KALEIDOS - POPOLARE MESTRE AGORÀ UNIVERSITÀ - UNIVERSITÀ POPOLARE MESTRE
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kaleidos
13 QUADERNO dell’UPM n.
a
OTTOBRE / DICEMBRE 2010
gorà
KALEIDOS la rivista dell’UPM n. 13 ottobre / dicembre 2010 - distribuzione gratuita
UNIVERSITà
edizioni genesidesign.com POPOLARE MESTREKALEIDOS
quaderno DELL’ UPM
n. 13 • ottobre / dicembre 2010
Comitato di Redazione
Annives Ferro
Franco Checchin
Gigliola Scelsi
Giovanni Venturino
sommario
Roberto L. Grossi
Consiglio Direttivo
Carlo Zaffalon
Annives Ferro
Mirto Andrighetti p.
Enrica Tavella
3 Editoriale
Lucia Lombardo
Gabriella Riva 4 Dalla piazza reale alla piazza virtuale
Andrea Simion 6 La riscoperta del valore della piazza come cuore urbano
Franco Checchin 7 L’uomo sospeso
A. Lucio Toro
8 Le mille forme dell’agorà, una città che cambia in fretta
AnnaMaria Quintarelli
Flavio Andreoli 10 Racconti di vita
12 Esiste il cinema in africa? (seconda parte)
SEGRETERIA 14 I fiori parlano
Francesca Neri
16 La piazza mediatica: i giornali
Copertina 18 La piazza teatro: poesie e canzoni per gente “per bene”
“Nudo” scultura di Alberto Viani 19 Agoras in Britain
in Piazza Ferretto a Mestre 20 Ipazia di Alessandria
foto © di Maurizio Ercole
22 Tante lingue, un solo linguaggio
proofreading 23 Librandosi di Alessandra
Alberto Madricardo 24 Spazi antichi e luoghi moderni
Franco Fusaro 25 Oda a una estrella
26 De Gauguin aux Nabis
EDITORE
GenesiDesign.com 28 Sulla domanda d’aiuto
tel. 328.4591036 29 Corsi anno accademico 2010/2011
31 Attività culturali
REDAZIONE EDITORIALE
Ida Cristina Mulinacci
Ivan De Toni
GRAFICA La responsabilità delle opinioni espresse negli articoli firmati è assunta
Maurizio Ercole dagli autori. I contenuti degli articoli non esprimono, né riflettono le
opinioni, i giudizi o le idee della redazione di Kaleidos e dell’editore
Stampa GenesiDesign.com e pertanto la redazione e l’editore non possono essere
Arti Grafiche Molin, Mestre VE ritenuti responsabile della loro attendibilità, né dei suggerimenti riportati
e delle eventuali opinioni espresse.
EAN 978-88-96049-30-X
Testi e disegni sono proprietà esclusiva dei singoli autori. La presente
opera con finalità culturale, didattica, illustrativa e non commerciale
si avvale del diritto di citazione per testi e immagini come previsto
dall’articolo 10 della Convenzione di Berna e all’art. 70 della Legge 22
aprile 1941 n. 633 e del Decreto Legislativo n. 68 del 9 aprile 2003.
2 kaleidoseditoriale
Tiziana Agostini, Assessora del Comune di Venezia
S e la nostra casa è lo spazio delle
sicurezze e degli affetti, la piazza è
il luogo dell’incontro e della recipro-
tono di ritrovare il nostro compagno
di banco di cui avevamo perso le
tracce sin dai tempi dell’adolescen
come in uno specchio che restitu-
isce l’identità propria. Non a caso
gli stranieri che abitano le nostre
cità. Questo almeno sul piano teori- za, sempre più perdiamo il senso città hanno creato simboliche piazze
co, perché sul piano concreto questa delle nostre relazioni interpersonali, identitarie, dove si riuniscono per
dicotomia, storicamente fondata e anche perché si dissolvono i luoghi di nazione di provenienza, ritrovando
umanamente necessaria, è oggetto incontro vero, le piazze. comunitariamente la loro identità
di una tale trasformazione di sensi Piazza naturalmente da intendersi negata nelle case e nelle fabbri-
e funzioni, da confonderne i tratti e come nell’antica Grecia, ovvero “ago- che dove lavorano, culturalmente
lasciare smarrite le persone. rà”, che nella sua etimologia contiene il distanti.
Che cosa rimane di privato nella casa significato di “radunare” e “condurre”. In realtà, anche se le nostre piazze
del “Grande Fratello” dove le teleca- In quello spazio della polis, urbanistica- visibili sembrano meno frequen-
mere scrutano tutti gli istanti di vita mente definito, le persone si recavano tate o utilizzate da chi sentiamo
degli inquilini e quanto rimane di per animarlo facendolo diventare ancora distante da noi, differente
riservato dei nostri pensieri se tutti i opportunità di incontro e di scambio, è il modo con cui si crea l’ago-
nostri computer sono connessi ad una di idee e di merci. Uno spazio “aperto”, rà oggi. Se non rimaniamo alla
rete in grado di leggere i nostri archivi dunque, mentre il Foro romano, che superficie delle trasformazioni
e conoscere le nostre inclinazioni? pur significa piazza, porta con sé l’idea sociali, e non ci facciamo prende-
La dimensione del privato personale di luogo chiuso, definito, certo luogo re dalla negatività dei cosiddetti
è una bella utopia se pensiamo sem- civile per eccellenza, ma molto più non luoghi, come Augè definisce i
plicemente che prelevando denaro istituzionalizzato rispetto all’agorà. E la punti di incontro della modernità,
con il bancomat lasciamo traccia del nostra stessa parola “piazza”, che nasce dalle metropolitane agli aeroporti,
nostro passaggio, il nostro telefono dall’idea di slargo di una via ed è fonda- uguali e anonimi in tutti gli angoli
cellulare è un’antenna che consente mentalmente un luogo ampio, è debole del pianeta, troviamo le nuove
di individuare in ogni istante dove nel significato a confronto di “agorà”. agorà, ovvero la dimensione socia-
siamo, il telepass denuncia i nostri Dal punto di vista architettonico ci sono le e comunitaria, nella dimensione
spostamenti, le telecamere di sicu- in Italia e altrove meravigliose piazze, è associazionistica, in quel ritrovarsi
rezza ci filmano e i satelliti ci scru- fuor di dubbio, ma queste rispondono a decine e a centinaia su scopi con-
tano. Insomma siamo rintracciabili ancora alla loro attesa funzione sociale? divisi, per trascorre insieme del
e interpretabili, ma come oggetti Sanno, appunto, come l’agorà, raduna- tempo, per ritornare a investire su
di interesse più che come soggetti re le persone? Sì, se magari c’è un locale di sé studiando e imparando nella
relazionali. Siamo espropriati di alla moda in grado di riempirle di gio- stagione restituita al soggetto dopo
noi stessi, ma tutto ciò non produce vani per lo spritz o se ci sono bei negozi una vita di lavoro, come consente
nuova socialità. lungo i quali passeggiare. Ma i luoghi di di fare da 65 anni l’Università
Certo nel passato non si può dire che appuntamento e di socializzazione vera popolare di Mestre.
