INAUGURAZIONE RIFUGIO 8 RGT. ALPINI CASON DI LANZA

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INAUGURAZIONE RIFUGIO 8 RGT. ALPINI CASON DI LANZA
Sezione di Udine         numero 3 - novembre 2018

INAUGURAZIONE
RIFUGIO 8° RGT. ALPINI
CASON DI LANZA
INAUGURAZIONE RIFUGIO 8 RGT. ALPINI CASON DI LANZA
Sezione di Udine             numero 3 - novembre 2018

                                                                                                    Sommario

                                                                                                    In copertina
                                                                                                    Inaugurazione
                                                                                                    Rifugio 8° RGT. alpini
     Direttore responsabile
                                            INAUGURAZIONE
                                            RIFUGIO 8° RGT. ALPINI
                                                                                                    Cason di Lanza
                                            CASON DI LANZA
          Toni Capuozzo                                                                             Servizio a pagina 2

   Responsabile di Redazione
   Dante Soravito de Franceschi

     Comitato di Redazione                  DIRETTORE RESPONSABILE                                             FOGOLÂR
       Ernestino Baradello
          Marco Bortolot                1       Editorale                                                     44   Cent agns di filologjiche
      Giuliano Luigi Chiofalo                                                                                 44   Strolic furlan e lunari pal 2019
            Gianni Ciani                    DALLA SEZIONE                                                     45   Manzanize, no Manganize!
         Mauro Ermacora                                                                                       45   L’alpin e la frute
           Marco Franz                  2       Inaugurazione rifugio 8° RGT. alpini
          Paolo Montina                 8       Raduno sezionale a Cussignacco                                 CRONACA DAI GRUPPI
         Renato Romano                  12      Sessant’anni di vita del Monumento Faro “Julia”
                                        16      Inaugurazione del Ponte dell’Amicizia                         46 Aquileia
     Numero copie stampate                      e 25° Anniversario asilo di Rossosch                          47 Buja
            12.000                      20      Ma guarda un po’ questi alpini!                               48 Buttrio
                                        22      Riunione annuale dei Capigruppo                               50 Castions di Strada
      Autor. Trib. Udine n° 229                 Sezione ANA di Udine                                          51 Dignano
          del 18-10-1968                24      7° Raduno Nazionale Fanfare Congedati                         52 Dolegnano
                                        25      Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate            54 Feletto Umberto
    Grafica e impaginazione                                                                                   55 Gradiscutta di Varmo / Majano
        Interlaced - Udine                  STORIA                                                            56 Majano / Malborghetto-Valbruna
                                                                                                              60 Osoppo / Pontebba
              Stampa                    28 Diario inedito della Grande Guerra                                 61 Precenicco / Ronchis /
                                                                                                                 San Vito di Fagagna / Sedilis
Tipografia Moro Andrea Srl - Tolmezzo      a Cave del Predil e sulle Alpi Giulie
                                        30 La “Zona Carnia”                                                   62 Sedilis / Udine-Cussignacco
        Foto di copertina               31 L’album dei ricordi                                                63 Udine-Cussignacco / Udine-Est
                                                                                                              64 Udine-Est / Udine-Nord / Villanova del Judrio
        Luciano Bellissimo              32 ...ricordi di un superstite!

                                            SPORT                                                              IN FAMIGLIA

                                        33 La 24ORE di Buttrio                                                65   Incontri
                                                                                                              66   Scarponcini
                                                                                                              69   Alpinifici / Compleanni
                                            GENTES                                                            72   Sono “andati avanti”
                                                                                                              76   Per non dimenticare
                                        34 Dizionario essenziale semiserio
                                           per gli alpini dell’ANA (seconda puntata)
                                                                                                              AGENDA
                                            CRONACA                                                           75 Appuntamenti 2019
                                        40 Inaugurazione dello storico sentiero
                                           CAI 649 “Battaglione Alpini Gemona”
       Associazione                     42 L’alpino paracadutista
      Nazionale Alpini                  42 I Veci della Fanfara Alpina
                                        43 Nel ricordo di Graziano Morgavi
          Sezione di Udine

    Un appello a tutti gli alpini
       affinché aderiscano
      a tutte le associazioni
       di dono del sangue,
       del midollo osseo e
           degli organi.
    Possiamo salvare una vita
           con un gesto
     che non ci costa nulla.
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Editoriale

Avrebbe dovuto tenersi il 22 ottobre a L’Aja, in Olanda, la prima udienza della corte internazionale
che deve decidere se la giurisdizione sulla vicenda dei due fucilieri di marina – i marò, come
abbiamo sbrigativamente chiamato Massimiliano La Torre e Salvatore Girone – tocchi all’Italia o
all’India. Ma è stata rinviata, ufficialmente per le cattive condizioni di salute di un giudice, e non
è un buon segnale. Le previsioni dicono di una conclusione dei lavori nella primavera del 2019.
Si tratta, in pratica, di decidere a chi spetti tenere il processo sull’incidente del 15 febbraio 2012,
nell’Oceano indiano, che causò la morte di due pescatori.
Ho scritto un libro su questa brutta storia, su quella che, fatti alla mano, mi è sempre sembrata
un’accusa infondata. L’inchiesta indiana fu così maldestra che nell’arco di tre anni i due militari
italiani, trattenuti in India, non furono neppure rinviati a giudizio. La Torre fece ritorno a casa nel
2014 solo “grazie” a un ictus che lo aveva colpito, Girone – anche lui in libertà condizionata – ritornò
a Bari nel maggio del 2016. Autorità civili e militari italiane non diedero il meglio di sé nella difesa
dei due servitori dello Stato, adottati piuttosto dalla solidarietà di tanti cittadini qualunque, e tra
essi gli alpini, toccati dalla dignità, dal coraggio, dalla ferma rivendicazione di innocenza dei due
marinai. Avevo previsto, per i due, una specie di isolamento, una volta rientrati in servizio. E avevo
indovinato: La Torre è in un ufficio romano, Girone alla Capitaneria di Porto di Bari, entrambi
lontani dal glorioso San Marco.
Volete una previsione sul procedimento de L’Aja? Non approderà a nulla. Né l’India né l’Italia
hanno davvero voglia di tenere un processo che sgretolerebbe le accuse, ma rivelerebbe anche la
disastrosa linea di difesa italiana. Finirà, se le elezioni indiane che si avvicinano non spingeranno
a una nuova strumentalizzazione della vicenda, con un accordo extragiudiziario, un “scordiamoci
il passato” amichevole.
Uniche vittime, oltre ai due pescatori, i due militari italiani che resterebbero vita natural durante
con un’accusa infamante e mai dimostrata sul capo, e senza la soddisfazione di un’assoluzione
piena, liberi per stanchezza.
Spero, stavolta, di sbagliarmi.
                                                                                       Toni Capuozzo

                                                                              Direttore responsabile   1
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Dalla Sezione
       FRANCO DE FENT

Inaugurazione rifugio
8° Reggimento alpini
CASON DI LANZA (PAULARO-UD) | 21 LUGLIO 2018

L’ex casermetta “Monte Zermula”
è una costruzione militare, eret-
ta nei primi anni ‘30 del secolo
scorso, che richiama, da un punto
di vista architettonico, un castel-
lo: corpo centrale e torri a forma
pentagonale agli angoli. È stata
sede della Guardia di Finanza fino
a tutto il 1948 anche nei periodi
invernali, mentre dal 1949 al 1969
è stata utilizzata solo nei periodi
estivi e completamente abbando-
nata nel 1985; nel mese di giugno
2002 è avvenuto il passaggio di
proprietà dalla Regione al Comu-
ne di Paularo. Nell’anno 2013 alla
Sezione ANA di Udine è giunta no-
tizia che l’Amministrazione comu-
nale di Paularo aveva manifestato
l’intenzione di effettuare un recu-
pero funzionale dell’immobile,
nell’ambito delle celebrazioni per    ad effettuare i lavori di ripristino;   tò, quindi, la casermetta trovando
il centenario della Prima Guerra      nello stesso tempo il geom. Fran-       le condizioni igieniche a dir poco
mondiale. Come al solito, se gli      co De Fent, consigliere seziona-        pessime, in pratica era diventato
alpini non ce l’hanno… la vanno a     le, è stato incaricato di fare un       un rifugio per animali, ma fortu-
cercare e dopo varie discussioni      progetto, di valutare la fattibilità    natamente lo stato conservativo
e confronti in ambito sezionale, si   dell’intervento, nonché i costi, gli    dell’immobile nel suo complesso
è ritenuto di proporre al Comune      adempimenti e quant’altro potes-        si poteva definire soddisfacente,
di Paularo la nostra disponibilità    se servire per poter riaprire la        non si rilevavano infatti cedimenti
ad utilizzare l’immobile nonché       struttura. Il 9 novembre 2013 visi-     strutturali e condizioni di partico-

