Allegato F - Relazione Generale - Comune di Bresso
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Allegato F - Relazione Generale Aggiunta Villoresi laminazione in linea. Aggiornamento Stima Lavori e Cronoprogramma
Progetto di fattibilità tecnico economica
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Pag. 2 di 77SOMMARIO
1 RELAZIONE ILLUSTRATIVA ....................................................................................................... 2
1.1 PREMESSA (OBIETTIVI DEL PROGETTO)................................................................................................ 2
1.2 QUADRO CONOSCITIVO ........................................................................................................................ 2
1.2.1 Analisi dello stato di fatto e degli obiettivi da soddisfare .................................................................... 2
1.2.2 Inquadramento normativo ................................................................................................................. 19
1.2.3 Inquadramento territoriale ................................................................................................................ 21
1.2.4 Inquadramento catastale ................................................................................................................... 23
1.2.5 Quadro ambientale e programmatico................................................................................................ 24
1.2.6 Analisi dei vincoli e individuazione delle autorizzazioni necessarie ................................................... 36
1.3 QUADRO PROGETTUALE ..................................................................................................................... 43
1.3.1 Metodologia ....................................................................................................................................... 43
1.3.2 Generalità sulla progettazione ........................................................................................................... 48
1.3.3 Analisi delle soluzioni possibili e condivisione delle scelte ................................................................ 49
1.3.4 Descrizione degli interventi ................................................................................................................ 52
1.3.5 Prescrizioni per lottizzazione quartiere BEN-ESSERE ......................................................................... 60
1.4 STIMA SOMMARIA DEI LAVORI ........................................................................................................... 61
1.5 CRONOPROGRAMMA ........................................................................................................................... 62
1.6 CRITICITÀ ED ATTIVITÀ NECESSARIE.................................................................................................. 63
1.6.1 Criticità ............................................................................................................................................... 63
1.6.2 Analisi delle indagini e delle competenze specialistiche necessarie .................................................. 64
2 RELAZIONE TECNICA ................................................................................................................. 66
2.1 STIMA DEI VOLUMI D’INVARIANZA IDRAULICA REG. RL 07/2017 ..................................................... 66
2.2 STIMA CAPACITÀ LAMINAZIONE INVASO IN LINEA NEL CANALE VILLORESI ..................................... 68
3 DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA...................................................................................... 70
4 BIBLIOGRAFIA .............................................................................................................................. 73Progetto di fattibilità tecnico economica
1 RELAZIONE ILLUSTRATIVA
1.1 Premessa (Obiettivi del progetto)
Il comune di Bresso ha incaricato IRIDRA Srl di redigere un Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (FTE)
per la progettazione di azioni pilota per la gestione delle acque di pioggia del futuro quartiere BEN-ESSERE
(CIG ZBC316E668), per i quali sono state proposte soluzioni non convenzionali appartenenti alle famiglie dei
“Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile – SuDS” o “Soluzioni Basate sulla Natura –NBS”.
I sistemi di drenaggio urbano sostenibile sono sistemi multi-funzionali che permettono la gestione in
superficie delle acque di pioggia, evitando di sovraccaricare la rete fognaria esistente e gli impianti di
depurazione, riducendo fenomeni di inondazioni locali. Trattandosi, spesso, di interventi multi-obiettivo,
sono in grado di fornire molteplici servizi ecosistemici e di contribuire al miglioramento del paesaggio.
Inoltre favoriscono la riduzione dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e delle isole di calore, fornendo un
supporto alla biodiversità.
Nello specifico, l’obiettivo è stato quello di sfruttare la possibilità di finanziare azioni pilota SuDS
contribuendo alla riqualificazione urbana del futuro quartiere BEN-ESSERE in ottica “water sensitive”, che
superi le limitazioni pubblico/privato e permetta di minimizzare i costi ripensando gli spazi verdi come
infrastrutture verdi e blu per questo specifico scopo.
Gli interventi proposti interessano diverse aree del comune di Bresso (via M.F. Ardeatine, futuro quartiere
BEN-ESSERE, Parco Nord) e sono state progettate e discusse, oltre che con il Comune, anche coi i principali
soggetti d’interesse, in particolare Contratti di Fiume, CAP Holding, Parco Nord. Contratti di Fiume ha
supportato l'iniziativa indirizzando gli attori alla scelta delle soluzioni progettuali. CAP Holding ha
supportato la progettazione, fornendo i dimensionamenti e la stima costi preliminare degli interventi da
loro previsti, in particolare gli interventi di interferenza della fognatura esistente e di ripristino del canale
Villoresi come opera idraulica a servizio del comune di Bresso, difatti la presente FTE inserisce anche una
serie di interventi volti a permettere il futuro utilizzo del canale Villoresi, attualmente inutilizzato, come
fognatura bianca a servizio del comune di Bresso. Il Parco Nord ha collaborato nella proposta preliminare di
inserimento paesaggistico delle soluzioni SuDS all’interno del Parco Nord fornendo, in particolare, la
proposta preliminare per il bacino di detenzione nell’area parco . Visti i temi multipli oggetti della presente
FTE, si raccomanda che tutti i soggetti coinvolgi, in particolare CAP Holding e Parco Nord, discutano col
comune anche nelle successive fasi di progettazione per definire l’assetto di progetto definitivo.
1.2 Quadro Conoscitivo
1.2.1 Analisi dello stato di fatto e degli obiettivi da soddisfare
Il presente studio di fattibilità riguarda la realizzazione di azioni pilota per il drenaggio delle acque di pioggia
ricadenti nel futuro quartiere BEN-ESSERE, con gestione dei volumi di laminazione in eccesso presso un
bacino di detenzione situato nella parte a Nord del “Parco Nord” di Milano (Figura 1).
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NUOVA LOTTIZZAZIONE
CANALIZZAZIONE
PER RACCOLTA ACQUE
BACINO
DI DETENZIONE
Figura 1. Estratto da Google Earth – Comune di Bresso (MI)
1.2.1.1 Il Comune di Bresso e la sua vision
Bresso è un Comune di circa 27.000 abitanti della Città Metropolitana di Milano, con un estensione poco
superiore ai 3 kmq, lambito dall’autostrada A4 forma un continuo di territorio urbanizzato con il Capoluogo
(Municipio 9), confina con Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Cormano e Cusano Milanino. Il Comune fa
parte del territorio del Nord Milano.
