullo stato di renti con la conservazione e il giorno dopo, presso le
attuazione degli obiettivi strategici della Fondazione proprie sedi istituzionali contraddire clamorosamente
Dolomiti Unesco. quanto avevano appena sostenuto. Solo da una solu-
zione di queste criticità, libera da equivoci compromis-
Siamo oltremodo preoccupati dall’avanzare del consu- sori, potrebbe prendere l’avvio un percorso virtuoso,
mo indiscriminato di aree del patrimonio di inestima- controcorrente, all’altezza delle aspettative che il rico-
bile valore storico, paesaggistico, geologico e naturali- noscimento UNESCO aveva suscitato.
stico. Non vogliamo sminuire la complessità del lavoro
svolto dalla Fondazione Dolomiti Unesco nella raccolta La prima vittima di questa situazione, come vedremo,
di dati, nel monitoraggio delle diverse situazioni a ri- è il paesaggio. La seconda il valore strategico della ge-
schio, nel tentativo di uniformare norme tanto diverse ologia e della morfologia degli ambiti minacciati dalla
(tre Regioni fra le quali due a statuto speciale, cinque speculazione; cioè i due valori fondanti della dichia-
Province fra le quali due autonome) in materia di tute- razione di Dolomiti Patrimonio naturale dell’UNESCO.
la naturale e paesaggistica, negli sforzi per mettere in E allora sorge spontanea la domanda: la Fondazione,
piedi programmi di formazione condivisi. Purtroppo i così stando le cose, ha un senso? Uno scopo? O è solo
risultatisonostatidnoadoradeltuttoinsoddisfacenti. unafogliadidco?
Sembra di essere ancora al nastro di partenza, salvo
che molte speranze di rafforzare la tutela di questi am-
bienti unici al mondo sono state disattese.
93. Obiettivi 4. Obiettivi
strategici disattesi
La Strategia complessiva di Gestione (SCG) ap- Gestire un patrimonio tanto complesso suddiviso
provata a Siviglia prevede come obiettivi basilari in 9 gruppi e in più realtà amministrative - si cond
la conservazione, la comunicazione, la valorizza- gura oggettivamente come impresa di non facile
zione del bene: sono questi i principi fondamentali attuazione. Impresa impegnativa, ma possibile da
che attraversano, almeno teoricamente, tutti i temi realizzare laddove siano presenti condizioni cultu-
chiave richiamati nella SCG. Nella SCG si prevedo- rali e politiche che la permettano e non la ostaco-
no correttamente azioni a breve termine da attuarsi lino. Riteniamo che la tutela delle alte quote - aree
entro il 2020, quelle a medio termine entro il 2030, core e buffer - non sia realizzabile in assenza di un
quelle a lungo termine entro il 2040. Sono la base piano strategico che individui le prospettive di una
del programma UDolomiti 204V, condiviso e dedni - vivibilità complessiva delle popolazioni che abitano
to nel 2016. Tale strategia dovrebbe mirare a gestire le Dolomiti: quindi azioni di tutela condivise, accessi-
il livello di visitatori e quindi degli accessi nelle aree bilità selettiva alle alte quote, una pianidcazi
già oggi oltremodo antropizzate o situazioni dove da permetta di individuare con precisione azioni di con-
tempo questi limiti siano superati, proibire l’intensi- servazione attiva e passiva, un piano della mobilità,
dcazione delle infrastrutture o di un loro - uso
unainap
integrazione fra le dliere diverse delle econ
propriato che portano impatti negativi sui valori del territoriali: turismo, agricoltura, prodotti a Km. 0, ar-
bene (prescrizione del WH Committee, 26.06.2009). tigianato, servizi pubblici (sanità, formazione scola-
Le condizioni prescritte da IUCN l’8.10.2011 al com- stica, formazione professionale continua, mobilità).
