ARMINE HARUTYUNYAN INTERVISTA - dalla Community - The Wall - Scuola Holden
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MAGAZINE
VOLUME 1 - SETTEMBRE 2020
ARMINE
HARUTYUNYAN
La bellezza che ha sconvolto il web
LADY D: EMA STOKHOLMA INTERVISTA
vergine, madre, donna per il mio bene dalla CommunityFoto di copertina: EDU LAUTON
VIOLA MAGAZINE 2L’UNICITÀ DI NOI
DONNE
Lo Zingarelli del 1962 definisce la Per fortuna siamo nel 2020: nel
parola “donna” così: mondo di oggi molte donne non
f. Femmina dell'uomo. /Di casa, che sa hanno sensi di colpa perché un
accudire alle faccende domestiche / dizionario – o più – le definisce con
Sposa, moglie. / Di cucina, sguattera / aggettivi banali e decisamente
Ragazza in grado di prender marito. sottotono. Ma ci sono ancora tante
parole da cambiare perché questo sia
Oggi la definizione è un po’ cambiata: un mondo migliore.
f. Ogni essere umano di sesso Viola ha voluto dedicare il numero di
femminile, considerato rispetto alle questo mese all’unicità di tutte noi
caratteristiche intellettuali o morali. / donne. Perché non basterebbero tutti
Donna intelligente, ragionevole, gli aggettivi di questo mondo per dare
equilibrata, buona, brava, gentile; donna una definizione a creature così diverse
perversa, ipocrita, pettegola, linguacciuta, e mai banali.
maligna; una donna all’antica, moderna, Quindi abbiamo parlato di unicità, a
à la page. modo nostro.
Da Armine Harutyunyan, che ha fatto
Il dizionario di Google, invece, per parlare di sé per una bellezza non
spiegare la parola “donna” unisce subito convenzionale, passando per la luce
l’aggettivo “bella”. accecante che emanava Lady D,
decisamente non in linea con i rigidi
Lo Zingarelli del 1962 non aveva canoni della Corona, per arrivare a un
nessuna colpa, in fondo era solo il libro che si libera di imbarazzi infantili
testimone di quell’epoca. Le definizioni e mette in scena la difficoltà di
sono state aggiornate, cambiate, di passi superare la violenza domestica.
avanti se ne sono fatti molti. Le parole E c’è ancora molto altro, basta girare
sono mutate assieme al nostro mondo, pagina per scoprirlo.
qualche volta invece questo mondo
l’hanno proprio cambiato. Di sicuro
hanno la capacità di far sentire le
persone giuste o sbagliate. Una donna è
per forza una casalinga perfetta? Una
donna è per forza ipocrita, pettegola e
linguacciuta? Una donna è per forza
bella? Ma ancora una donna è per forza
un essere umano di sesso femminile?
VIOLA MAGAZINE 3CONTENUTI
IL PRIMO PETALO
1°
EDITORIALE …………………………….…………………03
QUAL È IL CONFINE SOTTILE? ……………..10
Storia di una notte che cambiò una vita
IL REPORT MENSILE ……………………………….14
Abbigliamento offensivo
IL SECONDO PETALO
2°
LA SCRITTURA TERAPEUTICA ……………….20
IL TERZO PETALO
3°
ARMINE HARUTYUNYAN ……………………….28
La bellezza che ha sconvolto il web
IL NUOVO LEONE D’ORO? …………………….32
Pieces of a Woman
REWIND, REWRITE ………………………………….36
Lady D: vergine, madre, donna
VIOLA MAGAZINE 4CONTENUTI
IL QUARTO PETALO
4°
VIOLA LEGGE ……………………………………………46
Ema Stokholma
NELLA RETE DI UN VERSO ……………………48
Wild Geese di Mary Oliver
GIULIA LAMARCA ……………………………………50
Quando una voce si fa sentire
IL QUINTO PETALO
5°
10 COSE CHE …………………………………………54
Le serie TV ci hanno insegnato sull’amore
OROSCOPO VIOLA ………………………………..60
Il mese di settembre
VIOLA MAGAZINE 5VIOLA
MAGAZINE
“
Viola vuole porre un
accento per cambiare una
prospettiva.
Vuole far arrivare la voce
di donne ad altre donne.
Vuole far arrivare la
scrittura lì dove non
pensavi servisse.
VIOLA MAGAZINE
” 6Un accento
può fare
la
differenza.
VIOLA MAGAZINE 71°
IL PRIMO PETALO
QUAL È IL CONFINE SOTTILE? ……………………………………………………..10
Storia di una notte che cambiò una vita
IL REPORT MENSILE ……………………………………………………………………….20
Abbigliamento offensivo
VIOLA MAGAZINE 8“WOMEN ARE
ALWAYS SAYING:
«WE CAN DO
ANYTHING THAT
MEN CAN DO».
BUT MEN SHOULD
BE SAYING:
«WE CAN DO
ANYTHING THAT
WOMEN CAN DO»”
—GLORIA STEINEM
VIOLA MAGAZINE 9QUAL È IL
CONFINE SOTTILE?
Storia di una notte “Era una notte di ottobre quando è
che cambiò una vita successo quello che è successo.
A distanza di quasi tre anni ogni tanto ci
penso ancora.
Per fortuna sono riuscita a riscoprire
l'esistenza di un amore più sano e
dolce.”
M. è una ragazza timida. Ha le lacrime
agli occhi mentre racconta quella che
rimarrà una notte difficile da dimenticare..
VIOLA MAGAZINE 10"Sapete, io e lui ci frequentavamo da
circa due mesi. Non era una vera e
propria relazione, non eravamo
nemmeno amici. Ci siamo conosciuti
sul posto di lavoro, in una trasferta. Io
stagista, lui libero professionista.
Una voce dentro di me mi diceva
che c'era qualcosa di sbagliato ma
l'altra vocina era totalmente attratta da
quest'uomo di quindici anni più
grande di me. Le sue avance mi
facevano sentire donna, forse per la
prima volta nella mia vita. È successo
tutto molto in fretta. Eravamo al Lido
di Venezia, proprio sulla spiaggia. Un
drink tirò l'altro e alla fine cascai tra
le sue braccia.
Ecco, quella fu una bella serata.
Avevamo lavorato bene, concluso
ancora meglio. Finito l'evento a cui
stavamo lavorando, ognuno tornò a
casa propria. Speravo di rivederlo in
una futura trasferta. E fu così.
Passarono le settimane e
cominciammo a sentirci, a vederci
anche al di fuori del lavoro. Lui non
aveva una vera e propria casa, ma
non mi importava più di tanto. Una
notte era ospite di un'amica, un'altra
notte da un'altra amica.
Tornava a farsi sentire la voce e la
sensazione di qualcosa di sbagliato,
ma di nuovo il desiderio di sentirmi
donna e adulta era più forte di tutti
gli altri.
Una notte di metà ottobre lavorammo
ad un festival di musica elettronica.