2   Dalla Sezione
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lare degrado, in effetti le struttu-   propri volontari, gratuitamente.          lità interna, il fabbricato dispone
re erano in buono stato e pertanto     A questo punto è stato dato inizio        di ingresso-vano scale, di servizi
non c’era la necessità di pesanti      ai lavori, possibili solo nel perio-      igienici, di due locali destinati alle
interventi. Predisposta tutta la       do primavera-estate a causa delle         consumazioni, di un locale desti-
documentazione necessaria, dopo        abbondanti nevicate che si verifi-        nato a cucina, di quattro camere
vari incontri e confronti con l’Am-    cano nel periodo invernale e che          oltre a disimpegno e ripostigli,
ministrazione comunale, il 17 set-     precludono anche la viabilità di          nonché di un sottotetto che, all’oc-
tembre 2014 tra la Sezione ANA di      accesso. Cosa abbiamo fatto.              correnza, può servire da dormito-
Udine ed il Comune di Paularo è        Siamo intervenuti principalmente          rio. La capacità di accoglienza è
stato sottoscritto un contratto di     sulle opere di completamento e            prevista in circa 48 posti a sedere
comodato gratuito, della durata        finitura (pareti, intonaci, pavimen-      per le consumazioni colazione/
di cinque anni rinnovabile per altri   tazioni e rivestimenti, verniciatu-       pranzo/cena e circa 24 posti letto,
cinque, nel quale si stabiliva che     re dei serramenti e tinteggiature         a castello nelle camere. Gli inter-
la casermetta, a lavori ultimati,      interne ed esterne), sull’impian-         venti che abbiamo effettuato han-
doveva essere adibita a “rifugio       tistica (realizzato l’impianto elet-      no comportato una spesa di circa
alpino e/o casa vacanza” per i         trico, prima inesistente, che riceve      80.000 euro. Hanno contribuito
propri associati, nonché a “museo      energia dai pannelli fotovoltaici         ai lavori 78 volontari provenienti
storico”. Contemporaneamente si        posti sulla copertura e, all’occor-       sia dai Gruppi alpini della Sezio-
definiva una convenzione per l’e-      renza, da un generatore situato           ne di Udine, sia dal Gruppo alpi-
secuzione dei lavori di recupero,      all’interno del fabbricato; l’im-         ni di Paularo e dal Gruppo alpini
con la quale l’amministrazione         pianto idrico-sanitario e fognario;       di Dierico, nonché altri volontari
comunale provvedeva con fondi          ricavati i servizi igienici sia al pia-   non alpini, per un totale di circa
propri all’approvvigionamento di       no terra che al primo piano, due di       2.750 ore. Bisogna dire che tutti
tutti i materiali ed attrezzature      questi sono adattati per l’utilizzo       loro, indistintamente, hanno dato
necessarie, mentre la Sezione          da parte di persone con ridotta           il meglio di sé, prodigandosi qual-
ANA di Udine si impegnava all’e-       capacità motoria.                         che volta anche oltre la propria
secuzione degli inter venti con        Per quanto riguarda la funziona-          disponibilità, ognuno ha svolto il

                                                                                                  Dalla Sezione      3
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proprio compito con professio-         della Sezione che hanno creduto         loro disponibilità ed impegno, ma
nalità e passione; ma ciò che ha       nell’opera del professionista. Un       si rischierebbe di lasciarne fuori
dato nell’occhio è stato lo spirito,   grazie a Valentina Piccinno, l’ar-      qualcuno. Si ringrazia comunque
autenticamente alpino, di dedizio-     chitetto che ha condiviso alcune        tutti coloro che a diverso titolo
ne e fratellanza; anche i momenti      scelte sui materiali, inoltre la rin-   hanno partecipato a quest’opera.
di duro lavoro hanno sempre la-        graziamo per il suo impegno nel         Da tante testimonianze risulta che
sciato lo spazio alle battute e alle   progetto ed allestimento per il         il lavoro fatto, le fatiche, i disagi,
risate, evidenziando il piacere di     prossimo museo storico che verrà        le preoccupazioni e le responsa-
fare e stare assieme.                  realizzato all’interno del rifugio.     bilità, hanno alla fine conseguito
Un sentito grazie all’ex sindaco di    Non può mancare un grazie a Sil-        un buon risultato; non spetta a
Paularo Ottorino Faleschini, con       vio, alla moglie Francesca e a tut-     noi dirlo ma riteniamo, a ragio-
il quale è cominciata l’avventura e    to il personale della Malga Cason       ne, che quello che oggi visiterete
all’attuale sindaco Daniele Di Gle-    di Lanza, per l’ottima ospitalità a     e che sarà a disposizione di tutti,
ria con il quale è continuata, per     tutti i nostri volontari.               meritava tutto ciò. Oggi possiamo
l’ottima collaborazione e disponi-     Sono da ringraziare soprattut-          dire che l’ex casermetta “Monte
bilità ricevuta; all’assessore Ivano   to i volontari alpini e aggregati,      Zermula” rinasce a nuova vita e a
Fabiani che si è particolarmente       nonché gli altri volontari non al-      nuova destinazione: da opera mili-
impegnato per questo progetto,         pini per quello che hanno fatto.        tare a opera civile. È una struttura
al presidente Dante Soravito de        Ci piacerebbe citarli uno ad uno        che dovrà accogliere tutti gli alpi-
Franceschi e al Consiglio direttivo    per quanto preziosa è stata la          ni ed i loro amici, con lo scopo di

4   Dalla Sezione
INAUGURAZIONE RIFUGIO 8 RGT. ALPINI CASON DI LANZA
passare un periodo od alcune ore      svolto il servizio militare. Ma non    genitori di Massimo Ranzani e del-
di vacanza, immersi in questo bel-    ci siamo limitati solo a questo.       la mamma di Matteo Miotto.
lissimo scenario che ci circonda.     Abbiamo deciso di dedicare le          Molto apprezzata la presenza di
Ad un certo punto dei lavori ci è     stanze interne ai Caduti in Afgha-     un picchetto armato e la Fanfara
venuta l’idea di cambiare nome        nistan della Brigata Alpina “Julia”,   della Brigata Alpina “Julia”. Dopo
a questo fabbricato, fino ad ora      apponendo all’ingresso di ognuna       l’alza bandiera e sulle note del 33
citato come “Casermetta Monte         una targa con la foto e l’indicazio-   il gen. Marcello Bellacicco, il col.
Zermula”. Ovviamente, da bravi        ne del luogo ove si sono immolati.     Giuseppe Carfagna, comandan-
alpini, abbiamo cercato un nome       Lo riteniamo necessario e soprat-      te dell’8° Rgt. Alpini, l’onorevole
che facesse parte della nostra        tutto doveroso per commemora-          Roberto Novelli, l’assessore re-
storia e dei nostri valori. Abbiamo   re il loro eroismo ed il profondo      gionale Alessandra Zilli, il sinda-
pertanto deciso di dedicarla all’8°   senso del dovere che hanno avu-        co di Paularo Daniele Di Gleria, il
Reggimento Alpini, non credo che      to; luminoso esempio per tutti, in     presidente della Sezione Carnica
servano molte parole per capire       particolar modo per le nuove ge-       Ennio Blanzan e della Sezione di
questa scelta, anche perché dalle     nerazioni. Un nodo alla gola è sali-   Udine Dante Soravito de France-
nostre ricerche non ci risulta che    to a tutti i presenti quando Franco    schi hanno tagliato il nastro, dopo
ciò sia stato fatto; è un glorioso    De Fent ha scandito i nomi dei set-    la benedizione del Rifugio da parte
Reggimento la cui storia è cono-      te alpini della “Julia” caduti nelle   del cappellano militare don Albino
sciuta da tutti e nel quale moltis-   missioni a salvaguardia della pace     D’Orlando.
simi alpini, di ogni regione, hanno   in Afghanistan, alla presenza dei

                                                                                             Dalla Sezione     5
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Dalla Sezione   7
INAUGURAZIONE RIFUGIO 8 RGT. ALPINI CASON DI LANZA
Dalla Sezione
       PAOLO MONTINA

Raduno sezionale
a Cussignacco
CUSSIGNACCO | 31 AGOSTO, 1-2 SETTEMBRE 2018
FESTEGGIAMENTI PER IL 35° ANNO DI VITA DEL GRUPPO DI CUSSIGNACCO,
NELL’ AMBITO DEL TERZO RADUNO DELLA SEZIONE DI UDINE.

