ABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID - La montagna tra smartworking, seconde case e edifici abbandonati - Legambiente
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ABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID La montagna tra smartworking, seconde case e edifici abbandonati 2022
Sommario Introduzione3 Edifici fatiscenti che affollano le montagne italiane 5 Il mercato immobiliare sulle Alpi: tra turismo e smartworking 18 Postfazione. Quale futuro per il patrimonio edilizio alpino sottoutilizzato?34 Coordinamento progetto editoriale: Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi Legambiente Hanno collaborato: Elisa Cozzarini, Claudia Apostolo, Milena Boccadoro, Martina Bosica, Enrica Querro Si ringraziano per la collaborazione i circoli e regionali di Legambiente e La Fondazione Dolomiti Unesco Contributi: Cristian Dallere, Roberto Dini, Matteo Tempestini Istituto di Architettura Montana IAM - Dipartimento di Architettura e Design – Politecnico di Torino Grafica: Luca Fazzalari Aprile 2022
ABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID 3
INTRODUZIONE
Con questo dossier di primavera, Legambiente torna a porre l’attenzione sulla
montagna abitata, ma anche sul rovescio della sua medaglia: il costruito abbando-
nato. Il paesaggio italiano d’alta quota è tempestato da una consistente quantità di
edifici abbandonati per lo più in stato di decadimento. Un patrimonio sparso un po’
ovunque sulle montagne italiane e fotografato da Legambiente attraverso un’inedi-
ta rassegna degli edifici fatiscenti. Sessantasei le schede realizzate con questo
primo e parziale censimento. Sono davvero tante queste strutture, più di quanto si
possa immaginare, ma non si tratta di antichi borghi disabitati sui quali si è già detto
tutto. Sono edifici di dimensioni medie o grandi, per lo più legati all’industria dello
sci, anche se non esclusivamente. Difficile ipotizzarne le cause dell’abbandono:
INTRODUZIONE
per gli hotel possono essere riconducibili al cambiamento della domanda turistica
per assenza di neve, o alla necessità di ingenti reinvestimenti di ammodernamento,
mancati adeguamenti tecnici o più semplicemente a scelte imponderate rispetto ai
flussi turistici, se non a speculazioni di basso cabotaggio. Nell’elenco ci sono anche
strutture usate nel passato a scopi diversi e che una volta cessato il bisogno sono
state abbandonate, lasciate senza una prospettiva. È il caso delle colonie o delle
caserme di confine. Quale futuro per questa molteplicità di edifici? Potrebbero co-
stituire nuove soluzioni alla domanda di edilizia popolare? O di servizi? O più sempli-
cemente possono servire per evitare nuovi consumi del suolo? Siamo in presenza
di un edificato per lo più legato al boom economico del dopoguerra, la punta di un
iceberg, in costante crescita tanto che per alcune situazioni rischia di diventare un
fenomeno esplosivo. Un problema da affrontare in tempi brevi e attraverso pro-
getti di largo respiro, anche ponendo un freno alle speculazioni senza prospettive
reali, nate unicamente in conseguenza dei generosi contributi alle ristrutturazioni.
La parcellizzazione improvvisata degli interventi, che ne può conseguire, potrebbe
rivelarsi poco utile o addirittura dannosa per il futuro del territorio. Nel recupero
delle potenzialità abitative degli stabili e nel ripristino della funzionalità ecologica dei
terreni è fondamentale avere una strategia complessiva da declinare in base alle
reali necessità delle comunità che vi abitano. Le risposte non sono univoche, vanno
dal riuso innovativo alla demolizione. E comunque non va dimenticato che per un
mercato immobiliare post Covid- 19, rinvigoritosi nelle aree montane in montagna,
c’è sempre il rischio di una ripresa consistente del consumo di suolo, che invece
dovrebbe essere azzerato, privilegiando la riqualificazione e il riuso del costruito.
Sempre a proposito di montagna edificata nel seconda parte del dossier si
prende in considerazione Il mercato immobiliare sulle Alpi. Non è una novità
per Legambiente, già nel 2009 puntammo l’attenzione sulle seconde case con il
report TURISMO E CEMENTO D'ALTA QUOTA- I numeri di un business predatorio.
In quell’occasione si volle esaminare il fenomeno turistico alpino in correlazione con
Rapporto di Legambiente4 ABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID
la presenza delle seconde case. Nell’approfondimento 2022 si riprendono nuova-
mente i dati del fenomeno delle seconde case nelle principali località turistiche al-
pine italiane, ma in questa occasione lo studio propone un punto di vista differente.
Oggi molte cose sono cambiate e in un contesto mutato rispetto al 2009 si vuole
innanzitutto capire come e quanto la consistenza di questo patrimonio immobiliare
possa essere di aiuto o di peso per lo sviluppo locale. Abbiamo analizzato trecen-
totre località alpine italiane, alcune a maggiore vocazione turistica, altre più colpite
dallo spopolamento, con l’obiettivo di fornire un quadro il più possibile puntuale del
costruito in alta quota nell’area alpina. È una prima base di discussione e confronto
che mettiamo a disposizione del dibattito più generale sul vivere in montagna e
sulle sue possibili evoluzioni in relazione ai forti cambiamenti in atto. Crisi climatica
e pandemie potrebbero avere effetti tutt’altro che secondari sullo sviluppo urbani-
stico nelle terre alte. Non solo c’è un maggior interesse per le località in quota che
risentiranno meno delle ondate di calore estive, la diffusione dello smartworking in
seguito al Covid- 19 potrebbe addirittura rivoluzionare l’utilizzo delle seconde case.
Molti si stanno interrogando su come e quanto questo trend possa rendere appeti-
bile l’ambiente alpino tanto da farlo tornare ad essere un luogo di vita anziché solo
di frequentazione turistica. E’ un dibattito ampio, ancorché nelle sue prime battute
e la postfazione dal titolo Quale futuro per il patrimonio edilizio alpino sottou-
tilizzato? a cura di Cristian Dallere, Roberto Dini, Matteo Tempestini dell’Istituto di
Architettura Montana IAM - Dipartimento di Architettura e Design – Politecnico di
INTRODUZIONE
Torino costituisce un contributo utile oltre che uno stimolo ad affrontare il problema
in modo più sistematico. Si tratta di pensare ad una nuova dimensione urbanistica
della montagna dove un buon uso dell’esistente insieme alla rigenerazione del patri-
monio edilizio dismesso o sottoutilizzato possono diventare elementi fondamentali
per una strategia su vasta scala per una nuova abitabilità del territorio.
Rapporto di LegambienteCASI DI EDIFICI FATISCENTI
I CASI SIMBOLO
TRENTINO A LT O
Caserme austro-ungariche ADIGE
VA L L E D ’ A O S TA LOMBARDIA nella piana delle Viote sul Albergo
Hotel Busca Thedy Terme Bagni di Val Masino Val Masino Monte Bondone a Trento di lusso
Gressoney la Trinitè (AO) (SO) Paradiso Val
Pregevole esempio
La parte storica degli edifici Terme e complesso alberghiero, piccolo dell’architettura militare del Martello (BZ)
è stata realizzata negli anni borgo con chiesetta e stalle. Dal 2016 la primo Novecento, erano stati Ha vissuto
'30. Attualmente dismesso struttura è completamente abbandonata restaurati alla fine degli anni solo un breve
e abbandonato 1980. Dal 2008, il complesso periodo di
è stato abbandonato. attività.