Sapete, in quell'ambiente non è raro
che giri un po' di roba nei backstage
e tra noi operatori.
Nessuno lì ti giudica male se bevi
mentre lavori e, anzi, spesso sono i
tuoi stessi capi ad offrirti qualcosa."
VIOLA MAGAZINE 11"Lui cominciò a offrirmi qualche drink. Io quella sera avevo un po' di febbre, quindi
avevo preso anche una Tachipirina. Alla fine non riuscii più a reggermi in piedi.
Pensavo che mi stesse aiutando, e invece mi portò in un parcheggio. Io continuavo
a dirgli di lasciarmi stare ma lui mi spinse contro un furgone e mi strappò le
mutande. Piangevo.
Dopo circa un mese trovai il coraggio di raccontarlo al mio capo: non mi fece più
lavorare.
Ero una stagista sacrificabile.
Ecco, ora come allora, mi chiedo
quale sia il confine di una violenza:
noi avevamo una "relazione", era
iniziato tutto consensualmente fino
a QUELLA sera. Io gli urlavo che mi
stava violentando. Lui negava.
Era quindi violenza?
È stato giusto perdere un lavoro?
È stato giusto che il mio capo
abbia difeso un suo amico, un suo
collaboratore invece di difendermi?
Credo che molte cose siano state
sbagliate. È stato difficile fidarmi
ancora degli uomini o di un posto
di lavoro. Per fortuna dovevo
ancora finire l'università, quindi mi
dedicai solo a quello.
VIOLA MAGAZINE 12Poi, dal nulla, è comparso un nuovo ragazzo che, con tanta pazienza, è
riuscito a portarmi fuori da questi ricordi bui e a farmi razionalizzare quello che
veramente era successo. Sapete, io in fondo lo difendevo: incolpavo me per
aver bevuto troppo. O, ancora, mi dicevo che in fondo era una sorta di
relazione, quindi anche quella sera in fondo era giustificabile e consensuale.
Poi con il passere dei mesi, però, sono arrivata a capire un'altra verità: lui mi
riempiva il bicchiere ogni volta che bevevo anche solo un sorso. Lui mi
metteva il bicchiere in mano quando lo posavo sul tavolo. Lui mi prendeva in
giro se gli dicevo "Sto lavorando".
Quindi, alla fine, la violenza fisica è stata solo la punta di un iceberg molto più
profondo."
UN PO’ DI DATI
D.i.Re ha condotto un’analisi comparata tra i dati Istat e i dati raccolti nei centri
anti-violenza della rete D.i.RE. La percentuale più alta rispetto alle forme di
violenza subita dalle donne è di tipo psicologico.
In Italia, la
Non Rilevato 3 percentuale di donne
tra i 16 e i 70 anni
che, nel corso della
Stalking 16,1
vita, ha subito una
violenza sessuale è
Violenza Economica 30,7 del 21%.
Violenza Sessuale 13,5
Violenza Psicologica 73,6
Violenza Fisica 62,1
0 20 40 60 80
VIOLA MAGAZINE 13IL REPORT
MENSILE
LA CONDIZIONE FEMMINILE
NEL MONDO
ABBIGLIAMENTO OFFENSIVO
VIOLA MAGAZINE 14STATISTICHE
GENERALI
2013 - 2014
50 Paesi hanno almeno una legge o regolamento (locale o nazionale) che
definisce ciò che le donne devono indossare per motivi religiosi:
• 38 Paesi vietano alle donne di indossare abiti religiosi in alcune situazioni;
• 11 Paesi richiedono alle donne di indossare abiti religiosi in certe circostanze;
• 1 Paese, la Russia, le possiede entrambe: in Cecenia alle donne richiesto di
indossare il velo negli edifici pubblici; a Stavropol' lo hijab è proibito nelle
scuole pubbliche.
Alcune cose che possono mettere una
donna nei guai
L'abbigliamento femminile vietato dal governo in nome del rispetto del decoro
morale e dell'ordine sociale:
• Sudan: l'abbigliamento indecente include gonne corte e pantaloni;
• Corea del Nord: pantaloni;
• Uganda: gonne corte e shorts;
• Arabia Saudita: pelle o capelli scoperti;
• Francia: burqa e niqab;
• Belgio: burqa;
• Austria: burqa.
Le donne dovrebbero
essere libere di scegliere
come vestirsi?
Percentuale di chi concorda che le donne
dovrebbero essere libere di scegliere come
vestirsi (2013).
VIOLA MAGAZINE 152 °
IL SECONDO PETALO
LA SCRITTURA TERAPEUTICA………………………………………………………21
Storia di una notte che cambiò una vita
VIOLA MAGAZINE 16“C’È UN MOMENTO
IN CUI DEVI
DECIDERE:
O SEI LA
PRINCIPESSA
CHE ASPETTA DI
ESSERE SALVATA
O SEI LA GUERRIERA
CHE SI SALVA DA SÉ”
— MARILYN MONROE
VIOLA MAGAZINE 17Scopri tutto il mondo VIOLA su
www.portaleviola.com
VIOLA MAGAZINE 18Assistenza legale
Gruppi di scrittura
Ascolto
Assistenza medica
Informazione
VIOLA MAGAZINE 19LA SCRITTURA
TERAPEUTICA
Che cos’è la scrittura terapeutica e perché scrivere può far bene
“Scrittura terapeutica” è la traduzione, forse non precisissima, di “writing therapy”.
Un concetto che indica l’utilizzo della scrittura come arteterapia. In particolare, si
parla di scrittura espressiva, atto di scrittura che permette di esplicitare traumi o
disagi esistenziali e guardarli in modo nuovo, non dico con distacco ma con una
certa obiettività. Né più né meno di quanto possono fare la costante pratica della
meditazione o della Mindfulness.
L’ambito della scrittura terapeutica è molto ampio, psicologia e counseling in
primis. Non mancano esperienze di scrittura creativa nelle carceri o in altre
strutture in cui il disagio delle persone è palpabile. In alcune scuole o università,
invece, la scrittura espressiva viene utilizzata per aiutare gli studenti a capire cosa
li blocca e, di conseguenza, esprimere il proprio potenziale al massimo delle
possibilità.
Esistono diversi tipi di scrittura terapeutica e di terapia narrativa associata allo
storytelling ma per capire di cosa stiamo parlando devo partire dall’inizio. Cioè
da James W. Pennebaker.