la sfera del privato fosse maggior- sembrano essersi spostati altrove, negli Se gli indicatori economici, in
mente tutelata: pensiamo alla vita del spazi coperti dei centri commerciali o questi tempi di crisi, ci intristisco-
nostri paesi, dove ciascuno sapeva nei luoghi virtuali di incontro telema- no, l’attenzione al capitale sociale
tutto di tutti, ma questo significava tico, mentre rimane il nostro bisogno di una comunità, frutto della mes-
anche che ognuno si sentiva parte di agorà, il desiderio di incontro con sa in rete di persone per finalità
di una comunità. Come ebbe a dire l’altro e dunque di un luogo neutro dove precise, registra sempre valori
Cesare Pavese “paese è non sentirsi ciò sia possibile. Perché se non usciamo positivi ed è la ricchezza con cui si
soli”. Oggi invece, nel mentre si dalla dimensione personale, e dunque realizzano proprio le più impor-
moltiplicano i controlli e le connes- simbolicamente dalla casa, non incon- tanti piazze, costituite da persone e
sioni, compresi i social network di triamo l’altro, ed è solo nell’incontro non da mattoni.
recente invenzione, che ci consen- con l’altro che riconosciamo noi stessi,
kaleidos 3dalla piazza reale alla
piazza virtuale
Franco Fusaro
S e non fossero esistite “le
piazze” la storia degli Stati
e dei Popoli andrebbe riscrit-
la piazza, con le sue molteplici
funzioni, è uno dei massimi
beni culturali e civili della sto-
pubblici delimitavano uno spa-
zio pubblico significativamente
determinante per la vita socia-
ta, e non solo quella politica ria dell’umanità. le, in cui si andava per vedere e
ma anche quella economica, Si pensi infatti al ruolo da essa farsi vedere, tanto da divenire
sociale e culturale. In esse svolto nell’evoluzione della poi quasi il modello della suc-
si è svolta la vita pubblica e società occidentale. cessiva piazza italiana.
collettiva, contrapposta alla La piazza greca, l’Agorà, ci fa Il cittadino medievale ha nella
vita privata dei palazzi e delle venire in mente i dialoghi di piazza il fulcro del suo senso
abitazioni. Nelle piazze si è Socrate: luogo in cui perso- di appartenenza alla comunità:
definita meglio che altrove, naggi vari e talvolta famosi essa è il luogo fondamentale
anche se talvolta in modo con- discutono democraticamente della socialità, degli affari,
trastato, l’identità comunitaria ed esemplarmente di filosofia delle adunanze, dei procla-
di un paese, dalle poleis greche e politica, di etica ed estetica, mi, delle decisioni, in essa
ai comuni medievali, dalle di amore e amicizia … si affacciano gli edifici del
città urbanizzate del Sette- La piazza romana, il Foro, è il potere civile ed ecclesiastico,
Ottocento alle megalopoli del luogo del potere politico e mi- là si incrociano i mille rivoli
Novecento. Per questo motivo litare: colonne, templi, edifici dell’economia cittadina. Tal-
4 kaleidosA sinistra:
un centro commerciale a Mestre.
volta, nelle città più grandi, le progressivo affermarsi della di incontro sociale, quindi
diverse funzioni si dividono e democrazia liberale, concessi- quel ruolo di centro vitale del-
allora troviamo la piazza civi- va nel confronto con i gruppi la città che ne aveva fatto nel
ca, la piazza della cattedrale e e le classi emergenti e quindi corso dei secoli la metafora
quella del mercato. con le “manifestazioni di piaz- stessa della civiltà occidentale
Nel Rinascimento la piazza ri- za”, si ebbe quasi l’illusione e della sua coscienza comuni-
sente più di altri luoghi delle di un ritorno simbolico, anche taria. Le piazze delle bombe,
trasformazioni urbanistiche, se animato da un’inedita co- delle stragi e dei morti am-
tende infatti a prevalere la scienza politica da parte delle mazzati, insomma degli “anni
piazza come “luogo politico” in masse, all’Agorà greca come di piombo”, paiono in tal sen-
cui signori e principi ostentano luogo di democratico confron- so un triste e fallito tentativo
ruolo, ricchezza e distanza dagli to. In realtà la “piazza libe- di restaurazione autoritaria
altri cittadini, che avranno in- raldemocratica” divenne ben e, genericamente parlando,
vece come riferimento esisten- presto drammatico luogo di fascista.
ziale oltre che sociale il merca- contesa degli opposti schiera- E ora? Dagli anni novanta in
to e la piazza della cattedrale. menti, di violenta opposizione poi alla “piazza reale” è andata
Nella piazza della seconda ai regimi liberali e infine fe- per lo più sostituendosi una
metà del Settecento (si pensi condo terreno di coltura del “piazza virtuale”, prima tele-
alla Rivoluzione industriale e fascismo e del nazismo. visiva e poi internettiana (si
alla Rivoluzione francese) ci Anche in questo caso si pensi pensi ai molti Social Network).
immaginiamo grandi folle alla all’Italia e alla contrappo- Una piazza quest’ultima però
ricerca di affermazione eco- sizione tra interventisti e privatistica e paradossalmente
nomica, di riscatto sociale o di neutralisti alla vigilia dell’in- frammentaria, non più luogo
un nuovo modello di comuni- gresso del nostro paese nella di riconoscimento sociale, di
tà, più libera e più giusta. Grande Guerra: nelle “radiose serio confronto, di costruzione
Nell’Ottocento questa fun- giornate di maggio” la piazza dell’identità collettiva, bensì
zione si radicalizza: la piazza nazionalista e interventista spazio alienante di pietose
diventa luogo di monumenti e riuscì a imporre al Parlamento elucubrazioni esistenziali, di
cartelloni pubblicitari (i pri- italiano, in maggioranza neu- “messaggini” volgari o insi-
mi!), di frenetico movimento, tralista, l’intervento (peraltro gnificanti, di facili adesca-
di carrozze e cavalli, di incon- già deciso) nel conflitto. menti, di penosi attacchi e
tro e scontro. Fascismo e nazismo dimostra- altrettanto penose esaltazioni:
La contestazione politi- rono negli anni seguenti in per ben che vada, insomma,
ca, inevitabilmente segreta maniera ineguagliabile questa una “bacheca sul nulla”.
nell’Ancien régime della prima capacità di utilizzare la piazza Tuttavia assistiamo da un po’
metà del secolo, “scende in come grancassa del regime: di tempo a un inedito intreccio
piazza” nel 1848, la politica come non ricordare le “aduna- tra piazza reale e piazza vir-
esce alla luce del sole e diventa te oceaniche” a Piazza Venezia tuale, a uno strano e reciproco
manifestazione pubblica, di o l’uso scenografico e mistico rimando in cui sembra aver ri-
massa. La piazza diventa luogo delle masse a Norimberga. preso fiato la “voce della piaz-
privilegiato di partecipazione In tempi più recenti e comun- za”, quella vera, attraverso cui
popolare, di riconoscimento que dopo il crollo dei regimi si costruisce insieme, fatico-
politico e di rapporto conflit- totalitari o semitotalitari, di samente una coscienza civica e
tuale con il potere costituito. destra e di sinistra, la piazza sociale. Staremo a vedere.