ma d) esplicitano “che si includa il criterio che non L’assenza di un piano strategico comune in questi
permetta lo sviluppo di stazioni sciistiche all’interno 10 anni di gestione ha portato ad esempio criticità
del Patrimonio mondiale e delle aree cuscinetto”; al nella mobilità ai Laghi di Braies, Misurina e Tovel, e
comma e) che “si includano le politiche per un utiliz- nell’incontrollata pressione turistica presso la chie-
zo turistico e ricreativo ecologicamente sostenibili“; setta di Ranui in val di Funes. Questi sono purtrop-
al comma f) che “si dia priorità al recupero di valori po esempi negativi di utilizzo del marchio Dolomiti
naturalistici del paesaggio sviliti da attività umane UNESCO,perdnidimarketingpiuttostocheditutela
all’interno del Bene“; al comma g) che “si riconsi- L’aver circoscritto il riconoscimento delle Dolomiti
deri la pratica della caccia negli obiettivi di gestio- come monumento WH alle sole emergenze natura-
ne all’interno delle aree protette del Bene Dolomiti li ha rappresentato e continua a rappresentare un
UNESCO“. Nelle mission della SCG, settore turismo, grave limite perché indcia una visione complessiv
capoverso mobilità, si prevede il miglioramento del della sostenibilità dello sviluppo del territorio, sot-
trasporto pubblico e l’integrazione con mezzi di tra- tovalutando l’indissolubile legame che unisce i fon-
sporto a basso impatto. Si sottolinea a tale riguar- dovalle (luoghi delle decisioni) alle alte quote (luoghi
do lRimportanza di riqualidcare i passi dolomitici, del consumo di territorio e paesaggio). Presentiamo
sia dal punto di vista funzionale che paesaggistico. in modo sintetico solamente i casi più emblematici
delle criticità che ravvisiamo nella gestione del Bene.
104 a) IL PAESAGGIO 4 b) LE AREE PROTETTE
Lungo l’arco alpino, colonizzato Sempre a proposito del paesaggio Il primo obiettivo strategico di Do-
dalla specie umana da molti mil- va evidenziato come molte delle lomiti Patrimonio naturale dell’U-
lenni, il paesaggio, così come lo criticità che abbiamo individua- manità doveva essere orientato
conosciamo, ha sempre una im- to interessino ambiti adiacenti al alla mitigazione di quello che da
prescindibile valenza culturale. “core” del patrimonio tutelato o si più parti è stato dednito il - Upecca
Rappresenta la sintesi in lenta e situino ai condni di aree protette to originale” del progetto. Vale a
continua sedimentazione tra le o della rete Natura 2000. Si tratta dire la selezione - in parte derivata
aspirazioni degli abitanti e le arti- di interventi che, qualora venisse- da pigrizie e convenienze politico/
colate risposte che l’ambiente na- ro realizzati, condurrebbero, anche speculative - delle “isole” degne di
turale ha dato e continua a dare a allRinterno dei condni del - Patrimo
rientrare nell’elenco dei Monumenti
tali aspirazioni. Per queste ragioni nio, ad una notevole erosione della del Mondo, escludendone altre al-
esiste una profonda differenza tra qualità del paesaggio e a una sua trettanto signidcative, insiem
la percezione estetica dei “panora- ulteriore, deleteria antropizzazio- vitale tessuto connettivo dei fon-
mi” e il valore del paesaggio. Pos- ne ludico/consumistica. Per non dovalle.
siamo dire che i panorami sono la parlare del ritorno negativo riguar-
cornice esteriore in cui si inqua- dante la sopravvivenza della fauna Consapevole di questa fragilità
dra quello che giustamente è sta- selvatica. Diciamolo con chiarezza, strutturale e per superarne alcuni
to chiamato paesaggio identitario, se si vuole veramente tutelare le degli effetti sterilizzanti, il Program-
specchio e testimone di una lunga Dolomiti bisogna partire da pochi ma esecutivo (Obiettivo A1, punto
storia. snodi strategici: 3) aveva previsto “L’individuazio-
ne e valorizzazione del sistema di
Oggi però molte cose stanno cam- A) la determinazione di non per- corridoi ecologici e paesaggistici”.
biando: il dialogo tra l’ambiente na- mettere che le attuali aree sciabili Inoltre al punto 4 dello stesso pro-
turale e le comunità che lo abitano subiscano ampliamenti (né all’in- gramma troviamo scritto: “Applica-
o utilizzano si è trasformato nella terno del UcoreV né ai suoi condni) zione, delle linee guida sviluppate
dittatura di una sola voce. Che è anche quando tali ampliamenti dalla Rete del Patrimonio paesag-
poi la voce degli interessi materiali vengano spacciati come alterna- gistico e delle Aree protette”.