PIEMONTE
Complesso FRIULI-VENEZIA GIULIA
alberghiero Villaggio incompiuto “Pineland” Forni di Sopra (UD)
di Viù - Loc. Resti di un edificio incompiuto che doveva essere
Tornetti (TO) una residenza turistico alberghiera, commissionata
Negli anni da una società di Londra nel 1964
’80, iniziò la
realizzazione
VENETO
dell’imponente
Hotel Passo Tre Croci Cortina d’Ampezzo (BL)
albergo. Opera
mastodontica Di dimensioni notevoli (5 piani con pertinenze, campi
rimasta da gioco, chiesetta, parcheggio).Chiuso dal 2002.
incompiuta
MARCHE
Edifici Forca Canapine Arquata del Tronto (AP)
LIGURIA
Colonia di Monte Chiusi per i danni alle strade causati dal sisma,
Maggio Savignone (GE) ma già in precedenza si segnalò la chiusura e
stato di abbandono di due rifugi e di un hotel
Costruita nel 1933.
A parte una piccola
area completamente ABRUZZO
abbandonata e inagibile Complesso alberghiero
Campo Nevea -
L’Aquila (AQ)
TOSCANA
Complesso mai
Ex colonia Abetina di
terminato, costruito al
Prunetta Piteglio (PT) UMBRIA termine degli anni ’60.
L’ex colonia Ipost fino al Ex Hotel del Matto Dopo 50 anni in alcuni
1997 ha ospitato per le Monteluco di punti le fondamenta
vacanze estive circa 18mila Spoleto (PG) hanno ceduto
figli dei dipendenti delle L’albergo e il parco
Poste. Da più di vent’anni adiacente sono
convive col degrado rimasti per decenni
soggetti all’azione del
SARDEGNA tempo e dei vandali
Sporting Club Monte
Spada Fonni (NU)
Costruito alla fine degli
CALABRIA
anni ’60, impreziosito dai
Rifugio Monte Curcio
dipinti di Liliana Cano,
Camigliatello Silano
attualmente è abbandonato
SICILIA (CE)
Ex hotel La Montanina
Chiuso da diversi
Piano Zucchi (PA) C A M PA N I A
anni. Il tempo e
66
Località meta del turismo Hotel-residence 4 camini
l’incuria hanno
invernale degli anni Laceno (AV)
distrutto una struttura
Ottanta e chiusa dagli Fino a due decenni fa era attivo che un tempo
anni Novanta, è più che un imponente hotel, composto ospitava centinaia di
edifici o complessi
mai fatiscente e l'edificio di due corpi di fabbrica e sciatori e turisti
significativi, censiti è a rischio crollo disposto su quattro livelli
nelle montagne
italiane
ABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID 2022ABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID 7
Liguria Colonia di Monte Maggio Piemonte
Complesso residenziale Comune Complesso turistico
“Case Maestri” Savignone (GE)
Comune
Comune Quota Viola (CN)
Deiva Marina (SP) circa 800 m s.l.m.
Quota
Quota La colonia di Monte Maggio, fu co- 850 m s.l.m.
circa 700 m s.l.m. struita nel 1933 e inaugurata nel 1938
come luogo di soggiorno di villeggia- A Viola St Grée sorge un vasto com-
Costruite per essere utilizzate qua- tura per bambini (in particolare questa prensorio multifunzionale abbando-
le centro turistico e residenziale, fin struttura era destinata alle femmine), nato, che occupa una superficie di
dall’inizio fu un progetto fallimentare, da utilizzarsi prevalentemente nel pe- 30mila metri quadrati. Negli anni ’80
giustamente nominato “ecomostro” riodo estivo. la stazione visse un breve periodo di
per via della massiccia cementifica- Nel dopoguerra la colonia venne an- gloria, ospitando nell’81 i mondiali
E DIFICI FA TISCENTI CHE AFFOLLANO LE MONTAGNE I TALI ANE
zione che trasformò il luogo meravi- cora utilizzata per alcuni decenni di sci. Una sorta di villaggio autosuf-
glioso in un insediamento. Le “Case come luogo di vacanza per i figli dei fciente, su modello francese, con tutti
Maestri” furono costruite su un crinale dipendenti dell’Ansaldo. i servizi per lo sci e per il divertimento.
che presto si rivelò fragile e franoso, Nel 2010 l’edificio è stato dichiarato Dai primi anni ’90 il complesso è ab-
causando in breve tempo il sequestro inagibile dal comune di Savignone, bandonato. La Raimondi srl nel 2021
dell’area. Attualmente gli appartamen- che ne è il proprietario, ed è attual- si è aggiudicata per 10mila gli edifici
ti sono sepolti dalla vegetazione e ri- mente in stato di completo abbando- ed è impegnata nelle procedure per
dotti a ruderi. no, a parte una piccola porzione dove ottenere il bonus ristrutturazione del
sono installate delle antenne telefoni- 110%. Per ristrutturare servono 25
che. milioni di euro, lo scorso anno si ipo-
tizzava una spesa tra i 15 e i 30 milioni.
Raimondi srl è un’impresa famigliare
che si occupa di costruzione di stra-
de e piste da sci e di attività turistiche.
Da alcuni anni gestisce a Viola anche
alcune attività commerciali, puntando
sul turismo 4 stagioni con le piste di
downhill.
Foto di Luciano Rosselli
Ex Discoteca Domina
Colonia Di Rovegno
Comune
Comune Toirano (SV)
Rovegno (GE)
Quota
Quota circa 600 m s.l.m.
circa 950 m s.l.m. Foto di Targatocn.it
Il celebre e controverso “locale sopra
L’edificio è una ex colonia estiva, pro- la montagna” che dall’entroterra ca- Stazione Pian Gelassa
gettata e realizzata tra il 1933 e l’anno peggiava sulla riviera ligure di Ponente
Comune
seguente. Questa come altre colonie fu costruito nel 1994 dalla ristruttura-
Gravere (TO)
in molte altre regioni italiane facevano zione di un ristorante abbandonato. A
parte di un piano dell’allora Partito Na- partire dagli anni 2000 si susseguirono Quota
zionale Fascista. gestioni diverse che portarono poi nel 820 m s.l.m.
La colonia, tuttora abbandonata, sor- 2007 alla revoca della licenza in modo
ge su di un pianoro erboso, chiamato definitivo. Negli anni seguenti seguiro- Stazioni di partenza e di arrivo e un
Levillà, a circa 950 metri sul livello del no periodi di abbandono o di recupero ampio complesso edilizio fatiscente.
mare, lontana dal centro abitato e cir- con tentativi di messa all’asta dell’im- Dopo il fallimento le infrastrutture edili
condata da boschi di castagni e pini. mobile. Oggi resta abbandonato, sono ancora lì a distanza di 50 anni. Il
saccheggiato e devastato dai vandali, tutto lasciato nel degrado assoluto e
mentre il parco circostante è oramai a disposizione dei vandali, che ovvia-
una foresta. mente ne approfittano. Progetto rivo-
luzionario: a 68 chilometri da Torino,
una funivia, due skilift, un ristorante
a forma ottagonale per mille coperti,
alloggi, una pompa di benzina. Una
strada ampia e collegamenti con na-
vette. L’idea era quella di portare in
vetta le scolaresche, al posto «dell’i-
nutile ginnastica». Così scriveva Stam-
pa Sera nell’autunno 1969.
Rapporto di Legambiente8 ABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID
Alpe Bianca Complesso residenziale Quota
“Il Larice”
Comune 2000 m s.l.m.