                                                                                del coro “Picozza” di Carpacco.
                                                                                Nella mattinata di sabato, inau-
                                                                                gurazione della mostra di divise
                                                                                storiche militari, documenti e
                                                                                cartoline sul tema delle truppe
                                                                                alpine, con relativo annullo fila-
                                                                                telico; iniziative organizzate ri-
                                                                                spettivamente dall’“Unione delle
                                                                                associazioni e dei circoli filatelici e
                                                                                numismatici del Friuli V.G.” e dal-
                                                                                lo studioso di storia militare Gui-
                                                                                do Aviani. In esposizione pure gli
                                                                                elaborati grafici degli alunni delle
                                                                                classi della scuola primaria “A.
                                                                                Zardini” di Cussignacco, sul tema
                                                                                della Grande Guerra e sugli alpini.
                                                                                Non è mancata la posa di una co-
                                                                                rona al cippo austro - ungarico,
                                                                                nel locale cimitero, presente il
                                                                                console onorario d’Austria, Sa-
                                                                                brina Strolego. Nell’occasione, il
                                                                                Gruppo di Cussignacco ha fatto
Il Gruppo di Cussignacco ha re-        così permesso una notevole af-           dono alla scuola di alcune attrez-
centemente festeggiato il suo 35°      fluenza di partecipanti nell’ambito      zature didattiche. Nel pomerig-
anno di vita e lo ha fatto nell’am-    dei tre giorni di ricordi e festeggia-   gio conferenza su “La ritirata di
bito del terzo raduno della Sezio-     menti. La maratona è iniziata ve-        Russia” a cura di Lucio Tirelli,
ne di Udine, che ha ripreso questa     nerdì 31 agosto all’auditorium di        mentre nella locale casa di riposo
consuetudine, dopo un’interruzio-      Cussignacco, dove andava in scena        Sant’Anna gli ex allievi dell’Istitu-
ne di alcuni anni dalle precedenti     lo spettacolo teatrale “Voci dalla       to ITC dello Zanon hanno intratte-
edizioni. Si ricordano infatti i ra-   trincea” con l’accompagnamento           nuto gli ospiti con un apprezzato
duni di Latisana nel 2001; San Gio-
vanni al Natisone nel 2002, Pon-
tebba nel 2004 e Udine, nel 2005,
seguiti da Talmassons nell’aprile
del 2016 e Rivignano l’anno se-
guente. Giova anche ricordare che
di alpini a Cussignacco si parlava
già nel 1930 quando Pio Clocchiatti
(classe 1906) si era fatto entusia-
sta promotore di un nuovo (e nu-
meroso) Gruppo “scarpone” nella
borgata. Motivi pratici ed economi-
ci avevano poi fatto confluire “veci
e bocia” di Cussignacco nel neo-
nato Gruppo di Sant’Osvaldo. (cfr.
90° della Sezione di Udine; 2011)
La concomitanza del 35° di Cussi-
gnacco con il raduno sezionale ha

8   Dalla Sezione
monumento ai caduti, per l’alza-
                                                                                  bandiera e la deposizione di una
                                                                                  corona. È seguita la consegna
                                                                                  di una ventina di riconoscimenti
                                                                                  a parenti di caduti nella Gran-
                                                                                  de Guerra. Gli indirizzi di saluto
                                                                                  sono stati aperti dal capogruppo
                                                                                  di Cussignacco, Bellot, che ha
                                                                                  ripercorso le vicende del suo
                                                                                  Gruppo, nel contesto degli oltre
                                                                                  novant’anni di storia della Sezio-
                                                                                  ne udinese.
                                                                                  Il vicesindaco di Udine, Michelini,
                                                                                  ha ringraziato gli alpini di Cussi-
                                                                                  gnacco per l’impegno costante e
                                                                                  veramente attivo a favore della
                                                                                  comunità e ha spronato i presenti
                                                                                  a sostenere queste iniziative.
                                                                                  È stata la volta del presidente
repertorio musicale. Alla sera,          denti Adriano Moretuzzo e Marco         sezionale Soravito che ha porta-
sempre nell’auditorio, “Memorial         Franz, assieme al Consiglio diret-      re il saluto della Sezione a tutti i
O. Masarotti” per cori alpini, con la    tivo quasi al completo. Oltre la set-   presenti; in particolare ai soci del
partecipazione dei cori “Ardito De-      tantina i gagliardetti presenti (non    Gruppo festeggiato, il cui sforzo
sio” della Sezione di Palmanova,         contati i ritardatari) anche da fuori   organizzativo è stato ampiamente
Coro ANA della Sezione di Udine e        regione, preceduti da alcune rap-       premiato dalla massiccia presen-
“La voce della valle” di San Pietro      presentanze combattentistiche,          za alla cerimonia e il cui risultato
al Natisone. Domenica 2 settem-
bre di prima mattina il piazzale
dell’ammassamento, a lato della
chiesetta di Sant’Anna a Paparot-
ti, era invaso da decine di cappelli
e gagliardetti alpini. Sul piazzale
c’erano pure due automezzi mi-
litari d’epoca dell’associazione
storica “Una famee tal Timent”,
accompagnati dal “Reparto storico
alpino Fiamme Verdi” e, a chiudere
la sfilata, un paio di muli bardati di
tutto punto, guidati da conducenti
della Sezione di Vittorio Veneto.
Tra le autorità presenti, il consi-
gliere regionale Franco Jacop e il
vicesindaco di Udine Loris Miche-
lini, il colonnello Andrea Piovera,
comandante del Distaccamento
nazionale della Brigata Julia e il       a seguire i vessilli delle Sezioni      si deve pure anche al fattivo con-
colonnello Romeo Michele Tomas-          Bolognese-Romagnola, Carnica,           tributo dell’intera comunità di
setti, comandante del 3° Artiglie-       Gorizia, Palmanova, Pordenone e         Cussignacco. Ha ricordato che gli
ria da Montagna, in rappresentan-        Treviso. Il corteo così formato, ac-    alpini sono sempre presenti dove
za della Julia. La nostra Sezione        compagnato dalla Banda sezionale        serve, magari a volte con qualche
era rappresentata dal presidente         di Vergnacco, ha sfilato lungo le vie   brontolio. La cerimonia si è spo-
Dante Soravito e dai vice presi-         del paese, per schierarsi davanti al    stata quindi verso l’attiguo campo
                                                                                 sportivo dove è stata celebrazione
                                                                                 la Messa, officiata da don Pierpa-
                                                                                 olo Costaperaria, che nella sua
                                                                                 toccante omelia ha ricordato im-
                                                                                 pegni e virtù che noi tutti abbiamo
                                                                                 verso la società, rimarcando come
                                                                                 “Quello che contraddistingue (gli
                                                                                 alpini) agli occhi degli altri è bene
                                                                                 corrisponda veramente a quello
                                                                                 che noi siamo anche dentro, o che
                                                                                 almeno ci sforziamo per impe-
                                                                                 gnarci affinché questo accada”.

                                                                                                  Dalla Sezione     9
10   Dalla Sezione
Dalla Sezione   11
Dalla Sezione
       PAOLO MONTINA

Sessant’anni di vita
del Monumento Faro “Julia”
MONTE BERNADIA | 9 SETTEMBRE 2018

RICORRENZA PER IL 60° DEL MONUMENTO FARO “JULIA”

                                        del monte Lonza (la maggiore dei       Bernadia, che dall’alto del monte
                                        monti Bernadia) non fu casuale,        irradiasse di notte la sua luce tri-
                                        bensì determinata dalla presenza       colore sui vari campi di battaglia,
                                        di un forte militare della Grande      a ricordo dei prodi della Julia e
                                        Guerra che sorgeva nei pressi e        di tutti i caduti per la Patria”. At-
                                        che avrebbe costituito un motivo       torno al monumento furono posti
                                        di richiamo e di meditazione in        tredici cippi a ricordo di altrettanti
                                        più. Il bozzetto fu opera dell’ar-     eventi gloriosi delle truppe alpine
                                        chitetto Gianni Avon di Udine, ma      sui vari fronti di guerra, da Adua a
                                        anima e vero “deus ex machina”         Nikolajewka.
                                        il tenente colonnello Enrico Mat-      La posa della prima pietra ebbe
                                        tighello, originario della val Tor-    luogo il 26 settembre 1954 alla
                                        re, che nel 1953 aveva costituito la   presenza delle maggiori autorità
                                        Sottosezione di Tarcento formata       civili e militari della regione.
                                        dai Gruppi di Tarcento, Magnano        L’inaugurazione ufficiale invece
                                        in Riviera, Segnacco, Pradielis,       ebbe luogo il 16 settembre 1958
                                        Coja e da un rappresentante della      alla presenza di una vera ma-
                                        Sezione tarcentina dei mutilati e      rea di popolo e il monumento fu
                                        invalidi di guerra. Negli anni se-     benedetto, non a caso, da mons.
                                        guenti, altri Gruppi entreranno a      Antonio Santin, arcivescovo di
                                        far parte del Comitato - Faro. Fin     Trieste; anch’egli, come Matti-
                                        da principio, il colonnello Matti-     ghello, promotore e sostenitore
                                        ghello aveva ben chiaro il proget-     d’iniziative patriottiche nazionali.
                                        to, che prevedeva “La costruzione      Il 6 settembre dell’anno seguente,
Sul monte Bernadia, che maesto-         di un Monumento - Faro sul monte       nella cappelletta del monumento
so si erge alle spalle del tarcen-
tino, ha avuto luogo quest’anno
la cerimonia a ricordo dei ses-
sant’anni di vita del monumento.
Era il 14 settembre del 1958 quan-
do gli sforzi dei Gruppi alpini del
tarcentino e della val Torre, riu-
niti nell’ambito della Sottosezio-
ne di Tarcento, erano finalmente
coronati da successo, con la co-
struzione di uno svettante monu-
mento alto una ventina di metri,
formato da una cappelletta votiva
sormontata da due penne protese
verso il cielo; tra le due penne la
dedica “Peremptis bello” (ai mor-
ti in guerra) e la data 1958; sopra
ancora, per tutta l’altezza del
manufatto, la scritta “Julia”. A so-
vrastare il tutto, un faro tricolore,
dono dell’Arsenale della Marina
Militare di La Spezia. La scelta di
erigere questo ricordo sulla cima