immediati, assurti a unico metro di tive “ecologiche” al dilagare della
valutazione. Se il paesaggio iden- mobilità automobilistica; Un severo lavoro ha portato la
titario dnisce con lRassumere un Commissione Ambiente e Paesag-
B) che al di sopra dei fondovalle sia gio della Fondazione Dolomiti Une-
valore meramente residuale, di nic-
vietato ogni ulteriore potenziamen- sco a paridcare, attraverso pian
chia, e può essere rispettato solo se
to della ricettività alberghiera (rifu- di gestione, territori di particolare
non ostacola o condiziona i disegni
gi privati) e del ristoro; pregio ambientale privi di norma-
speculativi della specie umana,
ogni forma di efdcace tutela perde tive di protezione come le zone di
C) che la pressione turistica, so-
la propria giustidcazione. Con la Passo Sella, gruppo del Latemar
prattutto se motorizzata, venga
conseguenza, nel caso in esame, di - Catinaccio e Marmolada, alle al-
drasticamente tenuta sotto con-
sottrarre alle Dolomiti la loro speci- tre aree protette. La valle di Fassa,
trollo, non arretrando di fronte alla
dcità. Una pericolosa emorragianecessità di interessata da questo particola-
di porre divieti e limita-
signidcato che potrebbe condurre re tema che per semplidcazione
zioni, anche radicali ed impopolari.
in breve alla scondtta dellaSono stessa è stato denominato “aree 5%”, ad
tre punti di partenza che non
dednizionediPatrimoniodell - RUma oggi non ha elaborato e quindi ap-
esauriscono i problemi (e lo vedre-
nità. provato alcun piano che interessi
mo fra breve), ma fungono da pietre
queste aree che si trovano quindi
miliari per indirizzare un percorso
prive di una gestione coerente con
che si vorrebbe virtuoso.
il patrocinio UNESCO.
Ben poco è stato fatto. Dei corridoi
ecologici sembra che tutti si siano
dimenticati. Superfluo chiedersi il
perché.
114 c) L’USO SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI indirizzo. Tuttavia l’invasione del turismo motorizzato
non scende solo dal cielo. Anche all’interno dei peri-
L’obiettivo A4, punto 5 del Programma esecutivo pre- metri del monumento WH e delle zone buffer in que-
vede la “promozione dell’uso sostenibile delle risorse sti anni si è assistito al proliferare di raduni di mezzi
naturali, energetiche ecc. all’interno del patrimonio“. motorizzati organizzati e propagandati dalle ammini-
Nulla è stato fatto. strazioni locali e non efdcacemente contrastati
Fondazione Dolomiti UNESCO: eserciti di quad, di fuo-
4 d) L’ATTIVITA’ VENATORIA ristrada, di motoslitte hanno invaso sentieri, boschi,
prati di quota, pendii innevati con notevole disturbo
Si tratta di un tema oltremodo critico. L’obiettivo A4,
all’ambiente naturale, alla fauna, all’integrità del pae-
punto 6, del Programma esecutivo ipotizza la “Gestione
saggio (Falcade 2016-2019, Alpe di Siusi 2018 e 2019
consapevole e sostenibile delle attività venatorie tradi-
(in prossimità zona UNESCO), San Martino di Castroz-
zionali all’interno del monumento WH”.
za 2019). Al danno materiale va aggiunto un dan-
Fin qui l’approccio teorico. Veniamo ai fatti: nel 2017 no simbolico forse altrettanto grave. Un messaggio
una norma di attuazione della Commissione dei 12, che particolarmente deleterio è stato veicolato da alcune
in Italia si tramuta in legge di valore costituzionale, ha iniziative che non esitiamo a considerare di pessimo
autorizzato le Province autonome di Trento e Bolzano gusto, con la connivenza o il silenzio della Fondazione:
a non rispettare le normative nazionali ed europee in pensiamo alle auto portate in elicottero sulle Tofane di
materia di specie cacciabili e specie protette. Cortina nel 2017, alle esposizioni di auto a Madonna
di Campiglio, agli stessi concerti in quota. E’ opportu-
Come conseguenza oggi nelle due province è aperta - no ricordare che Il programma esecutivo B3, al punto
con qualche vaga limitazione sul numero complessivo 4, prevede l’“armonizzazione delle norme sull’uso dei
degli abbattimenti - la caccia alla marmotta (Marmota mezzi motorizzati, elicottero, motoslitta, quad e espo-
marmota), al fagiano di monte (Lyrurus tetrix), alla per- sizioni”. Nulla è stato fatto per arginare questo utilizzo
nice bianca (Lagopus muta) e alla coturnice (Alectoris improprio e mistidcatorio dellRambiente natura
graeca). Ora si sta pensando di aprire la caccia anche monumento WH. Duole constatare che in più di un
al cormorano (Phalacrocorax carbo). Teoricamente sa- caso le amministrazioni organizzatrici hanno incluso
rebbeperdnopossibileabbattereglistambecchi (Capra
nei loro manifesti il logo (cioè il beneplacito) della Fon-
ibex), che da non molti anni hanno riconquistato le Do- dazione.
lomiti.