Si pensi a Daniele Manin che sembrava ritornata a svolgere
in Piazza San Marco proclama il ruolo già ottocentesco di
la Repubblica di Venezia il 22 luogo di denuncia, di manife-
marzo 1848. stazione democratica, di con-
Con l’inizio del Novecento e il fronto politico aspro ma civile,
kaleidos 5la riscoperta del valore della piazza come
cuore urbano
Federico Burbello
I n un recente libro-
intervista il poeta Andrea
Zanzotto (In questo progresso
La cosiddetta città diffusa
(già negli Sessanta Giuseppe
Samonà usava il termine
piazza come cuore urbano, da
parte degli architetti moderni,
avvenne in un convegno nel
scorsoio, 2009) lamenta “città-regione” e “campagna 1951 dove Ernesto Nathan
“l’aggressione al paesaggio… urbanizzata”) non è riuscita Rogers, uno dei maestri della
la scomparsa del mondo a creare nuovi “centri” cultura architettonica italiana
agricolo…una proliferazione ma, nell’accezione di scrisse allora: “Abbiamo
edilizia inconsulta e casuale Marc Augé, “non luoghi”; introdotto la parola “cuore”
che deturpa il territorio dalle caratteristici questi ultimi nel linguaggio della tecnica
Dolomiti al piano”. della nostra epoca segnata urbanistica. Avremmo potuto
Una voce, quella del poeta di “dalla precarietà assoluta, dire come qualcuno aveva
Pieve di Soligo, che diventa dalla provvisorietà, dal proposto “nocciolo”, che è la
prima lamento e poi grido transito e dal passaggio, da un parte del frutto che contiene
per ciò che gradualmente sta individualismo solitario” (M. le sementi, cioè le potenziali
definitivamente scomparendo Augé, Non-lieux, 1992), dove energie di un organismo. Ma
lasciando frammenti di unità l’omologazione degli spazi è cuore ha più palpito e riassume,
ormai compromessa dove “non data agli standard in cui nulla oltre ai valori fisiologici e
si sa più se si è in un piccolo è lasciato al caso e tutto è biologici, quelli del sentimento”.
mondo antico che muore o in calcolato con precisione. E’ importante perciò nella
una gigantesca Los Angeles Architetti e urbanisti usano realtà del mondo attuale
che nasce” (Paolo Rumiz, La spesso la dizione “piazza globalizzato creare spazi di
secessione leggera, 1997). all’italiana” per significare alto valore simbolico capaci
La piazza, soprattutto nella un luogo in cui i cittadini non solo di interpretare le
tradizione europea e in convergono per incontrarsi, novità del nostro mondo ma
quella italiana in particolare, discutere, osservarsi; “un di esprimere insieme il valore
nonostante i profondi luogo degli sguardi” (Paolo delle nostre radici.
mutamenti del contesto e Portoghesi, La piazza come In questo l’architettura,
degli equilibri urbanistici , luogo degli sguardi, 1990), realizzandosi nel modello
è tuttora il luogo urbano per simbolico della coesione della piazza come luogo della
eccellenza, punto di maggiore sociale, un cuore insomma società civile, deve tornare ad
rappresentatività e ancora in cui molti cuori possono essere l’espressione di una
simbolo di un territorio pulsare all’unisono. La volontà corale.
metropolitano. riscoperta del valore della
6 kaleidosA sinistra:
Prato della Valle, Padova.
l’uomo sospeso
“Sopra Vitebsk”
di Marc Chagall, 1914.
Nicola Gambini
L ’αγορα era, innanzitutto,
l’adunanza cittadina, l’as-
semblea del popolo; poi, per
conosciamo la partecipazione
diretta alla vita politica proprio
perché la democrazia rappre-
E il privato diventa pubblico
e il pubblico privato, e tutto si
confonde in una corsa affannosa
derivazione, il termine finì per sentativa che ormai informa senza scopo, col solo intento di
indicare il luogo dell’adunanza, quasi tutti gli stati, media tra i non rimanere presso sé stessi,
che nelle città greche serviva sia due momenti del pubblico e del nel rischio di scoprire che uno
per le adunanza politiche quanto privato, e mediando, in parte li scopo manca in tutto questo no-
per il mercato. tiene lontani. stro anfanare.
In quanto assemblea, quindi, Se l’αγορα, è il luogo dove il
l’αγορα, è l’assemblea di tutti singolo trova l’altro, inteso sia
i membri della città, in quanto come altro-singolo, che come
piazza, invece, il luogo in cui tale altro-comunità, dove il singolo Imitazione
assemblea prendeva corpo. incontra sé stesso? Qual è lo spa-
Sia nell’uno, che nell’altro zio adibito a questo consesso tra Lungi dal proprio ramo,
caso, si tratta del momento di l’individuo e il suo sé? Povera foglia frale,
interazione del pubblico con il Difficilmente troviamo spazi Dove vai tu? Dal faggio
privato, sia esso di stampo poli- per questo incontro, che è, in- Là dov’io nacqui, mi divise il vento.
tico piuttosto che commerciale. nanzitutto, un incontro intimo. Esso, tornando, a volo
Nell’αγορα, il singolo incontra I ritmi frenetici della vita non Dal bosco alla campagna,
l’altro, ritrova sé stesso come concedono spazi all’incontro con Dalla valle mi porta alla montagna.
membro di un gruppo, e scopre sé stessi, e quando questi acca- Seco perpetuamente
che l’interesse privato non è dono, per abitudine consolidata Vo pellegrina, e tutto l’altro ignoro.
svincolato da quello pubblico. all’azione cresce, in noi il disagio Vo dove ogni latra cosa,
Il pubblico, a sua volta, non ri- della quiete. Dove naturalmente
mane lontano e nascosto come il Certamente all’uomo d’oggi è Va la foglia di rosa,
Grande fratello, ma aprendosi al sempre più alieno il senso del E la foglia d’alloro.
singolo trova la sua realizzazione pubblico, inteso come ciò che gli
nella concretezza di ogni giorno. è comune con gli altri, ma a lui G.Leopardi, Canti
L’αγορα, quindi, in quanto luo- è altrettanto alieno il senso del
go della partecipazione pubblica, privato, inteso come ciò che gli
ci rimane in parte aliena. Non è comune con sé stesso, intimo.
kaleidos 7le mille forme dell’agorà
una città che cambia in fretta
Loris Trevisiol, operatore sociale del Comune di Venezia
L ’agorà, intesa come il luogo
ove avvengono, si creano o
si mantengono, numerose rela-
zione delle informazioni, degli
interessi, degli scambi commer-
ciali, del mercato del lavoro, dei
tropologo Marc Augé parla di
non-luoghi in contrapposizione
ai luoghi.