12   Dalla Sezione
consorelle. La cerimonia è inizia-
                                                                                  ta con l’ingresso della fanfara e
                                                                                  picchetto della Julia, seguiti dai
                                                                                  vessilli delle Sezioni: Cadore, Car-
                                                                                  nica, Cividale, Conegliano, Gorizia,
                                                                                  Palmanova, Valdobbiadene, Vare-
                                                                                  se, Vicenza, Vittorio Veneto, Udi-
                                                                                  ne e dell’Associazione “Mai daur”
                                                                                  che raccoglie gli ex del battaglio-
                                                                                  ne Gemona. Oltre un centinaio
                                                                                  i gagliardetti dei Gruppi alpini:
                                                                                  non solo friulani ma provenienti
                                                                                  anche da fuori regione. Il coro se-
                                                                                  zionale ANA di Udine, del Gruppo
                                                                                  di Codroipo, si è posizionato quin-
                                                                                  di all’inizio della scalea che porta
                                                                                  al monumento e una voce fuori
                                                                                  campo ha ripercorso le vicende
                                                                                  storiche del monumento, mentre
                                                                                  entrava nell’area della cerimonia
                                                                                  il Labaro nazionale, scortato dal
furono deposti i resti di sei no-          cepresidente della Regione Friuli      presidente Sebastiano Favero, con
stri caduti della prima e seconda          V.G. Riccardo Riccardi, l’assesso-     il vicepresidente vicario Ercole Al-
guerra mondiale, dando all’ope-            re del comune di Udine Paolo Piz-      fonsino, i consiglieri Romano Bot-
ra il crisma di Sacrario, sotto la         zocaro, assieme a rappresentanze       tosso, Roberto Genero e dal revi-
custodia di Onorcaduti. Da allora          dei comuni di Lusevera, Magnano        sore dei conti Mauro Ermacora.
il luogo è meta di continui pelle-         in Riviera, Reana del Roiale, Tar-     A seguire, i gonfaloni, della città
grinaggi da parte di persone che           cento e altre amministrazioni del      di Udine, decorato di M.O. al Valor
salgono al sacrario per porgere            circondario. Per quelle militari,      Militare e della città di Tarcento,
un devoto omaggio ai caduti e go-          il colonnello Andrea Piovera, co-      decorato di M.O. al Valor Civile,
dere del magnifico panorama del-           mandante del Distaccamento na-         fanno infine il loro ingresso sul
le nostre Prealpi da un lato e fino        zionale della Brigata Julia (in mis-   piazzale della cerimonia per pre-
al mare dall’altro. Il terremoto del       sione nel Libano) con i comandanti     senziare all’alzabandiera. Ha pre-
1976 non aveva provocato danni             dei rispettivi reparti. Il maggiore    so quindi la parola il vicesindaco di
alla struttura ma motivazioni di           dei carabinieri Gabriele Passa-        Tarcento Luca Toso ringraziando
sicurezza stradale e di staticità          rotto, comandante la tenenza di        quanti hanno collaborato a questa
del sito convinsero il Comitato            Cividale, la M.O. professoressa        riuscita cerimonia e ricordando la
- Faro a sospendere per un paio            Paola Cargnelli Del Din, il reduce     recente perdita del prezioso colla-
d’anni le tradizionali cerimonie,          della G.A.F. Annibale Tosolini, il     boratore Adriano Volpe, le cui ce-
limitandole ad una Messa in set-           cui fratello caduto della Seconda      neri sono state sparse proprio su
tembre ed una corona nel giorno            Guerra mondiale riposa nel sa-         questo monte. Il colonnello Piove-
dei morti. Negli anni seguenti le          cello del monumento. A fare gli        ra ha portato il saluto del generale
cerimonie ripresero come nel               onori di casa, la Sezione di Udine     di C.A. Paolo Berto e del coman-
passato. Nella seduta del Consi-           con il suo presidente Dante So-        dante la Julia, generale Paolo
glio Direttivo nazionale ANA del           ravito de Franceschi e numerosi        Fabbri. Ha ricordato ancora come
17 aprile 1993, veniva deliberato di       consiglieri sezionali, assieme a       il 60° anniversario del monu-
elevare a manifestazione naziona-          vari altri presidenti delle Sezioni    mento sia un indelebile ricordo di
le la cerimonia sul monte Berna-
dia, con cadenza quinquennale. Il
5 settembre successivo il Labaro
nazionale presenziava quindi per
la prima volta alla solenne ceri-
monia. Assieme alle cerimonie ci
pare giusto ricordare i continui in-
terventi di pulizia e manutenzione:
l’ultimo, in ordine di tempo, nella
scorsa estate con la sostituzione
del vecchio faro marino con un si-
stema illuminante di ultima gene-
razione, offerto da un’azienda tar-
centina. Intervento questo che ha
aumentato notevolmente la por-
tata del faro tricolore. Favoriti da
una piacevole brezza settembrina,
fin dalle prime ore del 9 settem-
bre scorso, il piazzale antistante
al monumento e all’attiguo vec-
chio forte militare, si è animato di
labari, vessilli e cappelli alpini, e
non solo. Tra le autorità civili, il vi-

                                                                                                   Dalla Sezione    13
quanti hanno combattuto nei vari       nostri alpini in armi, impegnati       mo di Rivolto.
conflitti: senza scordare che ancor    in varie parti del mondo. Un ac-       La cerimonia si è conclusa con
oggi la Julia è impegnata in azioni    corato accenno, infine, all’art. 52    la deposizione di una corona al
di pacificazione su vari tormentati    della nostra Costituzione (troppo      sacrario del monumento, accom-
fronti internazionali. Molto incisi-   spesso ignorato) laddove riporta       pagnata dalla M.O. Del Din, dal
vo, come sempre, l’intervento del      che “La difesa (e il rispetto, viene   vicepresidente Riccardi, dal vice-
presidente Favero, che ha ringra-      da aggiungere) della Patria è un       sindaco di Tarcento Toso, dal co-
ziato le Sezioni presenti e le au-     dovere del cittadino”. A volte, ha     lonnello Piovera e dal presidente
torità civili e militari, che con la   proseguito Favero, si fa fatica a      nazionale Favero, che ha sostato
loro presenza testimoniano quello      ricordare quelli che sono i valori     in religioso silenzio all’interno
che l’Associazione Nazionale Alpi-     portati avanti dagli alpini, di ieri   della cripta.
ni sta portando avanti da novanta-     come di oggi: ma è proprio questo
nove anni, chiaramente esplicitato     che chiedono i cittadini. La Messa
dal motto “Per non dimenticare”.       è stata celebrata da don Pasquale
Un pensiero lo ha rivolto anche ai     Di Donna, cappellano del 2° Stor-

14   Dalla Sezione
Dalla Sezione   15
Dalla Sezione
       ADRIANO MORETUZZO

Inaugurazione del Ponte dell’Amicizia
e 25° Anniversario asilo di Rossosch
ROSSOSCH | 14 SETTEMBRE 2018