VIOLA MAGAZINE 20Si inizia a parlare di scrittura espressiva alla fine degli anni ’80, grazie agli studi di James W. Pennebaker, psicologo americano i cui studi si sono concentrati sul rapporto tra utilizzo del linguaggio, salute psichica e rapporti sociali. Il cuore della teoria di Pennebaker è che le parole che utilizziamo ogni giorno sono lo specchio dei processi mentali, sociali e relazionali che ci governano. Per questo motivo, dimostrato questo legame, è possibile lavorare in direzione contraria: utilizzare la scrittura come mezzo per far emergere ciò che non si è palesato alla coscienza e affrontarlo. In buona sostanza, un percorso di crescita personale che utilizza la scrittura come mezzo espressivo e di guarigione. Gli studi di Pennebaker sulla scrittura espressiva si sono rivelati molto importanti, perché hanno reso evidente il rapporto tra le parole che utilizziamo per descrivere il nostro mondo (esteriore e interiore) e il nostro stato psicologico o emotivo. Ad esempio, nei primi studi sul potere terapeutico della scrittura si chiedeva ai partecipanti di mettere per iscritto un evento passato che aveva creato in loro un certo disagio, se non un vero e propria trauma, oppure di descrivere le emozioni associate a una determinata situazione, sia essa neutra oppure che li vedeva coinvolti emotivamente. VIOLA MAGAZINE 21
Scrivere può aiutare chi soffre di ansia
o attacchi di panico, perché permette
di mettere ordine in mezzo ai pensieri
ansiogeni e guardarli con maggiore
distacco. Tuttavia, il livello di efficacia
dell’azione di scrittura creativa dipende
anche da fattori esterni. Non tutti i
partecipanti ai gruppi di lavoro
Vista così, la cosa è estremamente
ottengono lo stesso livello di beneficio,
semplice, tuttavia non sono mancate le
questo va detto chiaramente, altrimenti
critiche. Alcune ricerche più recenti sul
continuiamo a spacciare false
rapporto tra scrittura e psicologia hanno
promesse.
confermato i benefici psicologici e fisici
Questo ci porta a pensare che la
derivanti dall’attività di scrittura creativa.
scrittura non è terapeutica di per sé,
Il beneficio psicologico ed emotivo non
ma può aiutare corpo, mente e anima
deriverebbe esclusivamente dalla
se in combinazione con altre forme di
scrittura creativa, ma dalla situazione che
sostegno, qualora necessarie.
si viene a creare all’interno del gruppo
L’atteggiamento verso i propri blocchi
di lavoro. In altre parole, non sarebbe la
conta molto. Uno studio dell’Università
scrittura a curare, ma l’empatia che
dello Iowa ha dimostrato che i benefici
sorge spontanea tra i partecipanti.
della scrittura sono soggettivi. Chi si
La scrittura fa la differenza, questo è
avvicina alla scrittura espressiva senza
certo.
nutrire particolari speranze nelle attività
proposte dal terapista, alla lunga riceve
Ma l’intensità e l’efficacia dell’azione
benefici decisamente inferiori rispetto a
dipendono dalle dimensioni del gruppo
chi si avvicina alla writing therapy
di lavoro e, soprattutto, dal tipo di attività
considerandola già in partenza come
di scrittura che viene proposto.
una cura o una terapia efficace, oppure
Tuttavia, rimane da considerare che se
ancora nutre fiducia nel terapeuta e
la scrittura aiuta è solo merito della
nelle sue capacità.
persona stessa.
VIOLA MAGAZINE 22La scrittura ci può aiutare a guarire, è vero, ma non è lei ad aiutarci. Non
direttamente almeno. Siamo noi la nostra cura. La “cura” è quel particolare
spazio emotivo che costruiamo grazie alla scrittura. Ma lo scrivere, inteso come
atto meccanico, è neutro. Cos’è che fa la differenza allora? Molto semplice:
l’Atteggiamento, ovvero la predisposizione all’apertura mentale ed emotiva che
occorre coltivare nel momento in cui si scrive.
Concentrarsi nell’azione in sé e non nel risultato che si vuole ottenere è la base
per coltivare il giusto Atteggiamento nei confronti della scrittura e aspirare a
raggiungere quello che nel “Manuale di scrittura digitale creativa e consapevole”
è definito come “momento presente della scrittura”, cioè una sensazione di
benessere e pace. L’Atteggiamento può essere trasposto su tutti i livelli di
scrittura: per questo motivo, scrivere una mail o una lettera non è meno
terapeutico dello scrivere un diario personale.
L’importante è
“sentire”, ossia
ridurre al minimo la
distanza tra le
nostre sensazioni,
l’oggetto descritto e
le parole con cui lo
descriviamo. Questo
è il principio
fondamentale di
qualsiasi tipo di
scrittura
consapevole.
VIOLA MAGAZINE 23È da sottolineare come non ci sia nessun risultato da ottenere: il risultato è
scrivere di getto e con continuità. Basta. Non c’è altro.
Il resto – ossia la riscoperta di sé e i benefici derivanti dall’uso consapevole
della scrittura – riguardano una sfera talmente profonda e intima dell’individuo,
un ambiente per certi versi a-psicologico e a-verbale, che non può essere
sviscerato con attività che pretendono di rivestire lo scrivere di un’aura mistica.
Perché è così. Stiamo parlando del gesto più umile che c’è.
“ Vedere la scrittura in sé come terapia è corretto
alla base, ma riduttivo. Ognuno di noi è la
migliore terapia di se stesso. La scrittura può
aiutarci, ma deve essere accompagnata dal
giusto Atteggiamento e deve essere affiancata
dall’allenamento della capacità di sentire il
”
proprio corpo.
VIOLA MAGAZINE 24SCOPRI TUTTE LE INIZIATIVE
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o sui canali social
VIOLA MAGAZINE 253°
IL TERZO PETALO
ARMINE HARUTYUNYAN ……………………..…………………………………………28
La bellezza che ha sconvolto il web
IL NUOVO LEONE D’ORO? ………………….…………………………………………32
Pieces of a Woman
REWIND, REWRITE …………………………………………………………………………..36
Lady D: vergine, madre, donna
VIOLA MAGAZINE 26“CHI È NELL’ERRORE
COMPENSA CON
LA VIOLENZA
CIÒ CHE GLI MANCA
IN VERITÀ E FORZA”
— J. W. GOETHE
VIOLA MAGAZINE 27ARMINE HARUTYUNYAN VIOLA MAGAZINE 28
LA BELLEZZA CHE
HA SCONVOLTO IL WEB
Matteo Di Venere
Da un po’ di tempo si parla
del “caso” Armine
Harutyunyan. La modella
armena scelta da Gucci ha
subito un forte, quanto
inappropriato, body shaming
sui social network. In Italia -
solamente qui - il caso è
diventato così popolare da
diventare un trend topic sia
sul web che durante gli ultimi
caldi pranzi estivi in famiglia.
Per una volta la moda è al
centro, naturalmente se ne
parla in negativo. Nessuno ha
pensato al concetto di arte.
Tutti si affidano alla sociologia,
all’economia e ai principi
dell’estetica per comprendere
il fenomeno “Armine”.
Una grande fetta di pubblico
indugia ad un’operazione di
marketing alla Vance Packard
con i suoi Persuasori Occulti.
Davvero Gucci ha bisogno
dell’induzione della dissonanza
cognitiva o di altre teorie
simili? Gucci ha davvero
bisogno del “purché se ne
parli?”. Stiamo parlando di
uno dei top brand mondiali e
possiamo affermarlo con
fermezza: lo scopo è sempre
stato un altro.