Viù Loc. Tornetti (TO) Comune
Garessio 2000 (CN) Nasce negli anni trenta. Un rogo lo
Quota semidistrugge nel 1973 e, fino a qual-
Quota che anno fa, ospitava alcuni uffici e la
1450 m s.l.m. 1379 m s.l.m. biglietteria della “Cervino” (sorge ac-
canto alla stazione di partenza della
Ecomostro alpino da manuale, conse- L’edificio, che sarebbe dovuto diven- funivia per Plan Maison).
guenza di una speculazione sbagliata, tare il cuore dell’insediamento resi- Attualmente è in corso un processo
sia sciistica per la mancanza di neve, denziale la Valle dei Castori, è una circa la procedura di alienazione della
che immobiliare, perché le strutture ferita aperta sul Colle di Casotto. Fu “Gran Baita” di Cervinia (Valtournen-
residenziali restarono invendute. Negli semidistrutto da un incendio nel 1990 che), esperita nel 2016. Grazie ad
anni ’80, iniziò la realizzazione di un provocato da una fuga di gas. Intor- un accordo indebito con il massimo
imponente albergo (con 38 camere, no è in completo abbandono anche rappresentante della proprietà, se la
E DIFICI FA TISCENTI CHE AFFOLLANO LE MONTAGNE I TALI ANE
15 suite e 76 appartamenti) per vo- il campo da tennis e la piscina. Dopo sarebbe aggiudicata l’impresa con-
lontà della società sanremese capi- una serie di fallimenti è difficile anche dotta da colui che, attraverso una
tanata da Evaristo Pertile, opera che per il comune risalire alla proprietà. ll diversa società, ne avrebbe poi cu-
attualmente rimane incompiuta e mai complesso era nato al servizio di Ga- rato la vendita ad un valore di quasi
demolita (vedi approfondimento Neve- ressio 2000. Piccola stazione, aperta tre volte superiore. I ruderi sono stati
diversa 2020). e chiusa più volte negli anni, passata ceduti dalla società pubblica Cervino
di mano più volte, e per la quale la re- a 1.570.000 € e un anno dopo riven-
gione ha appena deciso un nuovo sta- duti a 4.350.000 € senza intervento
zionamento da un milione e mezzo di alcuno.
euro per rinnovare gli impianti.
Valle D’Aosta
Hotel Busca Thedy
Comune
Gressoney la Trinitè (AO)
Vecchie Terme Hotel Bellevue
Quota
Comune 1600 m s.l.m. Comune
Oropa Bagni (BI) Fiery (AO)
Dismesso e abbandonato. Il com-
Quota plesso alberghiero è composto da Quota
1159 m s.l.m. due differenti corpi di fabbrica per una 1878 m s.l.m.
superficie complessiva di 6.000 mq.
Furono le prime terme mai costru- Fiéry è un minuscolo villaggio sopra
Si trattava di uno storico hotel in stile
ite in Italia nel 1850. Lo stabilimento Saint-Jacques in val d’Ayas. La gui-
liberty.
fu trasformato in una vera e propria da Pierre Fosson, aveva costruito nel
La parte storica degli edifici è stata
struttura alberghiera di lusso. Il decli- 1867 l’Hôtel des Cimes Blanches, un
realizzata negli anni ‘30. Per diversi
no iniziò dagli anni ‘30, lo stabile fu piccolo albergo di sei modeste came-
decenni è stata la principale meta di
utilizzato per un certo periodo come re, ma «alla foggia svizzera» per gli
villeggiatura dell’aristocrazia ed è stato
colonia estiva e chiuse definitivamente alpinisti che facevano tappa durante
addirittura il primo albergo della regio-
nel 1978. Seguì un incendio e una de- il Tour round Monte Rosa. Nel 1899
ne a fornire ai propri ospiti acqua cal-
molizione di una parte della struttura. l’albergo fu ampliato con una nuova
da nelle camere. La sua architettura
costruzione a fianco, di tre piani; era
Stazione a monte della vecchia mescola elementi dello stile razionali-
aperto tutto l’anno ed era il primo e
funivia Sestriere-Alpette-Sises sta italiano e della belle époque.
storico hotel della valle d’Ayas. Negli
La normativa regionale offre fondi per
Anni ’90 il Bellevue, la cui proprietà era
Comune ristrutturare l’immobile e per ampliarlo
delle sorelle Alessi, nipoti del prece-
Sestriere (TO) fino al 40% in una riqualificazione al-
dente proprietario Benjamin Fosson,
berghiera.
ha chiuso definitivamente i battenti. Le
Quota
sorelle Alessi, novantenni, sono man-
2.600 m s.l.m.
cate nel 2021. Gli eredi vorrebbero ora
La funivia del Sises, assieme a quella disfarsene al miglior prezzo, auspican-
della Banchetta e del Fraiteve, venne- do un aumento di interesse di even-
ro smantellate nel 1986, al loro posto tuali acquirenti se si realizzerà la funivia
vennero realizzati dei moderni impianti verso le Cime Bianche.
di risalita frutto sulla scia delle nuove
tecnologie. La vetta del Sises fu colle-
Hotel Gran Baita
gata tramite uno skilift mentre l’antica
stazione di arrivo della funivia restò Comune
abbandonata. Cervinia (AO)
Rapporto di LegambienteABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID 9
Albergo Miravalle Quota Rifugio/albergo
1200 m s.l.m. Entova – Scerscen
Comune
Lignod Terme e complesso alberghiero, Comune
piccolo borgo con chiesetta e stalle. Chiesa Valmalenco (SO)
Quota I Bagni di Masino cantano cinque
1615 m s.l.m. secoli di storia, dato che le prime Quota
notizie risalgono addirittura al XV se- 1900 m s.l.m.
La struttura, ancora operante fino al
colo in una missiva indirizzata all’ora
2006 è di circa 940 mq e consta di Nasce da un’idea degli anni ’70
Duca di Milano Francesco Sforza e
una reception, una sala lettura, una quando ancora si pensava che si
data 1462. I primi studi sull’efficacia
sala da pranzo/colazioni, 12 camere, potesse praticare lo sci estivo sul
terapeutica delle acque risalgono al
tutte dotate di impianto autonomo ghiacciaio Scerscen. La fusione del
1545. Molti sono stati gli interventi
per il riscaldamento, una cucina ben ghiacciaio e i problemi economici ne
di costruzione compreso un albergo
attrezzata per la ristorazione, un lo- hanno decretato la fine. Rimane un
adiacente costruito nel 1930. Rima-
cale deposito ed ulteriori zone utili ed albergo in stato di abbandono, una
neggiamenti e interventi successivo
E DIFICI FA TISCENTI CHE AFFOLLANO LE MONTAGNE I TALI ANE
a servizio dell'hotel. Inoltre dispone piccola teleferica e pali accatastati a
anche discutibili dal punto di vista
di parcheggio riservato annesso alla terra.
architettonico.
struttura alberghiera. Il fabbricato è
Dal 2016 la struttura è completamen- "Sciesopoli”
elevato su tre piani fuori terra più pia-
te abbandonata e prima di questa
no mansardato collegati da agevole
data occupata senza continuità. La Comune
scala interna, privo di ascensore. A
struttura è privata, non ci sono inve- Selvino (BG)
completamento un piano sotterraneo
stimenti e previsioni di utilizzo.
accessibile solo dall'esterno dove si Quota
trova la cantina, un ripostiglio ed il Villaggio turistico di Plan 960 m s.l.m.
locale tecnico. Al piano seminterrato di Montecampione
sono situati il portico per la legnaia e “Sciesopoli” nel ’45 accolse 800
un locale per il ricovero degli sci. La Comune ragazzi scampati alla Shoah, era
struttura è in vendita a 950.000€. Artogne e Pian Camuno (BS) stato progettato dall’architetto Vieti
Volli di Milano. Inaugurata nel giugno
Quota del 1933. Fino agli anni ‘80, l’edificio
1200 m s.l.m. ospitava una colonia estiva. Negli anni
l’edificio di 4 piani è stato saccheg-
All’incirca dalla seconda metà degli
giato e vandalizzato. Il sito si estende
anni 2000 il complesso del villaggio
su 29.000 mq. La proprietà Immobi-
turistico di Plan di Montecampione,
liare Schiavo di Vallo della Lucania,
affiancato agli impianti sciistici, e del
vorrebbe vendere ma pare impossibi-
villaggio di Preottone versano in un
le. La popolazione ha recentemente
profondo stato di crisi. Al Plan sia i
firmato una petizione per salvare la
142 appartamenti che, soprattutto,
memoria di Sciesopoli.
le sedi degli ex locali pubblici sono
abbandonati e regolarmente preda di
vandali. Medesima sorte per l’hotel si-
tuato nella sottostante località Alpiaz.