zioni interpersonali è un luogo luoghi di potere ha inesorabil- Per Augé un “luogo” (e i rife-
essenziale per la costituzione dei mente influenzato gli spazi rico- rimenti sono soprattutto agli
nostri territori, per il nostro abi- nosciuti come centri nevralgici spazi comunitari) è semplice-
tare, per il nostro far comunità, della vita cittadina. mente una frazione di spazio
per il nostro far lingua. Il cam- Nei paesi piccoli vi sono state “lavorata dalla storia, dalla
biamento dell’agorà forse riflette meno variazioni per le zone memoria, dall’esperienza vis-
le profonde modifiche che, in dell’agorà, i luoghi deputati suta di una collettività”, in cui
particolare negli ultimi cinquan- all’incontro, al ritrovo di perso- ci si trova “a casa propria”, dove
ta anni, hanno fatto cambiare ne mosse da interessi comuni, ci si può muovere “ad occhi
il volto dei nostri centri abitati. alla discussione collettiva in chiusi”(perché ogni parte del
Ricordo alcune agorà significa- forma assembleare. La chiesa, territorio ci è nota) e ci si può
tive per la nostra città, alcune di il suo sagrato ed il suo patrona- “capire al volo” (perché ogni
queste lo sono ancora, altre non to; il mercato e le sue strade; le comportamento, atteggiamento,
più, le nomino ben sapendo di sagre; il campo sportivo sono parola degli altri ci sono consue-
scordarne alcune di altrettanto rimasti pressoché invariati, an- ti), uno spazio dove si riconosco-
importanti, ad esempio il porto, che se ricostruiti o ristrutturati. no gli altri e si è “riconosciuti”:
dal punto di vista mercantile, il I cinema presenti nei paesi sono il villaggio, il quartiere, la piazza,
mercato di Rialto, di Parco Pon- invece quasi dovunque scom- il cortile, ma anche la fabbrica,
ci, l’ortofrutticolo di via Torino o parsi per accorparsi nelle strut- il caseggiato operaio, il mercato
quello delle varie Municipalità, ture multisala. corrispondevano per l’antropo-
dal punto di vista commerciale. Fin dall’antichità lo spazio pub- logo francese perfettamente a
Le fabbriche, la piazza S. Marco, blico in generale, in particolare questa definizione.
la piazza Ferretto e le piazze delle la piazza, ha rappresentato il Marc Augé definisce i “non-
singole Municipalità dal punto luogo in cui gli uomini che abi- luoghi”, spazi dove gli individui,
di vista occupazionale / politico / tano un aggregato urbano hanno estranei tra loro, indifferenti
religioso. La Fenice, il Malibran, costruito comunità. Oggi i nuovi l’uno all’altro, si sfiorano e si
il Goldoni, il Toniolo, il Corso, il habitat deputati alla costruzione urtano senza incontrarsi, dove
Teatro per Mestre, il Tag, il cine- del senso di collettività sono “nessuno si sente a casa pro-
ma Dante, il S. Marco, il cinema sempre meno gli spazi pubblici pria, ma non si è nemmeno a
Italia, Rossini e Accademia, il tradizionali e sempre più i cen- casa degli altri”.
Paradiso e l’Aurora a Marghera, tri commerciali, le discoteche, Oggi, egli sostiene, possiamo
il Bevilacqua a Zelarino, il Lux a i pub, i parcheggi, gli autogrill dire che questi luoghi pubblici o
Carpenedo, per tutti poi il pala- e, non ultimo, lo spazio virtuale sono scomparsi o sono diventati
sport Taliercio, il Palatronchetto delle reti telematiche. spazi inerti, vuoti di relazioni,
per la cultura. La frammenta- In merito a questi spazi l’an- fantasmatici. Diversificando i
8 kaleidossupermercati, gli aeroporti, le dello spazio urbano per tutti, ché quel luogo, successivamente,
metropolitane dal villaggio, il la dimensione dell’agorà. Io, non divenga collettivamente
quartiere, la piazza, il cortile, la nella fattispecie, ne individuo avvertito come qualificato.
fabbrica, il mercato. I primi, che una tipologia che si stacca dalle Ho in mente un parco in città che
sono spesso privatizzati e milita- altre e Mestre, già da almeno una rappresenta in positivo quanto
rizzati (offrendo ai consumatori ventina d’anni, ha fatto propria sto sostenendo, è quello del mio
almeno in superficie confort e l’energia propulsiva di questi quartiere, il parco Hayez della
sicurezza); i secondi, che, o sono luoghi investendo nella loro Cipressina. Un luogo di ritrovo
conservati (talvolta imbalsamati costruzione, ampliamento e ma- significativo per genitori, bam-
in modo sepolcrale quali depo- nutenzione. Sono i giardini ed i bini, preadolescenti, giovani,
siti di memorie) o abbandonati a parchi pubblici della nostra città adulti, cani, padroni di cani,
se stessi ed al proprio degrado. di terraferma, sempre utilizzati anziani, di tutte le provenienze
E’ su questi ultimi che vorrei da una gran varietà di fruitori. e con diversi interessi. La vera
concentrare le mie attenzioni o Anche questi spazi, però, a vol- agorà della Cipressina è quel
meglio sulle zone dell’agorà sog- te vengono percepiti, soprat- parco, per quanto ci siano un pa-
gette ad abbandono e degrado. tutto da chi non li frequenta, tronato da una parte ed un Cen-
Se accettiamo le “provocazioni” con indifferenza o con disgusto tro Civico dall’altra abbastanza
di Augè dobbiamo registrare che se capita, per esempio, di sen- funzionanti. Questo parco nel
i luoghi pubblici teatri dell’Agorà tire o di vedere che qualcuno quotidiano è una dimostrazione
sono abbandonati in prevalenza faccia i propri bisogni all’aper- evidente che convivere, anche
dagli abitanti autoctoni della to, oppure con paura, il che con grosse fatiche, all’interno
città mentre spesso sono invece induce a pensarli, ed in questo di uno spazio comune (fisico e
ricercati dalle persone immi- sono fortemente responsabili i mentale) ben definito, è possi-
grate come luoghi in cui ricreare media , come spazi da privatiz- bile e con una certa naturalezza,
un’agorà a misura delle loro zare o da militarizzare, in nome ma, per ottenere questo, su quel
esigenze di socialità. Tanto più i dell’ordine sociale. Tutto ciò parco gli abitanti di vecchia data
nuovi luoghi dell’agorà sono ab- evidenzia la crisi dello spazio devono aver potuto investire
bandonati dagli autoctoni e tanto pubblico, sintomo evidente tempo ed energie; le istituzioni
più assumono, a torto o a ragio- della crisi dei processi di co- aver mantenuto un rapporto vivo
ne, la connotazione di luoghi struzione comunitaria. e significativo; le persone im-
degradati, anche solo perché fre- In questo caso, più che mai, è migrate aver potuto trovare uno
quentati da immigrati nelle loro possibile ritornare alle consi- spazio accogliente dove vi sia la
forme di agorà, non conosciute derazioni prima descritte: l’ab- possibilità di avviare e mante-
dagli autoctoni, non comprese, bandono non permette l’utilizzo nere iniziative di vario genere e
non tollerate, specie se troppo adeguato di nessun luogo, né tipo. Altro che abbandono.
esuberanti. La sensazione è che fisico, né mentale, il degrado nel La questione, come avrete ca-
se non si riusciranno a ricreare nostro immaginario non è dato pito, non è tanto e solo quella
nuovi spazi comuni in cui eser- solo dall’uso improprio (su cui è di tutelare tali luoghi, che non
citare e praticare le nostre diffe- necessario lavorare) ma soprat- per questo automaticamente
renze (trovando poi le forme più tutto dal timore dell’espropria- riacquisterebbero un’anima, ma
adatte a governare la conviven- zione, dal timore di perdere il di pensare che cosa significhi, a
za), saremo costretti a coesistere controllo anche virtuale di quegli partire dalla particolarità delle
con l’ulteriore smembramento spazi. In pratica, l’abbandono è situazioni, produrre spazi di so-
delle zone dell’agorà, in alcuni già di per sé la rinuncia a vede- cialità, produrre comunità.
casi le une contro le altre. re in termini positivi un luogo,
Ma non dimentichiamo che vi tutto ciò che accadrà successiva-
sono luoghi che rappresenta- mente in quel luogo sarà conse-
no ancora nella città, a pieno guenza del primo moto di allon-
titolo, la dimensione pubblica tanamento da esso, almeno fin-
kaleidos 9racconti di vita
Reza Rashidy
perpetuasse sotto altre forme
e motivazioni più subdole e
I figli di Adamo sono membra di uno stesso corpo mascherate.
e della stessa essenza sono stati creati.