VIOLA MAGAZINE 29Da quando Alessandro Michele è
stato scelto nel 2015 come
direttore artistico, il mondo e i vari
scenari della casa di moda sono
sempre stati più vicini a quelli di
Armine che a quelli della Eva
Herzigova di turno. Gucci da
diverso anni si oppone ai classici
canoni di bellezza che
dominavano il mondo della moda
tra la fine degli anni ’80 e ’90.
Gucci è un universo, una
narrazione più ampia che da anni
celebra concetti che solo adesso
stanno diventando obbligatori nel
mondo della comunicazione.
La diversità è al centro di questo universo
eccentrico e libero da ogni pregiudizio di
genere, etnie e appunto bellezza.
Si parla di unicità: un concetto che piace un po’ a tutti ma che alla fine in
pochi riescono a trasformare in concretezza. È qui che Gucci diventa
fondamentale: ci sta dando la chance di cambiare. Tra un “cessa” e un “non
mi importa del politicamente corretto”, quello che più spaventa è un meme
che voleva nascere come positivo. Molto condiviso sulle diverse pagine e
facilmente reperibile un post – finto - della ragazza armena che scrive: “Dite
pure che sono brutta, io sfilo per Gucci, voi neanche per Oviesse”.
VIOLA MAGAZINE 30Oviesse quindi non ha la stessa
dignità di esistere di Gucci,?
Oviesse è per le “cesse”?.
Forse non è chiaro il concetto di
alta moda, certo, è complicato
ma qui sembra impossibile
capire il concetto di moda in
generale. Ci si veste per avere
dignità., per esprimersi, per non
essere conciati come nel
braccio della morte. Kate
Middelton pochi giorni fa
indossava un vestito di Zara da
dieci euro, ora una “cessa” non
può sfilare per Gucci?
Le top model non sono più le stesse di un tempo e quelle rimaste sfilano
per i marchi che hanno conservato un’iconicità e un processo artistico di
vecchio stampo. Versace e Valentino su tutti. Molti marchi che hanno
cambiato direzione come Balenciaga o Givenchy - forse con meno ardore
- hanno fatto la stessa scelta di Gucci. Forse, siamo ancora abituati a
mettere al centro di tutto l’eros, la possibilità di essere “scopabili”, di
essere visti dietro la fessura mentre ci facciamo la doccia da Lino Banfi.
Eppure, Arianne ha uno sguardo intelligente, un carisma che per forza di
cose è stato avvertito anche dagli haters: tra le tante “cesse” della moda
perché hanno scelto di attaccare proprio lei? La moda è arte. L’arte vive
dell’amore. Ci siamo mai innamorati della bellezza in generale o abbiamo
sempre preferito un dettaglio, la peculiarità di una persona? Arianne è
peculiare ed è riuscita al meglio a raccontarlo. Peculiare come Gucci e
Alessandro Michele che più di altri sta raccontando un mondo nuovo,
sempre più lontano dagli anni ’80 italiani che non possono e non ci
devono appartenere nella loro totalità. Da piccoli abbiamo visto la saga di
Shrek. Sia noi che i nostri genitori. Qualche adulto ci aveva accompagnato.
Ci siamo dimenticati già di Fiona e dell’amore incondizionato per la
peculiarità del suo orco? Probabilmente sì.
VIOLA MAGAZINE 31IL NUOVO
LEONE D’ORO?
PIECES OF A WOMAN
È possibile sopravvivere dopo che si
è persa la persona che più si amava?
VIOLA MAGAZINE 32Tutto parte con un travaglio in casa,
della durata di ben venticinque minuti,
che sembra, per colpi di scena e
ritmo, un thriller: urla, strilli e dolore a
non finire. Si entra però subito nel
dramma: la bambina, appena nata,
muore dopo solo cinque minuti e
della sua morte viene accusata
l'ostetrica che non avrebbe valutato
Il commento del regista, Kornél bene l'esigenza di correre in
Mundruczó: “È possibile sopravvivere ospedale. La vita della coppia cambia
dopo che si è persa la persona che inevitabilmente anche per la
più si amava? A cosa ci si aggrappa ingombrante quanto silenziosa
quando sembra che non ci siano presenza della dispotica madre di
più appigli? Mia moglie ed io Martha, una ricca signora che non ha
volevamo condividere con il pubblico mai amato la scelta matrimoniale della
una delle nostre esperienze figlia e che considera il genero poco
più personali attraverso la storia di un più di un miserabile.
figlio non nato, nella convinzione che Ecco allora il succedersi dei mesi.
l’arte possa essere la miglior cura per Martha fatica a ritrovare senso agli
il dolore. Saremo gli stessi di prima accadimenti, torna al lavoro, gela ogni
dopo una tragedia? Riusciremo a sentimento per il compagno, si fa
trovare qualcuno che ci accompagni abbordare ma senza concedersi,
nella caduta libera del dolore? Il prova a far crescere dei semi vegetali
mondo appare capovolto, un luogo in in vitro dentro al frigo, e soprattutto
cui non riusciamo più a orientarci. vuole concedere il corpicino della
Con Pieces of a Woman volevamo figlia alla scienza medica che rispetto
realizzare una storia autentica su una al decesso non sa che pesci pigliare.
tragedia e su come imparare a La donna vive i mesi post lutto con
convivere con quel dolore. Una una silente, disinvolta e rinnovata
perdita sfugge alla nostra consapevolezza, osservando i ponti
comprensione o al nostro controllo, cadere attorno a sé, e piazzando
ma porta con sé la capacità di definitivamente dritta la barra
rinascere”. dell’imponderabile, rotolata fino
all’interno di un’aula di tribunale dove
Sorprende Pieces of a woman, il film l’ostetrica è finita accusata di omicidio
amato e prodotto da Scorsese con del neonato.
Shia LaBeouf e Vanessa Kirby. In mezzo alla neve, al grigiore
climatico e alla contrizione delle facce
In corsa per il Leone d'oro in questa dei protagonisti, che la storia
77/ma edizione della Mostra di Pieces of a woman ruota attorno al
Internazionale d'Arte Cinematografica territorio dell’invisibile, alla domanda
di Venezia, ha come protagonisti una sul perché qualcosa di impossibile
coppia di Boston in procinto di all’improvviso accade. Senza però che
avere un bambino. il racconto aiuti alla decifrazione.
VIOLA MAGAZINE 33Lo snodo da cui questa riflessione parte, che rappresenta anche il vero
nocciolo del film, è proprio l’essere madre. Pieces of a Woman è un film che
parla di maternità, in senso profondo, ma vuole anche affrontare la questione
spinosa dei figli mai nati, che tuttavia rimangono sempre presenti nella vita
dei genitori. La contraddittoria presenza delle persone che non ci sono più,
unitamente alla paura che divora coloro che vivono una simile perdita è ciò
che mette in difficoltà la forza di volontà di Martha. Lei è una donna che ha
imparato ad andare avanti grazie alla madre, che è stata in grado di
trasmetterle questa abilità, rendendola forte e indipendente abbastanza da
poter trovare lei stessa una sua via particolare di espiazione, non desiderando
mai vendetta nei confronti dell’ostetrica.