                                                                              “noi” costruito. È un personaggio
                                                                              carismatico questo 93enne che ha
                                                                              avuto un ruolo fondamentale per
                                                                              tutti i ritrovamenti, la ricostruzio-
                                                                              ne storica degli avvenimenti ed i
                                                                              nuovi rapporti instaurati tra l’ANA
                                                                              e le autorità locali, tant’è che, in
                                                                              questa occasione, è stato insi-
                                                                              gnito quale socio onorario della
                                                                              nostra Associazione. Al momento
                                                                              della Campagna di Russia, era un
                                                                              ragazzino sedicenne, attratto dai
                                                                              militari italiani, per cui si intrufo-
                                                                              lava, quando poteva, tra le nostre
                                                                              truppe. Quando agli inizi degli anni
                                                                              ‘90, si allacciarono i rapporti con
                                                                              le autorità russe, fu lui la guida
                                                                              in loco e la memoria storica de-
                                                                              gli avvenimenti. In questo museo
                                                                              ha inserito, oltre ad alcuni reper-
                                                                              ti storici antichi della zona, tutto
Quando su “L’Alpino” ho letto          tutto girasoli. Ogni tanto spuntava    quello che ha rinvenuto sui campi
il programma che l’ANA stava           qualche casetta, le famose isbe,       di battaglia durante tutta la sua
predisponendo per la trasferta         con il tetto non più di paglia ma in   vita, ha ricostruito con pannelli
in Russia in occasione dell’inau-      eternit o lamiera.                     esplicativi vari combattimenti, ha
gurazione del ponte dell’amicizia      La prima visita a Rossosch l’ab-       raccolto cimeli, fotografie, ecc.
e del 25° anniversario della co-       biamo effettuata al museo della        Visto che in questi anni il museo
struzione dell’asilo di Rossosch,      città, allestito dal prof. Moro-       è stato visitato da circa 20.000
tra le varie proposte di viaggio,      sov nello scantinato dell’asilo da     italiani, a ricordo dell’avvenuto
sono subito stato attratto dal per-
corso che comprendeva il tragitto
da Mosca in treno, al fine di poter
vedere maggiormente una parte
di territorio che 75 anni fa aveva-
no percorso, seppur con enormi
maggior disagi, i militari italiani.
Mi ha fatto anche piacere che que-
sta mia scelta fosse stata condivi-
sa anche da Valerio Zoratto (che,
oltre ad aver par tecipato alla
costruzione dell’asilo, era la se-
conda volta che ritornava) e Carlo
Maria de Mezzo con la moglie.
Dopo la nottata in cuccetta, le pri-
me luci dell’alba hanno comincia-
to a farci vedere un’interminabile
serie di boschi, prevalentemente
di betulle, intervallati da enormi
distese di colture di mais e soprat-

16   Dalla Sezione
passaggio, ci sono più guidoncini       vano raccolti dalla popolazione e      alla gola, a Livenka. Finalmente
in queste sale che nelle sedi dei       seppelliti in quel fosso. Negli anni   abbiamo visto il ponte dell’ami-
nostri Gruppi.                          ‘90 Onorcaduti provvide all’esu-       cizia terminato. Dico finalmente
L’appuntamento principale del           mazione ed al trasporto dei resti      perché ricordo che avevamo co-
giorno successivo era l’inaugura-
zione del ponte a Livenka (Niko-
lajewka). Ricongiunti i nove bus
che ci trasportavano da località
diverse, scortati dalla polizia, ab-
biamo percorso i 120 chilometri
che ci separavano dalla meta. Ad
un certo punto il corteo si è ferma-
to e, dopo averci fatto percorrere a
piedi una stradina di campagna, ci
siamo trovati di fronte ad un gros-
so masso di pietra posizionato in
mezzo ad una grande distesa di
girasoli.
Sul masso era scritto in italiano
e cirillico: AI CADUTI ITALIANI IN
TERRA DI RUSSIA.
Eravamo sopra una fossa comu-
ne! Ci è stato spiegato che, sem-
pre agli inizi degli anni ‘90, una
anziana del posto aveva segnala-        a Cargnacco. Dopo un breve mo-         minciato la raccolta fondi per la
to che nella primavera del 1943,        mento di raccoglimento e la re-        sua costruzione prima dell’adu-
dopo la ritirata, con lo sciogliersi    cita della Preghiera dell’Alpino,      nata di Pordenone con la vendita
della neve nei campi riaffioravano      coordinato da don Bruno Fasani,        delle gubane da parte della nostra
i cadaveri dei soldati e questi veni-   ci siamo trasferiti, con un groppo     Sezione. Dopo le solite lungaggini
                                                                               burocratiche per le autorizzazio-
                                                                               ni, questa volta da parte russa, la
                                                                               sorpresa della donazione del ma-
                                                                               nufatto da parte della ditta Cimo-
                                                                               lai di San Quirino (PN) in memoria
                                                                               del fratello del titolare, reduce
                                                                               anche lui dalla Russia. Per cui a
                                                                               carico dell’Associazione è rimasto
                                                                               il solo onere del trasporto, delle
                                                                               infrastrutture per appoggiarlo e
                                                                               dell’installazione in loco. Questo
                                                                               ponte è andato a sostituire un pre-
                                                                               cedente, che esisteva già durante
                                                                               la guerra e non più percorribile,
                                                                               per cui obbligava i residenti a lun-
                                                                               ghi percorsi alternativi. Alla pre-
                                                                               senza delle nostre massime auto-
                                                                               rità associative, del Comandante
                                                                               delle truppe alpine, dei rappre-
                                                                               sentanti dell’ambasciata italiana

                                                                                               Dalla Sezione    17
nostri alpini, durante la ritirata,
                                                                               miracolosamente illesa in un’i-
                                                                               sba completamente bruciata; fu
                                                                               portata a Mestre dove tuttora la
                                                                               onoriamo. Ritornando al nostro
                                                                               monastero, questo era costruito
                                                                               su un colle di gesso, prospiciente
                                                                               il Don e durante la guerra vi era
                                                                               posizionata una batteria di nostri
                                                                               artiglieri. Questo colonnello co-
                                                                               sacco, che abbiamo già conosciuto
                                                                               attraverso un articolo sull’ultimo
                                                                               numero di “Alpin jo, mame!”, sta
                                                                               contribuendo per la ricostruzio-
                                                                               ne del monastero e con i ragaz-
                                                                               zini locali intaglia delle formelle
                                                                               di gesso del luogo, creando delle
                                                                               icone originali che poi mette in
                                                                               vendita. Avendo cercato una colla-
a Mosca e delle autorità locali, si è   sottopasso. Gran parte di colo-        borazione con la Sezione di Udine
proceduto quindi all’inaugurazio-       ro che hanno fatto questa scelta       tramite il nostro presidente So-
ne di questo “monumento vivente”        sono riusciti a salvarsi ad eccezio-   ravito de Franceschi, grazie alla
dai molteplici simboli. Particola-      ne dei primi che sono stati falciati   generosità soprattutto dei Gruppi
re anche la cerimonia perché alla       dal fuoco nemico. Con noi c’era        di Udine Sud e Udine Godia, gli ab-
solennità tradizionale da parte         anche il Coro Alte Cime di Brescia     biamo portato in dono una serie
nostra si è affiancato il folklore      che durante questa visita si è po-     di attrezzi per scolpire, colori e
dell’altra parte con musiche tra-       sizionato al centro del sottopasso     prodotti di cancelleria, libri d’arte.
dizionali, costumi, palloncini e        ed ha intonato “Nikolajewka”.          Il giorno seguente si è celebrato
quant’altro.                            Non ci sono parole per descrivere      il 25° anniversario della costru-
Ci siamo quindi trasferiti nei          quello che abbiamo provato!            zione dell’asilo di Rossosch. Una
pressi della ferrovia per visitare      Quindi il nostro gruppo è stato        costruzione per 120 bambini che
un altro punto tragico per i no-        ospite del colonnello dei cosac-       attualmente ne ospita quasi il
stri: il sottopasso. In mezzo ad un     chi Sergey Piga Petrenco a Bie-        doppio e nonostante gli anni è an-
territorio pianeggiante c’è questo      logorje. In questa località, prima     cora all’avanguardia per i criteri
terrapieno alto sette/otto metri        della Seconda Guerra mondiale,         architettonici e strutturali. Vi si in-
dove transita il treno. I nostri per    esisteva un monastero dove ve-         segna anche l’italiano, tant’è che,
rompere l’accerchiamento, dove-         niva venerato un quadro con l’im-      alla fine della recita, i bambini
vano assolutamente superarlo o          magine della Madonna del Don. Il       hanno cantato “girotondo” nella
scavalcandolo (e tutti questi sono      monastero fu volutamente raso a        nostra lingua. Sul viso di più di
morti mitragliati dal nemico posi-      zero dai comunisti. Una copia di       qualche alpino ho visto, a questo
zionato al di là) o attraversare il     questa Madonna fu rinvenuta dai        punto, qualche lacrimuccia!