Quando anche la più piccola parte si addolora per le avversità Oggi si prova ancora vergogna
della vita al ricordo delle leggi razziali
anche le altre perdono calma e quiete. del nazifascismo e degli eccidi
Tu che sei insensibile alle pene altrui che ne seguirono, ma si prova
mai e poi mai, potrai venire chiamato essere umano. indifferenza ed apatia di fron-
te alle migliaia di cadaveri che
Sa’di giacciono sui fondali del mar
(poeta persiano, Shiraz, 1184-1291) Mediterraneo e che di anno in
anno aumentano: esseri uma-
ni, donne e bambini, in fuga
L a coscienza dell’ Europa,
scossa e lacerata dalla
seconda guerra mondiale e
esercizio delle libertà democrati-
che garantite dalla Costituzione
italiana, ha diritto d’asilo nel
da situazioni insopportabili,
da guerre e da persecuzioni, in
cerca di un destino migliore.
ancora memore delle orri- territorio della Repubblica,
bili persecuzioni subite dai secondo le condizioni stabilite L’assenza di indignazione, la
suoi cittadini provò a defini- dalla legge.” cecità e l’indifferenza si fanno
re un meccanismo di tutela ancor più inaudite e sconcer-
internazionale attraverso la Sono trascorsi poco più di tanti se si pensa che uno dei
Convenzione di Ginevra. Qui sessant’anni da allora, ma luoghi dove quotidianamente
fu istituita la figura del rifu- sembra che ne siano passati si consumano e vengono alla
giato come portatore di diritti migliaia: frenetiche ed inces- luce inenarrabili tragedie è si-
riconosciuti da tutti gli Stati santi trasformazioni socioe- tuato nel “cuore” della nostra
firmatari. conomiche del nostro mondo città, a poche decine o centi-
sono state accompagnate da naia di metri da dove viviamo:
I padri fondatori della Repub- un altrettanto sbalorditivo non stiamo parlando della
blica Italiana, ai quali va rico- cambiamento della natura lontana Africa o di Lampedu-
nosciuto l’enorme acume e la stessa dell’uomo e dei suoi sa, ma del porto di Venezia e
grande sensibilità umana e ci- valori. dei suoi immediati dintorni,
vica, qualche anno prima ave- Dopo aver subito milioni di il Cuore pulsante della nostra
vano anticipato questo nobile vittime per le persecuzioni città e della sua economia,
proposito con una chiarezza razziali e religiose e più di dove ogni giorno attraccano
cristallina attraverso l’articolo cinquanta milioni di morti decine di lussuose navi da
10 della Costituzione Italiana: nella seconda guerra mon- crociera e altre imbarcazioni.
diale, nessuno in Europa
“Lo straniero, al quale sia im- avrebbe potuto immaginare Fu il 14 luglio del 2007, quan-
pedito nel suo Paese l’effettivo che quel terribile incubo si do i corpi nudi e senza vita
10 kaleidosdi tre ragazzi curdi di circa febbraio 2008)” soprattutto da quando Libia
20 anni restarono per ore e Italia hanno stipulato l’ac-
riversi al sole, nel piazzale di “21 clandestini di origine Af- cordo di cooperazione anti-
un autogrill alla periferia di ghana nascosti dentro un Tir immigratoria, anche somali,
Venezia. Erano morti soffocati sbarcato dal traghetto “Europa eritrei e sudanesi passati dal
tra le angurie e, come avrebbe Palace” proveniente dal porto golfo di Aden e poi dalla Tur-
raccontato il quarto di loro, di Patrasso in Grecia, vengono chia.
l’unico sopravvissuto, si era- intercettati al porto e rispediti in Il diritto d’asilo non viene
no nascosti dentro il Tir che Grecia (2 luglio 2010)” però mai menzionato in nes-
le trasportava per sfuggire ai ….. suno degli articoli di giornale
controlli della polizia di fron- riguardanti i respingimenti di
tiera del porto. È stupefacente che nessuno queste persone.
Da allora il bollettino di que- scorga una relazione tra quelle
sta singolare guerra non è mai morti e questi respingimenti, “Racconti di Vita” è il titolo di
cessato, di giorno in giorno nessuno sembra interrogarsi un progetto promosso dalla
morti su morti, dentro o sotto circa la liceità di quei respin- Casa della Cultura Iraniana in
i Tir: soffocati, schiacciati. gimenti. collaborazione con l’Asses-
I giochi di parole, i luoghi sorato alle Politiche Sociali
L’11 dicembre del 2008 di- comuni onnipresenti quando del Comune di Venezia e dell’
venta notizia di prima pagina media e politica istituzionale omonimo libro che lo seguirà
dei giornali locali il ritrova- si occupano di immigrazione dedicato alla storia di quei
mento del corpo senza vita di e di asilo, hanno a lungo con- pochi che dopo mesi o anni di
un ragazzino di tredici anni, tribuito a tenere nascosta la duro viaggio, di tanti respin-
straziato sull’asfalto di una realtà della violenza e dell’il- gimenti, costretti ad affron-
strada periferica di Venezia. Si legalità che da anni si perpetra tare traversie di ogni genere,
chiamava Zaher Rezai, era un nei porti dell’Adriatico: Ve- alla fine ce l’hanno fatta a co-
afghano che fuggiva dal reclu- nezia, Bari, Ancona, Brindisi struirsi una vita tra di noi.
tamento forzato dei talebani sono tutti luoghi accomunati Nell’ambito di questo
ed è scivolato dal Tir sotto il dalle stesse pratiche pura- progetto sono previsti
quale si era nascosto per sfug- mente repressive alla frontie- due incontri di con-
gire ai controlli. ra, attuate contro i migranti fronto e riflessione con
... scoperti sulle navi provenienti operatori sociali impe-
dalla Repubblica Ellenica. gnati in questo campo,
E nei giorni in cui nessu- L’ espressione utilizzata per con studiosi del settore
no muore le cronache e gli giustificare questi respingi- e con la diretta testi-
articoli dei giornali locali menti è parlare dei respinti monianza degli stessi
raccontano costantemente i sempre e solo come di “clan- ex minori stranieri e ri-
“respinti”: destini”, anche se sovente si fugiati protagonisti dei
tratta di donne, bambini e ri- Racconti di Vita.