C’è una sottile metafora di rara potenza narrativa all’interno del film, che
permette allo spettatore di comprendere con più chiarezza la storia di queste
donne: una sedia è solo una sedia, ma quando questa viene rivestita con un
cuscino diventa bella, rendendola adatta armoniosamente al contesto in cui è
inserita. Così è la vita delle madri di questo film, sopravvissuta agli orrori
dell’Olocausto una e alla perdita della primogenita l’altra, le due donne sono
in grado di andare avanti, lottare contro le loro vite difficili affinché queste
possano essere veramente degne di essere vissute.
Mundruczó dà alla luce una storia universale, intima e vera; resa ancor più
credibile da scelte di regia sorprendenti e dalla straordinaria bravura degli
attori. Degna di nota è la performance di Vanessa Kirby i cui silenzi
rimbombano toccando la sensibilità dello spettatore.
La scelta di girare il film in inglese, per farlo arrivare ad un pubblico più
ampio possibile, è un ulteriore punto di forza per una storia in cui, purtroppo,
l’identificazione non risulterà difficile. Con Pieces of a Woman, Kornél
Mundruczó racconta una di quelle sotto-storie che solitamente non vengono
narrate, riuscendo ad arrivare direttamente al cuore del pubblico con un
colpo che, come il film stesso, è violento e meraviglioso allo stesso tempo.
VIOLA MAGAZINE 34"Pieces of a Woman è stata una profonda esperienza emotiva
sin dalla prima scena che non ha fatto altro che diventare più
forte con lo scorrere del film. Kornél ha uno stile immersivo e
una fluidità con la macchina da presa per cui è impossibile
distogliere lo sguardo e non restare coinvolti".
Parola di Martin Scorsese che fa una sintesi perfetta di questo strano film che
è Pieces of a Woman di Kornél Mundruczó che, nonostante, indugi, lentezze
e scene di vita più o meno ordinarie, alla fine ti ipnotizza, o, come dice il
grande Scorsese, “ti immerge".
VIOLA MAGAZINE 35REWIND
REWRITE
Sara Di Cerbo
LADY D:
vergine, madre, donna
VIOLA MAGAZINE 36S T O R I E D I D O N N E D E L L A S T O R I A
VIOLA MAGAZINE 37REWIND, REWRITE: STORIE DI DONNE DELLA STORIA
La mattina del 31 agosto 1997 mio padre
svegliò mia madre portandole una tazzina di
caffè a letto, e con esso una notizia che stava
devastando il mondo intero: Lady Diana era
morta. Io ero troppo piccola per ricordare,
troppo piccola per comprendere, eppure
questo semplice piccolo episodio mi è rimasto
impresso. Lady D. era diventata un’icona, un
modello, seppur drammatico e pieno di
ombre.
Era solo una diciannovenne dal sangue blu.
Una vergine perfetta per ricoprire il ruolo della
principessa perfetta. Doveva essere docile,
amabile, remissiva al punto giusto per seguire
il marito nel suo arduo compito di principe, e
in seguito, all’epoca ci credevano ancora, di
re.
VIOLA MAGAZINE 38Era un modello perfetto per quel compito, scelto accuratamente da
un’equipe specializzata, come una buona macchina di lusso che faccia
fare la giusta figura a un ricevimento. Ma lei era solo una diciannovenne
come tante altre, in fin dei conti, innamorata di quel sogno dell’amore
che ci insegnano da secoli. Chi a diciannove anni non vuole amare
disperatamente e profondamente? Chi a quell’età non è disposto a
vagare tra le ombre dell’inferno per amore? Era impreparata come lo
siamo tutte, senza termini di confronto, senza conoscere il volto sano di
quel sentimento, sprovvista di quell’equipe specializzata che le sarebbe
stata così utile. La vergine lentamente è cresciuta, ha sofferto, credendo
che quel sentimento fosse giusto, che fosse non solo giusto ma anche
normale sentirsi abbandonata, tradita, lasciata in un angolo in disparte.
Eppure la luce di Lady Diana se ne fregava della sua insicurezza e
prese a brillare più forte che mai, e il mondo la riconobbe e l’adorò.
Permise al marito, alla sua famiglia e a gran parte del mondo che la
osservava impassibile di farla sentire sbagliata. A volte bastano semplici
commenti sulla forma morbida della sua siluette o sulla sua connaturata
timidezza.
VIOLA MAGAZINE 39La bulimia della principessa Diana Diana non era preparata e non
cominciò grazie a quei commenti aveva la forza per sopportare
pungenti del marito, quel sentirsi quello che la vita pubblica e
costantemente messa a confronto matrimoniale le stavano offrendo.
con La Rivale che infestava le Era un’immatura come lo siamo
stanze del suo matrimonio. La tutte all’inizio, ed era fragile, non
bulimia la perseguitò per anni, più di tante altre. E soprattutto era
l’accompagnò quasi come un sola. Ma da sola e ingenua ha
antistress nei momenti in cui non dovuto trovare la propria
riusciva a contenere quel senso di determinazione.
“
inadeguatezza costante.
Spesso non ci rendiamo conto
quanto dei commenti superficiali e
Non riusciva a contenere
noncuranti possano entrare nel
quel senso di inadeguatezza
profondo e colpire proprio quei
”
costante.
nervi sensibili, scoperti e in balia
del giudizio altrui.
VIOLA MAGAZINE 40La vergine vittima sacrificale sull’altare dell’opinione pubblica e
della vita di corte divenne madre, e trovò quella forza che forse
non aveva mai creduto di avere. Diventando madre, Lady D. ha
focalizzato il proprio scopo: proteggere i propri figli, educare la
generazione futura di monarchi e principi che dovevano essere
diversi dal suo presente, e dar loro amore, incondizionato ed
immortale. Poi ha capito.
REWIND, REWRITE: STORIE DI DONNE DELLA STORIA
Esiste un momento in ogni relazione tossica in cui si tocca
davvero il fondo. Per Diana è stato il suo confronto diretto con
Camilla, che, preda anche lei di un amore malato e cieco, le
disse “Hai il marito, hai il titolo, hai i figli, hai il mondo che ti
adora: che cos’altro vuoi?”. Lei voleva l’amore di suo marito,
l’unica cosa che forse le era davvero preclusa. Eppure quel
confronto, da quanto la stessa Lady Diana dichiarò, rappresentò
un momento di svolta. Era il fondo, e dopo quella notte di
lacrime e disperazione vinse la razionalità, aiutata dal famigerato
abito della vendetta.
VIOLA MAGAZINE 41Lei era luce.
Una luce accecante,
calda
e ricolma di
amore incondizionato
verso il prossimo.