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Figura 2.Posizione del comune di Bresso nell’hinterland milanese.
E’ il Comune della Lombardia con la maggior densità di abitanti per chilometro quadrato, dove dagli anni
’60 si è svolto un intenso fenomeno migratorio di nuove famiglie, che ha triplicato il numero di abitanti.
Negli ultimi decenni si è invece registrato un progressivo invecchiamento della popolazione residente,
attualmente oltre il 35% della popolazione ha più di 65 anni, con concentrazioni più elevate nei quartieri
costruiti negli anni del boom demografico; l’indice di vecchiaia è fortemente “maturo”, il terzo in assoluto
della città metropolitana.
Attualmente è in corso un’importante trasformazione del tessuto produttivo da industriale a terziario
avanzato; negli ultimi due anni, attraverso l’approvazione di una Variante al Piano di Governo del Territorio,
si è avviato lo sviluppo del nuovo centro di ricerca ed incubatore d’impresa dell’Azienda Farmaceutica
Zambon. Zambon Italia, filiale italiana di Zambon Spa, opera nel mercato farmaceutico in sei aree
strategiche: sistema nervoso centrale, malattie respiratorie severe, tosse e raffreddore, salute della donna,
dolore e area gastrointestinale.
Zambon sta realizzando il nuovo ed avveniristico Open Zone, “un campus a capitale interamente privato
dedicato alla Salute fondato su un approccio orientato all’innovazione aperta, concepito per creare ponti
tra competenze, linguaggi e mondi diversi”. I nuovi edifici, dove la fine lavori è prevista nel 2022, con oltre
60 milioni di investimento, riguarderanno 37mila mq di superficie e potranno ospitare fino a 1200 persone
in spazi innovativi e all’avanguardia progettati dall’architetto e designer Michele De Lucchi.
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Figura 3. Campus Open Zone previsto nel comune di Bresso
Questo importante progetto si inserisce nella “Vision” dell’Agenda 2030 di Assolombarda che guarda il
Nord Milano come il distretto delle Life Science (Area Expo, Milano-Sesto a Sesto San Giovanni, Bresso
Open Zone).
L’Amministrazione Comunale, che ha sottoscritto l’agenda di Assolombarda, si è posta il tema di dotare il
territorio di nuovi servizi e di opportunità coerenti con lo sviluppo industriale dei privati e per favorire la
conciliazione tra le esigenze dei nuovi e vecchi cittadini.
E’ in corso di realizzazione il recupero, nel principale Parco Comunale, di una porzione di un antico
insediamento industriale (ex Fabbrica Iso Rivolta) per realizzare un centro culturale polifunzionale con sale
teatro, sale conferenze con annesso punto ristorazione. Il progetto è stato selezionato da Fondazione
Cariplo per essere cofinanziato.
L’Amministrazione Comunale parallelamente a questo intervento intende ampliare l’offerta di welfare del
territorio in ottica sovra comunale, con lo sviluppo del nuovo Quartiere BenEssere.
1.2.1.2 Il nuovo quartiere BEN-ESSERE
A circa 300 metri dai nuovi insediamenti produttivi Zambon e al confine del Parco Regionale Parco Nord
Milano e dello stesso Comune di Milano, si è individuata un’area che diventerà il nuovo quartiere del
BenEssere della città di Bresso, a servizio dei residenti dei Comuni dell’area del Nord Milano.
Attualmente sono presenti alcuni servizi socio-sanitari la cui offerta è organizzata per rispondere ai bisogni
di un bacino sovra comunale: la Residenza Sanitaria per Disabili e la Residenza Sanitaria per Anziani oltre
ad una palestra e il centro sportivo Parrocchiale. La modalità con cui sono stati realizzati è priva di una
progettazione unitaria e sono gestiti in modo disomogeneo; il progetto in fase di sviluppo parte dall’idea di
riqualificare il territorio creando nuove strutture che siano integrate e armoniche con il contesto urbano già
esistente.
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Il nuovo quartiere BEN-ESSERE prevede una serie di nuove lottizzazioni tra cui:
viabilità: le opere di nuova lottizzazione prevedono la chiusura di via E.Villoresi nel tratto compreso
tra via L.Da Vinci e via E.Vercesi per la realizzazione di diversi corpi edili
infrastrutturale: verranno realizzati diversi edifici, in particolare:
o Corpo A, subito ad est dell’attuale casa dell’anziano (nuovi servizi)
o Corpo B, tra il corpo A e l’attuale sede della coop. sociale (nuovi servizi)
o Corpo C, parte nord di via M.F.Ardeatine in cui sono previsti dei miniappartamenti.
o Palazzetto dello sport inclusivo, al posto dell’attuale palestra
Residenza sanitaria
per disabili
Residenza sanitaria
per anziani
Palestra
Figura 4. Attuali edifici e servizi socio-sanitari presso il futuro quartiere BEN-ESSERE
Figura 5. Residenza sanitaria per disabili
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Figura 6. Residenza Sanitaria per Anziani Ente Morale Pio XI, a sinistra; attuale palestra, a destra.
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Corpo C
Nuovo palazzetto
dello sport inclusivo
Corpo A
Corpo B
Figura 7. Stato di fatto (in alto) e stato di progetto lottizzazione quartiere BEN-ESSERE (in basso)
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1.2.1.3 Risoluzione interferenze fognarie (interventi CAP Holding)
Considerata la chiusura del tratto stradale di via Villoresi e la realizzazione di diversi edifici che insisteranno
sulla rete fognaria attualmente presente in via Villoresi, risulta fondamentale deviare altrove la tratta
fognaria.
La rete totale a monte presenta uno sviluppo di 1500m recependo le acque a sud di via XXV Aprile tra via
Villoresi e via XX Settembre, per un’area complessiva di circa 9,4 ha.
La tubazione interferente, presenta le seguenti caratteristiche:
fognatura tipo mista;
materiale CLS;
diametro nominale pari a 700mm (pari a diametro interno);
profondità di scorrimento tra 2,2 e 2,6 m da p.c.;
pendenza dello 0,2-0,3%.
La tubazione interferente prosegue poi lungo via Vercesi per immettersi su collettore principale su via XX
Settembre.