“105 clandestini, di presunta chiedenti asilo in cerca di una
etnia Curda, giunti a Venezia protezione umanitaria. Per maggiori dettagli sull’argomen-
nascosti a bordo di camion im- Le persone respinte ai porti to e per l’ eventuale iscrizione agli
barcati sulla motonave “Kriti” dell’Adriatico negli ultimi workshop consultare il sito www.
vengono fermati e rispediti in anni sono prevalentemente olivotti.org
Grecia da dove arrivavano (7 profughi afghani e curdi e
kaleidos 11A destra: la locandina del film
“Campo di Thiaroye” (1987)
e il regista Sémbène Ousmane
esiste il cinema in africa?
Michele Serra
(SECONDA parte)
Capolavori africani favorevolmente conosciuto in Berlino, Milano…).
tutto il mondo, il FESPACO. Per fortuna questi autori
R iprendiamo il discorso dalla
prima parte pubblicata nel
numero precedente di Kaleidos.
E, contemporaneamente, ma
anche prima, si fanno notare
degli importanti e creativi registi
poterono giovarsi anche dei
notevoli aiuti economici che un
tempo giungevano dalla Francia,
Nei territori africani il cinema spesso preparati nelle scuole di dal Belgio, dall’Olanda e dagli
dei Paesi più produttivi (Africa cinema francesi, belghe, russe e altri Paesi ex colonizzatori e fin
del Sud, Zimbabwe, Kenya, degli Stati Uniti. quando questi durarono, anche
Senegal, Burkina Faso, Mali), il cinema, che è frutto di idee ma
pur sviluppando temi propri Nonostante quindi le anche di tecnologie costose, si
di quei Paesi e di tutta l’Africa, osservazioni desolate che tenne vivo.
non ha una buona accettazione abbiamo proposto in questa e Altri autori, importanti
da parte del pubblico, per nella precedente puntata, oltre soprattutto per le tematiche
cui i registi vanno incontro agli autori e ai film nominati: dei loro film, sono Idrissa
a delusioni e frustrazioni. Raoul Peck (L’homme de Ouedrago per Il grido del cuore;
Non possono comunicare i quai, Lumumba, Sometimes Moustafha Diop per Il medico
problemi che li riguardano, in april,…) e Hailè Gerima di Gafiré; Jean-Marie Teno
quelli politici, quelli sociali, (Sankofa, Adwa, Teza,…), per Afrique je te plumerai, per
quelli etici, quelli dell’invasione in Burkina Faso raggiunge la Clandestino e altri film ancora;
di modi di essere e di vivere massima popolarità Gaston J.- Bassek Ba Kobhio per Il grande
del mondo occidentale, della M. Kaborè (Wend Kuuni, Buud Bianco di Lambarené (parla
corruzione, della povertà e Yam, Zan Boko, Rabi …); in del dr Albert Schweitzer); Dany
dell’ignoranza. Gli africani Senegal il padre riconosciuto Kouyaté per Keita - L’eredita’
purtroppo prediligono i film di tutta la cultura letteraria del Griot.
d’importazione, quelli tutto e cinematografica africana, Attualmente le tematiche più
fantasia, forza fisica, arti Oumane Sembène, (La noire presenti nel cinema dell’Africa
marziali, musica occidentale… de…, Camp de Tyaroye, Nera, riguardano la ricerca
Eppure a Ouagadougou, capitale Guelwaar, Moolaade, …), in della propria identita’ perduta
del Burkina Faso, cresce una Mali Ceik Oumar Sissoko con con l’avvento del colonialismo,
scuola di cinema di prim’ordine l’intenso drammatico film La il terrorismo fanatico di stile
e così nel Senegal e nel Génèse.. Essi hanno saputo musulmano e il sogno di un
Sudafrica. presentare con estrema dignità mitico mondo della ricchezza e
In più, a Ouagadougou si e con notevoli valori artistici il dell’abbondanza che e’ quello del
sviluppa un festival del cinema cinema africano nei vari festival Nord del mondo.
panafricano assai importante, del mondo (Cannes, Venezia,
12 kaleidosOccasioni per conoscere il riferimento e si trova in via tra poco tempo col titolo “Cinema
cinema africano Lazzaroni, 8 a Milano, tel. e Intercultura – Viaggio nei film”.
02.667.120.77. C’è pure il sito Infine un appuntamento annuale
V olentieri parlerei di questi
e di altri film; purtroppo
lo ritengo astratto, perché non
del Coeweb.it a cui ci si collega
via internet.
Film africani si possono vedere
importante qui nel Veneto è
a Verona, dove, a cura
della diocesi e dell’istituto
abbiamo sotto occhio le storie anche nelle poche rassegne missionario comboniano, viene
che essi raccontano e i film sono che si organizzano pensando proposto un festival del cinema
reperibili in Italia con una certa soprattutto di sviluppare un africano, durante il quale si
fatica e con molta pazienza. discorso sull’interculturalità con propone una buona rassegna di
Che io sappia, solamente Campo alunni, studenti e insegnanti. film e la possibilità di incontrare
di Thiaroye del senegalese Il settore Servizi educativi del registi e attori ed altri cineasti.
Sémbène Ousmane si trova in Comune di Venezia, diretto Grazie ai Comboniani, si stampa
alcuni negozi che distribuisco dalla dr Valeria Frigo, è un pure la nota rivista “Nigrizia”,
cassette e dvd. promotore di questa attività da che presenta in maniera
Parecchi invece se ne possono vari anni e possiede pure un esauriente i problemi dell’Africa
acquistare presso il C.O.E. di ricco repertorio di film africani, e anche fa il punto sulla
Milano, una ONG che si occupa indiani ecc per sviluppare il produzione cinematografica.
in particolare dell’Africa e progetto educativo dell’identità
di divulgare il suo cinema. e dell’intercultura attraverso il
Altri ancora si possono avere cinema.
collegandosi a siti stranieri, Ha pure pubblicato un libro,
francesi e inglesi, che li editano assieme alla casa editrice “Il
con sottotitoli. Castoro” sul rapporto cinema/
Il C.O.E. quindi, in Italia, intercultura, “Il giro del mondo in
è l’unico buon punto di 80 film” ed un secondo sarà edito
kaleidos 13A destra:
Duomo di Ostuni.
i fiori parlano
Gigliola Scelsi
C he nella nostra televisione,
piazza del mondo e sul
mondo, imperversi la volgarità
“Vergine Madre, figlia del tuo
figlio” del Paradiso di Dante, in
cui l’attore irruppe nello show
di una giuria bonaria ma a tratti
ghignante, signore che hanno
superato più volte gli “anta”,
dopo la stupidità è già stato nazional-popolare qual è ogni si presentano ad un pubblico
ampiamente dimostrato da anno San Remo. vociante, per antitesi, giovanile,
studiosi e critici dei miti e riti di Quest’anno L’Isola dei Famosi, nella Piazza.