VIOLA MAGAZINE 42Perché una donna fa così, cose semplici come cambiare
taglio di capelli e indossare un vestito che ci faccia
sentire importanti, potenti, inadeguate ma nel modo
giusto. Lady Diana mise da parte la vergine con i sogni
REWIND, REWRITE: STORIE DI DONNE DELLA STORIA
di bambina e imparò ad essere una donna, imparò a
riconoscere il proprio potere incurante finalmente delle
invidie del marito e della famiglia di lui. Lei era luce. Una
luce accecante, calda e ricolma di amore incondizionato
verso il prossimo. Divenne la principessa del popolo.
Abbracciò gli ammalati di AIDS quando l’AIDS faceva
paura solo perché sapeva quanto avessero bisogno di
un contatto umano. Attraversò un campo minato, divenne
volontaria della Croce Rossa abbandonando per sempre
il proprio ruolo politico ed abbracciando a piene mani il
suo essere un personaggio umanitario. Divenne un
esempio potente, una donna forte e indipendente che
aveva attraversato il dolore e la fragilità trasformandoli
lentamente in un potere tutto suo, che trasudava
dolcezza con solo un semplice sguardo.
VIOLA MAGAZINE 274°
IL QUARTO PETALO
VIOLA LEGGE ……………………………………….…………………………………………..46
Ema Stokholma
NELLA RETE DI UN VERSO …………………………………………………………...48
Wild Geese di Mary Oliver
GIULIA LAMARCA ………………………………….................................................50
Quando una voce si fa sentire
VIOLA MAGAZINE 44“SIAMO STATE AMATE
E ODIATE,
ADORATE E
RINNEGATE,
BACIATE E UCCISE,
SOLO PERCHÉ
DONNE.”
— ALDA MERINI
VIOLA MAGAZINE 45VIOLA LEGGE
Ema Stokholma
VIOLA MAGAZINE 46VIOLA LEGGE - Giorgia Dughetti
“A quattro anni mia madre mi diede un pugno.
Non era la prima volta che succedeva, ma era la
prima volta che lo faceva in macchina. Ho capito
che non sarei stata al sicuro in nessun posto”.
Ema Stokholma, classe 1983, è una ex
modella, dj e conduttrice francese che,
ormai da anni, porta contributi
professionali, di valore e intrattenimento,
nei nostri palinsesti radiofonici e televisivi.
Per la prima volta, quest’anno, ha deciso
di indossare i panni della scrittrice e ci ha
regalato il suo romanzo, in cui racconta
la sua storia.
Ema torna indietro di trent’anni, a quando
era una bambina e abitava nel Sud della
Francia con suo fratello e sua madre, una
donna abbandonata dal marito, che
sfogava la sua rabbia e la sua violenza
sui due figli.
Questo inferno personale è descritto dalla scrittrice con uno stile freddo, diretto,
a volte crudo, ma che non lascia mai spazio al vittimismo.
Ema Stokholma si è convinta a liberare i suoi imbarazzi e scrivere questo libro
dopo aver sentito l’ennesima tragedia di cronaca. La violenza domestica che ha
per carnefici i genitori non è rara, purtroppo, ma una via di uscita esiste anche
quando le quattro mura sono quelle della propria casa.
VOTO:
VIOLA MAGAZINE 47NELLA RETE
DI UN VERSO
Traduzione a cura di
Marta Donati
48MARY OLIVER
WILD GEESE
You do not have to be good.
You do not have to walk on your knees
for a hundred miles through the desert, repenting.
You only have to let the soft animal of your body
love what it loves.
Tell me about despair, yours, and I will tell you mine.
Meanwhile the world goes on.
Meanwhile the sun and the clear pebbles of the rain
are moving across the landscapes,
over the prairies and the deep trees,
the mountains and the rivers.
Meanwhile the wild geese, high in the clean blue air,
are heading home again.
Whoever you are, no matter how lonely,
the world offers itself to your imagination,
calls to you like the wild geese, harsh and exciting–
over and over announcing your place
in the family of things.
OCHE SELVATICHE
Non devi essere buono.
Non devi camminare sulle ginocchia
per migliaia di miglia, penitente, attraverso il deserto.
Devi solo lasciare che l’animale tenero del tuo corpo
ami ciò che ama.
Parlami della disperazione, la tua, e io ti dirò la mia.
NELLA RETE DI UN VERSO
Intanto il mondo va avanti.
Intanto il sole e i limpidi sassolini di pioggia
si muovono attraverso i paesaggi,
sopra le praterie ed i fiumi.
Intanto le oche selvatiche, alte nel terso cielo blu,
tornano ancora a casa.
Chiunque tu sia, non importa quanto solo,
il mondo si apre alla tua immaginazione,
ti chiama, come le oche selvatiche, severo ed eccitante –
annunciando, ancora e ancora, il tuo posto
nella famiglia delle cose.
VIOLA MAGAZINE 49GIULIA
LAMARCA
Quando una voce si fa sentire
VIOLA MAGAZINE 50Scopri l’intervista completa su
L’
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VOTATA DA VOI R
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M
E
S
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VIOLA MAGAZINE 515°
IL QUINTO PETALO
10 COSE CHE …………………………………………………………………………………...54
Le serie TV ci hanno insegnato sull’amore
OROSCOPO VIOLA …………………………………………………………………………..60
Il mese di settembre
VIOLA MAGAZINE 52“GLI UOMINI HANNO
PAURA CHE LE
DONNE RIDANO DI
LORO.
LE DONNE HANNO
PAURA CHE GLI
UOMINI LE
UCCIDANO.”
— MARGARET ATWOOD
VIOLA MAGAZINE 5310 COSE CHE
LE SERIE TV
CI HANNO INSEGNATO
SULL’AMORE
A prescindere dai gusti, il concetto base non cambia: abbiamo bisogno di vedere
l’amore, di leggerlo, di viverlo, perché è qualcosa di talmente tanto complicato che
sentiamo la necessità che qualcuno ce lo spieghi sotto tutte le sue mille
sfaccettature, così come a volte ci consola vedere che non siamo gli unici a vivere
certi drammi e certi problemi… L’amore ci muove, ci motiva e sì, a volte ci consuma,
ma proprio per questo, per quanto possiamo essere sfiduciati e delusi, ne abbiamo
bisogno, che vogliamo ammetterlo o meno.
Le serie televisive che in un qualche modo danno consigli e insegnamenti
sull’amore sono innumerevoli e farne una cernita è decisamente frustrante, quindi
chiedendo perdono per le gravi esclusioni, ecco qui 10 piccole lezioni che non
dovremmo mai dimenticare.