L’ipotesi risolutiva prevede:
realizzazione nuova condotta DN800 in CLS da cameretta 713 a cameretta 517, passando per via
M.F.Ardeatine a sud dell’attuale condotta fognaria di acque miste e contestuale riporto degli allacci
neri/misti su nuova fognatura;
rimozione della tratta 517-522;
inertizzazione/cessione della tratta 522-524;
ripristini superficiali.
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Figura 8. Rete fognaria afferente al tratto di via E.Villoresi tratto di via E.Villoresi
Figura 9. Tratta fognaria 517-522-523-524 di interferenza
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1.2.1.4 Il canale Villoresi e futuri interventi previsti per l’ alleggerimento della rete fognaria di Bresso
Il comune di Bresso è oggetto di una serie di previsioni future per un alleggerimento della fognatura mista
dalle acque di pioggia, in studio da parte di CAP Holding, il quale ha fornito le informazione riassunte in
questo paragrafo.
Come ulteriore conseguenza della chiusura di via Villoresi occorre deviare anche la tombinatura del Canale
di Nova del Consorzio EST-Ticino Villoresi (detto d’ora in avanti Canale Villoresi). Il Canale Villoresi di Nova
del Consorzio Est-Ticino Villoresi, il cui corso viene anche riportato all’interno della cartografia ufficiale del
Consorzio, si origina a partire da una presa irrigua del Canale Villoresi in corrispondenza dell’ambito
amministrativo del Comune di Nova Milanese.
Prosegue sostanzialmente in direzione sud attraversando i comuni di Paderno Dugnano e Cusano Milanino
per poi terminare all’interno del Comune di Bresso.
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Figura 10. Tracciato del Canale derivatore di Nova all’interno del comune di Bresso. In rosso l’area d’interesse degli
interventi per il futuro quartiere BEN-ESSERE
Il canale, tuttavia, ha ormai perso le sue originali funzioni idrauliche e risulta ormai abbandonato e il suo
percorso all’interno dell’area del comune di Bresso per circa 1,8 km è completamente intubato a parte un
breve tratto di circa 20-30 m in centro paese, dove è presente un tratto a cielo aperto ormai intasato da
sterpaglie e altro.
Su tale corso d’acqua permane la servitù di acquedotto esercitata da parte del Consorzio di Bonifica Est
Ticino Villoresi, pertanto ogni intervento sul medesimo deve essere concordato con gli organi di
competenza del Consorzio stesso.
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All’interno del Documento Semplificato del Rischio Idraulico del comune di Bresso, redatto da CAP Holding
ai sensi del Regolamento Regionale 7/2017 e della Convenzione in essere tra Comune e CAP Holding
firmata il 6/12/2018 ed approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 59 del 30/11/2020, è previsto un
intervento non strutturale “INS11- Verifica sul possibile riutilizzo del Canale Derivatore di Nova”.
Tale intervento prevede la verifica sul possibile riutilizzo del Canale Derivatore di Nova (attualmente
tombinato e inutilizzato) nell’ottica della creazione di un’area umida a sud del Comune (da localizzare
indicativamente nella zona compresa tra le vie Vercesi, Villoresi e 20 Settembre) da utilizzare ai fini
dell’invarianza idraulica come recapito delle reti meteoriche esistenti e da realizzare.
L’area che nel documento semplificato si ipotizza di utilizzare per la ritenzione delle acque meteoriche
collettate del canale è posta immediatamente a valle del Quartiere Benessere completamente all’interno
del perimetro del Parco Nord, pertanto occorrerà confrontarsi con l’Ente per una verifica della fattibilità
dell’intervento e per meglio identificare l’area.
Figura 11. Area ipotizzata per la realizzazione di un’area umida
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L’area umida interna al Parco sarà realizzata integrando le opere idrauliche a quelle paesaggistiche e
fruitive dell’opera in modo che l’opera non vada a sottrarre superficie al Parco ma diventi un intervento di
ulteriore valorizzazione dello stesso diventando un Parco dell’Acqua.
Figura 12. Scenari di funzionamento del Parco dell’Acqua
Tale intervento si integra all’interno del Masterplan paesaggistico Seveso River Park 2025+ redatto da
Studio Land per conto di CAP Holding e di Brianzacque nel 2016 come intervento volto all’aumento della
resilienza e la naturalità del paesaggio della valle del Seveso.
+
Figura 13. Temi progettuali del Seveso River Park 2025
Al fine di una stima delle possibili potenzialità del Canale Villoresi è stato effettuato, da CAP Holding, un
rilievo accurato della tombinatura del canale con video ispezione, volto a conoscere le caratteristiche
geometriche e lo stato di conservazione dello stesso andando a identificare gli eventuali interventi
necessari per l’eventuale ripristino della continuità o altri interventi di tipo strutturale in caso di cedimento
della condotta.
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Il canale è stato oggetto, di recente, di un rilievo di dettaglio e video-ispezione ad opera di CAP Holding, che
ha permesso:
di avere un profilo plano-altimetrico di dettaglio, riportato negli elaborati grafici di questa FTE per
il tratto d’interesse, e di verificar che l’attuale canale Villoresi
diversamente da quanto riportato dalle carte comunali (Figura 10), la condotta in esame si innesta
nella rete fognaria comunale in corrispondenza della cameretta d’ispezione n°524 (vedi foto 5),
ove le indagini non hanno rivelato alcun proseguimento del tratto in esame oltre al punto
d’innesto citato.
Figura 14. Interruzione canale Villoresi in prossimità di via Don Vercesi registrata dalla video-ispezione
Una volta determinata la capacità idraulica della condotta si potranno determinare le potenziali estensioni
di reti meteoriche distogliendo tali acque dalla rete di fognatura mista che in prima ipotesi si ritiene limitato
alle sole superfici stradali, parcheggi e piazze mentre le aree private manterranno l’allaccio sulla fognatura
mista esistente viste le presunte difficoltà di modifica delle reti interne agli edifici che non possono essere
comunque finanziate dal Gestore del SII. Sulla base di stime preliminari di CAP Holding, si prevede che il
canale Villoresi riqualificato come fognatura bianca possa:
raccogliere un bacino drenabile di circa 3,2 ha
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convogliare portata di acque di pioggia pari a fino 500 l/s
possibilità di laminare fino a 1800 mc di acque di pioggia nella zona umida in prossimità del Parco
Nardo
sulla base di stime preliminari fornite da CAP Holding, si prevede un costo d’investimento di circa
1.200.000,00 € per i lavori richiesti, oltre a quelli previsti nel presente progetto, per rendere il
canale Villoresi un ramo di fognatura bianca a servizio del comune di Bresso, comprendenti
l’estensione delle reti bianche, la sistemazione tombinatura e allacciamento delle caditorie,
l’estensione e la vegetazione del bacino di ritenzione e le opere di inserimento paesaggistico.