oggi. Il primo triste e veritiero ormai la notizia è certa, vedrà Le “ragazze” (così le chiama
presagio fu dell’intellettuale che in qualità di concorrente, un il conduttore, pure vivace
voleva abolire la scuola media noto politico già discusso in e intelligente, qui idiota e
e la televisione per contrastare passato, ora discutibile per irriverente) con orrendi look,
l’ignoranza e la devastante la partecipazione al reality, acconciature improbabili,
omologazione già presente ai che ha come fine il consenso lustrini e pailettes, da veglione
tempi dello stesso scrittore e di elettorato più vasto o di capodanno nella trattoria
poeta massacrato, come hanno semplicemente il liberarsi dei sotto casa, con fisici debordanti
voluto farci intendere, da uno chili di troppo. o rinsecchiti dagli anni che non
dei suoi “Ragazzi di vita”. In televisione si espone in perdonano, dopo canzoncine
Ormai siamo assuefatti a ogni momento, anche il meno stonate o poesie bislacche,
spettacoli inverecondi: Quiz appropriato, il nudo di donna, il si esibiscono nel balletto-
cretini, revival di anni passati, suo corpo ormai oggettualizzato stacchetto.
idoli per ragazzine che inseguono al di là di ogni protesta di quello Questa è un’ulteriore insolenza
nei sogni il tizio tatuato dalla che fu il movimento femminista. alla femminilità e al buon gusto,
testa ai piedi con l’unico merito, Soprattutto le Veline: fanciulle sia da parte di chi ha ideato il
piuttosto demerito, di una scolpite come Veneri, già programma sia di chi ha deciso
diabolica macchina fotografica, ritoccate dal chirurgo plastico di parteciparvi, dimenticando
pubblicità ossessiva con il di grido che talvolta eccede nel la dignità femminile, che
nudo di donna ammiccante, gonfiare labbra, seni, glutei mai, a nessuna età, deve
personaggi dementi che tutti rigorosamente uguali e, in divenire gioco dissacratorio
trattengono in bocca il più tv, rigorosamente ripresi dal di sè. Dobbiamo passare dal
possibile ripugnanti scorpioni basso dall’accorto cameraman comico all’umoristico di Luigi
(sic) per il Guinnes dei primati... durante il balletto-stacchetto Pirandello, nel suo noto esempio
dei deficienti, risse e turpiloqui delle seducenti ballerine. E della vecchia signora che si
di politici che insultano in ancora una volta si offende la traveste come una ragazza per
tal modo le idee, le proprie e femminilità, si offende la donna. piacere al marito più giovane di
le altrui. E su tutti dominano In queste serate estive, se si è lei?
il Grande Fratello o L’Isola costretti sulla poltrona davanti Se inquadrato, il marito mostra
dei Famosi, con la nobilastra al quadro dalla luce turchina,ci un viso onesto ma mesto, mentre
impupazzata e sbraitante o può capitare di assistere a un guarda le penose movenze
con il sedicente intellettuale programma spietato: Le Velone. della consorte conosciuta nello
onnipresente che ha il fine, dice Le Velone in Piazza, nelle più splendore dell’età. Quale può
lui, della provocazione. belle piazze d’Italia. essere allora il motivo di tale
Ben altra fu in anni ormai E’ lo spettacolo del grottesco, del sfacciata e patetica buffoneria?
remoti, la provocazione in sarcasmo, del dileggio. Può essere la speranza di un
televisione di Benigni con il suo Schierate “in attesa di giudizio” premio in denaro, a cui si sa
14 kaleidosPer non cadere nel moralismo,
ritorniamo alla bellezza che
non è solo nel corpo scultoreo
giovanile, destinato, per legge
inesorabile, a sfasciarsi. E’ altro
e non conosce età.
Nel romanzo di Gerald Durrell,
“La mia famiglia e gli altri
animali”, tutto pervaso di
gioia e bellezza, dalla prima
all’ultima pagina, ricordiamo
la figura di una vecchia anzi
vecchissima, che giace nella
penombra, distesa su morbidi
cuscini, circondata da “fiori
mormoranti” perchè “i fiori
parlano”.
“Tutto dipende da questo
processo di rallentamento; una
cosa di cui da giovani non ci si
accorge è che i fiori hanno una
personalità e parlano tra loro”.
Era “un intrigo di rughe che
solcavano una pelle morbida
e delicata... ma la cosa
stupefacente erano i capelli.
già in partenza che non si può alla serie paurosa di balletti- Le ricadevano sulle spalle
aspirare che spinge brave donne, stacchetti; è stridore il con una gonfia cascata. Erano
mogli, madri, ora nonne, a dialogo tra concorrente di un bellissimo color rame,
svolazzare in passerella come ingenua e frastornata e luminosi e scintillanti come se
libellule di un tempo che fu? conduttore imbonitore che fossero in fiamme. Sul tavolino,
O è solo il voler conformarsi a un irride e schernisce; è stridore nell’angolo, racchiuso su un
principio estetico che travalica il contrapporre le gambe piccolo portafiori d’argento,
la misura, in cieca e supina chilometriche della velina alla c’era una magnifica rosa
obbedienza al potere occulto e “gamba vecchia”, come si è vellutata”.
non della televisione? autodefinita una signora nella “Non è uno splendore? Non è
Nasce da qui la pulsione proluvie del racconto della sua meravigliosa?”
all’apparire in un programma vita e povertà che non interessa “E’ chiaro che si sta sforzando
dello shock e dello stridore. a nessuno. E’ shock la ciabatta di restare bella il più a lungo
Stridore è nell’inquadratura orrenda al piede affaticato e possibile per ringraziarmi”.
della Piazza, del bellissimo deformato contro il tacco a spillo
campanile della chiesa vertiginoso calzato dal piede di
romanica, che fa da sfondo fata della bella di turno.
kaleidos 15la piazza mediatica: i giornali
Roberto L. Grossi
L a comunicazione tra gli
individui è uno dei fattori
che maggiormente influenza
comportamento degli individui
e, in ultima analisi, la società.
A noi che siamo abituati a
certamente un grande passo
avanti per l’umanità, ma non
bastò a gettare le basi della
il comportamento umano. vivere nell’era cosiddetta della moderna comunicazione.
Sin dalla nascita, il bambino comunicazione, la presenza Quest’ultima può essere fatta
impara a comunicare i propri dei mass media appare del risalire invece agli Egizi,
bisogni avvalendosi della tutto scontata e ininfluente, che tremila anni addietro
meta-comunicazione, quella ma se andiamo ad analizzare utilizzarono per primi
possibilità di inviare messaggi singolarmente i mezzi di inchiostro, penna e carta. Già
prescindendo dal linguaggio. informazione, ci possiamo all’epoca, chi sapeva leggere e
Con la crescita, egli acquisisce rendere conto che così innocui scrivere era tenuto in grande
gradualmente la capacità di proprio non sono. Prendiamo considerazione soprattutto dai
utilizzare le parole e l’abilità nel in considerazione, per regnanti, che si servivano di
costruire le frasi che saranno esempio, la stampa in generale questa arte per tramandare,
necessarie a trasmettere e i quotidiani in particolare in modo loro favorevole, gli
pensieri e sentimenti. e, partendo dalle origini, avvenimenti legati al loro
Grazie a questa capacità di vediamo quanto sia diventato impero.
comunicare si sono potuti determinante, nel tempo, il La possibilità di esercitare
intrecciare, tra individuo ruolo all’interno della società. un indubbio potere con l’uso
e individuo, i rapporti che della carta stampata divenne
hanno dato vita, nel corso Rivoluzione senza enorme quando Gutenberg,
dei millenni, alla complicata fino a quel momento orafo
ragnatela di interessi e precedenti sconosciuto, inventò la stampa,
comportamenti che sono alla uno strumento che permetteva
base della società.