VIOLA MAGAZINE 54#1 NON ESISTONO FAVOLE MA LA #2 TRA BURKE E OWEN VINCERÀ
REALTÀ È MERAVIGLIOSA SEMPRE CHRISTINA
Sex and the City ci ha propinato Christina ha amato Burke, ha
consigli sull’amore (e sul sesso) per amato Owen e ama la chirurgia. Per
sei anni e due film. La particolarità di Owen avrebbe fatto qualunque cosa,
questa serie? Non esiste il lieto fine, anche infilarsi in un vestito da sposa,
solo la semplice e meravigliosa realtà. anche credere nel prototipo della
Queste quattro donne hanno vissuto famiglia felice, lo avrebbe fatto
storie d’amore di ogni tipo e genere, davvero, ma non avrebbe mai potuto
disastrose, malate, sfortunate, ma ciò rinunciare al grande amore della sua
che tra tutte le loro vicissitudini ci vita: se stessa. Questo rappresenta la
hanno insegnato è che la vita è un scelta di Christina di andare
casino, i problemi ci saranno sempre via: l’amore verso sé è
e saranno innumerevoli, e la persona imprescindibile, irrinunciabile per
che sceglieremo di avere al nostro essere felici, e per quanto doloroso,
fianco non sarà mai esattamente dobbiamo essere in grado di lasciare
come la vogliamo, ma che se andare ciò che in un qualche modo
riusciamo ad accettarla per quella che ci limita e ci danneggia, perché la vita
è, allora avremo trovato un compagno è nostra e dovremo convivere con noi
di squadra degno di accompagnarci stessi per un lunghissimo numero di
nella grande partita della vita. anni.
#3 LA FIDUCIA È UNA SCELTA #4 SE VUOI QUALCOSA VA’ E
CONSAPEVOLE PRENDITELA
Il perdono non è una questione Se Samantha sceglie, la concorrenza
semplice, forse non tutti sono fatti per non può fare a meno di ritirarsi. Sam
perdonare e molto dipende anche da rimase tutta la serata seduta a quel
cosa si perdona. Kurt Hummel ama il tavolo, da sola, trangugiando
suo Blaime, e per quante lacrime schifezze e mettendo in atto tutta la
abbia versato e per quanto dolore gli sua arte seduttiva, e, in ultima
abbia provocato quel passo falso, ha istanza anche il potere del
trovato la forza di non smettere di portafoglio, pur di accaparrarsi
amare e, soprattutto, di capire e l’uomo che si sarebbe rivelato
perdonare, perché sa che per l’unico vero amore dell’indipendente
quell’uomo in particolare, e per quel Samantha. Insegnamento? Se vuoi
legame unico nel suo genere vale la qualcosa non indugiare, tira fuori le
pena di perdonare e di dimenticare. Il unghie se necessario, perché in
perdono non si deve concedere amore un cuore pavido rimane a
sempre o a tutti, ma ci sono rari casi bocca asciutta. Va’ a prenderti ciò
in cui ne vale la pena, perché che desideri perché se non lo farai
l’amore, quello vero, non è facile da tu lo farà qualcun altro, e la
trovare ed è ancora più difficile da donna/uomo della tua vita potrebbe
mantenere. finire tra le braccia sbagliate.
VIOLA MAGAZINE 55“ Una volta l’amore
si sognava
tra le pagine
di un libro,
ora tra i
fotogrammi
delle serie
”
televisive.
VIOLA MAGAZINE 56#5 IL TIRANGOLO NON L’AVEVO CONSIDERATO
Di esempi di triangoli ce ne sono a bizzeffe nel mondo delle serie TV, ma tra le
tante serie vi propongo una di quelle che più mi ha tormentato: The Vampire
Diaries. Ed ecco il grande dubbio che ha diviso migliaia di fan girl: Stefan o
Damon? A prescindere dalla preferenza personale, Elena non avrebbe potuto
scegliere altri che Damon per il semplice fatto che se ami incondizionatamente
l’uomo cui sei legata non puoi innamorarti di qualcun altro. Ed ecco che nella legge
del triangolo vince sempre il secondo, senza ovviamente considerare il fatto che il
secondo ha un paio di occhi meravigliosi ed un sorriso da far tremare le gambe.
#6 AMORE NERD
The Big Bang Theory ha sviluppato un concetto sfiorato da molte altre serie
televisive ma mai veramente approfondito: in questo mondo le varietà di individui
sono infinite, ognuna con le proprie peculiari caratteristiche e, dalle più strane alle
più ghettizzate, ciascuna di esse merita quel meraviglioso sentimento che è l’amore
senza per questo dover rinunciare ad essere se stessi. Penny ha
conosciuto Leonard esattamente per ciò che era e, per quanto lei sia perfettamente
consapevole di poter avere qualunque uomo sulla faccia della terra, vuole solo
Leonard perché ha letto dentro il suo cuore, innamorandosi di tutte le sue piccole
stranezze che in fin dei conti lo rendono così tanto speciale. Ma
anche Howard e Raji alla fine riescono a trovare qualcuno di abbastanza pazzo da
poterli amare, senza poi parlare del meraviglioso Sheldon, che non solo trova la
sua Amy, ma soprattutto impara a lasciarsi andare in quel mondo così tanto
complesso e assurdo per i suoi canoni, ed impara una delle lezioni più
difficili: amare e lasciarsi amare.
#7 PER AMARE BASTA UNA PIZZA
JD ed Elliot esprimono uno di quegli amori in grado di fare giri immensi, prendersi e
mollarsi per poi riprendersi ancora e per desiderarsi sempre. Una delle dichiarazioni
di amore più belle, a mio parere, perché non solo esprime il sentimento, ma il
valore di quel sentimento perfettamente calato nella quotidianità. Per l’amore non
servono scene da film, serenate sotto la finestra o cose del genere, serve soltanto
quella persona giusta per noi con cui anche mangiarsi una pizza davanti alla TV
diventa qualcosa di speciale e meraviglioso.
VIOLA MAGAZINE 57#8 NON ESISTE AMORE DI CUI
VERGOGNARSI
Quanto può essere difficile dichiarare
il proprio amore? È un tuffo nel vuoto
in cui puoi solo sperare che l’altra
persona ti prenda al volo, ma quante
sono le volte in cui lo schianto a terra
si profila tremendamente più
realistico? Ma se parliamo di liceo la
cosa diventa ancora più complicata,
soprattutto se tu sei lo sfigato Seth
Cohen, che non ebbe proprio una
grande idea a salire sul tavolo della
vendita di baci dichiarandosi a gran
voce alla bellissima Summer però,
proprio grazie a quel salto nel vuoto, #9 MONICA E CHANDLER
la ragazza più popolare della scuola
si sarebbe ben presto rivelata il Quando l’amicizia si trasforma in
grande amore della sua vita. Ma di amore, il legame rasenta la
salti nel vuoto in ambito liceale se ne perfezione: questi due personaggi ne
potrebbero trovare innumerevoli, e tra hanno vissute tante insieme, sono
i tanti non posso escludere un stati l’uno di sostegno all’altra per un
esempio completamente all’antipode. sacco di anni, poi, a un matrimonio
Santana Lopez, bellissima, sicura di molto particolare, qualcosa è
sé, arrogante, e desideratissima, fa un cambiato e da lì è continuato ad
salto nel vuoto tra i più rischiosi mai evolvere fino a diventare un amore
raccontati in una serie televisiva: complice, necessario e felice. Monica
dichiara il suo amore alla sua migliore e Chandler sono una squadra
amica e contemporaneamente decide affiatata, una coppia pressoché
di sfidare tutti i pregiudizi che quella perfetta perché entrambi hanno
scelta avrebbe comportato. imparato ad accettarsi esattamente
perciò che sono. Perché una coppia
funzioni non devono mai mancare
complicità e risate, perché le difficoltà
della vita faranno di tutto per separare
un legame del genere, e potrà
funzionare solo se l’una e l’altra si
sosterranno sempre, condivideranno
momenti di gioia, così da poter
affrontare i momenti difficili. È questo
modo di essere che è l’amore:
serenità, amicizia, complicità nella
buona e nella cattiva sorte.