Dopo il fallimento economico delle
strutture si sta tentando un rilancio
della località.
Albergo Pià Spiss
Ex hotel Fior di Roccia
Comune
Comune Valcanale Comune Ardesio (BG)
Pont Valsavarenche (AO)
Quota
Quota 987 m s.l.m.
1950 m s.l.m.
La società privata Valcanale srl, in
Hotel su 3 piani, a lato della strada liquidazione dal 1997, è proprietaria
principale, poco prima dell’area del comprensorio (250 ettari nel Par-
parcheggio. Edificio dismesso da co delle Orobie bergamasche).
parecchi anni, è presente un cartello Nel 2013 è stato interdetto l’accesso
“in vendita” senza alcun riferimento. all’ex albergo. Sotterrata nel piazzale
antistante all’hotel è stata trovata Rifugio Giretta
Lombardia moquette, che ARPA Lombardia ha
Comune
dichiarato non pericolosa. La strada,
Terme Bagni di Val Masino Foppolo (BG)
costruita per raggiungere l’albergo,
Comune è chiusa con una sbarra e presenta Quota
Val Masino (SO) crolli. 1780 m s.l.m.
Rapporto di Legambiente10 ABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID
Ex rifugio alla partenza dell’impian- Colonia montana Beretta Quota
to di risalita della Val Carisole, tra circa 600 m s.l.m.
Foppolo e Carona, aperto negli anni Comune
‘70 era molto frequentato quando era Collio, San Colombano (BS) Ex colonia montana costruita nel
in funzione lo skilift. Chiuso dal 2005, 1932. Prima era proprietà dell’ Inam
Quota (Istituto Nazionale per l’Assicurazione
è ormai un rudere abbandonato e
circa 1400 m s.l.m. dalle Malattie) per poi finire nelle mani
una discarica di materiali di cantiere.
L’ultimo aggiornamento a dicembre della vecchia USSL (ora ASL).
La colonia Beretta del 1937 era il
2021, è l’intenzione da parte della La struttura è degradata, ma al suo
luogo di villeggiatura per i figli della
società Devil Peak, proprietaria dei interno presenta ancora diversi arredi
più importante industria armiera tru-
terreni e dell’impianto di risalita dei vari locali. Negli anni ’90 si è
mplina tra il paese di Collio e il passo
Valgussera realizzato a pochi metri pensato di costruire delle villette, ma il
del Maniva a San Colombano. Oggi la
di distanza, di demolirlo nel 2022 progetto fu accantonato per mancan-
struttura si presenta come un rudere
e ricostruirlo in una posizione più za di fondi. Nel 2015 l’istituto è stato
in mezzo alla sterpaglia.
sicura dal punto di vista idrogeologico parzialmente distrutto dal comune e
alcuni degli arredi furono portati via
E DIFICI FA TISCENTI CHE AFFOLLANO LE MONTAGNE I TALI ANE
perché attualmente è nei pressi del
Rio Caricole. durante questa operazione.
Foto di Danilo Bazzani
Colonia montana Valledrane
Comune
Treviso Bresciano (BS)
Foto di vareseabbandonata.altervista.org
Quota
Colonia montana Bergamasca
circa 800 m s.l.m.
Miniera Torgola Comune
La Colonia venne eretta nel 1926
Piazzatorre (BG)
Comune come luogo di cura, recuperando le
Collio (BS) casematte di servizio al vicino forte Quota
militare. In seguito dell’iniziale pro- circa 850 m s.l.m.
Quota getto colonico, che diventa perma-
circa 800 m s.l.m. nente, si passa ad un vero e proprio L’inaugurazione della colonia venne
sanatorio. La sua struttura venne fatta nel giugno del 1903 e l’Opera
Le sue strutture di superficie sono sfruttata fino al 1978, anno di chiu- Bergamasca operò fino alla fine degli
imponenti, occupano tutto lo stretto sura definitiva del sanatorio. Si trova anni ‘90 del XX secolo. Oggi è in
orizzonte di questa angusta valle oggi in completo stato di abbandono stato di abbandono e visibilmente
dove scorre il torrente Mella. La zona ed è parzialmente inghiottito dalla degradata.
ospitava in passato molte miniere, vegetazione.
quasi tutte per l’estrazione del ferro.
Questa cava abbandonata sfruttava
invece importanti vene di argento, già
a partire dal XV secolo.
Foto di Danilo Bazzani
Colonia montana
Foto di Danilo Bazzani Passo del Tonale
Istituto Luraschi Comune
(Colonia Montana INAM) Passo del Tonale, Ponte di Legno (BS)
Comune Quota
Foto di Danilo Bazzani Saltrio (VA) circa 1600 m s.l.m.
Rapporto di LegambienteABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID 11
La colonia montana, promossa La società Dalmine decise nel 1930 di Quota
dalla Gioventù Italiana del Littorio, nel costruire una colonia alpina per ospi- 1200 m s.l.m.
dopoguerra è stata per decenni un tare i figli dei dipendenti. Dagli anni
luogo di vacanza e di festa. A partire ottanta ci sono state diverse ipotesi di Complesso eterogeneo di edifici, tra i
dagli anni ‘90 è iniziato un lento ma riconversione della struttura: casa di quali i due grandi volumi delle colonie
continuo declino verso la chiusura riposo, albergo, struttura per il fitness “Baita Don Bosco” e “Madonna della
definitiva. Racchiusa tra gli abeti, in e altro. Poi il destino della colonia Neve”, e loro pertinenze. L’area com-
attesa, poiché tutti i progetti di rilan- Dalmine sembrava quello di ospitare prende alcuni spazi per il parcheggio
cio si scontrano con gli elevati costi l’istituto alberghiero, un campus per ad uso di escursionisti e fruitori delle
necessari. l’università o una “summer school”, strutture turistiche.
ma ad oggi l’edificio è in stato di Il complesso versa in stato non curato
abbandono e degrado e non si sa e di complessivo impatto paesaggisti-
ancora nulla del suo futuro. co negativo. Una di queste colonie è
in vendita. L’impressione di trascu-
ratezza può derivare dalla spiccata
stagionalità dell’uso e dalla tipologia
E DIFICI FA TISCENTI CHE AFFOLLANO LE MONTAGNE I TALI ANE
edilizia: i grandi edifici risultano infatti
chiusi la maggior parte dell’anno e le
loro pertinenze sono poco curate per
l’assenza di fruitori.
Foto di Danilo Bazzani
Colonia montana Foto di Danilo Bazzani
Ferrovieri di Ballabio
Comune
Trentino
Ballabio (LC) Edifici militari a Passo Rolle
Quota Comune
circa 700 m s.l.m. Primiero San Martino di Castrozza
Edifici vari a Passo Cereda
(TN)
Questa colonia, come le altre delle
FS, a partire dal 1934 era stata affida- Comune
Quota
ta la gestione all’OPAFS. Primiero San Martino di Castrozza
2000 m s.l.m.