Un aspetto da tenere presente è che immediatamente a valle dell’area individuata per l’area umida è
presente l’unico sfioratore di Cinisello B. (Rif. GIS 799) che recapita le acque di sfioro in tempo di pioggia
nel Colatore Breda e nell’adiacente Vasca Volano (Rif. GIS 5951).
Con questo manufatto di convogliamento, sfioro e misurazione delle acque, le “magre” vengono
convogliate al depuratore; le piene “normali” vengono convogliate al Seveso, attraverso il canale Breda
interrato; le “piene” eccezionali, che non possono essere convogliate nel Breda e nel Seveso vengono
convogliate nel bacino di invaso da 31.000 m3 circa, dove rimangono in attesa della fine dell’evento
meteorico eccezionale. In quel momento, avuto il consenso dai rilevatori di livello interno al sistema,
tornato in condizioni di normalità, le acque vengono pompate dal bacino di invaso al collettore Breda e da lì
al Seveso.
Da informazioni preliminari sul redigendo Piano di riassetto delle fognature, ai sensi del Regolamento
Regionale 6/2019, lo sfioratore in questione sottende un bacino di circa 112.000 AE e di dimensioni di circa
4,55 kmq.
Nel valutare la fattibilità del riuso del canale Villoresi si dovrà privilegiare il recapito diretto delle acque
meteoriche evitando il più possibile il recapito di sfioratori di alleggerimento della rete fognaria in modo da
ridurre la necessità di trattamento delle acque in arrivo al bacino di ritenzione.
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Figura 15. Nodo idraulico delle reti fognarie e sfioratori afferenti al depuratore Seveso Sud
1.2.1.5 Vasca di laminazione in via Don Vercesi
A seguito della segnalazione del Parco Nord, sono state recuperate dal comune le informazioni riguardanti
la presenza di una vasca volano di laminazione presso via Don Vercesi, inserite all’ingresso nord del parco,
di cui si riassumono le caratteristiche tecniche (progetto del 2003):
acque laminate: la vasca è stata realizzata coerentemente a quanto previsto dal Piano Regolatore
Generale delle Fognature del Comune di Bresso vigente nel 2003 ed in ottemperanza alle
prescrizioni dell’ASL competente per raccogliere le acque meteoriche generate dall’area del
parcheggio in fregio alla via Don Vercesi e compreso indicativamente fra le direttrici delle Vie
Villoresi e Don Bosco;
volume della vasca: dimensionato sulla base della curva di possibilità pluviometrica adottata dal
PRGF per un tempo di ritorno di 10 anni;
dimensioni della vasca: il corpo per l’accumulo delle acque ha una lunghezza interna di m 12,50,
una larghezza interna di m 5,00 ed una altezza interna media di m 3,20 circa; lo spessore della
soletta di fondazione e di copertura è di cm 40 e quello dei muri perimetrali è di cm 30; sulle
testate del corpo vasca sono stati previsti boccaporti per l’accesso e la manutenzione degli impianti
di sollevamento delle acque accumulate e di lavaggio della vasca;
impianto di sollevamento delle acque accumulate: è dotato di n° 2 pompe sommergibili con i
dispositivi di comando ed arresto, costituiti rispettivamente dai livellostati di minima e di massima,
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dalle tubazioni per lo smaltimento delle acque, comprese le valvole e le saracinesche, e dal quadro
comprendente, oltre alle apparecchiature di comando e protezione, anche i dispositivi di allarme e
di chiamata telefonica per linea dedicata.
impianto di lavaggio della vasca: è costituito da una vasca di stoccaggio dell’acqua provvista di
livellostati di min. e max. connessi alla elettrovalvola posta sulla tubazione di adduzione, e da una
elettropompa per inviare l’acque in pressione al sistema di lavaggio; quest’ultimo è costituito da
collettori orizzontali che corrono nella parte alta della vasca e da discendenti verticali muniti, nella
parte basse, di batteria di ugelli.
Le acque raccolte per gravità nella vasca di laminazione vengono inviate alla fognatura tramite una
tubazione in pressione previo passaggio nel dissabbiatore/disoleatore. A valle di quest’ultimo manufatto, è
stata prevista una cameretta munita di pezzi speciali quali sifone, ispezione e braga, nonché dello sghembo
per il ricevimento delle acque nere provenienti dai servizi igieniche.
Ad oggi, non si è a conoscenza dello stato di conservazione e dell’attuale funzionamento della vasca e delle
opere elettromeccaniche.
Figura 16. Planimetria vasca volano via Don Vercesi
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1.2.2 Inquadramento normativo
1.2.2.1 Acque di prima pioggia
L’art. 113 del Decreto Legislativo 03 Aprile 2006 n° 152 parte III “Disposizioni sulla tutela delle acque
dall’inquinamento” afferma che le acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia vanno disciplinate.
Sempre l’art. 113 del Dlg 152/2006, che recepisce le direttive comunitarie n° 91/271/CEE “Trattamento
delle acque reflue urbane” e n° 91/676/CEE “Acque meteoriche di dilavamento e acque di prima pioggia”,
afferma che:
“1. Ai fini della prevenzione di rischi idraulici ed ambientali, le regioni, previo parere del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio, disciplinano e attuano:
a) le forme di controllo degli scarichi di acque meteoriche di dilavamento provenienti da reti
fognarie separate;
b) i casi in cui può essere richiesto che le immissioni delle acque meteoriche di dilavamento,
effettuate tramite altre condotte separate, siano sottoposte a particolari prescrizioni, ivi compresa
l’eventuale autorizzazione.
2. Le acque meteoriche non disciplinate ai sensi del comma 1 non sono soggette a vincoli o prescrizioni
derivanti dalla parte terza del presente decreto.