18   Dalla Sezione
Nel pomeriggio, dopo aver ma-         con la seconda parte del viaggio,       a San Pietroburgo. In definitiva
cinato un altro centinaio di chi-     quella turistica, con la visita di      nove giorni molto belli seppur
lometri, abbiamo visitato “Quota      Mosca e San Pietroburgo.                faticosi, ma che sono volati, tra-
Pisello”, un piccolo cocuzzolo pro-   E qui ricordo l’emozione che tutti      scorsi assieme ad una quarantina
spiciente il Don ad a un centinaio    abbiamo provato passeggiando            di compagni di viaggio di tutto il
di metri da “Quota Cividale”.         con il nostro capello alpino in te-     Nord Italia, immediatamente af-
Due luoghi in cui si è combattuto     sta. Ricordo gli applausi dei turisti   fiatatisi come da tradizione e con
aspramente, con numerosi atti di      italiani al nostro passaggio sulla      due periodi ben distinti: il primo
                                                                              dedicato al ricordo della tragedia
                                                                              vissuta dai nostri veci, il secondo
                                                                              più cameratesco e turistico. Un
                                                                              unico rammarico: l’assenza to-
                                                                              tale, a tutte le manifestazioni cui
                                                                              abbiamo partecipato, di autorità
                                                                              militari russe. Fra me ho pensato
                                                                              che forse era un atto di rispetto
                                                                              nei confronti di un ex nemico che,
                                                                              pur sempre, aveva invaso la loro
                                                                              nazione ed in più era stato scon-
                                                                              fitto. Ma allora perché la dele-
                                                                              gazione militare russa è sempre
                                                                              presente all’annuale ricorrenza
                                                                              di Nikolajewka a Brescia? Nel-
                                                                              le manifestazioni del centenario
                                                                              della Prima Guerra mondiale, in
                                                                              Italia, abbiamo pur visto la par-
                                                                              tecipazione di rappresentanze
                                                                              militari straniere sia alleate che
eroismo da parte soprattutto degli    Piazza Rossa, i cinesi che vole-        un tempo nemiche. E quindi non
alpini della Julia ma anche tomba     vano fotografarsi accanto a noi         è nemmeno un problema di ceri-
per una enormità di militari di am-   mentre attendavamo di entrare           moniale. Rimango in attesa di ri-
bedue le parti, come testimoniato     al Cremlino, il girare la testa di      uscire a capire il motivo di questa
dai lunghi elenchi di caduti russi    coloro che pazientemente atten-         indifferenza, visto che alla fin fine
posti sull’adiacente monumento.       devano nella fila chilometrica per      abbiamo anche “donato” loro un
I giorni seguenti si è proceduto      accedere al Museo dell’Ermitage         ponte ed un asilo infantile.

    Привет итальянские друзья!                           Ciao amici italiani!
    Мы хотим с Вами дру жить. Мы живем в                 Desideriamo diventare vostri amici.
    России, в селе Белогорье. Наше село очень            Viviamo in Russia, nel villaggio di Belogor’ che è
    красиво! Здесь протекает река Дон. Здесь             molto bello! Qui scorre il fiume Don e innumere-
    есть много мела, целые меловые горы. Мы              voli montagne da cui si estrae il gesso. Abbiamo
    сделали Вам меленькие подарки из мела. Это           fatto per voi regalini in gesso che rappresentano
    частичка нашей земли!                                una parte della nostra terra!
    Нас завут:                                           I nostri nomi sono:
    Дима, Данил, Иван, Иван, Наетя, Света, Дима,         Dima, Danil, Ivan, Ivan, Naetja, Sveta, Dima,
    Юра, Сама, Гома, Вика, Инна, Ваня, Катя.             Jura, Sama, Goma, Vika, Inna, Vanja e Katja.

                                                                                               Dalla Sezione    19
Dalla Sezione
        FRANCO DRIUSSI

Ma guarda un po’ questi alpini!
LU ENEC | 9-23 SETTEMBRE 2018
DI NUOVO A STARÁ HALIČ PER I LAVORI NEL CENTRO ANZIANI

                                       zione. Eravamo in tanti pertanto ci
                                       siamo divisi in gruppi che si sono
                                       dedicati ad attività distinte.

                                       Alpini in trincea
                                       per la solidarietà
                                       Franco, Marcello ed Edoardo sono
                                       stati impegnati nella realizzazione
                                       del primo lotto dell’ambulatorio
                                       medico, inserito nelle pertinenze
                                       del centro anziani, alla cui realiz-
                                       zazione ha partecipato anche il
                                       Gruppo Autonomo Slovacco con
                                       un contributo economico.
                                       Si tratta di un edificio di circa 90
Si inizia                              mq. con muri di fondazione e pla-       Siamo quasi alla fine
                                       tea in cemento armato su cui ver-
Ecco, ci risiamo di nuovo. Nove al-    ranno eretti i muri in calcestruzzo     mente. Nessun volontario la sera
pini della nostra Sezione, nell’am-    cellulare e tetto con orditura in       aveva voglia di “scherzare”.
bito della consolidata collabora-      legno. Al nostro arrivo abbiamo         Nonostante tutto, due valenti mu-
zione con il Gruppo Autonomo           trovato solamente lo scavo per le       ratori ed il loro solerte aiutante
Slovacco, sono ritornati a Stará       fondazioni e da lì è partito il no-     hanno completato le fondazioni e
Halič per portare avanti i lavori      stro lavoro. Tubi di scarico, messa     la platea in meno tempo di quanto
nel centro anziani.                    a terra, spianamento del terreno,       fosse stato preventivato.
Era settembre e la temperatura         muri di livellamento della fonda-
era gradevolmente tiepida, adatta      zione, rete elettro saldata e tanto     Lavoro di fino
alla crescita dei funghi che copiosi   calcestruzzo.                           A completamento del lavoro all’in-
spuntavano nei boschi.                 Detta così può apparire una cosa        terno del centro anziani siamo sta-
Non meno abbondanti le noci di         facile ma nella realtà è stata fati-    ti incaricati di imbiancare il piano
cui, assieme ai porcini, abbiamo       cosa perché il lavoro, per motivi       terra. Il ciclo della tinteggiatura
fatto una abbondante scorta da         tecnici, è stato talvolta concen-       consisteva nel dare quattro mani
portare a casa. Il gelo che abbia-     trato in poco tempo alternato a         di colore su tutte le superfici.
mo affrontato a marzo fortunata-       momenti di attesa e in aggiunta         Per dare un’idea della mole di la-
mente era rimasto solamente uno        talvolta sotto un sole pomeridia-       voro posso dire che l’edificio copre
sfumato argomento di conversa-         no che si è fatto sentire fastidiosa-   una superficie di circa.750 mq in
                                                                               cui ci sono, solamente al piano
                                                                               terra, circa 25 vani di varie dimen-
                                                                               sioni. Considerando l’estensione
                                                                               del fabbricato ci si può rendere
                                                                               conto di quanta pittura abbiamo
                                                                               dato sui muri. Questo era l’obiet-
                                                                               tivo che avevamo stimato di poter
                                                                               raggiungere nelle due settimane
                                                                               della nostra permanenza.
                                                                               In realtà alla fine della seconda
                                                                               settimana avevamo tinteggiato
                                                                               completamente anche le scale
                                                                               di accesso al piano seminterrato
                                                                               e quelle del primo piano a cui, in
                                                                               aggiunta, avevamo dato la prima
                                                                               mano di colore ai corridoi.
                                                                               Ci eravamo divisi i ruoli per cui
Marcello e Franco si confrontano                                               due imbianchini facevano il lavoro

20   Dalla Sezione
Volontari, p. Frantisek e il dottore che opererà nell’ambulatorio   Michelangelo, il cesellatore            Mauro, la grinta