Le associazioni sostenitrici nel corso del 2018 e 2019
Le due province stanno chiedendo al Ministero dell’Am- sono state chiamate dalla Fondazione Dolomiti UNE-
biente italiano l’autoregolamentazione della presenza SCO a redigere uno schema di linee guida su tale tema;
del lupo (Canis lupus italicus), cioè la caccia “di sele- linee che dovrebbero venire applicate in tutti i 5 ambiti.
zione e difesa“ ad una specie con protezione partico- Il lavoro, impegnativo e delicato, è stato presentato da
lare normata dalla Convenzione di Berna. La provincia mesi, ma la Fondazione non ne ha dato seguito, vero-
di Trento chiede analoga liberatoria anche per l’abbat- similmente paralizzata dalle resistenze della politica
timento e la cattura degli orsi (Ursus arctos arctos). locale. Attenzione! Va reso esplicito che alcune di que-
Nonostante gli accordi internazionali (progetto Live ste iniziative si sono svolte in realtà all’esterno delle
sull’orso alpino), la Provincia autonoma di Trento e il aree core e buffer del patrimonio protetto, ma il loro
Ministero dellRAmbiente non hanno ancora demessaggio dnito un ha tracimato e tracima fatalmente all’in-
piano di protezione specidco dellRorso nelle province terno del e monumento WH, inquinandone il signi - dca
regioni limitrofe. Gli animali in dispersione (ormai nu- to nella percezione del pubblico. Consapevole di ciò,
merosi) vengono lasciati a se stessi. Tutto questo ri- il Codice dell’Ambiente italiano (2006), a seguito di
guarda anche la fauna che vive o transita all’interno dei esplicite e ricorrenti sentenze della Corte di Cassazio-
condnidelmonumentoWH. ne e della Corte Costituzionale, ha vietato tali iniziati-
ve anche quando si programmino solo in prossimità
4 e) L’USO DEI MEZZI A MOTORE delle aree protette, o di parchi nazionali e regionali, di
Le due Province autonome, Trento e Bolzano, rispetti- biotopi, di SIC, ZPS e ZSC. Questo divieto non è stato
vamente nel 1996 e 1997 hanno vietato (anche se con fatto proprio dalla Fondazione e dalle Amministrazioni
molte eccezioni) i voli in elicottero, gli atterraggi e de- locali (comuni e province) e in pratica è rimasto lettera
colli in quota per scoraggiare l’eliturismo invernale ed morta.
estivo; invece le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia
non hanno ritenuto opportuno adeguarsi a quel saggio
124APERTO ’ AL TIV f)LOSPREA
4AZIONECHSTDBVg)LR
135 . Peric oli imme d i at i
Illustriamo una serie di rischi immediati per il Patri-
monio dovuti a opere che sono in via di realizzazione
o che sono già in corso. L’obiettivo A4, a punto 1, fa
un chiaro riferimento alla “Esclusione dello sviluppo di
nuovi comprensori sciistici nelle aree WH“. Evidenzia-
mo le situazioni più problematiche: qualora realizzate
tali opere faranno perdere alla tutela dell’UNESCO ogni
credibilità.
5 a) I BALCONI PANORAMICI
Iniziamo volutamente con un progetto di impatto ap-
parentementeminore.ConlRattiva(edifdcilmente - con
divisibile) partecipazione della Fondazione sono stati
progettati - e in parte già realizzati - quindici “balconi
panoramici” da costruire in alta quota in vari punti del
territorio. Si tratta di una iniziativa goffa ed antiquata in
cui si rivela il livello non eccelso delle riflessioni sulla
fruizione degli ambienti naturali che circolano all’inter-
nodegliufdcidellaFondazione,elalorodipendenzada
modelli di sviluppo turistico, privi di ogni accettabile va-
lenza culturale. nazionale), l’Amministrazione comunale di Auronzo,
socia sostenitrice della Fondazione, non ha mai avvia-
Le Dolomiti sono già di per sé un unico straordinario
to un progetto di controllo e riduzione di una accessi-
balcone panoramico costituito da alpeggi ed ambiti
bilità tanto aggressiva ed invadente, affrontando nel
rocciosi di fascino eccelso, non c’è alcun bisogno di im-
contempo la ricerca di soluzioni di accesso alternative
porre al paesaggio ulteriori protesi in cemento, legno,
e meno impattanti.
vetrate ed acciaio, con la scusa di spiegare agli sprov-
veduti ciò che comunque si impone davanti ai loro oc-
chi. Non sarebbe la prima volta che la pedanteria delle
spiegazioni incrina l’emozione della scoperta. Che sen-
so ha sprecare denaro pubblico per simili intrusioni?