3. Le regioni disciplinano altresì i casi in cui può essere richiesto che le acque di prima pioggia e di lavaggio
delle aree esterne siano convogliate e opportunamente trattate in impianti di depurazione per particolari
condizioni nelle quali, in relazione alle attività svolte, vi sia il rischio di dilavamento da superfici
impermeabili scoperte di sostanze pericolose o di sostanze che creano pregiudizio per il raggiungimento
degli obiettivi di qualità dei corpi idrici.
4. É comunque vietato lo scarico o l’immissione diretta di acque meteoriche nelle acque sotterranee.”
Il Regolamento Regionale di Regione Lombardia del 24 marzo 2006 n° 4, relativo alla “Disciplina dello
smaltimento delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne” in attuazione dell’articolo 52,
comma 1, lettera a) della legge regionale 12 dicembre 2003, n°26 (BURL del 28 marzo 2006 n° 13, 1° suppl.
ord.) definisce, all’articolo 1, le acque di prima pioggia come
“quelle corrispondenti, nella prima parte di ogni evento meteorico, ad una precipitazione di 5 mm
uniformemente distribuita sull’intera superficie scolante servita dalla rete di raccolta delle acque
meteoriche”
E sancisce, all’art. 3, le acque di prima pioggia soggette a disposizioni del Regolamento quelle provenienti
da:
a) Da superfici scolanti di estensione superiore a 2000 mq, calcolata escludendo le coperture e le aree a
verde, costituenti pertinenze di edifici ed installazioni in cui si svolgono le seguenti attività: industria
petrolifera, industrie chimiche, trattamento e rivestimenti dei metalli, concia e tintura delle pelli e del cuoio,
produzione della pasta carta (della carta e cartone), produzione di pneumatici, aziende tessili che eseguono
stampa tintura e finissaggio di fibre tessili, produzione di calcestruzzo, aree intermodali, autofficine,
carrozzerie.
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b) Dalle superfici scolanti costituenti pertinenza di edifici ed installazioni in cui sono svolte attività di
deposito rifiuti, centro di raccolta e/o trasformazione degli stessi, deposito di rottami e deposito di veicoli
destinati alla demolizione.
c) Dalle superfici scolanti destinate al carico e alla distribuzione di carburante ed operazioni connesse e
complementari nei punti vendita delle stazioni di servizio per autoveicoli.
d) Dalle superfici scolanti specificatamente o anche saltuariamente destinate al deposito, al carico, allo
scarico, al travaso e alla movimentazione in genere delle sostanze di cui alle tabelle 3/A e 5 dell’allegato 5
del Decreto Legislativo 03 Aprile 2006 n° 152 parte III.
Non essendo le superfici scolanti d’interesse di tale studio (strade e parcheggi in ambiente urbano)
comprese tra le superfici generanti acque di prima pioggia oggetto del Regolamento Regionale 3/2006, non
sono richieste disposizioni legate alla gestione delle acque di prima pioggia.
1.2.2.2 Drenaggio urbano sostenibile
Il regolamento Regionale 23 novembre 2017, n. 7, - recante criteri e metodi per il rispetto del principio
dell'invarianza idraulica ed idrologica ai sensi dell'articolo 58 bis della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12
(Legge per il governo del territorio) – incentiva l’utilizzo di sistemi di drenaggio urbano sostenibile
(Sustainable Urban Drainage Systems - SuDS) definiti, all’art.2 comma 1 come
“sistema di gestione delle acque meteoriche urbane, costituito da un insieme di strategie, tecnologie e
buone pratiche volte a ridurre i fenomeni di allagamento urbano, a contenere gli apporti di acque
meteoriche ai corpi idrici ricettori mediante il controllo “alla sorgente” delle acque meteoriche, e a ridurre il
degrado qualitativo delle acque, di cui all’articolo 58 bis, comma 1, lettera c), della l.r. 12/2005;”
e vengono indicati come sistemi di controllo da prediligere all’art.5. Difatti il comma 1 dell’art. 5 prevede
che
“Il controllo e la gestione delle acque pluviali è effettuato, ove possibile, mediante sistemi che garantiscono
l’infiltrazione, l’evapotraspirazione e il riuso”
Ed esplicita al comma 3 che
“Lo smaltimento dei volumi invasati deve avvenire secondo il seguente ordine decrescente di priorità:
a) mediante il riuso dei volumi stoccati, in funzione dei vincoli di qualità e delle effettive possibilità, quali
innaffiamento di giardini, acque grigie e lavaggio di pavimentazioni e auto;
b) mediante infiltrazione nel suolo o negli strati superficiali del sottosuolo, compatibilmente con le
caratteristiche pedologiche del suolo e idrogeologiche del sottosuolo, con le normative ambientali e
sanitarie e con le pertinenti indicazioni contenute nella componente geologica, idrogeologica e sismica del
piano di governo del territorio (PGT) comunale;
c) scarico in corpo idrico superficiale naturale o artificiale, con i limiti di portata di cui all’articolo 8;
d) scarico in fognatura, con i limiti di portata di cui all’articolo 8.”
Gli indirizzi progettuali, quindi, indicheranno interventi minimi per il riuso delle acque meteoriche per gli
interventi di lottizzazione previsti (Corpo A, B, C e nuova palestra).
Per le ulteriori superfici generanti anche di pioggia messe a sistema dalla proposta progettuale, si
privilegiano le soluzioni di drenaggio urbano sostenibile, in accordo al Regolamento Regionale 7/2017.
1.2.2.3 Invarianza idrologica ed idraulica
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Secondo il regolamento regionale 7/2017, nell’ambito degli interventi relativi alle infrastrutture stradali e
autostradali, loro pertinenze e parcheggi, assoggettati ai requisiti di invarianza idraulica e idrologica, sono
esclusi dall’applicazione del regolamento stesso:
gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria della rete ciclopedonale, stradale e
autostradale;
gli interventi di ammodernamento, definito ai sensi dell’articolo 2 del regolamento regionale 24
aprile 2006, n. 7
L’art.2 del regolamento regionale 24 aprile 2006, n. 7 definisce come per “ammodernamento si intende
l’intervento infrastrutturale su assi stradali e/o aree di intersezione esistenti finalizzato principalmente alla
messa in sicurezza degli assi e/o delle aree di intersezione e che non comporta sostanziali incrementi della
capacità di deflusso veicolare”.