Da anni l’immobile è tenuto chiuso, (TN)
di proprietà di un soggetto privato Caserma della Guardia di Finanza che
Quota
che l’ha lasciata così, in attesa di una appare particolarmente degrada-
1375 m s.l.m.
improbabile vendita o di una destina- ta: le coperture sono arrugginite e
zione profittevole. Che puntualmente pericolanti, intonaci lacerati e alcuni Vi è un primo edificio completamente
non si è mai presentata. serramenti divelti, oltre a un gene- abbandonato, un tempo destinato
rale stato di incuria delle pertinenze. a colonia, strutturalmente fatiscente
L’abbandono di questa caserma è da e invaso da vegetazione. A poca
ricondurre probabilmente, come del distanza da questo si trova un se-
resto quello di molte altre caserme condo edificio, anch’esso in stato di
in ambito montano, alla progressiva abbandono, anche se meno evidente
riduzione delle necessità di sedi de- rispetto al primo.
centrate della Guardia di Finanza.
Foto di Danilo Bazzani
Colonia alpina "Mario Garbagni" Hotel Passo Costalunga
Colonie di Sabbionade -
Comune Cant del Gal Comune
Castione della Presolana (BG) Vigo di Fassa (TN)
Comune
Quota Primiero San Martino di Castrozza Quota
circa 900 m s.l.m. (TN) 1750 m s.l.m.
Rapporto di Legambiente12 ABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID
Il manufatto è un hotel di dimensioni Si tratta di due vicini edifici che sem- Centro Alcide De Gasperi
considerevoli, che appare del tutto brano chiusi da tempo e non utilizzati.
abbandonato (finestre rotte e/o mura- In uno dei due si può notare una Comune
te, lamiere, staccionate divelte) anche sbiadita insegna “bar”, e si presenta Candriai (TN)
se la parte strutturale è complessiva- con evidenza inutilizzato da diverso
Quota
mente ancora in buone condizioni. tempo. Il secondo edificio, adiacen-
975 m s.l.m.
L’obsolescenza di questo hotel, te al primo e di cui non è chiara la
riscontrabile in molte altre strutture funzione, non è in cattive condizioni Prima colonia estiva internazionale
simili nel contesto dolomitico, è ascri- ma comunque l’aspetto è quello di un per i giovani di vari paesi europei
vibile a un generale declino dell’o- edificio chiuso e trascurato. partita da una colonia della Michelin.
spitalità di questa specifica tipologia Tuttavia, al di là di questi due casi L'opera era mastodontica e sarebbe
(grandi hotel di passo). singoli, tutto il complesso di edifici stata terminata solo nel 1963. Doveva
prossimo alla diga di Fedaia risente di diventare un hotel e invece ora versa
un certo disordine che trasmette un in condizioni criticissime.
senso di trascuratezza.
E DIFICI FA TISCENTI CHE AFFOLLANO LE MONTAGNE I TALI ANE
Rifugio Fedaia
Alto Adige
Comune
Canazei (TN) Albergo di lusso Paradiso
Caserme austro-ungariche
Quota nella piana delle Viote Comune
2050 m s.l.m. sul Monte Bondone Val Martello (BZ)
Il rifugio versa in stato di abbandono. Comune Quota
I segni di questo abbandono sono Trento 2160 m s.l.m.
evidenti soprattutto osservando fine-
Quota Al centro del parco nazionale dello
stre e porte divelte o rotte, grondaie e
circa 1500 m s.l.m. Stelvio, l’hotel ha vissuto solo un
tetto malridotti.
Le parti strutturali tuttavia sembrano breve periodo di attività tra la sua
Gli edifici, pregevole esempio dell’ar-
ancora in discrete condizioni. Non realizzazione tra il 1933 e il 1936 (per
chitettura militare del primo Nove-
sono chiari i motivi dell’abbandono di opera del famoso architetto italiano
cento, erano stati restaurati alla fine
questo rifugio. Esso infatti si colloca Gio Ponti) e lo scoppio della guerra
degli anni 1980 per diventare sede
in un’area molto frequentata, con nel 1940, che ha concluso l'attività
dell’appena creato Centro di Ecologia
un ottimo livello di accessibilità e in alberghiera civile.
Alpina. Dal 2008, il complesso è stato
buona posizione. Occupato temporaneamente dei
abbandonato, a parte sporadici usi
Il Rifugio si trova immediatamente al nazisti come hotel per le vacanze è
per ospitare richiedenti asilo o gruppi
di sotto della diga del Lago Fedaia, e fallito nel 1946 ed è stata abbando-
in quarantena in alcuni momenti della
risulta visibile a chiunque transiti sulla nato nel 1955.
pandemia. La Provincia di Trento
diga stessa a piedi o in macchina. che ne è proprietaria ha cercato,
senza successo, partner privati per
trasformare il complesso in un resort
di lusso e attualmente, nonostante
numerose sollecitazioni, non sembra
ci siano progetti per il riutilizzo. Nel
frattempo alcuni degli edifici sono
in una situazione di forte degrado,
anche per il crollo del tetto, altri sono
ancora in buone condizioni.
Edifici abbandonati a Fedaia Grand Hotel Wildbad
Comune Comune
Canazei (TN) San Candido (BZ)
Quota Quota
2100 m s.l.m. 1325 m s.l.m.
Rapporto di LegambienteABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID 13
Questa struttura consiste di un com- Ex Ristorante a Caviola Hotel Passo Tre Croci
plesso di edifici oggi in stato di rovina
che un tempo ospitava un'importante Comune Comune
struttura ricettiva e termale. Falcade (BL) Cortina d’Ampezzo (BL)
Venne costruita nel 1856, prima
Quota Quota
sanatorio e poi hotel di lusso, finché
1100 m s.l.m. 1800 m s.l.m.
non venne venduta all’asta nel 1939 e
poi abbandonata. La struttura è un ristorante/hotel L’hotel è di dimensioni notevoli (5
Non è in discussione il valore storico in stato di abbandono. Il degrado piani con pertinenze, campi da gioco,
e culturale che questo edificio riveste, riguarda prevalentemente le finiture, chiesetta, parcheggio). La struttura
tuttavia è evidente lo stato di cattiva i serramenti e soprattutto il piazza- si fa notare per la copertura della
conservazione in cui questo versa, e le esterno, abbandonato e invaso veranda sul fronte principale, crollata
il conseguente impatto negativo sul da vegetazione. Le parti strutturali probabilmente per il peso della neve.
contesto circostante. sembrano invece in buone condizioni. Dalle fonti web si apprende che sa-
La struttura è in vendita almeno dal rebbe chiuso dal 2002 per complicate
E DIFICI FA TISCENTI CHE AFFOLLANO LE MONTAGNE I TALI ANE
2010. L’aspetto è comunque quello vicende legali, un cantiere è presente
di un’attività chiusa da molti anni. Il dal 2010 senza miglioramenti. Come
fronte del manufatto e il piazzale an- per altre strutture ricettive situate nei
tistante affacciano direttamente sulla passi dolomitici, si evidenzia anche
strada, rendendo l’edificio visibile a in questo caso la crisi di un modello,
chiunque transiti. l’hotel di passo, superato da altri
modelli di ricettività.