5 b) LE TRE CIME DI LAVAREDO
Fin dagli anni ’80 il mondo ambientalista continua a
chiedere la chiusura al trafdco automobilistico - priva
to della strada che conduce da Misurina al rifugio Au-
ronzo. Ogni anno i parcheggi in quota disposti su ben
tre livelli vengono ampliati a scapito della naturalità dei
ghiaioni che scendono dai versanti meridionali delle fa-
mose ed incombenti Tre Cime di Lavaredo; ogni estate
l’area si trasforma in un parco giochi ormai incontrolla-
bile, ingestibile. Nonostante i continui solleciti (abbia-
mo anche proposto un concorso di idee a livello inter-
145 c) I PASSI DOLOMITICI 5 d) GLI IMPIANTI OBSOLETI
I passi dolomitici, Fedaja, Falzarego, Cima Banche, Sosteniamo la ricerca della Fondazione riguardante
Passo Giau, passo Tre Croci, passo Monte Croce, le infrastrutture obsolete ed inutilizzate presenti sul
passo della Mauria, i quattro passi storici Sella, territorio dolomitico, sia allRinterno dei c
Gardena, Campolongo, Pordoi, Il passo Duran, pas- monumento WH, sia nelle sue immediate vicinan-
so Staulanza, passo Cibiana, passo Rolle e Valles, ze. La loro presenza spettrale ha effetti gravi sulla
passo campo Carlo Magno, in estate ed inverno si percezione del paesaggio protetto. Purtroppo la ri-
trasformano in distese di parcheggi disordinati che cerca, al di là della raccolta analitica delle situazioni
invadono spazi fragili e strategici dal punto di vista esistenti, non ha portato effetti pratici (rimozione,
paesaggistico ed ecologico. La percezione del si- ripristino ambientale, ecc). La Fondazione non ha
gnidcato della montagna è dovunque snaturata dal trovato l’energia per passare ad azioni concrete,
chiasso, dallRinquinamento, dal disordine, dai ri nonduti,
ottenendo dalle Amministrazioni pubbliche in-
dalla sovrapposizione sul paesaggio di quelle ster- teressate le necessarie risorse e volontà di collabo-
minate valanghe di metallo su ruote. Nella mission razione.
della SCG si afferma l’importanza cruciale della ri-
qualidcazione dei passi dolomitici, tanto dal punto
di vista funzionale quanto paesaggistico anche at-
5 e) IL RECUPERO DEGLI ALPEGGI
traverso il miglioramento del trasporto pubblico e
l’integrazione dello stesso con mezzi di trasporto Nonostante l’evidente assenza di un progetto ge-
a basso impatto energetico. Le fa eco la Strategia stionale di ampio raggio dei delicati “prati aridi”, ab-
del Turismo, punto 3), che prevede la URiquali - dca bandonati ad un pascolo specialmente bovino con
zione infrastrutturale e paesaggistica dei passi do- caratteristiche intensive, quasi industriali, la Fonda-
lomitici“. Nulla è stato fatto e nemmeno iniziato in zione non è corsa ai ripari in ottemperanza al punto
proposito. Nell’anno 2017 è stata sperimentata una 1 del Progetto Comunità C4, laddove si parla del re-
parziale chiusura, un giorno alla settimana, del solo cupero dell’alpeggio e delle attività silvo–pastorali.
passo Sella. Una sperimentazione debole a causa
della sua parzialità. Timida iniziativa, ben presto
naufragata per colpa delle contraddittorie decisioni
politiche delle amministrazioni provinciali e regio-
nali interessate (si pensi alla assoluta mancanza
di volontà della Regione Veneto anche solo di af-
frontare il tema). A tutt’oggi - estate 2019 - l’assalto
delle automobili e delle motociclette non è stato per
nulla mitigato, nonostante gli studi di monitorag-
gio promossi sul campo, nonostante le proposte,
anche di mediazione, avanzate dalle associazioni
ambientaliste ed alpinistiche nazionali e delle pro-
vince di Trento e Bolzano, abbiamo accolto con for-
ti perplessità e non siamo per nulla convinti dalle
proposte limitate al pagamento di pedaggi. Sul pa-
gamento comunque intendiamo essere propositivi,
ma è evidente che eventuali misure esclusivamente
monetarie non rappresenterebbero validi deterrenti
né sul piano della frequentazione né su quello del
messaggio emblematico (Strategia del Turismo,
area B3, punto 1) Promozione della mobilità soste-
nibile e gestione integrata della mobilità; punto 2)
Gestione coordinata dei flussi e degli accessi prin-
cipali).
156 . Gli a rea li a r i s chi o i m m e d i at o
6 a) MARMOLADA
delsignidcatodelmonumentoWH.