VIOLA MAGAZINE 58#10 ACCADRÀ DI NUOVO, TE LO PROMETTO
Mamma Melissa insegna al giovane Scott: «Ti dirò una cosa a cui
nessun adolescente crede, ma ti giuro che è la verità: ti innamorerai
altre volte. Accadrà di nuovo e sarà meraviglioso e straordinario come la
prima volta, e forse anche ugualmente doloroso, ma accadrà di nuovo,
te lo prometto. E fino ad allora sii la tua ancora!»
VIOLA MAGAZINE 59VIOLA OROSCOPO
by oroscopo.it
ARIETE
21 marzo – 20 aprile
Vivrete intensamente ogni emozione. Settembre vi farà sentire
vivi, nonostante le contraddizioni, gli intralci e le novità.
Sarete energici, dinamici, inarrestabili. E avrete voglia di far
sentire la vostra vicinanza alle persone che amate, nonostante le
gaffe e gli sbalzi d’umore e gli inciampi nel dialogo.
Sarete vivi e vispi, ma forse la diplomazia non sarà il vostro forte:
attenti a quello che dite questo mese, perché potrebbero
scapparvi parole in grado di mettervi al centro di confusione o
nervosismi. Meglio riflettere prima di parlare.
TORO
21 aprile – 20 maggio
Settembre inizierà positivamente, per voi e per i vostri affetti. Se
esistono questioni delicate da affrontare in famiglia, andate a
fondo subito.
Perché poi nel corso delle giornate e con l’aumentare degli
impegni, potreste ritrovarvi in situazioni complicate, riguardo
l’abitazione o i rapporti ad esempio, quindi sarà meglio gestire e
prevenire quando potrete contare su rapporti scorrevoli.
Man mano che avanzerà, settembre potrebbe presentare
imprevisti, situazioni inaspettate ma risolvibili con la pazienza.
GEMELLI
21 maggio – 20 giugno
Settembre, un mese sorprendente! Sarete socievolissimi, energici,
grintosi ma nello stesso tempo affettuosi, sensibili, creativi.
Perfetti? Beh, non esageriamo: certamente anche voi come tutti
avete i vostri difetti, certo sarà che in questo periodo però le
persone potrebbero notare più gli aspetti positivi della vostra
compagnia, che non il resto.
In famiglia e con gli amici, nel tempo libero e nei progetti,
potrete ritagliarvi un ruolo da protagonisti e godervi la vita così
come preferite.
VIOLA MAGAZINE 60VIOLA OROSCOPO
by oroscopo.it
CANCRO
22 giugno – 22 luglio
Settembre si snoda come un percorso ad ostacoli.
Ma vi offrirà parecchi vantaggi all’inizio, come la possibilità di
poter divertirvi, conoscere gente o chiarire le questioni più
importanti con familiari e amici.
Dopo qualche giorno però potrebbero emergere inquietudini,
contraddizioni o perfino rabbia aperta.
Che succede? Per qualcuno di voi saranno solo sensazioni, per
altri però queste emozioni dipenderanno da circostanze precise.
Non siate impulsivi: settembre chiede riflessione e prudenza.
LEONE
23 luglio – 22 agosto
Pronti a vivere un mese ricco di dinamismo e di energia?
Energia positiva, come l’entusiasmo che trasmetterete a chi vi
circonda.
Il vostro cuore sarà il centro focale che irraggerà amore, affetto,
tenerezza: in famiglia brillerete, tra gli amici vi distinguerete e
avrete molte occasioni per essere soddisfatti di voi stessi.
Non mancheranno gli imprevisti, come spesso accade nella vita
di tutti, ma li affronterete con quel piglio costruttivo ed energico
che questo mese vi renderà così speciali.
VERGINE
23 agosto – 22 settembre
Settembre partirà con una marcia in più: vi sentirete pieni di
energia, di dinamismo e di emozioni positive. Nel corso del
mese il quotidiano assorbirà tutti i vostri slanci. Non sarà un
periodo negativo, ma forse perderete di vista le faccende
private, i piccoli piaceri della vita, per dedicarvi anima e corpo ai
vostri progetti materiali.
Per ritrovare la verve e quel clima dinamico dovrete aspettare la
fine di settembre, quando per voi partirà una stagione di
rinnovamento.
VIOLA MAGAZINE 61VIOLA OROSCOPO
by oroscopo.it
BILANCIA
23 settembre – 23 ottobre
Eccovi al nastro di partenza dell’ultimo mese dell’estate.
Inizierete forse un po’ riflessivi, alle prese con dubbi o tensioni,
ma ben presto queste incertezze si scioglieranno e faranno
posto ad un periodo molto appagante.
Amicizie, novità, voglia di socializzare e di comunicare vi
accompagneranno nel corso di giorni forse impegnativi ma che
vi permetteranno di tracciare una rotta più sicura per il futuro.
Non tutte le difficoltà svaniranno, ma almeno avrete la certezza
che il domani sarà più stabile. Una certezza fondata sui fatti!
SCOPRIONE
24 ottobre – 21 novembre
Quanti buoni propositi! Se settembre è il mese dei nuovi inizi,
certo non vi troverà impreparati, pieni di risorse e di idee come
sarete ad inizio mese. Avrete voglia di fare e di disfare, ma forse
sarete un po’ troppo precipitosi. Specie negli affetti, familiari e
amorosi, potreste dare prova di un piglio così irruente da
scatenare reazioni che forse non vi aspettavate. Meglio rifletterci
su, perché nel corso di settembre potrebbero emergere
contraddizioni che andrebbero valutate con maggiore attenzione.
Avrete le idee più chiare a fine mese.
SAGITTARIO
22 novembre – 21 dicembre
Tanta energia ma non sapete come indirizzarla? Non
preoccupatevi: sarà l’effetto collaterale del cielo del principio di
settembre.
Qualche giorno di confusione, e poi le idee diverranno terse e
luminose, come le vostre emozioni sempre più calde e
coinvolgenti. A dispetto di quello che avreste potuto pensare al
principio, settembre vi offrirà situazioni positive, speciali per il
tempo libero e il privato, interessanti per tutto il resto.
Con il gradito optional di rapporti scorrevoli e molto appaganti!
VIOLA MAGAZINE 62Puoi anche leggere