Veneto
Ex Albergo Enrosadira
Comune
Passo Giau (BL)
Quota
2236 m s.l.m. Edificio La Baita Ex scuderie presso Misurina
Il piano di recupero prevederebbe Comune Comune
la nascita di un hotel 5 stelle luxury. Taibon Agordino (BL) Auronzo (BL)
70 camere, 2 ristoranti, una piscina
interna e una esterna, parcheggio Quota Quota
sotterraneo. La struttura, 40mila metri 800 m s.l.m. 1750 m s.l.m.
cubi, di cui 24mila fuori terra, è dieci Questo edificio si presenta come un Edificio in muratura a due piani più un
volte più grande del già esistente ex bar o ristorante, l’obsolescenza si sottotetto. Sembra essere compreso
albergo Enrosadira abbandonato da manifesta nell’aspetto esteriore, che nelle pertinenze del Centro S. Bene-
dieci anni. Le associazioni ambien- è quello di un fabbricato di qualità detto, in collegamento con l’istituto
taliste lo ritengono un progetto de- architettonica non elevata, abbando- Pio XII, celebre complesso destinato
vastante, fuori scala e fuori contesto nato probabilmente da diversi anni all’ospitalità legata alle terapie per
che impatterà negativamente sul sito (finestre rotte, pertinenze non curate). cui Misurina è nota. La struttura in
Unesco e sul sito Natura 2000 (fonte L’edificio affaccia sulla strada carrabi- esame si trova sulla sponda ovest del
foto montagna.tv). le che percorre la Valle di San Lucano lago, quella maggiormente urba-
e che dall’abitato di Taibon Agordino nizzata. Vistose crepe percorrono il
conduce a Col di Pra. È visibile a fronte principale dell’edificio. Anche
chiunque vi transiti. le condizioni delle finiture (intonaci,
copertura, serramenti) denotano un
certo degrado.
Rapporto di Legambiente14 ABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID
Storici hotel Olivier e Olimpo Questa struttura, progettata dall’ar- Caserma Fantine
chitetto Marcello D’Olivo, è costituita
Comune dai resti di un edificio incompiuto che Comune
Nevegal (BL) doveva essere una residenza turistico Pontebba (UD)
alberghiera, commissionata da una
Quota Quota
società di Londra nel 1964, che
circa 1000 m s.l.m. 568 m s.l.m.
venne bruscamente interrotta a causa
Due strutture simbolo degli anni d’oro del fallimento dell’impresa. Della Era adibita a quartier generale della
sono tornate sul mercato. Entrambe struttura più imponente (un edificio 308ª Compagnia (già Val Fella) Bat-
le strutture sono chiuse da qualche ad arco lungo circa 100 metri) rimane taglione Alpini d'Arresto della Brigata
anno, ma raccontano una storia soltanto lo scheletro in cemento Alpina Julia. Perde ogni motivo
gloriosa: non sono passati poi tanti armato, mentre delle case singole è d'esistere con la fine della guerra
anni da quando in Nevegal arrivavano stato realizzato un solo prototipo, che fredda. Il Battaglione viene sciolto il
in ritiro le squadre di calcio di serie è tuttora utilizzato. 26 settembre 1992 e, contestualmen-
A e le camere negli alberghi erano Visto lo stato di abbandono dell'edi- te, la caserma fu abbandonata.
E DIFICI FA TISCENTI CHE AFFOLLANO LE MONTAGNE I TALI ANE
occupate da tantissimi turisti. ficio e le sue caratteristiche sarebbe Attualmente l’area è di proprietà del
L’Hotel Olimpo, a Col Canil, ha trova- stata chiesta la tutela da parte dell'U- Comune di Pontebba, che ne utilizza
to dei nuovi proprietari nell’asta che NESCO (siamo all'interno del sito alcuni fabbricati come deposito per
si è svolta l’anno scorso; si tratta di delle Dolomiti) allo scopo di poterlo le associazioni. Il tutto si presenta
investitori moldavi che hanno pagato recuperare. in uno stato di degrado, dovuto
70,000 euro ed è buio pesto sul suo principalmente ad atti di vandalismo
recupero . che hanno danneggiato gli infissi degli
In aprile si tenterà di vendere anche edifici.
l’albergo Olivier, un altro degli alberghi
che hanno fatto la storia del Nevegal,
dagli anni ‘60 fino ai primi del 2000.
Foto di Walter Coletto
Caserma Bertolotti
Edificio incompiuto
in Val Cimoliana Comune
Pontebba (UD)
Comune
Cimolais (PN) Quota
568 m s.l.m.
Foto ilgazzettino.it
Quota
700 m s.l.m. La caserma fu sede dal 1951 al 1989
del Gruppo Artiglieria da Montagna
Questa struttura è uno scheletro di Belluno in forza alla Brigata alpina
un edificio di tre piani incompiuto “Julia”. Di proprietà del Comune
che doveva diventare una struttura di Pontebba, è parzialmente usata
ricettiva per gruppi. I lavori sono fermi come deposito di mezzi, ma gran
da tempo alla struttura portante e al parte degli edifici sono abbandonati e
tetto; ad un pilastro è affisso il cartello vuoti purtroppo preda di vandalismo
“in vendita”. Anche se parzialmente e abbandono.
nascosta dalla vegetazione e posta Nei progetti del Comune vi sarebbe
a una quota leggermente inferiore la demolizione degli edifici in alveo e
rispetto alla quota della strada, la il recupero della parte più antica della
struttura è ben visibile percorrendola. caserma, costituita da un edificio con
caratteristiche architettoniche interes-
santi, a museo della grande guerra.
Foto corrierealpi.gelocal.it
Friuli-Venezia Giulia
Villaggio incompiuto “Pineland”
Comune
Forni di Sopra (UD)
Quota
900 m s.l.m. Foto di Walter Coletto Foto di Walter Coletto
Rapporto di LegambienteABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID 15
Polveriera Pietratagliata Ex Istituto Luraschi Dato lo stato di abbandono, l’albergo
(colonia montana INAM) e il parco adiacente sono rimasti per
Comune decenni soggetti all’azione del tempo
Pontebba (UD) Comune e dei vandali, che hanno imbrattato
Lauco (UD) i muri, distrutto porte e finestre e
Quota
sottratto parte degli arredi. Un tempo
568 m s.l.m. Quota
lussuoso albergo, con dependances
circa 900 m s.l.m.
La polveriera si sviluppa su una su- e piscine, oggi l’ex Hotel del Matto
perficie di tre ettari, sono ancora pre- Oggi un edificio abbandonato e versa in stato di completo abbando-
senti alcuni fabbricati che facevano fatiscente, un tempo colonia estiva no. Il luogo è meta irrinunciabile per
parte del corpo di guardia, la mensa e frequentatissima da bambini e ragazzi gli amanti del mistero e appassionati
i depositi di munizioni collocati lungo di tutta la regione. L'edificio è di in cerca di avventura, tanto da cattu-
una viabilità che si addentra in una proprietà della Croce Rossa Italiana rare l’attenzione di diverse squadre di
valle laterale al torrente Fella. I fab- che da 30 anni tenta di venderlo. ghost hunters.
bricati non sono facili da rintracciare Il comune vuole cercare di farlo diven-
E DIFICI FA TISCENTI CHE AFFOLLANO LE MONTAGNE I TALI ANE
ora perché la vegetazione cresciuta tare “terreno agricolo” per farlo valere
nel frattempo li ha completamente meno ed essere più appetibile per
ricoperti. possibili giovani compratori.
Toscana
Ex colonia Abetina di Prunetta
Comune
Piteglio (PT)
Foto di Walter Coletto
Quota
Caserma Zucchi circa 900 m s.l.m.
Comune Marche - Umbria L’ex colonia Ipost fino al 1997 ha
Chiusaforte (UD) ospitato per le vacanze estive circa
Edifici Forca Canapine 18mila figli dei dipendenti delle Poste.