Da anni la Provincia Autonoma di Trento sta cercando
di imporre progetti di assalto funiviario alla Marmo- 6 b) PASSO DI MONTE CROCE COMELICO – PADOLA
lada. Progetti orientati verso una concezione arcaica
del turismo di massa, imperniato su un nuovo colle- Nel gennaio 2017 lo studio Plan Team di Bolzano
gamento funiviario da Passo Fedaia al Sas Bianchet su incarico della società “Drei Zinnen” ha realizzato
(quota 3050). Qualora venisse realizzato, questo pro- uno studio di fattibilità per un progetto di valoriz-
getto andrebbe a modidcare la stessa struttura - ge sciistica dei pendii della valle del Comelico,
zazione
omorfologica del versante Nord della Marmolada in che salgono verso il condne altoatesino, - per coll
direzione di Punta Rocca. In alternativa i comuni di gare alcuni impianti di risalita del versante veneto
Canazei (TN) e Livinallongo (BL) sostengono un pro- con l’estesa rete degli impianti sciistici della Provin-
getto di collegamento sciistico che da Arabba (BL) sa- cia Autonoma di Bolzano. Le autorità amministra-
lirebbe a Porta Vescovo per poi scendere su versante tive del Veneto e dell’Alto Adige hanno previsto di
valanghivo, che adduce al passo Fedaja (TN) e quindi reperire le ingenti risorse dnanziarie - necessar
risalirednoasbancareulteriormentelagiàdevastata tingendo ad una parte del Fondo comuni condnanti
Punta Rocca, con l’inserimento di un nuova impattan- (ex Fondo Odi). Il collegamento sciistico progettato
te stazione di arroccamento. Nel mese di luglio 2019 verrebbe pagato per il 70% dalla Provincia di Bolza-
presso il Comune di Canazei è stato depositato un no con 26 milioni di euro, allo scopo di far tracimare
progetto che intende abbattere per ricostruire l’attuale nel Veneto la rete degli impianti della Val Pusteria,
bidonvia che da Passo Fedaja sale a Pian dei Fiacco- ormai satura.
ni, quota 2650. Si intende allungare il percorso dno a
quota 2750, l’impianto passerebbe da una potenziali- Il progetto prevede:
tà di trasporto persone di 350/ora a oltre 2000/ora. A
a) due nuovi impianti di risalita in territorio
questa quota sarà previsto nel tempo un grande risto-
bellunese: la cabinovia Popera, che sale da Campo-
rante–terrazza di alta qualità. L’area di arrivo è stata
trondo in Valgrande (1306 m s.l.m.) dno alla Cima
scelta perché strategica per poter effettuare il balzo
dei Colesei (1972 m s.l.m.) e la seggiovia Valgran-
impiantistico a Punta Rocca, quota 3250. Il Comune
de, che da Campotrondo sale verso il Col d’la Tenda
di Canazei ha recentemente approvato una variante al
(1600 m s.l.m.);
Piano Regolatore generale che prevede l’allargamento
dell’area sciabile in Marmolada in zona SIC e in area b) tre nuove piste che collegano la Cima dei
coredelpatrimonioUNESCOaldnedipoterrealizzare Colesi al Passo di Monte Croce Comelico (Popera I);
un ipotetico impianto che da Pian dei Fiacconi salga la pista Popera II, che dal Passo di Monte Croce Co-
a Punta Rocca, versante della Provincia di Trento. La melico scende a Campotrondo, e la pista Valgrande
proposta di variante, contrastata da tutto l’associa- che scende sotto l’omonimo impianto in progetto.
zionismo ambientalista, è ora all’attenzione della Pro-
vincia Autonoma di Trento. Le associazioni dal canto Inoltre è programmato un ampio bacino per l’inne-
loro sono impegnate per presentare progetti alternati- vamento artidciale nei pressi di Bagni di Valgran
vi.InparticolareMountainWilderness,dndalha 198, in prossimità delle sorgenti sulfuree. Infatti, la quota
messo a disposizione dei decisori un progetto orga- modesta delle previste stazioni d’arrivo, unita all’o-
nico e di ampio respiro per il recupero paesaggistico, rientamento meridionale dei percorsi, renderebbe
turistico, sociale dell’area di passo Fedaja. Nel 2018 necessario un costante e costoso uso dell’inneva-
sono state proposte al Comune di Canazei una serie mentoartidciale.Senzatenereincontola - progres
di sei azioni immediate per una Marmolada dell’im- va scarsità di precipitazioni nevose dovute al riscal-
maginario.Iprogettidiriqualidcazionedelterritorio, damento di del Pianeta. Come riportato nel Rapporto
cui dovrebbe occuparsi la Fondazione, sono tutti fer- Ambientale del Piano Regionale Neve (PRN) della
mi, mentre le amministrazioni pubbliche continuano Regione Veneto, le nuove piste da sci e i nuovi im-
a sostenere in modo preoccupante i suddetti piani di pianti intersecherebbero aree di notevolissimo e do-
ampliamento dell’area sciabile, a evidente discapito cumentato pregio naturalistico e ambientale.