In termini di invarianza idraulica, quindi, si prospettano due tipologie di interventi:
interventi richiedenti il rispetto dell’invarianza idrologica ed idraulica così come definita dal reg.
RL 7/2017, cioè le nuove superfici occupate dai nuovi edifici (corpo A, B e C) e la superficie
aggiuntiva, rispetto all’ingombro della palestra esistente, occupata dalla futura nuova palestra
interventi non richiedenti il rispetto dell’invarianza idrologica ed idraulica così come definita dal
reg. RL 7/2017, cioè tutti gli altri interventi dato che essi possono configurarsi come una serie di
interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e ammodernamento delle rete stradale con le
sue pertinenze, secondo l’art 3, comma 3 Reg RL 7/2017 e le ulteriori specifiche nell’’art.2 articolo
2 del regolamento regionale 24 aprile 2006, n. 7.
1.2.3 Inquadramento territoriale
Bresso è un comune italiano di 26 358 abitanti della città metropolitana di Milano in Lombardia, integrato
nell'area metropolitana milanese, confinante con Milano, Sesto San Giovanni, Cinisello
Balsamo, Cormano e Cusano Milanino. Il comune fa parte del territorio del Nord Milano.
Figura 17. Estensione comuni della Città Metropolitana di Milano
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D‘INTERVENTO
Figura 18. Identificazione area d’intervento nel Comune di Bresso – Geoportale Lombardia
AREA
D‘INTERVENTO
Figura 19. Identificazione area d’intervento - Carta Tecnica Regionale
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1.2.4 Inquadramento catastale
Le aree d’interesse sono state identificate tramite Sito Web www.catasto.servizi.it - Geoportale della
Lombardia nella sezione Mappe catastali.
Gli interventi ricadono principalmente lungo via M.F. Ardeatine e nelle seguenti particelle catastali:
Foglio 11 particella 441;
Foglio 11 particella 440;
Foglio 14 particella 24;
Foglio 13 particella 137
Si segnala, infine, che gli interventi riguardanti la nuova rotonda in via XX Settembre ricadono nella
particella 295, Foglio 11, di proprietà pubblica; non è quindi richiesto alcun esproprio per l’intervento.
CANALIZZAZIONE
PER RACCOLTA ACQUE
BACINO
DI DETENZIONE
Figura 20. Estratto catastale – Comune di Bresso. Fonte: Sito mappe catastali www.catasto.servizi.it - Geoportale della
Lombardia
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1.2.5 Quadro ambientale e programmatico
1.2.5.1 Inquadramento climatico ed idrologico
Il comune di Bresso presenta un clima caldo e temperato, con temperatura media di 13.0 °C e piovosità
media annuale di 1162 mm. In accordo con Köppen e Geiger il clima di Bresso è classificato come clima Cfa.
Figura 21. Andamento temperature e precipitazioni media per il comune di Bresso. Fonte: Cliamte-data.org
Tabella 1. Dati climatici per il comune di Bresso – Masciago. Fonte: Climate-data.org
L’analisi idrologica del territorio oggetto di studio è stata condotta facendo riferimento alle Linee
Segnalatrici di Possibilità Pluviometrica ricavate da ARPA Lombardia nell’ambito del progetto STRADA.
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Pag. 24 di 77Progetto di fattibilità tecnico economica
Sul sito di ARPA Lombardia è possibile accedere ai dati raster dei parametri a 1 e n della LSPP con
risoluzione al suolo di 2 km x 2 km, ricavati secondo il modello probabilistico GEV scala invariante, con
stima dei parametri puntuali tramite il metodo degli L momenti e estrapolazione spaziale dei quantili.
Accedendo al sito http://idro.arpalombardia.it/pmapper-4.0/map.phtml è possibile, tramite ricerca per
comune o pluviometro, visualizzare le stazioni ed il territorio di interesse e scaricare i valori dei parametri
delle LSPP stimati con la metodologia sopra indicata.
Le LSSP e le altezze di pioggia per tempi di ritorno 2, 5, 10, 50 e 100 anni per il comune di Bresso sono di
seguito riportate.
Durata (ore) TR 2 anni TR 5 anni TR 10 anni TR 20 anni TR 50 anni TR 100 anni TR 200 anni
1 28.6 39.2 46.3 53.3 62.6 69.6 76.8
2 35.3 48.3 57.2 65.8 77.2 85.9 94.8
3 39.9 54.7 64.7 74.4 87.3 97.2 107.2
4 43.6 59.7 70.6 81.2 95.3 106.1 117.0
5 46.6 63.8 75.5 86.9 102.0 113.5 125.2
6 49.3 67.5 79.8 91.8 107.8 119.9 132.3
7 51.6 70.7 83.6 96.2 112.9 125.7 138.6
8 53.8 73.6 87.1 100.2 117.6 130.9 144.4
9 55.7 76.3 90.2 103.9 121.9 135.6 149.6
10 57.5 78.8 93.2 107.3 125.8 140.1 154.5
11 59.2 81.1 95.9 110.4 129.5 144.2 159.0
12 60.8 83.3 98.5 113.4 133.0 148.0 163.3
13 62.3 85.3 100.9 116.1 136.3 151.7 167.3
14 63.7 87.3 103.2 118.8 139.4 155.1 171.1
15 65.1 89.1 105.4 121.3 142.3 158.4 174.7
16 66.4 90.9 107.5 123.7 145.1 161.5 178.1
17 67.6 92.5 109.5 126.0 147.8 164.5 181.5
18 68.8 94.2 111.4 128.2 150.4 167.4 184.6
19 69.9 95.7 113.2 130.3 152.9 170.2 187.7
20 71.0 97.2 115.0 132.4 155.3 172.8 190.6
21 72.1 98.7 116.7 134.3 157.6 175.4 193.5
22 73.1 100.1 118.4 136.2 159.9 177.9 196.2
23 74.1 101.4 120.0 138.1 162.0 180.3 198.9
24 75.0 102.8 121.5 139.9 164.1 182.7 201.5
Tabella 2. Altezze di pioggia per eventi di pioggia intensi per durata 1-24 ore e ari tempi di ritorno per il comune di
Bresso. Fonte: ARPAL
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Figura 22. Linee Segnalatrici Possibilità Pluviometrica per il comune di Bresso. Fonte: ARPAL
1.2.5.2 Inquadramento urbanistico e vincoli
Dalla Mappa dell’uso del suolo del P.G.T. del Giugno 2016, del comune di Bresso, la zona in oggetto ricade
in “Area di attrezzatura pubbliche urbane”, “Parco attrezzato urbano” e “Parco agricolo metropolitano”
(Figura 23).