Quota Realizzata tra il 1970 e il 1974 è
391 m s.l.m. Comune costata quasi un miliardo e mezzo
Arquata del Tronto (AP) di vecchie lire. Da più di vent’anni
Inaugurata nel 1963, la caserma Zuc- questa parte della frazione di Prunetta
chi è stata sede del Battaglione Alpini Quota
convive col degrado. Nel 2016 vi fu
Cividale, della Brigata Julia. È una 1541 m s.l.m.
l’idea di un contratto d’affitto, ma
caserma estesa come tutto il paese, l’ipotesi pose evidenti problemi nell’in-
La zona è chiusa per i danni alle
che va colta anche nella complessità dividuazione dell’interlocutore, vista la
strade causati dal sisma, ma già in
del luogo. Infatti per reperire un’area situazione di degrado della struttura.
precedenza si segnalò la chiusura e
abbastanza grande da costruire un
stato di abbandono di due rifugi e di
tale complesso di alloggi si dovette Ex camping Tavernelle
un hotel.
ridurre di molto l’alveo del fiume
proprio nel punto in cui il Fella usciva Comune
dalla stretta gola di Dogna. Licciana Nardi (MS)
La caserma ricostruita interamente
Quota
all’inizio degli anni Ottanta a seguito
450 m s.l.m.
del terremoto del '76 era una delle
più moderne ed efficienti del settore Campeggio abbandonato da più di
alpino. Si estendeva su un’area di otto anni, un’area di circa 8 ettari
circa settantamila metri quadrati. ospitava casette di legno, bungalow,
un campo da calcio, una piscina, bar,
ristoranti e altro.
Dopo un’ascesa che lo rese luogo
noto nella zona dell’Alta Toscana, la
Ex Hotel del Matto crisi finanziaria del 2006 ha rappre-
sentato un punto di svolta per la sto-
Comune ria del camping. Nel 2017 un’associa-
Monteluco di Spoleto (PG) zione ha cercato invana di recuperare
la struttura per farla diventare un
Quota campeggio dedicato ai bimbi disabili
Foto di Walter Coletto 800 m s.l.m. e alle loro famiglie.
Rapporto di Legambiente16 ABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID
Abruzzo Quota
circa 1600 m s.l.m.
Complesso alberghiero
Campo Nevada Chiuso da diversi anni. Il tempo e
l’incuria hanno distrutto una struttura
Comune che un tempo ospitava centinaia di
L’Aquila (AQ) sciatori e turisti che amavano salire
in vetta anche per gustare una cioc-
Quota colata calda ammirando l’altopiano
1921 m s.l.m. Campania innevato. Oggi quella struttura è
Ex hotel-residence 4 camini chiusa, abbandonata e inaccessibile.
Complesso mai terminato, costruito
Secondo quanto riferito dagli opera-
al termine degli anni ’60, circa 30.000
Comune tori della zona, non vi è in atto alcun
mq era inserito all’interno di un
Laceno (AV) progetto di recupero.
progetto più ampio, per la fornitura di
servizi per due impianti di risalita.
Quota Sicilia
E DIFICI FA TISCENTI CHE AFFOLLANO LE MONTAGNE I TALI ANE
Dopo 50 anni in alcuni punti le fon-
1100 m s.l.m.
damenta hanno ceduto, durante la Ex hotel La Montanina
stagione estiva funge da riparo per gli A due passi dall’acqua, su una
animali al pascolo. verdeggiante piana e immerso nella Comune
natura, fino a due decenni fa era Piano Zucchi (PA)
attivo un imponente hotel, composto
Quota
di due corpi di fabbrica e disposto
circa 1570 m s.l.m.
su quattro livelli, capace non solo di
offrire alloggio ai turisti, ma anche Località meta del turismo invernale
di accogliere meeting, serate, balli e degli anni Ottanta e chiusa dagli anni
feste. Novanta, l'Hotel La Montanina è più
La struttura originaria in pietra risale che mai fatiscente e l'edificio è a
persino alla fine dell’Ottocento. Ad rischio crollo.
essa, nel tempo, si sono aggiunti La struttura era stata messa in ven-
successivi fabbricati. dita, ma nessuno si è fatto avanti. La
Comprensorio di Marsia L’edificio è stato dismesso all’inizio struttura sia all'interno che all'esterno
degli anni 2000 ed è stato oggetto mostra importanti lesioni, basta entra-
Comune di razzie e vandalismi, oltre ad un re dentro per trovarsi di fronte ad una
Marsia di Tagliacozzo (AQ) incendio doloso. devastazione generale come se fosse
Quota passato un uragano che ha distrutto
Rifugio Monte Orso
740 m s.l.m. mobili, finestre, porte e poi ancora
Comune pezzi di tetto.
Marsia è un piccolo comprensorio Castello del Matese (CE)
turistico-residenziale che sorge alle Rifugio Orestano
pendici del Monte Midia (1737 m Quota
Comune
s.l.m.). Grazie alla sua vicinanza a 1450 m s.l.m.
Piano Zucchi (PA)
Roma, si è sviluppata a partire dagli
anni ‘60 come luogo di villeggiatura L’edificio fu realizzato con un proget-
Quota
in cui praticare sport invernali, specie to Por Campania 1.9 e P.I.T. Parco
circa 1500 m s.l.m.
sci di fondo e alpino. Le numerose regionale del Matese per una cifra di
abitazioni sono oggigiorno in parte 330 mila euro. Terminato nel 2007, fu Nel novembre 2008 un incendio ha
abbandonate così come gli impianti dato in gestione ad una società napo- interessato il terzo piano dello storico
sciistici di risalita, oggi chiusi e la letana l’anno seguente, ma le attività rifugio.
piscina che raccoglie ogni specie di svolte non si legarono mai alla pista Il rifugio Orestano fu costruito nel
rifiuti. di sci di fondo che ha come arrivo e 1908 ed essendo alle porte del parco
partenza proprio il rifugio. Dopo un delle Madonie per chi saliva dal mare
Albergo di Campo Imperatore periodo di pausa e di chiusura, nel verso la montagna era anche il primo
2014 il Comune l’ha dato in uso alla punto di riferimento del soccorso alpi-
Comune Cooperativa Monte Orso, dedita per no e della Protezione civile. Da quella
Campo Imperatore (AQ) lo più ad accoglienza, ristorazione e data, poi più nulla.
qualche evento. I soci fino al 2019
Quota ne hanno garantito il funzionamento
1500 m s.l.m. e il collegamento con altre strutture
ricettive della zona montuosa.
Lo storico albergo che ha ospi-
tato Mussolini è ormai in stato di
Calabria
abbandono, attorno cavi elettrici e
materiale di scarto, lamiere arrugginite Rifugio Monte Curcio
e pezzi di arredo abbandonati. C’è un
progetto di recupero, ma mancano Comune
i fondi. Camigliatello Silano (CE)
Rapporto di LegambienteABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID 17
Sardegna
Sporting Club Monte Spada
Comune
Fonni (NU)
Quota
1385 m s.l.m.
L’hotel Sporting Club del Monte
Spada fu costruito dall’imprenditore
fonnese Carletto Cualbu alla fine degli
anni ‘60 con lo stesso stile degli al-
berghi della Costa Smeralda e aperto
al pubblico nel 1973. Impreziosito
E DIFICI FA TISCENTI CHE AFFOLLANO LE MONTAGNE I TALI ANE
dai dipinti di Liliana Cano, questo
resort montano nascosto tra i boschi
divenne in soli 10 anni il più rinomato
della Sardegna.