16Tra queste zone si annoverano aree Natura 2000 Se è indubitabile che solo una piccola parte del colle-
tra cui la ZPS IT3230089 “Dolomiti del Cadore e del gamento interessa direttamente le aree core e buffer
Comelico” e il SIC IT3230078 “Gruppo del Pope- del monumento WH, è altrettanto vero che tale colle-
ra, Dolomiti di Auronzo e del Comelico”. Lo stesso gamento fra le due valli andrebbe ad incidere in modo
RapportoAmbientaleclassidcalavalledelComelico dednitivo e negativo sulla conservazione - di un
(Padola) di medio-basso pregio sciistico potenziale biente e di un paesaggio naturale unici al mondo.
ed evidenzia come la realizzazione di questo proget-
Ci troviamo nella linea di intersezione fra l’area ge-
to comporti un incremento della cementidcazione e
ologica di rocce metamordche dellRAdamello - e que
un’ulteriore pressione sulle risorse idriche già forte-
le calcaree delle Dolomiti di Brenta, in uno dei punti
mente messe in crisi dagli impianti idroelettrici pre-
piùsignidcatividiungeoparcotutelatodallRUN
senti (centrali di Sopalù, Campolongo e Pelos). Stia-
Anche recentemente, giugno 2019, da più parti sono
mo parlando di un ambiente naturale di spettacolare
riprese urgenti e urlate sollecitazioni a favore della
fascino, che dno ad oggi si è conservato pressoché
realizzazione di quest’opera. L’area è già stata de-
integro. L’intero versante occidentale della valle del
turpata nel 2016 dalla escavazione di un invaso per
Comelico, con i tracciati degli impianti a fune e delle
lRinnevamento artidciale capace di oltre 170. mc.
piste da sci proposti dal progetto, rientra nei condni
di acqua.
della “buffer zone” stabiliti dall’UNESCO quando ha
riconosciuto a una parte del territorio delle Dolomi- 6 d) TOFANA
ti la qualità necessaria per essere inserita tra i Mo-
numenti naturali Patrimonio dell’Umanità in quanto Per la preparazione delle piste dei campionati del
territorio non ancora antropizzato: il documento che mondo di sci alpino del 2021 a Cortina d’Ampezzo
sancisce tale riconoscimento (Report of decisions of si sono potenziate e allargate numerose piste di sci,
the 33rd session WHC-09/33.COM/20, p. 188 of the nel cuore delle aree protette del Patrimonio. Quelle
World Heritage Committee; Seville, 2009) pone come radicali trasformazioni dell’ambiente naturale d’al-
elementi fondamentali il mantenimento dell’integrità ta quota sono state rese possibili grazie ad un largo
delle porzioni di territorio non ancora antropizzate e usodiesplosivo,modidcandoinmodoirreversibil
in particolare il divieto di intensidcare - lemorfologia
infrastrut delle pareti e delle rocce, nel più assoluto
ture esistenti nonché l’obbligo di gestire in modo silenzio della Fondazione Dolomiti UNESCO.
sostenibile il maggior flusso turistico derivante dal
riconoscimento A ragione dunque la Soprintenden- Per sostenere l’iniziativa dei mondiali del 2021 di sci
za Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area me- alpino il Ministero dell’Ambiente (Italia), il Comune di
tropolitana di Venezia e per le Province di Belluno, Cortina d’Ampezzo, la FISI, la Fondazione Mondiali
Padova e Treviso ha espresso più di una volta pa- 2021 e la Fondazione Dolomiti UNESCO hanno ela-
rere negativo (pareri negativi rilasciati il 14.01.2015 borato una carta che si apre sostenendo la propria
(Prot. n. 0000670), il 17.02.2015 (Prot. n. 0003533), il fedeltà allo sviluppo sostenibile e alla ricerca di un
16.06.2015 (Prot. n. 0013652), il 27.02.2017 (Prot. n. consenso dal basso presso le popolazioni locali per
0004167-VE-Re), il 01.09.2017 (Prot.n. 0018737-VE- le diverse iniziative. È una dichiarazione di intenti per
Re), anche dopo che il progetto è stato lievemente lo meno azzardata.