Estratto da - DPR_Documento Tecnico Normativo del comune di Bresso:
11. AP - ATTREZZATURE PUBBLICHE URBANE
Tali zone sono riservate a spazi e ad attività pubbliche e/o collettive di cui alla L.R. 12/2005 smi.
28. PARCO NORD MILANO -ZONE A PARCO ATTREZZATO URBANO
In tali zone, così classificate dal P.T.C. del Parco, si applicano le norme di cui all’art. 7 della DGR
6 agosto 2002, n 7/10206.
29. PARCO NORD MILANO - ZONE A PARCO NATURALE ATTREZZATO A LIVELLO METROPOLITANO
E SUB-ZONA A PARCO METROPOLITANO AGRICOLO
In tali zone, così classificate dal P.T.C. del Parco, si applicano rispettivamente le norme di cui all’art.
5 e all’art. 6 della DGR 6 agosto 2002, n 7/10206.
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D‘INTERVENTO
Figura 23. Estratto Mappa dell’uso del suolo del Comune di Bresso (MI) - Piano di Governo del Territorio – Giugno 2016
dell’uso del suolo del Comune di Bresso (MI) - Piano di Governo del Territorio – Giugno 2016
1.2.5.3 Inquadramento dei sottoservizi
La carta della rete fognaria reperita presso il WebGIS Acque di Lombardia del BrianzAcque, individua nella
zona oggetto dello studio di Fattibilità il tracciato della rete presente.
Non sono presenti ulteriori riferimenti a sottoservizi per l’area d’interesse nelle carte di pianificazione
comunale. Si raccomanda, quindi, un coordinamento dei sottoservizi in sede di progettazione definitiva, in
particolare per il nodo di attraversamento di via Don Vercesi.
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Figura 24. Carta della rete fognaria. Fonte: WebGIS del Gruppo CAP
1.2.5.4 Inquadramento geologico
Il territorio di Bresso si presenta abbastanza omogeneo da un punto di vista paesaggistico e
geomorfologico, si presenta intensamente urbanizzato e caratterizzato dalla presenza del Parco Milano
Nord che copre gran parte del territorio non ancora edificato.
Dalla carta di inquadramento pedologico e geomorfologico del territorio comunale di Bresso, l’area di
intervento è caratterizzate principalmente da ghiaia ben gradate con limo e sabbia.
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Pag. 28 di 77Progetto di fattibilità tecnico economica
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Figura 25. Estratto carta pedologica del comune di Bresso – Servizio idrico integrato – ottobre 2007
Dalla carta di inquadramento geomorfologico del territorio comunale di Bresso, l’area di intervento ricade
nell’area allagabile per eventi di piena con tempo di ritorno TR = 500 anni, intersecando il reticolo
idrografico di bonifica del canale Villoresi di Nova
Estratto da Relazione geologica_2017_Provincia Mi:
Aree allagabili con tempo di ritorno pari a 500 anni Pericolosità bassa: P1. Scarsa probabilità di
alluvioni Scenario raro L (Low probability)
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Figura 26. Estratto Carta Geomorfologica del Comune di Bresso (MI) - Piano delle Regole – Giugno 2016
La stratigrafia geologica è riportata in Figura 7, sulla base delle informazioni messe a disposizione da CAP
Holding, da cui si stima anche una capacità di in infiltrazione medio-buona, con una permeabilità
preliminare per le aree d’interesse pari a 7x10-5 m/s (Figura 28).
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Figura 27. Stratigrafia superficiale e soggiacenza falda(tra 18 e 19 m da p.c.) in aree prossime a quelle di intervento
(da PGT)
Figura 28. Permeabilità suolo per l’area d’interesse. (CAP Holding - fonte https://smartgreen.unimi.it/strumenti/)
1.2.5.5 Inquadramento idrogeologico ed idraulico
L’intero territorio Comunale ricade all’interno del macrosistema idrogeologico definito “Ambito di
influenza del Canale Villoresi”, pertanto in corrispondenza dell’intero ambito amministrativo di
competenza valgono le prescrizioni di cui all’art. 38 del P.T.C.P.
Dalla mappa degli Elementi idrogeologici e idrografici del Comune di Bresso, l’ area oggetto di intervento
sono comprese in un intervallo di 125-120 m s.l.m. delle linee isopiezometriche. Mentre le linee di
isosoggiacenza della falda freatica sono comprese in un intervallo di 18-19 metri dal p.c.
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Inoltre, l’area risulta classificata a moderata vulnerabilità dell’ acquifero superficiale, contraddistinto dalla
prevalenza di terreni a elevata permeabilità.
AREA
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Figura 29. Estratto Idrogeologia del Comune di Bresso (MI) - Piano delle Regole – Giugno 2016
1.2.5.6 Fattibilità geologica
Dalla carta di fattibilità geologica dello studio geologico del territorio comunale di Bresso, l’intervento
ricade nella classe di fattibilità 2 (con modeste limitazioni) e 4 (con gravi limitazioni).
estratto da Relazione Geologica_2017_prov Mi:
SOTTOCLASSE 4a - Fattibilità con gravi limitazioni –
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Aree ripetutamente allagate in occasione di precedenti eventi alluvionali o frequentemente
inondabili con significativi valori di velocità e/o altezze d'acqua. Pericolosità elevata (aree P3),
elevata probabilità di alluvioni, scenario frequente. Aree caratterizzate da moderata vulnerabilità
dell'acquifero freatico
SOTTOCLASSE 2 - Fattibilità con modeste limitazioni
Aree caratterizzate da moderata vulnerabilità dell'acquifero freatico: soggiacenza di falda sempre
maggiore di 15 m. dal piano campagna. Ambito di influenza del Canale Villoresi.