                       grosso seguiti da due che verni-             così “allegre”. Padre Frantisek mi      sensibili al tema dell’infanzia che
                       ciavano le parti piccole e difficili e       ha confidato che anche in questa        ci hanno offerto grandi quantità
                       chiudeva il ciclo l’ultimo che ripu-         occasione abbiamo fatto più di          di vestiti puliti e profumati e gio-
                       liva in profondità tutti i vani.             quanto si aspettasse da noi.            cattoli perfettamente integri e
                       Quando siamo par titi abbiamo                                                        funzionanti. Incontrare persone
                       “consegnato” le stanze linde e               Non solo muratori                       disponibili e generose è stato per
                                                                    ma anche benefattori                    noi un grande conforto.
                                                                    Quando questo articolo sarà pub-        Siamo anche contattati da perso-
                                                                    blicato avremo già portato alla Fa-     ne che desiderano informazioni
                                                                    miglia di Maria un carico di vestiti    sulla nostra attività di volontariato
                                                                    e giocattoli per i circa 150 bambini    per valutare una possibile colla-
                                                                    che le suore assistono.                 borazione. Non è una cosa da poco
                                                                    Non si tratta di carità, lo voglio      e ci incoraggia nel proseguire sul-
                                                                    sottolineare, ma di condivisione.       la strada che abbiamo intrapreso
                                                                    Condividere con i ragazzi meno          perché l’ambulatorio che abbiamo
                                                                    fortunati dei nostri i vestiti diven-   iniziato è “tutto per noi” e i lavori
                                                                    tati oramai troppo piccoli per i no-    ci aspettano per la prossima pri-
                                                                    stri figli o nipoti.                    mavera.
                                                                    Non meno importanti, dal punto di
                                                                    vista dei bambini, sono i giocattoli.   Quanto abbiamo realizzato
                                                                    Non tutti i bambini nella zona di       quest’anno ed anche il preceden-
                                                                    Stará Halič hanno la fortuna di ri-     te lo dobbiamo alla generosità dei
                                                                    cevere un regalo durante le feste       Gruppi di Buja, Magnano in Rivie-
                                                                    del Santo Natale pertanto le suore      ra, Osoppo e Terenzano Cargnac-
                                                                    della Famiglia di Maria si danno da     co che hanno contribuito a provve-
                       Una Sorella al lavoro                        fare per portare un dono a chi non      dere al vitto e alla nostra Sezione
                                                                    potrebbe altrimenti permetterse-        che ha pagato i viaggi.
                       pulite come fossero quelle di                lo. Attraverso le pagine dell’Alpin     Ai sostenitori del nostro proget-
                       casa propria. La nostra non è                Jo, Mame abbiamo lanciato una           to si è unita la banca Prima Cas-
                       stata una fatica come quella dei             campagna di sensibilizzazione che       sa-Credito Cooperativo elargen-
                       muratori ma alla fine delle gior-            sta dando ottimo risultati.             doci un significativo contributo
                       nate le nostre braccia non erano             Siamo stati contattati da famiglie      che ci permette di fare i progetti
                                                                                                            con maggiore serenità. Pure a lei
                                                                                                            va la nostra gratitudine.
                                                                                                            Non di meno in questa occasione
                                                                                                            vanno ricordati i volontari: An-
                                                                                                            selmo, Edoardo, Ezio, Franco F.,
                                                                                                            Michele, Michelangelo, Marcello,
                                                                                                            Mauro, Luigino e Sergio. Senza di-
                                                                                                            menticare Umberto che solamen-
                                                                                                            te per un infortunio non è potuto
                                                                                                            essere nuovamente con noi.
                                                                                                            Non potevo concludere questo
                                                                                                            articolo senza ricordare gli amici
                                                                                                            del Gruppo Autonomo Slovacco:
                                                                                                            Marco ed Alessandro che ci sono
                                                                                                            stati sempre vicini con il loro aiuto
                                                                                                            ed amicizia.

Questa estate suor Maddalena e suor Faustina della Famiglia di Maria di Stará Halic sono venute in Friuli per un viaggio di lavoro.
I volontari della nostra Sezione che lavorano presso la loro Casa Madre hanno colto l’occasione per organizzargli una piccola festa
nella sede degli alpini di Osoppo. Nella foto, scattata il 29 maggio, si possono vedere le due Sorelle alla destra del nostro presidente
Dante Soravito de Franceschi, il folto gruppo dei volontari e diversi benefattori che li aiutano.

                                                                                                                               Dalla Sezione   21
Dalla Sezione
       FOTO DI ANTONIO CIANI

Riunione annuale
dei Capigruppo
Sezione ANA di Udine
PASSONS | 28 OTTOBRE 2018

22   Dalla Sezione
Dalla Sezione   23
Dalla Sezione

7° Raduno Nazionale
Fanfare Congedati
FORLÌ | 22-23 SETTEMBRE 2018

Si è svolto a Forlì il 22 e 23 settem-   teatro strapieno di gente, si sono     per le vie cittadine. Due giorni che
bre scorso il 7° Raduno Nazionale        esibite le cinque Fanfare in un tri-   hanno suscitato emozioni e dolci
Fanfare Congedati Brigate Alpine:        pudio gioioso da pelle d’oca, visto    ricordi della vecchia naia.”
Julia, Taurinense, Orobica, Triden-      la loro bravura. Domenica scro-
tina e Cadore. Sabato sera, in un        scianti applausi al loro passaggio

24   Dalla Sezione
Dalla Sezione
    FOTO DI ANTONIO CIANI

Giornata dell’Unità Nazionale
e delle Forze Armate
UDINE | 4 NOVEMBRE 2018
GIORNATA DI COMMEMORAZIONE PER I CADUTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE.
IMPORTANTE PRESENZA DI AUTORITÀ CIVILI E MILITARI ACCOMPAGNATE
DAL PICCHETTO ARMATO E DALLA FANFARA DELLA BRIGATA ALPINA JULIA.

                                                      Dalla Sezione   25
26   Dalla Sezione
Dalla Sezione   27
Storia
        ALBERTO LOIACONO

Diario inedito della Grande Guerra
a Cave del Predil e sulle Alpi Giulie
CRONACA QUOTIDIANA SULLA VITA A CAVE DEL PREDIL NEL 1914 / 1917

                                                                                           essenziale nella realizzazione del
                                                                                           libro. Il ricavato verrà peraltro
                                                                                           utilizzato per sostenere un pros-
                                                                                           simo progetto editoriale sempre
                                                                                           incentrato sulla Grande Guerra.
                                                                                           L’introduzione, a cura dello stesso
                                                                                           Domenig, spiega come il volume
                                                                                           sia una traduzione integrale del
                                                                                           diario 1914/1917 di Josef Plattner,
                                                                                           dottore in filosofia e teologia non-
                                                                                           ché parroco di Cave sino al 1919
                                                                                           che, dal brogliaccio personale del
                                                                                           curato, venne poi trascritto nella
                                                                                           cronaca parrocchiale.
                                                                                           Le note di giornata, al massimo
                                                                                           una decina di righe, riportano alle
                                                                                           operazioni militari, al contesto so-
                                                                                           ciale, alla quotidianità in tutte le
Bombordamento con granate incendiarie di Tarvisio del 23.09.1915 - Archivio Komac          sue sfaccettature degli anni della
                                                                                           Grande Guerra a Cave del Predil e
Una cronaca quotidiana, sintetica             si è avvalso della collaborazione
ma incisiva, capace di raccontare             tecnica del ricercatore di Cave
eventi leggendone significati e               Leopoldo Komac e del suo ampio
sfumature e narrare con obietti-              archivio, ricco di inediti quanto ad
vità fatti e situazioni in una pano-          immagini, fotografie e documen-
ramica a tutto campo sulla vita del           ti, per corredare l’opera. Il testo
luogo del tempo. Questo quanto                bilingue, in italiano e tedesco, re-
propone “Dalla parte dell’Impero              alizzato con il contributo della Re-
– Diario di Guerra di Raibl (Cave             gione Friuli V.G., è stato edito dalle
del Predil) 1914 – 1917” (pagg. 319,          UTI – Canal del Ferro – Valcanale
stampa Grafiche Filacorda) por-               ed è reperibile, dietro offerta libe-
tato alla luce, grazie alla disponi-          ra, presso il Museo Etnografico di
bilità della parrocchia di Cave del           Malborghetto (Palazzo Veneziano)
Predil, da Raimondo Domenig che               la cui direzione ha avuto un ruolo           Cimitero di guerra a Cave del Predil - Archivio Komac

                                                                                           sui monti circostanti.
                                                                                           Fatti che, forse perché svoltisi in
                                                                                           un territorio appartato, minore
                                                                                           per dimensioni e fama rispetto
                                                                                           al ben più noto ed ampio circuito
                                                                                           dolomitico, hanno avuto negli anni
                                                                                           un’attenzione piuttosto circoscrit-
                                                                                           ta. Il diario abbraccia, con cadenza
                                                                                           quotidiana, il periodo che va dal 23
                                                                                           giugno del 1914 al 2 aprile del 1917
                                                                                           e narra degli eventi bellici che
                                                                                           trasformarono inaspettatamen-
                                                                                           te Cave del Predil in una trincea
                                                                                           avanzata con le devastazioni che
                                                                                           ne derivarono. Le note si svilup-
                                                                                           pano in tre direzioni.
                                                                                           Le operazioni militari, le vicis-
Fortificazione austriache sulla Cima Mogenza Piccola (Kleine Schlichtl) - Archivio Komac   situdini della popolazione e la