modidcatodaiproponenti(Prot.n.02754-VE-Re),
I comitati ambientalisti di base locali, sostenuti da
a causa dell’inaccettabile impatto ambientale e pa-
Mountain Wilderness, WWF, hanno elaborato una car-
esaggistico del collegamento in oggetto. E la Fon-
ta alternativa che elenca in modo preciso cosa signi-
dazione? Perché non sostiene apertamente l’oppo-
dchi, per un simile territorio, uno sviluppo real
sizione della Soprintendenza? E le Amministrazioni
sostenibile, non solo a parole, ma nei fatti.Comitati ed
territoriali della Provincia di Bolzano e delle Regione
associazioni hanno avuto tre incontri con la Fonda-
Venete, che si fregiano del riconoscimento UNESCO,
zione dei mondiali di sci alpino, dove si sono elencate
perché non agiscono per la salvaguardia e la tutela?
le criticità presenti sui temi della mobilità, delle aree
6 c) SERODOLI (BRENTA) parcheggio, dei lavori che interessano le piste; si sono
individuati precisi obiettivi compensativi da realizzare
È dal 2015 che la Provincia autonoma di Trento e le anche con minimi costi. Tali incontri sono stati tutti
società impiantistiche di Madonna di Campiglio con- improduttivi, con il risultato sconfortante che oggi il
tinuano a sostenere un collegamento sciistico fra la versante della Tofana di Mezzo verso Cortina d’Am-
valle Rendena e la valle di Sole attraverso Serodoli. pezzo è stato irrimediabilmente alterato.
176 e) LATEMAR – PASSO FEUDO E PASSO COSTALUNGA
Sul nodo del Latemar, intorno a passo Feudo, all’interno di un’area core del Monumento del mondo, si sta sca-
vando un ampio bacino di raccolta delle acque per lRinnevamento artidciale delle piste verso
Pampeago.
Talebacinohadevastatounamorenaglacialepostainsellaallacresta,condnantecolperimetro -
so geologico italiano (Comune di Predazzo), e ha stravolto un’area di pascolo delicata, caratterizzata da prati aridi
particolarmente protetti dalle normative europee (direttiva Habitat) e da zone umide.
Un nuovo bacino di innevamento sta per essere ultimato a passo Costalunga sul versante di Bolzano, nel cuore
delle foreste devastate dalla tempesta Vaia.
6 f) LATEMAR – CATINACCIO
Nonostante il parere negativo della Fondazione Dolomiti UNESCO il Comune di Nova Levante ha deliberato l’ap-
provazione del progetto di UriqualidcazioneV del rifugio Coronelle, prevedendovi a danco la cos
inutile torre panoramica in vetro, denominata “Touching The Dolomites”. Si tratta di uno dei più evidenti passaggi
negativi della innovazione in termini di architettura, una protesi imposta al paesaggio alpino estremamente im-
pattante e priva di alcun riferimento storico e identitario, che ha come unico obiettivo incrementare il richiamo
turistico nella zona.
6 g) MONTE CIVETTA
In previsione delle Olimpiadi invernali del 2026 a Cortina d’Ampezzo e in Lombardia una rete di imprenditori fa-
centi capo a Superski Dolomiti, già organizzatasi in specidca società, ha ideato una serie di impian
che dovrebbe collegare Passo Falzarego (BL) ad Arabba (BL) per poi raggiungere, attraverso Colle di Santa Lucia,
Selva di Cadore ed arrivare al carosello sciistico di Monte Civetta, Palafavera, Alleghe (BL). Diversi tratti del tragitto
interesserebberoilpatrimoniodiDolomitiUNESCO,altriapiùbassequotelosdorerebbero.Sitrat
di estrema invasività che, qualora venisse realizzato, sconvolgerebbe l’intero ambito paesaggistico e morfologico
del cuore più intimo delle Dolomiti. Fino ad oggi la Fondazione non ha manifestato segni di opposizione.
InprevisionedeiCampionatidelmondodiscialpinodela 201 CortinadRAmpezzoèinviadidednizioneilpro
dicabinoviachecollegheràPocolalle5Torri,unacabinoviacapaceditrasportarednoa180persone/ora
6 h) VALLE BADIA
Sempre in previsione delle Olimpiadi invernali del 2026 gli stessi imprenditori di cui sopra immaginano di riuscire a
collegare passo Falzarego (BL) alla valle Badia (BZ) attraverso Valparola. Anche questo è chiaramente un progetto
insostenibile dal punto di vista ambientale e naturalistico. Si attende l’opinione della Fondazione.
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