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Figura 30. Estratto Carta di fattibilità geologica del Comune di Bresso - Studio geologico del territorio comunale –
maggio 2006
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Pag. 33 di 77Progetto di fattibilità tecnico economica
1.2.5.7 Pericolosità sismica
Dalla mappa delle classi di fattibilità sismica del quadro urbanistico comunale di Bresso, si evince che il
comune è classificato come zona sismica Z4a e che le aree di interesse si collocano in zone di fondovalle con
presenza di depositi alluvionali e/o fluvioglaciali granulari e/o coesivi.
Dalla tabella qui allegata, è possibile inquadrare l’intero territorio Comunale di Bresso come area con sigla
“Z4a”, identificata come “Zona di fondovalle con presenza di depositi alluvionali e/o flivio-glaciali granulari
e/o coesivi. Si tratta di una zona caratterizzata da amplificazioni litologiche e geometriche.
AREA
D‘INTERVENTO
Figura 31. Estratto mappa classi di fattibilità sismica del comune di Bresso Masciago - Valutazione ambientale
strategica [V.A.S]. Quadro urbanistico comunale – 19/04/2010
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Pag. 34 di 77Progetto di fattibilità tecnico economica
Tabella 3. Scenari di Pericolosità sismica locale
Dalla Carta di Sintesi del territorio comunale di Bresso, l’area di intervento è caratterizzata dalla presenza
del reticolo idrografico Villoresi, e ricade in aree per le quali il modello di rischio idraulico bidimensionale ha
definito una pericolosità idraulica bassa (H1/H2) e aree con pericolosità idraulica elevata (H4)
AREA
D‘INTERVENTO
Figura 32. Estratto Carta di Sintesi del Comune di Bresso (MI) - Piano delle Regole – Giugno 2016
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1.2.6 Analisi dei vincoli e individuazione delle autorizzazioni necessarie
Nei successivi paragrafi viene riportato il quadro dei vincoli ricadenti nell’area d’interesse.
L’area presenta vincolo paesaggistico per cui è necessario richiedere Autorizzazione Paesaggistica
1.2.6.1 Analisi vincoli e prescrizioni
La carta dei vincoli del PGT riepilogativa dei vincoli presenti su territorio comunale mostra che l’oggetto
d’intervento risulta assoggettato dalla presenza delle fasce di rispetto del reticolo idrografico di bonifica di
4 metri per il canale Villoresi.
AREA
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Figura 33. Estratto Carta dei Vincoli del Comune di Bresso (MI) - Piano delle Regole – Giugno 2016
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Pag. 36 di 77Progetto di fattibilità tecnico economica
PRESCRIZIONI – estratto da RELAZIONE DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO
33.4 Vincoli derivanti da specifica normativa settoriale
33.4.1.Vincoli di polizia idraulica
Sui corsi d’acqua superficiali presenti all’interno del territorio comunale valgono le disposizioni di cui alla
“Determinazione del Reticolo Idrografico Minore del Comune di Bresso” adottata con deliberazione di
Consiglio Comunale n. 76/2007, approvata con deliberazione di Consiglio Comunale n. 37 del 14/07/2008 e
pubblicata sul BURL n. 35 del 27.8.2008.
Ogni attività sui medesimi o all’interno delle rispettive fasce di rispetto dovrà essere conforme alle
disposizioni di cui alle “Norme di Polizia Idraulica” del documento precedentemente richiamato e,
esclusivamente per il Canale Villoresi di Nova, alle norme tecniche del Consorzio di Bonifica Est Ticino
Villoresi. 95
Gli ambiti fluviali di pertinenza del Torrente Seveso sono, inoltre, assoggettati alle prescrizioni di cui all'art.
24 delle NdA del PTCP. I sistemi dell’idrografia superficiale sono infine assoggettati alle prescrizioni di cui
all’art. 27 delle NdA del PTCP.
Dalla Carta dei Vincoli Sovracomunale (Figura 34) l’area d’intervento ricade parzialmente nell’Area parco
Nord di Milano
A livello nazionale la legge 394/91 “legge-quadro sulle aree protette” ha affermato il ruolo basilare
della pianificazione quale indispensabile strumento di governo e di coordinamento delle molteplici e
varie attività proprie della gestione delle trasformazioni di un’area protetta. In particolar modo è
stata sottolineata la validità del piano territoriale di coordinamento (P.T.C.) quale strumento ideale
per poter contemperare la messa in atto di azioni volte al contemporaneo perseguimento di due fini,
apparentemente contraddittori, quali le necessità di conservare ed allo stesso tempo di valorizzare
l’area protetta.
Il P.T.C. assume quindi la valenza di piano speciale per l’area protetta, di competenza dell’ente
parco, con contenuti insieme naturalistici, paesistici e territoriali di scala vasta; ha come obiettivo
primario la tutela dei valori naturali, ambientali e culturali cui si aggiungono gli obiettivi della
fruizione pubblica e dello sviluppo economico e sociale delle collettività locali (art. 17).
E’ necessaria quindi la richiesta per Autorizzazione paesaggistica per procedere a nuovi interventi
nell’Area del Parco Nord di Milano
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Figura 34. Estratto Carta dei Vincoli Sovracomunale del Comune di Bresso (MI) - Piano di Governo del Territorio –
Giugno 2016
PRESCRIZIONI – estratto da RELAZIONE DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO
VARIANTE AL PIANO DELLE REGOLE DOCUMENTO TECNICO NORMATIVO (TESTO COORDINATO CON LO
STUDIO IDRAULICO BIDIMENSIONALE SUL FIUME SEVESO)
8.5 Prescrizione Parco Nord Milano
All’interno del Parco Nord Milano, si applica quanto disciplinato dall’art. 11 delle NTA del PTC del Parco
Nord
Art. 11 – Viabilita` e parcheggi
I – Strade di pubblico transito
1. Il Piano territoriale indica la maglia fondamentale della viabilita` pubblica interna al Parco. Le
rappresentazioni planimetriche sono indicative, per le strade di futura realizzazione, e possono
essere meglio precisate in sede di intervento esecutivo.
2. La realizzazione delle nuove strade pubbliche previste dal piano e l’ampliamento o modificazione
delle strade esistenti sono soggetti al parere del Consorzio, concernente in particolare:
– l’inserimento dell’opera nel Parco sotto il profilo architettonico e paesaggistico;
– le particolari cautele per la riduzione dell’effetto di barriera dell’opera prevista, sia sotto il profilo
visuale che sotto il profilo funzionale, in particolare per quanto riguarda le necessita` di
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