Il sogno finì nel 1986. Successiva-
mente fu acquisito dal Comune grazie
ai fondi della Regione e riaperto verso
il 1993 da una cooperativa giovanile
locale; in seguito ai bilanci in perdita,
e alcuni contenziosi chiuse e fu
abbandonato definitivamente alla
fine del 2002.Attualmente il rudere
è abbandonato. Per gli affreschi di
Lialiana Cano, il Comune ha richiesto
un parere alla sovrintendenza, al
momento esistono delle tecniche per
recuperarli, anche se è presente una
criticità in quanto sono stati realiz-
zati sui muri portanti. Pertanto se il
rudere dovesse venire smantellato
per il ripristino, rappresenterebbe un
problema, l'intenzione è comunque
quella di fare di tutto per recuperarli.
Un altro oneroso problema legato al
rudere è la presenza di amianto nella
copertura della struttura. Il comune
ha di recente ottenuto i finanziamenti
per procedere con la bonifica am-
bientale che dovrebbe iniziare entro
la primavera dopo l'approvazione del
bilancio. Sarà sempre compito del
comune individuare la nuova destina-
zione d’uso dell’edificio.
Rapporto di Legambiente18 ABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID
IL MERCATO IMMOBILIARE
SULLE ALPI: TRA TURISMO
E SMARTWORKING
In questo studio, Legambiente mette sotto la lente di ingrandimento 303 località
alpine italiane, alcune a maggiore vocazione turistica, altre più colpite dallo spopo-
lamento, con l’obiettivo di fornire un quadro il più possibile puntuale del costruito in
alta quota nell’area alpina. Mentre il mercato immobiliare riprende slancio anche in
montagna, il timore è che possa ricominciare a crescere anche il consumo
IL MERCATO IMMOBILIARE SULLE ALPI
di suolo, che invece dovrebbe essere azzerato, privilegiando la riqualificazione del
costruito.
Nella scelta delle località alpine italiane, abbiamo preso in considerazione i co-
muni individuati come le principali località del turismo montano nel Dossier Legam-
biente 2009 “Cemento d’alta quota” (centri con capoluogo posto a quote superiori
ai 600 metri sm e con almeno mille posti letto alberghieri ed extralberghieri in base
al 14° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni dell’Istat 2001). A
questi comuni, abbiamo aggiunto quelli citati nel dossier Nevediversa 2021, con
impianti sciistici chiusi o dismessi, e quelli considerati per le buone pratiche messe
in campo per un rilancio turistico sostenibile, come Ostana, in Piemonte.
R IP A R TE I L M E R C A T O DE LLE SE CON D E CASE IN MON TAGN A
Dopo anni di stagnazione, il mercato delle seconde case in montagna, spe-
cialmente sull’arco alpino, sta vivendo una fase di crescita, sia per la vendita sia
per l’affitto. Si tratta di un effetto in buona parte legato alla pandemia, che ha reso
possibile e sempre più diffuso il lavoro in smart working. Cresce la domanda e
aumentano i prezzi nelle località più rinomate, come Cortina d’Ampezzo (dove c’è
anche il traino delle Olimpiadi invernali 2026), ma anche in località meno note, dove
la qualità ambientale è migliore che in città. I più richiesti sono i trilocali e le soluzioni
indipendenti, immobili spaziosi, con terrazza o giardino.
La tendenza si è manifestata già dopo il primo lockdown nel 2020. Secondo
i dati dell’Ufficio Studi Tecnocasa, nel primo semestre del 2021 la percentuale di
chi ha acquistato una seconda casa in montagna è stata del 6,4%, mentre il livello
pre-pandemia era del 5,5%. I prezzi medi sono saliti dello 0,6%, ma si prevede un
aumento, legato anche alla richiesta crescente di case in affitto e all’aumento dei
relativi canoni. A favorire la ripresa del mercato è anche il Superbonus 110% per la
riqualificazione energetica e antisismica.
A Cortina d’Ampezzo nel 2021 il valore degli immobili è arrivato a 13.500 euro/
mq in base all’analisi su compravendite e locazioni in 111 località turistiche in Italia
realizzata dall’Osservatorio nazionale immobiliare turistico 2021 di Fimaa (Fede-
razione italiana mediatori agenti d’affari), aderente a Confcommercio-Imprese per
l’Italia, in collaborazione con Nomisma. Al secondo posto c’è Madonna di Campi-
Rapporto di LegambienteABITARE LA MONTAGNA NEL POST-COVID 19
glio (comune di Pinzolo), 13mila euro/mq. Il terzo e quarto posto sono occupati da
località marittime e al quinto torniamo in montagna, a Courmayeur, con un valore
di 11mila euro/mq.
Navigando sul sito della Società di Intermediazione Immobiliare Unicredit Subito
Casa, troviamo tra le proposte in evidenza, oltre a Cortina d’Ampezzo e Cour-
mayeur, San Vito e Auronzo di Cadore, Asiago, Limone Piemonte, San Candido e
San Martino in Badia.
L’Ufficio Studi Gabetti, nell’analizzare l’andamento del mercato immobiliare in
Italia, segnala le seguenti località: in Piemonte, Bardonecchia, Formazza, Macu-
gnaga, Oulx, San Domenico di Varzo e Sauze d’Oulx; in Valle d’Aosta Courmayeur;
in Lombardia Aprica, Bormio, Chiesa in Valmalenco, Livigno, Morbegno e Teglio; in
Trentino Alto Adige Campitello, Cavalese, Pozza e Vigo di Fassa e in Veneto Asiago,
Gallio, Roana, dove si sottolinea la ricerca di case per lo smartworking.
I L S U O L O SI C ONSU M A ANC HE A D ALTA QUOTA
IL MERCATO IMMOBILIARE SULLE ALPI
Il Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” re-
alizzato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) nel 2021
sottolinea che «la tutela del suolo è fondamentale per la sostenibilità del nostro
territorio, considerate le sue peculiarità geologiche, morfologiche e idrografiche,
così come la sua biodiversità, la capacità di supportare una produzione agricola di
qualità, il paesaggio e gli aspetti storici, sociali e culturali».
Eppure in Italia il consumo di suolo continua a crescere e riguarda anche am-
biti montani di pericolosità per frane e alluvioni, aree protette, le sponde
dei corpi idrici, le valli dove il suolo è più fertile.
A livello nazionale, in pianura, a quote inferiori ai 300 metri, il consumo di suolo è
maggiore che in montagna e interessa l’11,3% della superficie. Nelle aree tra i 300
e i 600 metri copre il 5,4% del territorio e, oltre i 600 metri, il 2,1%.
Nelle aree sotto i 300 metri, la regione con la maggiore percentuale di suolo
consumato è il Trentino-Alto Adige, con il 23%. La Valle d’Aosta ha invece il primato
del consumo di suolo per la fascia compresa tra i 300 e i 600 metri, con il 26,5%
di suolo consumato (va però considerata la scarsa estensione dell’area regionale
a questa quota).
Considerando i dati sull’incremento di consumo di suolo, in Trentino-Alto Adi-
ge, oltre i 600 metri di altitudine, nel 2019 sono stati consumati 54 ettari in
più rispetto al 2018.
G L I EDIF IC I
Nel 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, l’Istat ha con-
teggiato gli edifici distinguendoli per stato d’uso. Nei comuni che abbiamo selezio-
nato, gli edifici utilizzati sono complessivamente 277.230. I non utilizzati sono invece
14.611, ma il dato è sottodimensionato, visto che in Provincia di Bolzano non sono
stati rilevati edifici non utilizzati. Oltre il 6% degli edifici presenti, escludendo l’Alto
Adige, non è utilizzato, una percentuale più alta rispetto al dato nazionale, che è
circa il 5%.
Per edificio l’Istat intende una costruzione generalmente di concezione ed ese-
cuzione unitaria dotata di una propria struttura indipendente; con spazi utilizzabili
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