28   Storia
cannone scambiatisi tra il Predil
                                                                                               e Nevea. Poi è subentrato di nuovo
                                                                                               il silenzio, un silenzio angosciante,
                                                                                               plumbeo, percepito da tutti come
                                                                                               l’afa che precede il temporale. At-
                                                                                               toniti, spaventati, già provati. Ora
                                                                                               tutto un tratto eravamo diventati
                                                                                               teatro di guerra…”
                                                                                               Con il proseguire dei mesi, la si-
                                                                                               tuazione inevitabilmente peggiora
                                                                                               e non solo per l’asprezza dei com-
                                                                                               battimenti, ma per le condizioni
                                                                                               ambientali che spesso uccidevano
                                                                                               più del cannone.
                                                                                               Eloquente ad esempio la nota del
                                                                                               27 dicembre dello stesso anno
      La Kriegs Volkschule, la scuola elementare provvisoria di Cave del Predil                dove Plattner riferisce che “ieri
      dopo il bombardamento della struttura abituale - Archivio Komac                          notte è caduta nel vallone Jama, in
                                                                                               Valle del Rio del Lago, una terribi-
      difficoltà di svolgere, da parte               Nella famosa galleria di scolo            le valanga che ha travolto con tut-
      dell’autore, il suo ministero fra              Kaiser Franz Josef I, profonda 260        ta la truppa una stentata baracca
      bombardamenti, sfollamenti ed                  metri lunga 4.844 e che collegava         del 20° battaglione Feldjäger (re-
      ingerenze delle autorità militari.             direttamente il centro minerario          parti di fanteria leggera): otto i
      Parte del diario riguarda il ruolo             a Bretto (Log Pod Mangrtom), nei          morti, altri sono stati spazzati via
      della miniera di Cave non solo dal             pressi di Plezzo (Bovec), nei tre         più tardi. Qui (a Cave) nei negozi
      punto di vista produttivo e socia-             anni di guerra, in base agli archivi      non si trova più nemmeno il filo da
                                                     storici austriaci, transitarono in-
                                                     fatti ben 446.890 soldati e 400.157
                                                     vagoni, con rifornimenti, riserve di
                                                     truppe e convogli di feriti da dirot-
                                                     tare, nei casi più gravi, negli ospe-
                                                     dali di Tarvisio e Villach mentre,
                                                     i casi meno urgenti e gravi, veni-
                                                     vano accolti nei presidi sanitari di
                                                     Cave. Un corridoio che, come già
                                                     detto, proprio perché sconosciuto
                                                     ed invisibile all’artiglieria italiana,
                                                     giocò un ruolo fondamentale nella
                                                     dodicesima battaglia dell’Isonzo
                                                     che portò alla rotta di Caporetto
Postazioni addossate sulle cenge di Cima Vallone,    dell’ottobre ‘17.
         gruppo dello Jof Fuart - Archivio Komac     Tanti i passaggi che conducono il
                                                     lettore a tempo, luogo e soprat-
      le, ma soprattutto sotto il profilo            tutto al living di cui narra il diario.
      bellico e delle operazioni militari,           Fra i più significativi, quello che fa    Medici ed infermieri attendono i feriti
      specie in relazione alla rotta di              riferimento al 24 maggio del 1915,        all'uscita della galleria del Monte Re a
                                                                                               Cave del Predil - Archivio Komac
      Caporetto e riconosciuto solo in               con l’intervento dell’Italia.
      tempi relativamente recenti gra-               “Domenica di Pentecoste, è la
      zie soprattutto ad alcuni materiali            guerra. La notizia si è diffusa           cucito. È finita anche la farina di
      inediti forniti dal coautore Leopol-           verso sera, alle 18.30 e presto           granoturco, non si trova più nul-
      do Komac.                                      si sono già sentiti i primi colpi di      la…”
                                                                                               Un’opera pertanto, quella di Do-
                                                                                               menig e Komac che, grazie a con-
                                                                                               tenuti inediti ed immediati, offre
                                                                                               nuovi elementi di una parte di sto-
                                                                                               ria di uno degli angoli più remoti
                                                                                               del Friuli e delle sue montagne e
                                                                                               che accomunarono nella soffe-
                                                                                               renza, nell’eroismo e nella gene-
                                                                                               rosità i contendenti di entrambi gli
                                                                                               schieramenti.

      Piccolo minareto a Bretto (Log pod Mangrtom)
      costruito per i soldati bosniaci mussulmani - Archivio Komac

                                                                                                                             Storia       29
Storia
        ERMANNO DENTESANO

La “Zona Carnia”
INTANT DE PRIME VUERE

                                                                                        e veve un compit difensîf, par fâ
                                                                                        in mût che la 2a e la 3e armade a
                                                                                        podessin scombati cence vê il pro-
                                                                                        bleme di cjalâsi indaûr. In sumis,
                                                                                        e varès vût di fermâ il sfuarç dal
                                                                                        esercit nemì, se par câs al ves vût
                                                                                        voie di sfondâ dulinvie dal Cjanâl
                                                                                        dal Fier o di chel dal Lusinç. Cus-
                                                                                        sì e varès ancje fat di sigurece pal
                                                                                        spostament des nestris trupis di
                                                                                        bonât a jevât e al contrari, su dute
                                                                                        la planure furlane. Il compit difen-
                                                                                        sîf nol varès dut câs di vê impedît
                                                                                        cualchi sfuarç ofensîf inte valade
                                                                                        de Zelie. Cun di plui si veve di olsâ
                                                                                        cualchi pontade fin inte valade de
                                                                                        Drau, in poie di un eventuâl sfuarç
                                                                                        ofensîf de 4e armade; in particolâr
                                                                                        si varès podût savoltâ la ferade che
Schema oro-idrografico dell'area d'interesse della “Zona Carnia”                        e garantive il supuart che il centri
                                                                                        dal Imperi al puartave viers il Tirôl.
Za fa timp, stant che o ai vût inno-          Autro-Ungarica durante l’attuale          Par sigurâ dutis chestis funzions
menât la “Zona Carnia”, cualchi-              conflagrazione europea. In chel           la Zona Carnia e veve a disposizion
dun mi à domandât cualchi notizie             document si marcave il fat che            16 bataions di alpins, dôs brigadis
e alore o ai pensât di scrivi cuatri          l’estri dal esercit talian al veve di     di fantarie (Aosta e Piemonte), trê
peraulis su cheste cuistion.                  jessi ofensîf e si presumeve che          bataions de Finance, 13 batariis di
La prime volte che si cjate cheste            intai prins dîs al rivàs fin al Lusinç    artiliarie e alc altri.
denominazion e je intal document              e po dopo, in pôc timp, ae Save. Il       La Zone e jere ancje inricjide di
che Cadorna al veve mandât fûr,               sfuarç ofensîf al jere lassât ae 2e e     un complès di fortificazions che si
ai 21 di Avost dal 2014, cul titul di         ae 3e armade, che a tignivin il front     clamave “Piazza Alto Tagliamen-
Memoria riassuntiva circa un’azio-            dal Grant Mont fin al mâr.                to-Fella”; cheste e jere la part plui
ne offensiva verso la Monarchia               A soreli a mont di dut il front, e sta-   a tramontane di un insiemi di fuar-
                                              ve la 1e armade, dal Stelvio ae Val-      ts cognossût come “Fortezza Ta-
                                              sugane, che e veve nome un compit         gliamento” e che al lave jù dulinvie
                                              difensîf. De Valsugane fin ae Peral-      dal flum fin al mâr. L’implant “alto
                                              be e jere inschiriade la 4e armade,       Tagliamento-Fella” al veve oparis
                                              che e veve ancje chê un compit so-        al Pas de Maurie, al Mont di Osôf,
                                              redut di difese. Se dal câs e varès       al Mont Ercole a Glemone, al Mont
                                              però vût di sburtâsi indevant bande       Feste-Sant Simion e a Scluse. Al-
                                              soreli jevât, dulinvie des valadis de     tris postaments plui piçui a stavin a
                                              Drau e de Zelie.                          Siele Sante Agnese (Glemone), sul
                                              Jenfri chestis dôs cubiis di arma-        Mont Cumieli (Glemone), Sul Çuc
                                              dis e stave la “Zona Carnia” che, si      di Cùrnic (Scluse) e sul Sflìncjis
                                              che duncje, e partive de Peralbe,         (Resiute).
                                              e tignive dutis lis Alps Cjargnelis       Il Cuartîr Gjenerâl de Zona Carnia
                                              Orientâls e po dopo e pleave in jù        al steve a Tumieç e il comant al fo
                                              fin al Grant Mont. In sumis e faseve      dât al gjenerâl Clemente Lequio.
                                              di bertuele jenfri la cubie di arma-      La Zone e jere scompartide in
                                              dis de Basse (la 2e e la 3e) e chê di     doi setôrs: il “Settore “But-Dega-
                                              soreli a mont (la 1e 2 la 4e).            no” al lave de Peralbe fintremai
                                              Cumò che o vin viodût dulà che la         al Culâr (o Cjâf dal Om), là che al
                                              Zona Carnia e jere logade, cirìn di       scomençave il “Settore Fella”, che
                                              capî ce fuarcis che e veve e cuai         al finive al Grant Mont. Li risiervis
                                              che a jerin i siei compits.               de Zone a stavin a Darte, a Vile di
                                              Chescj a forin definîts cu la dire-       Cjargne, a Tumieç e a Vençon.
                                              tive dal 1n di Setembar dal 1914,
                                              là che si dîs che la “Zona Carnia”

30   Storia
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