All’evoluzione del singolo S offermiamoci a riflettere,
innanzitutto, su quanto
accadeva qualche millennio fa,
di diffondere in larga scala le
notizie e conseguentemente la
uomo, si affianca quindi cultura.
anche l’evoluzione della quando ancora non esisteva la
società, senz’altro favorita scrittura e l’umanità non era
in grado di mettere nero su Influsso
dallo sviluppo tecnologico,
che ha reso possibile, in anni bianco la propria cultura: tutte ingannevole
recenti, un’ampia diffusione le tradizioni e le conoscenze
dei mass media, cioè dei mezzi
di comunicazione di massa
venivano tramandate oralmente
di padre in figlio e la memoria
era l’unico strumento per
C ome tutte le grandi
invenzioni, anche la
stampa, insieme con gli altri
come la radio, la televisione,
i giornali. I mass media poter conoscere e imparare; mass media, ha i suoi fautori e i
sono considerati non solo naturalmente, chi era fornito suoi denigratori.
strumenti in grado di stimolare di grande memoria era anche Secondo alcuni, la grande
l’intelligenza umana, ma anche considerato il più sapiente e velocità con cui le notizie
mezzi attraverso i quali è potente. L’invenzione della vengono diffuse esercita sul
possibile influenzare l’opinione scrittura, avvenuta circa seimila lettore un’influenza negativa,
pubblica, quindi il pensiero e il anni fa a opera dei Sumeri, fu dal momento che non gli dà
16 kaleidosil tempo di organizzare una di un quotidiano, possiamo Oltre la notizia
propria opinione critica, osservare che già il modo di
S
portandolo quindi a subire presentare graficamente le e a queste considerazioni
passivamente quella degli notizie può influenzare in si aggiunge il fatto che ogni
altri, in particolare di chi qualche modo il giudizio del quotidiano, anche quello che
scrive. Questo timore è lettore: quelle ritenute più si dichiara indipendente, è
senz’altro reale e ha un suo importanti e significative comunque l’espressione di una
fondamento se pensiamo agli vengono date con grande precisa posizione, politica o
organi di informazione e al risalto e occupano un enorme ideologica, appare chiaro quanto
tipo di comunicazione propri spazio, mentre le altre la libertà di giudizio individuale
delle dittature, che vietano la fanno da cornice alla notizia sia fortemente influenzata e
libera diffusione delle notizie principale o spariscono in un compromessa. Naturalmente è
e delle idee in contrasto con angolo quasi dimenticato in possibile ovviare a questa azione
l’ideologia di regime. fondo a una qualsiasi pagina negativa tentando di essere il
Attraverso la comunicazione, centrale del giornale. più possibile lettori attivi e non
infatti, è possibile esercitare Dal momento che l’essere passivi, cercando di conoscere
un potere occulto in grado umano per sua natura innanzitutto la proprietà o
di orientare il pensiero tende a farsi contagiare dai l’editore della testata e, sulla
dei lettori. Il giornale è lo comportamenti dell’intera base di questo dato, analizzare
strumento ideale per chi collettività, attirare a fondo gli articoli e sforzarsi
desidera approfondire le l’attenzione su un determinato di vedere al di là della notizia
notizie e per chi vuole saperne problema anziché su un altro che viene riportata. Questo
di più su un argomento o un costituisce una maniera esercizio è utile soprattutto ai
avvenimento, per quanto subdola per creare in ogni giovani che, più degli adulti,
sia considerato un medium uomo atteggiamenti, passioni e sono influenzabili dalle opinioni
meno dinamico rispetto comportamenti che andranno altrui. In questo compito essi
alla radio o alla televisione, a incidere via via sul suo modo devono essere aiutati dalla
capaci di diffondere messaggi di pensare e di vivere. famiglia ma anche, e soprattutto,
in tempo reale. Sotto A conferma di ciò, basti dalla scuola che deve formare
accusa, però, è proprio la considerare quanti “mostri” in loro una capacità critica,
possibilità dei quotidiani di e quanti “divi” sono stati facendoli entrare”dentro la
fornire approfondimenti e creati dai titoloni delle prime notizia” per capire l’essenza del
commenti, compromettendo pagine dei giornali, quanti messaggio, per andare al di là
la indispensabile capacità scandali sono nati per il delle parole e analizzare i fatti il
critica e la libertà di riflessione loro tramite, quanti uomini più obiettivamente possibile.
dell’individuo. Se prendiamo, politici sono stati favoriti
per esempio, la prima pagina nella carriera politica.
kaleidos 17la piazza teatro:
poesie e canzoni per GENTE “PER bene”
Piazza Grande L’opera da tre soldi
U na volta credevo, quand’ ero innocente forse un
giorno verrà un uomo anche per me
e allora saprò come comportrtarmi.
Dovrà essere ricco
col colletto pulito anche i giorni di lavoro
saper come si tratta una signora
e allora gli rispondo: “No”.
Basta sapersene stare impettite
e darsi un aria assente.
Certo per tutta la notte in cielo la luna
certo la barca si allontanerà dalla riva
S anti che pagano il mio pranzo non ce n’è
sulle panchine in Piazza Grande,
ma quando ho fame di mercanti come me qui non ce n’è.
ma oltre non si va
Sì, non si puo lasciarsi andare
sì bisogna essere fredde e senza cuore.
Dormo sull’erba e ho molti amici intorno a me, Molte cose potrebbero succedere
gli innamorati in Piazza Grande, Ma purtroppo si puo dire solo: No.
dei loro guai dei loro amori tutto so, sbagliati e no. Finchè un bel giorno, un bel giorno turchino
A modo mio avrei bisogno di carezze anch’io. venne uno che non mi pregò
A modo mio avrei bisogno di sognare anch’io. e dentro la mia camera attaccò il cappello
Una famiglia vera e propria non ce l’ho al chiodo
e la mia casa è Piazza Grande, e io non seppi più cosa facevo.
a chi mi crede prendo amore e amore do, quanto ne ho. E lui non era ricco
Con me di donne generose non ce n’è, e non era simpatico
rubo l’amore in Piazza Grande, e col colletto sporco perfino la domenica
e meno male che briganti come me qui non ce n’è. e non sapeva come si tratta una signora
A modo mio avrei bisogno di carezze anch’io. e a lui, non gli dissi: “No”(...)
Avrei bisogno di pregare Dio. Non me ne restai impettita
Ma la mia vita non la cambierò mai mai, non presi un aria assente.
a modo mio quel che sono l’ho voluto io Oh, per tutta la notte fu in cielo la luna
Lenzuola bianche per coprirci non ne ho e la barca restò ormeggiata a riva
sotto le stelle in Piazza Grande, e non si poteva fare altro!
e se la vita non ha sogni io li ho e te li do. Sì non c’è che da lasciarsi andare
E se non ci sarà più gente come me sì, non si può restare freddi e senza cuore.
voglio morire in Piazza Grande, Molte cose dovevano succedere
tra i gatti che non han padrone come me attorno a me. e non c’era più da dire: No!
Lucio Dalla, 1972 Bertolt Brecht, 1928
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